Il quindicesimo numero
in edicola oggi contiene la storia contro Otto Kraus e i suoi Lupi Neri
(le cui prime tre pagine erano state pubblicate sul precedente volume sotto il
titolo “Violenza a Darkwood”) nonché la prima parte dell’avventura “Il
villaggio della paura”.
* * *
VIOLENZA A DARKWOOD
La pace di Darkwood è in pericolo a causa del
rapimento del giovane figlio del colonnello Howard, il nuovo comandante di Fort
Holborn, la cui responsabilità viene attribuita agli indiani.
Questi ultimi e i
bianchi sono ormai destinati allo scontro, per cui Howard decide di far
intervenire i Lupi Neri del capitano Kraus, un corpo paramilitare
specificatamente addestrato.
Fra mille difficoltà,
il bambino rapito viene liberato da Zagor che riesce a dimostrare al colonnello
che i carcerieri del figlio erano, in realtà, alcuni bianchi interessati allo
scoppio del conflitto; ma i Lupi Neri, assetati di bottino come tutti i
mercenari, intendono egualmente attaccare i villaggi indiani!
Libero da ogni vincolo
gerarchico, Kraus guida la sua milizia contro gli indiani, ora spalleggiati da
Zagor, ma le giacche blu del colonnello Howard non approvano l’ingiustificata
efferatezza dei Lupi Neri e, dando man forte agli indiani con l’aiuto di
una micidiale mitragliatrice, sconfiggono i mercenari e la pace può tornare a
Darkwood.
Questa
storia è uno dei capisaldi della saga zagoriana.
Nonostante il titolo dato all’albo gigante n.
31 (Guerra!), l’intento
di Guido Nolitta è quello di condannare palesemente qualsiasi tipo di guerra e
genocidio, presentando un villain a tutto tondo (in senso eticamente
negativo) come Kraus, che pur di guerreggiare è disposto a tutto.
Non mancano i momenti esilaranti, come
l’ingresso nel campo militare da parte di Cico e del figlio del colonnello
Howard, che stemperano la drammaticità dell’intera storia.
Originale il modo in cui viene scoperta
l’identità del doppiogiochista Alan Webb, grazie ad un’illustrazione presente
sul libro letto dal bambino rapito, che presenta il disegno di un antico
cavaliere con i tratti somatici di Webb!
Avventura importante anche per l’esordio
dello stregone Molti Occhi, il primo indiano con gli occhiali della storia.
Perdonabilissima, perché funzionale
all’epilogo della vicenda, l’anacronistica mitragliatrice “Gatling-gun”, che si
merita anche la presenza sulla copertina dell’albo gigante n. 32 “Il
fuggiasco”.
* * *
IL VILLAGGIO DELLA PAURA
A Windy Cliff sorge un’antica, spettrale
dimora: la casa degli Stanford. È lì che il detective Bat Batterton (con Zagor
e Cico) accompagna il suo ultimo cliente, Alan Stanford, in visita allo zio.
Ma lo zio sembrerebbe morto per un collasso
cardiaco, dopo aver visto lo spettro di Priscilla Stanford, una ragazza arsa
sul rogo secoli prima perché ritenuta una strega. Sono suoi gli agghiaccianti
gemiti che provengono dalla quercia vicino alla villa? E’ lei che appare e
scompare come un fantasma, terrorizzando tutti, tranne l’inquietante
maggiordomo?
Uno che non si lascerà impaurire così
facilmente sarà, naturalmente, Zagor!
E’ la prima avventura zagoriana che si
cimenta con l’horror ed il soprannaturale (anche se, alla fine, si rivelerà
tutta una montatura: per una storia horror vera e propria dovremo aspettare
l’avventura contro l’Uomo Lupo), con tutta la serie di topoi
letterari del genere “ghost story” (la scogliera ventosa, la lugubre casa
vittoriana, i lamenti, gli scricchiolii, le apparizioni fantasmatiche).
L’elemento forte del racconto sono, tuttavia,
le gag di Cico e Bat Batterton, tra le migliori della serie. La copertina del
n. 33 della serie gigante è da top ten.
Consentitemi un ultimo appunto “goliardico”:
a mio parere la ragazza che impersonava il fantasma di Priscilla non era
niente, niente male...




























