giovedì 30 novembre 2017

Zagor 2018: facciamo il punto



  

In attesa di eventuali nuove “rivelazioni” per bocca del nostro Moreno Burattini in occasione della Pizzata Natalizia Ambrosiana organizzata a Milano per il prossimo 5 dicembre dal Forum www.spiritoconlascure.it, vediamo di fare il punto sull’annata del 2018 sulla scorta di quanto detto nella conferenza zagoriana di Lucca Comics e delle consuete “voci di corridoio”.
Come vedremo, sarà un’annata caratterizzata dal ritorno di tantissimi personaggi classici della saga.




Nel mese di gennaio terminerà la storia attualmente in corso di pubblicazione che narra de La vendetta di Smirnoff, sceneggiata da Luigi Mignacco e disegnata da Walter Venturi. Come tutti gli zagoriani sanno è il seguito ideale di una vecchia storia di Alfredo Castelli e Franco Donatelli uscita nel 1978 il cui finale aveva lasciato alcuni importanti punti in sospeso: che fine aveva fatto il cattivo Smirnoff e che cosa era successo ai pellerossa da lui angariati, apparentemente abbandonati da Zagor al loro destino? Come dicevo, la storia è ancora in corso. A gennaio potremo darne un giudizio definitivo e paragonarne la “qualità” con quella degli anni ’70 (che il compianto Sergio Bonelli aveva una volta definito come “la più brutta avventura di Zagor”).





Seguirà, nei mesi di febbraio-marzo-aprile, un altro gradito ritorno: quello di Blondie, la bella fuorilegge la cui strada aveva incrociato quella dello Spirito con la Scure in una storia del 1977 (Pericolo biondo e I due ostaggi) di Nolitta/Canzio e Donatelli/Gamba. Questa volta gli autori all’opera sono Antonio Zamberletti per i testi e Mauro Laurenti per i disegni.





I mesi di maggio, giugno e luglio 2018 vedranno il ritorno di Ramath il fachiro e dell’intero equipaggio della Golden Baby nell’avventura con connotazioni soprannaturali intitolata La regina dei serpenti. L’autore della sceneggiatura sarà il bravissimo Jacopo Rauch mentre ai disegni troveremo l’ormai collaudato “dinamico duo” Gianni Sedioli e Marco Verni (rispettivamente alle matite e alle chine).









Da agosto a ottobre torna alla sceneggiatura Moreno Burattini, che con i disegni degli Esposito Bros ci presenterà il doppio ritorno di due misteriosi nemici nella storia intitolata, giustappunto, Vendetta per due. In merito alla loro identità devo confidarvi che io ne sono a conoscenza ma purtroppo vincolato al silenzio… Qualcosa è già trapelato in rete e nei vari raduni zagoriani, e per ora posso dirvi questo: uno dei due lo si può definire non un “vecchio” ma addirittura un “vecchissimo” nemico; l’altro, invece, è stato uno degli avversari affrontati da Zagor nel corso degli anni ’80 della pubblicazione… e qui mi taccio!



Smetto un attimo di parlare della serie regolare (e tra poco capirete il perché) per ribadire, come già avevo anticipato in altri articoli di questo blog, che i tre Maxi Zagor del 2018 avranno la particolarità di narrare tre storie in sequenza che presenteranno ai lettori un nuovo viaggio di Zagor in terra americana. Lo Spirito con la Scure partirà dall’Alaska, passerà per l’Oregon Country (l’attuale Columbia Britannica) e si dirigerà in California.










A gennaio, nella prima avventura intitolata I predoni dell’Ovest, vedremo Honest Joe affiancarsi a Zagor contro un altro “vecchio” nemico, a suo tempo dato per morto. La sceneggiatura sarà di Jacopo Rauch mentre i disegni sono opera dei fratelli Stefano e Domenico Di Vitto.










Nel Maxi di maggio, realizzato da Mirko Perniola e Marcello Mangiantini, rivedremo il simpatico Principe Alexis, che a suo tempo aveva preferito la vita del trapper a quella di corte.







Nella terza avventura, che uscirà a settembre, Zagor tornerà in California (a Los Angeles, in particolare) dove nel corso della cosiddetta “seconda odissea americana” aveva lasciato delle persone con le quali tornerà ad avere a che fare. Ancora Jacopo Rauch sarà al timone dei testi, mentre i disegni saranno appannaggio di Gianni Sedioli.






Ulteriore particolarità di questa trasferta è quella che, terminata l’avventura in California sull’ultimo Maxi dell’anno, il ritorno a Darkwood del nostro eroe lo potremo leggere negli albi della serie regolare in edicola dal mese successivo (ottobre) sino a dicembre, con una storia che inizierà nella Monument Valley intitolata Il mistero del pueblo, scritta da Moreno Burattini e disegnata dal serbo Bane Kerac (già autore del Color Zagor dedicato al passato di “Guitar” Jim).







L’annuale Special Zagor n. 30, in uscita nel marzo 2018, vedrà l’esordio alla sceneggiatura di Francesco Testi ed il ritorno ai disegni di Emanuele Barison, qui alla sua terza avventura zagoriana (dopo Risvegli e Gli assassini venuti dallo spazio). Il titolo di lavorazione della storia di questo albo speciale è Fearsome critters… ma quello definitivo sarà sicuramente un altro!




Chiudiamo la nostra carrellata con la collana Color Zagor.
Anche l’anno prossimo saranno due le uscite: quella di agosto presenterà un team-up dello Spirito con la Scure con Brad Barron, i cui nemici di sempre, gli alieni Morb, invaderanno Darkwood! Ai testi il creatore di Brad, Tito Faraci; ai disegni il collaudatissimo Walter Venturi, che non a caso esordì presso la S.B.E. proprio disegnando un albo di Brad Barron.
Il Color di dicembre sarà invece scritto da Jacopo Rauch per i disegni di Massimo Pesce con la storia Un pistola per Gambit.







E mentre in quest’ultimo scorcio del 2017 vi invito a leggere la storia (sempre a colori) in uscita a metà mese Spettri per Digging Bill, realizzata da Samuel Marolla e Paolo Bisi, è venuto ancora una volta il momento di salutarvi e di darvi appuntamento al prossimo articolo del blog!

Ciao a tutti!

martedì 7 novembre 2017

Un messicano di nome Cico




Da quando le Edizioni If hanno cominciato a ristampare, nel giugno del 2013, le avventure di Cico a colori originariamente pubblicate in bianco e nero dalla S.B.E., è nato un divertissment tra me e Moreno Burattini in virtù del quale – all’uscita di ciascun albo – io fotografavo mia figlia Beatrice con il fumetto in mano, spedivo la foto a Moreno e lui la pubblicava sulla sua pagina Facebook.

In tal modo, queste fotografie non solo sono state l’occasione per “pubblicizzare” un po’ questa bella collana, ma oggi – a quattro anni di distanza, con la ristampa del ventisettesimo e ultimo volume (anche se ne sono previsti ancora almeno altri due, con diverso materiale) – sono anche una bella testimonianza di come è cresciuta mia figlia.

Ho quindi pensato che fosse carino riproporre sul mio blog tutte quelle fotografie, corredandole con il testo di una “biografia non autorizzata” di Cico redatta originariamente dallo stesso Moreno Burattini e da Stefano Priarone (all’epoca aggiornata al volume “Cico Pioniere”) e da me integrata con gli albi successivi.

Divertitevi!!!

Gli eroi dei fumetti, si sa, hanno il privilegio di vivere una sorta di eterna giovinezza, confinati - beati loro! - in un mondo senza tempo. Anche nell’universo in cui si muovono Zagor e Cico, vagamente localizzabile nel Nord Est degli Stati Uniti nei primi decenni del XIX Secolo, gli anni sembrano non scorrere mai. Eppure… eppure, chi sappia cogliere certi piccoli indizi nascosti qua e là fra le migliaia di pagine che compongono la serie, può perfino riuscire a ricostruire una plausibile cronologia della vita dei due personaggi. Quella che segue è dunque la datazione (ufficiosa e “non autorizzata”) dei fatti salienti che hanno scandito la turbinosa girandola di disavventure del nostro simpatico messicano.

Innanzitutto occorre precisare che il nostro Cico discende da avi cavernicoli, paladini, conquistadores e moschettieri, dei quali è giusto dare notizia (Albi: Cico Cavernicolo, Cico Paladino, Cico Conquistador e Cico Moschettiere).





1800: Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales nasce a Veracruz (Messico), da Pedro e Rosa, ultimo di otto fra fratelli e sorelle (Albo: Cico Story).
1810-20: Intraprende vari mestieri: lustrascarpe, assistente del nonno Gonzales “El farmaceutico”, chitarrista nel trio “I tre Gonzales” (Albo: Cico Story).



1820: Fa da guida ad una spedizione archeologica statunitense, rinvenendo una piramide Maya nella giungla; quindi accompagna come guardia del corpo alcuni esploratori in Sudamerica e, per uno strano gioco del destino, viene scambiato per un ideologo rivoluzionario chiamato Cisco Mortadelo (Albi: Cico Archeologo, Cico Esploratore e Cico Rivoluzionario).




1821: Emigra clandestinamente negli Stati Uniti e svolge diversi lavori, tra cui il commesso (Albo: American Cico).


1822: Vive con gli indiani Sioux, che lo ribattezzano “Porcello Baffuto” (Albo: Un pellerossa chiamato Cico).


1823: Fa il soldato e diserta dopo essere diventato colonnello (Albo: Cico Soldato).


1824: Diventa il temuto sceriffo di Texas City, famoso in tutto il West con il soprannome di “Carambita Cico”, quindi cerca, trova e perde un tesoro nascosto dai pirati su un’isoletta del Golfo del Messico (Albi: Cico Sceriffo e Cico sull’Isola del Tesoro).



1825: Viene scambiato per un criminale da Wyatt Whiskers, lo sceriffo di Grunt City, viene ingiustamente rinchiuso nel carcere di Sky Queen e quindi riabilitato (Albi: Cico Bandito e Cico Galeotto).



1826: Si trasferisce a Baltimora e viene assunto come giornalista del “Nosey Parker” per poi venire arruolato come agente segreto (Albi: Cico Giornalista e Cico Agente Segreto).



1827: Fa il cercatore d’oro a Eureka Town e incontra Trampy (Albo: Cico Cercatore d’Oro).


1828 : Viene assunto come cowboy nel ranch di mister Tittlertattler e fa la guida di una carovana di pionieri diretta verso la Honey Valley (Albi: Cico Cowboy e Cico Pioniere).



1829: Eredita il patrimonio del ricco Arthur McDoug, ma deve rinunciarci; si mette a fare il trapper e incontra Donald Destry (Albi: Un’Eredità per Cico e Cico Trapper).



1830: Recapita pacchi lungo il fiume sulla chiatta “Marybell”. Durante uno dei viaggi della chiatta, giunge a Pleasent Point, nella foresta di Darkwood, e incontra Zagor (Albo: River Cico).


E qui si chiude la cronologia vera e propria.

Nella collana, tuttavia, sono apparsi anche degli albi che narrano avventure “cichiane” avvenute in epoca successiva al suo incontro con Zagor, e precisamente:

FantaCico


HorrorCico


Cico Detective


Cico & Company

La collezione completa da Cico Story a Cico & Company (+ 6 Cico Collection)


giovedì 26 ottobre 2017

Zagor Collezione Storica a Colori: Il segreto della città nascosta (ZCSC212)




          Il duecentododicesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor in Perù.


LA MUMMIA DELLE ANDE

Proseguendo la sua caccia a Dexter Green, Zagor e Cico si imbarcano verso il Perù e giungono nel porto del Callao. Qui, conosciuto il simpatico avvocato Aguilar, intraprendono in sua compagnia il viaggio per Lima ma, lungo la strada, si scontrano con una banda di killer al soldo di don Cristobal Torres, proprietario di una manifattura in cui sfrutta il lavoro degli indios dei quali si è fatto paladino l’avvocato, che vogliono uccidere Aguilar.
Intanto, un avventuriero senza scrupoli, chiamato Barranco, è in cerca di una mummia nascosta sulle Ande, al cui collo c’è un “quipu”, una collana di fili i cui nodi celano preziose informazioni per raggiungere una città sacra degli Inca nascosta sulle vette andine.
Sopravvissuti all’agguato e catturato il capo dei sicari, Gilberto Serrano, Zagor, Cico e Aguilar, cercano rifugio presso la fattoria di Mama Jacinta, una curandera, e lì la pista dello Spirito con la Scure si incrocia con quella di Barranco, che ha costretto Mama Jacinta a rivelargli l’ubicazione della città sacra degli Inca decifrando i nodi della collana ed ha rapito e condotto con sé la bella Soledad, figlia della curandera.
Dal canto loro, Dexter Green e Yambo, scoperte in un antico codice cinquecentesco delle importanti indicazioni per raggiungere la base atlantidea dove l’archeologo intende usare le pietre trafugate per costruire la “chiave della conoscenza”, si mettono in viaggio per Cuzco. Ed è lì che anche Zagor si dirige, seguendo le tracce di Barranco, su suggerimento di Mama Jacinta, che gli rivela di appartenere alla stessa sorellanza della sciamana Shyer.
Nel frattempo Zagor e Cico vengono catturati dagli uomini di don Torres e portati nella sua villa. Con l’aiuto di Celicia (figlia di Torres) si liberano e in uno scontro con gli avversari Zagor uccide sia Serrano (che era tornato in libertà) sia don Cristobal. Quindi proseguono il loro viaggio consci del fatto che Cecilia e l’avvocato Aguilar si adopereranno per migliorare le condizioni di lavoro degli operai manifatturieri.
Dexter Green e Yambo raggiungono le rovine di un’antica fortezza Inca fondata da un discendente degli atlantidei, il misterioso Viracocha. Lì l’archeologo riesce a scoprire le coordinate della più importante base atlantidea situata agli estremi confini del mondo, dove potrà finalmente attivare la “chiave della conoscenza”.
Soledad, ancora prigioniera di Barranco, scopre che questi vuole raggiungere la città sacra di Machu Picchu non tanto per brama di ricchezza, quanto per rintracciare un gruppo di donne, le figlie di Viracocha, e farsi rivelare da loro dove si nascondono le leggendarie Amazzoni! Queste donne misteriose liberano Soledad (che scopriamo essere anche lei una sciamana come la madre) e la conducono nei sotterranei della città, ma vengono inseguite da Barranco. Le componenti di questa sorellanza sono tutte fisicamente uguali, anche se di diversa età, ed aborrono ogni forma di violenza; quindi, quando Barranco le rintraccia ed esse si rifiutano di dargli le informazioni che cerca, egli comincia ad ucciderle senza trovare opposizione.
Fortunatamente il massacro viene fermato da Zagor e Cico, anch’essi giunti nei sotterranei di Machu Picchu, e Barranco viene fatto prigioniero. La più anziana della sorellanza, Sanya, conduce Zagor in un laboratorio atlantideo, all’interno del quale vi sono le vasche di incubazione da cui sono nate tutte le figlie di Viracocha da un’unica progenitrice. Ma queste vasche sono ormai danneggiate e nessuna bambina nascerà più: la sorellanza è destinata così ad estinguersi.
Sanya spiega ancora a Zagor che un altro gruppo di donne, più combattive di loro, aveva rifiutato questo tipo di “riproduzione” e, tempo prima, erano partite per il Rio delle Amazzoni alla ricerca di altre basi atlantidee nascoste nella giungla. Sono queste le Amazzoni di cui, non si sa per quale motivo, era in cerca Barranco.
Infine Sanya dice a Zagor di dirigersi verso il Rio delle Amazzoni nella sua caccia a Dexter Green e gli consegna un monile con il quale potrà rintracciare le loro sorelle separate. Barranco, che nel frattempo si è liberato, ha ascoltato tutto e cerca di uccidere Zagor ma viene da lui sopraffatto; nella fuga, precipita in un fiume sotterraneo le cui acque impetuose lo trascinano via.
Zagor e Cico proseguono allora nel loro viaggio verso la giungla amazzonica.

Zagor giunge finalmente in Sudamerica in una storia che miscela sapientemente la caratterizzazione storico-geografica (con spunti documentaristici ben inseriti nel contesto della trama), l’avventura di stampo classico, il viaggio irto di pericoli, la suggestione magica e tecnologica, e una serie di comprimari interessanti: sopra tutti il nuovo villain Barranco, avido e senza scrupolo alcuno, che esordisce compiendo una atto di profanazione e omicidio di grande impatto emotivo e che continuerà durante tutta la vicenda a comportarsi da vero fellone.
Moreno Burattini caratterizza benissimo anche Zagor e Cico, e il loro rapporto di amicizia in questa avventura mi sembra che possieda un realismo davvero splendido, con una caratterizzazione molto moderna della dialettica tra i due.
La storia si dipana poi in un intreccio di eventi riconducibili all’azione individuale di più personaggi, che la rendono però corale: lo “scontro” dell’avvocato Aguilar e don Cristobal (che coinvolgerà anche la figlia di quest’ultimo, con sullo sfondo un problematica di sfruttamento dei lavoratori); la trama portante della ricerca di Dexter Green, con il suo comportamento “ambiguo” (ma è buono o cattivo?); le premonizioni di Shyer e l’aiuto della curandera; Barranco che persegue criminosamente i suoi loschi interessi, dei quali non si colgono fino in fondo le motivazioni; le figlie di Viracocha e – in prospettiva – le Amazzoni.
Il tutto con ottimi cambi di scena fra le vicende che coinvolgono direttamente il nostro eroe e quelle dei suoi antagonisti, che procedono parallele, a volte sovrapposte e convergenti.
Giuseppe Prisco, qui alla sua terza prova su Zagor dopo il Maxi Uomini in guerra del 2007 e Un capestro per Gambit del 2009, ci regala delle tavole curatissime, con disegni molto belli e “certosini”, dal tratto moderno, e la presentazione di atmosfere ed ambienti suggestivi e convincenti.

Una curiosità: il personaggio di Barranco è graficamente ispirato alle fattezze di un appassionato e collezionista zagoriano romano (nonché amico mio):  Giancarlo Orazi. Prestando il suo volto al cattivo, Giancarlo entra a tutti gli effetti a far parte dei comprimari zagoriani, conquistandosi persino l’apparizione su una cover del Maestro Gallieno Ferri (n. 565 La città sulla cordigliera)!

A tale proposito, riporto un intervento di Moreno Burattini pubblicato sul suo blog, che svela i retroscena di questa “straordinaria interpretazione”:

Due parole su Barranco. Si tratta del primo, grande super-nemico che Zagor incontra nella trasferta sudamericana. Bastano le poche pagine del suo esordio per farlo odiare a chiunque le legga.
Per dargli l’aspetto che ha, ho chiesto degli studi non a Prisco, ma a Mauro Laurenti, descrivendogli un tipo che doveva essere un peruviano di etnia caucasia (di origini spagnole, insomma), dalla faccia particolarmente patibolare.
Laurenti, abituato a pescare modelli tra i suoi parenti e amici (non avete idea di quanti zii, cugini e conoscenti abbia ficcato nelle sue vignette), ha immediatamente trovato il tipo giusto nella figura di un comune amico (suo, mio e di tutti quelli che bazzicano l’ambiente dei fan zagoriani): Giancarlo Orazi, grande collezionista e organizzatore di eventi, uomo di rare umanità e simpatia.
Giancarlo si è prestato volentieri al gioco, ha acconsentito a mettere a nostra disposizione numerose sue fotografie, e Prisco è riuscito a ritrarlo con efficacia”.

Da ultimo, penso sia interessante scoprire qualcosa di più sull’originale personaggio di Mama Jacinta riportando quanto scritto sempre sul blog di Moreno:

Si tratta di un personaggio che mi è venuto spontaneo inventare perché se c’è una cosa tipica delle culture andine è la figura della curandera. Se avessi mandato Zagor in Perù senza fargli incontrare una curandera, mi sarebbe sembrato di scrivere una storia come se il nostro eroe, girando per Darkwood, non incontrasse neppure un trapper.
Perciò, documentarmi sulle curandere è stata la prima cosa che ho fatto. Una rapida ricerca in libreria mi ha permesso di scoprire i libri di Hernàn Huarache Mamani, in particolare quello intitolato “La profezia della curandera”. Mamani, indio quechua (proprio come Mama Jacinta) è l’ultimo erede di una stirpe di curanderos andini, allievo di un maestro depositario di antichi segreti del popolo inca.
Leggendo i suoi scritti (che ho divorato, ma con il mio atteggiamento laico di sempre), ho appreso un po' di cose sul culto della Pacha Mama (la madre terra) e sullo sciamanesimo femminile, in sintonia con l'anima del mondo. E' stato Mamani a farmi capire che la mia Shyer poteva benissimo ricollegarsi a questo tipo di mistica, e che ci poteva essere un legame con il mito delle Amazzoni (che volevo affrontare in un'altra storia). Così, ho scritto La progenie del male, primo pezzo di un mosaico che a me sembrava, in prospettiva, molto affascinante”.

venerdì 20 ottobre 2017

Gallieno Ferri a… Varazze (seconda parte: le fotografie)


In una bellissima giornata di sole,
e come ho già avuto occasione di scrivere qui,
sabato 14 ottobre 2017 ha avuto luogo una commovente
cerimonia di intitolazione di una sala della biblioteca di Varazze
al maestro Gallieno Ferri.

Alla cerimonia di scopertura della targa
erano presenti, oltre alle Autorità Cittadine,
ai parenti di Gallieno, a Davide Bonelli e a diversi autori zagoriani,
anche un numerosissimo pubblico di appassionati
accorsi a rendere omaggio al papà grafico di Zagor.

Per il Forum SCLS è stata l’occasione
per celebrare il Raduno Autunnale 2017.

Dopo avervi mostrato i filmati,
ecco qui di seguito una serie di fotografie scattate dal sottoscritto
durante tutta la giornata.

LA CERIMONIA DI INTITOLAZIONE

L’Assessore Andrea Cipollone ha invitato il numerosissimo pubblico a prendere posto…


…riservando le prime poltrone agli ospiti più importanti:

i figli di Gallieno Ferri, Gualtiero e Curzio e
la Sig.ra Pia, compagna degli ultimi 17 anni di Gallieno.

Quindi Andrea ha invitato al tavolo della presidenza
gli autori zagoriani presenti…

Marcello Magiantini

Marco Torricelli

Alessandro Piccinelli

…che raggiungono Moreno Burattini e Graziano Romani

In sala erano presenti anche Davide Bonelli e consorte

Hanno preso la parola prima il Sindaco di Varazze
Alessandro Bozzano

…poi l’Assessore Andrea Cipollone

…seguiti con estrema attenzione dai presenti



Il microfono è passato poi nelle mani di Moreno Burattini
che ha ricordato il maestro Ferri attraverso dei ricordi personali
ed una serie di bellissime e commoventi fotografie,
dando anche la parola agli ospiti presenti











Quindi, cerimonia nella cerimonia,
gli organizzatori di Albissola Comics
consegnano ai figli di Gallieno Ferri
una targa in memoria dell’artista


Ed infine si è proceduto alla scopertura della targa
che riporta un’illustrazione di Michele Rubini
il cui originale è stato donato dal disegnatore alla biblioteca




Al termine della cerimonia vera e propria
i partecipanti hanno potuto usufruire di un buffet
offerto dall’Amministrazione Comunale
e gli autori presenti (a cui si era aggiunto Stefano Biglia)
 hanno socializzato con il pubblico




Alessandro Piccinelli ha omaggiato la famiglia Ferri
con una sua bellissima illustrazione



IL POMERIGGIO

Dopo aver trascorso qualche ora in spiaggia…

…alle 17 ha avuto luogo la prima conferenza
nella neo-dedicata Sala Gallieno Ferri
tenuta da Moreno Burattini, Graziano Romani,
Alessandro Piccinelli e Marcello Mangiantini








Oltre che dei suoi libri, Moreno ha anche rilasciato alcune
dichiarazioni di natura zagoriana,
le più importanti della quali sono queste:

Marco Verni ha cominciato a disegnare il ritorno
di Supermike in un’avventura dal titolo “La sfida finale”

A conferma e completamento di quanto già scritto da me su questo blog qui,
Moreno ha rivelato anche che…

1
I tre Maxi del 2018 costituiranno i tre capitoli di un’unica trasferta zagoriana
che porterà il nostro eroe dalle coste nordorientali dell’America
fino a Los Angeles; nel primo Maxi ci sarà il ritorno di un nemico storico
per ora ancora segretissimo, nel secondo il ritorno del principe Alexis
e nel terzo Zagor sarà nuovamente in California a portare a compimento
alcune situazioni lasciate in sospeso nella seconda odissea…
Inoltre, il ritorno a Darkwood da questa trasferta avverrà
negli albi della serie regolare immediatamente
successivi all’ultimo Maxi pubblicato!

2
Nel 2019, invece, usciranno due altri Maxi dedicati a
I racconti di Darkwood, a gennaio e a settembre.
A tale proposito, Marcello Mangiantini ha dichiarato
di stare disegnando una storia “cupa” di Andrea Cavaletto.

3
I Morb invaderanno Darkwood nello Zagor Color
del prossimo anno che vedrà il team-up con Brad Barron
scritto di Tito Faraci.

A conclusione della conferenza, ecco a voi
Graziano Romani alla chitarra e Moreno Burattini al microfono
in una performance inedita di
"Cico Felipe Cayetano Lopez y Martinez y Gonzales"

LA SERATA

Questa magnifica giornata si è conclusa con una buonissima cena
durante la quale ho scattato diverse foto… eccone qualcuna:








Un ringraziamento finale mi sembra doveroso farlo
all’amico Andrea Cipollone che è riuscito
a creare un evento davvero importante e significativo
in quella Liguria, patria del nostro Gallieno