lunedì 18 maggio 2026

Sandokan - La Tigre ruggisce ancora (09.05.2026)

Dal 7 marzo al 28 giugno 2026, gli spazi monumentali dell’Orangerie della Reggia di Monza ospitano SANDOKAN. LA TIGRE RUGGISCE ANCORA: un viaggio di immersione totale nel Sud-est asiatico ottocentesco – reale e leggendario – attraverso Borneo, Malesia, India e Indonesia, così come li ha immaginati Emilio Salgari, lo scrittore che ha fatto sognare generazioni di lettori.

Ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, l’esposizione è concepita come una grande epopea visiva e sonora, capace di far dialogare la fantasia letteraria con materiali storici autentici, in un continuo gioco di rimandi tra invenzione narrativa e realtà.

La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione di istituzioni e privati che hanno aderito al progetto, mettendo a disposizione i loro preziosi oggetti, documenti, cimeli e soprattutto le loro competenze culturali.

Il 9 maggio scorso ho visitato la mostra e ne sono rimasto affascinato… e qui di seguito voglio condividere con voi le fotografie che ho scattato nell’occasione.





La passione per Sandokan ha coinvolto almeno cinque generazioni, a partire da quel martedì 16 ottobre 1883 quando il romanzo di Emilio Salgari La Tigre della Malesia con il suo protagonista Sandokan venne pubblicato in 150 puntate sul giornale “La Nuova Arena“ di Verona: la mostra è un ponte tra queste generazioni.

Il percorso dell’esposizione si muove dentro l’immaginario Salgariano fatto di carta, inchiostro, reperti e memorie pop. Troviamo l’iconografia ottocentesca, le fonti etnografiche e librarie, le prime edizioni, le copertine, le illustrazioni: giungle affollate, kriss scintillanti, velieri in fiamme.






A queste immagini si affiancano il fumetto, il cinema, Hugo Pratt, le riletture cinefile, le citazioni colte e quelle popolari. L’itinerario segue queste traiettorie senza gerarchie rigide, lasciando che materiali molto diversi entrino in contatto, a volte senza conciliarsi del tutto.

Dalle edizioni economiche lette e consumate nell’infanzia alle collezioni di prime tirature, dai film d’avventura degli anni ‘70 alle graphic novel contemporanee, l’universo Salgariano riemerge in forme diverse.



















In questa mostra si possono trovare i luoghi immaginati (Mompracem, il Borneo, la Malesia salgariana), i luoghi reali (le collezioni, i musei, gli oggetti etnografici, le flotte, le armi, i costumi) e i luoghi della rappresentazione (le immagini, i film, i fumetti, le copertine, le tavole illustrate). La finzione incontra la storia, il romanzo si misura con le culture reali che lo hanno ispirato.












Sandokan, al centro di questa macchina narrativa, rimane una figura fluida, sospesa fra regalità e banditismo, fra nobiltà e pirateria, in bilico tra resistenza e leggenda.

Ciò consente di guardare Sandokan come personaggio letterario e, insieme, come fenomeno culturale che attraversa più di un secolo, continuando a mutare forma senza perdere la propria forza simbolica.












Ogni sabato, poi, sono organizzati una serie di eventi a tema sempre diverso. Nel giorno della mia visita si è tenuto l’incontro “Sandokan all’arrembaggio: pirati (veri) di ieri e di oggi” che ha visto come relatore il giornalista Danilo Gallo, autore del recente libro Sulle tracce di Sandokan – Storie di pirati, isole scomparse e tigri volanti.




            Un ultimo consiglio: se ne avete la possibilità, non fatevi perdere l’occasione per visitare la mostra: ne vale davvero la pena!