giovedì 14 dicembre 2023

Pranzo natalizio Forum SCLS (13.12.2023)

Anche quest’anno, in occasione

delle prossime festività natalizie,

il Forum spiritoconlascure.it

ha organizzato non una “pizzata”

ma un vero e proprio pranzo

in compagnia di autori e disegnatori zagoriani.

Dal canto mio, da bravo fotoreporter,

ho immortalato qualche momento della giornata.

Ecco quindi a voi qualche foto dell’evento

e qualche sketch realizzato dai alcuni dei disegnatori presenti...


Spazio alle immagini!


Quest’anno eravamo davvero tanti,

quasi una cinquantina di persone (46 per la precisione).

Qui potete vedere i partecipanti

prima all’esterno della redazione

e poi in cammino verso il ristorante


 
Qui siamo all’interno del locale,

il cui pranzo è stato preceduto da un

“discorso alla nazione” di Moreno Burattini




Quelli che seguono sono i selfies che ho fatto

con vari autori e disegnatori:

con Stafano Voltolini

con Luca Corda

con Luca Barbieri

con Giuseppe Candita

con Stefano Fantelli

con Oscar Scalco

con Anna Lazzarini

con Giovanni Freghieri

con Marco Verni

con Moreno Burattini

con Marcello Mangiantini

Ecco alcuni sketch eseguiti

sul registro dei raduni del Forum SCLS:

Stefano Voltolini


Marcello Mangiantini


Moreno Burattini


Marco Verni


Anna Lazzarini


Giovanni Freghieri


Dopo il pranzo alcuni forumisti

hanno fatto visita alla redazione…



Qui sotto vi mostro le foto "carpite" delle cianografie

del prossimo numero della Collana Zenith:


Appeso al muro della stanza di Moreno

Campeggiava, tra gli altri, questo bel disegno

di Marco Verni per i 25 anni di sceneggiature

zagoriane del curatore della testata:

E a proposito di “detrattori”,

gustatevi infine questo brevissimo e simpatico filmato:

 

E con questo è tutto!

Alla prossima!

 



venerdì 1 dicembre 2023

Ritorno a Paradise Gate (Zagor Più n. 10)

James Hilton, lo sceriffo di Paradise Gate, deve affrontare lo spietato meticcio Lansa e la sua banda di criminali, giunti a portare l’Inferno fino ai cancelli del Paradiso… e per l’uomo dalla stella di latta sarebbe la fine se lo Spirito con la Scure non giungesse di nuovo in suo aiuto, per affrontare al suo fianco i fantasmi di un passato creduto sepolto per sempre!

L’ultimo albo del 2023 (uscito alla fine di agosto) che non avevo ancora avuto il tempo di recensire è questo n. 10 della collana Zagor Più (qui nella sua versione “storia unica”).

Uno come me, che ha ufficialmente iniziato la sua collezione di Zagor proprio con l’albo “Lo strano Mister Smith” dove, a pag. 32, cominciava la storia “Paradise Gate” di Nolitta/Donatelli, ha avuto un po’ di timori vedendo pubblicizzata, in quarta di copertina del precedente Zagor Più, il titolo di questo albo: “Ritorno a Paradise Gate”. Sarei rimasto deluso o contento dalla sua lettura, memore del fatto che proprio la sua storia antesignana mi aveva fatto definitivamente innamorare di Zagor?

Ebbene, posso dire che tutto sommato non sono rimasto deluso: si tratta di una bella storia western, scritta da Francesco Testi e disegnata dal decano Alessandro Chiarolla.

Ritornano sia lo sceriffo James Hilton sia l’ex-sindaco Wilson “King” Mac Kay, che nella parte iniziale del racconto trama di nascosto, deciso a vendicarsi della sconfitta (e dell’umiliazione) subita in passato da Zagor e Hilton. La sua longa manus si chiama Lansa, uno spietato meticcio che a capo della sua banda di criminali rapisce la compagna dello sceriffo (la bella pittrice Amber) e mette a ferro e fuoco, letteralmente, la cittadina di Paradise Gate.

È molto bravo Testi, a mio parere, nel tratteggiare la personalità di tutti i carachters coinvolti nella vicenda, sia buoni che cattivi.

Da segnalare due momenti significativi della storia: Zagor e Hilton prigionieri nella miniera e la resa dei conti a Purgatory City, con una serie di duelli ben congeniati sotto la pioggia battente. Il tutto, poi, ha come sfondo la romantica storia d’amore tra Hilton e Amber, la quale nasconde un segreto che verrà svelato solo alla fine.

Insomma, una storia scritta bene, senza lungaggini, con molta azione e personaggi ben caratterizzati.

Alessandro Chiarolla, dal canto suo, riesce ancora a dare il meglio di sé, soprattutto nella scene d’azione e in quella sotto la pioggia. Sì, è vero, in alcune vignette si percepisce un’incertezza del tratto, e il viso di Mac Kay probabilmente è stato corretto in redazione, ma all’età di 80 anni compiuti gli si può anche perdonare qualche imperfezione.



giovedì 30 novembre 2023

Jacopo Rauch ci porta in trasferta con Zagor

Tra gli albi zagoriani di cui ultimamente è mancata la mia recensione su questo blog, vi sono anche quelli – tutti sceneggiati da Jacopo Rauch – che hanno visto il nostro Zagor prima unirsi al “figlio” del mitico Manetola nella Palude di Okefenokee in Georgia e quindi imbarcarsi con lui alla volta della nolittiana isola di Britannia (disegni dei fratelli Di Vitto); poi abbiamo assistito all’incontro dello Spirito con la Scure con il Capitano Nemo (disegni di Della Monica); infine, tornato sul continente americano, l’eroe di Darkwood si è trovato coinvolto in un’avventura di pirati al fianco di Digging Bill e dell’ex-pirata John Connor (disegni di Venturi).

Ebbene, in merito a questa breve trasferta caraibica ho avuto occasione di leggere nelle scorse settimane un bellissimo articolo dell’amico Cristian Di Clemente pubblicato sul blog “Siamo Agorà” (cui contribuiscono molti autori di uBC Fumetti). Dopo una premessa e una precisa dissertazione sulle grandi trasferte di Zagor, l’autore dell’articolo ha analizzato le tre avventure “rauchiane” apparse sulla Collana Zenith da aprile a ottobre di quest’anno con una serie di considerazioni che mi trovano totalmente d’accordo. Talmente d’accordo che – anziché scrivere una mia recensione – ritengo opportuno sottoporre alla vostra attenzione proprio la disamina fatta da Cristian (che ringrazio sentitamente per l’autorizzazione concessami), che trovate qui di seguito.

In ogni caso, vi consiglio di leggere anche l’articolo completo che potete trovare qui:

https://www.siamoagorà.com/fumetti/zagor-trasferte/

Per aggiungere qualcosa di “mio”, al termine troverete alcuna foto da me scattate alle pagine delle sceneggiature delle prime due avventure, che potrete confrontare con il risultato finale pubblicato sugli albi.

La prima storia (“La leggenda di Manetola”, n.693-696) è purtroppo la sola a concedersi un certo spazio, occupando quasi metà della trasferta, anche perché raccoglie la sfida di fare tornare Zagor e Cico nei luoghi di uno dei “testi sacri” nolittiani, a cui si accosta con grande rispetto per il racconto originale: quel “Libertà o morte” (n.89-92) in cui il popolo dei Seminoles, guidato da Manetola (grande amico di Zagor) andava incontro a un tragico destino sull’isola di Britannia, l’epilogo più sofferto di una storia di Zagor e per il nostro eroe un’esperienza drammatica probabilmente seconda soltanto alla morte dei genitori. Il pretesto è dato dalla comparsa di Chaka, sedicente figlio del condottiero che, a sua volta, ha imbracciato le armi per spingere i Seminoles alla rivolta, ma il cui vero obiettivo è tornare sull’isola per liberare gli ultimi superstiti della tribù di Manetola. La storia si prende tutto il suo tempo per introdurre i vari elementi, in perfetto stile nolittiano, dando così spazio ai dubbi di Zagor sulla propria missione, al suo senso di colpa per essere sopravvissuto all’amico Manetola e al confronto e scontro generazionale con Chaka, a cui darà un’importante lezione di leadership. Ma non solo: c’è anche la grande amicizia che lega Zagor a Cico, e quanto il pancione sia una presenza imprescindibile della serie al fianco del protagonista, capace non solo di strappare un sorriso per tenere alto il morale della squadra ma anche di veri atti di eroismo, salvando a modo suo la situazione quando tutto sembra perduto.

Se la prima storia della trilogia trae la sua forza da una visione complementare dei grandi classici della serie e dallo scavare a fondo nell’essenza dei due grandi amici Zagor e Cico, la seconda (“L’isola degli spettri”, n.696-698) rilancia la capacità della testata di trovare nuovi spunti narrativi nel tempo, facendola in questo caso attingere alla grande tradizione avventurosa letteraria. Zagor incontra così il Capitano Nemo (!), proprio quello originale di Jules Verne, che si rivela una figura perfettamente a suo agio con le caratteristiche della serie. Il tutto avviene grazie alle macroscopiche incongruenze cronologiche contenute nei due celebri romanzi di Verne, che consentono di presentare un tormentato Nemo all’inizio della sua avventura per i sette mari a bordo del Nautilus, compatibile con quello che ne “L’isola Misteriosa” (romanzo ambientato negli anni della guerra civile americana, vale a dire circa tre decenni dopo l’epoca delle storie di Zagor) era un uomo anziano. Un “difetto” della storia è che è troppo breve (due albi appena): l’episodio rappresenta infatti l’atto iniziale di una trilogia, sparpagliata nel tempo e scritta da autori differenti, e non propone pertanto una trama particolarmente epica o grandiosa. Resta comunque una storia godibile: la parte che precede la scoperta del Nautilus, con la crescente suspense che accompagna gli eventi misteriosi che si succedono, è zagoriana sino al midollo e anche l’incontro e lo scontro di vedute dei “due straordinari personaggi”, come recita una bella didascalia, non tradisce le attese. Da sottolineare infatti, in questa trasferta caraibica, il felice utilizzo di quei riquadri narrativi caduti in disuso ma che, insieme ai disegni, possono produrre un risultato combinato superiore alle singole parti… anche in questi tempi di veloce fruizione dei contenuti.

Nel terzo episodio della trilogia (“La Maledizione degli Incas”, n.698-699) la lunghezza scende sotto i due albi, comunque densi di avvenimenti e in cui l’esotismo dell’avventura aumenta grazie a una caccia a un tesoro maledetto. E se si parla di tesori non può mancare Digging Bill, il più avventuroso e ricorrente dei buffi comprimari nolittiani (anche nelle grandi trasferte passate), che con Cico dà vita a gustosi battibecchi, ma in generale tutti i protagonisti buoni, cattivi ed ambigui (come quella simpatica canaglia dell’ex-pirata John Connor, a cui sarò sempre affezionato per avere propiziato il magnifico ciclo africano) sono egregiamente calati nella propria parte.Tra i plus dell’episodio vanno segnalati anche la circolarità tra incipit ed epilogo, che richiamano tutto il fascino, anche macabro, dell’epopea della filibusta.