sabato 1 dicembre 2018

Alieni, stregoni e scienziati pazzi (Color Zagor 8 / Zagor Gigante 641 / Maxi Martin Mystère 10)

In questi ultimi giorni sono usciti in edicola tre albi che vedono coinvolto, a vario titolo, il nostro Zagor.


Nello Zagor Color n. 8 (“La minaccia dei Morb”) Darkwood sta per essere invasa da quella razza extraterrestre proveniente direttamente da una miniserie di fantascienza dedicata anni fa al professore/cacciatore di alieni Brad Barron. Costui, che sulla sua Terra Alternativa aveva avuto un ruolo fondamentale della sconfitta di questi terrificanti lucertoloni, grazie a un varco dimensionale si ritrova catapultato nel regno dello Spirito con la Scure. I due eroi finiscono inevitabilmente per allearsi ed insieme riescono a sventare la minaccia aliena.
La storia scritta da Tito Faraci è piacevole e si legge tutta d’un fiato, pur peccando di una trama abbastanza semplice e scontata; quelli che invece “stonano” sono il comportamento freddo e distaccato che Zagor mantiene per tutta la vicenda e certi atteggiamenti da spaccone che assume in alcuni momenti, come quando, nella seconda vignetta di pag. 101, avvertito da Brad che stanno entrando in una zona pericolosa, dice: “Oh, bene. Mi stavo annoiando.”, oppure quando nella terza vignetta di pag. 107, dopo avere ucciso un Morb con una delle loro pistole a raggi, si lascia sfuggire un “Mmm… Niente male!”: a mio parere non si può dire che siano frasi rispettose delle caratteristiche del personaggio…
Inoltre, non è molto chiara la motivazione per cui alla fine i Morb decidono di desistere dai loro piani di conquista: possibile che il semplice fatto che Zagor e Brad Barron abbiano sconfitto l’avanguardia di una ventina di Morb sia sufficiente ad impedire il resto dell’invasione da parte del grosso delle truppe aliene? Consideriamo che i Morb avevano conquistato la Terra di Brad Barron in un’epoca in cui possedevano carri armati, missili e armi atomiche…
D’altro canto, i disegni di Walter Venturi sono eccellenti (così come anche la loro colorazione) e rendono gradevolissima l’avventura. Sono molte la tavole spettacolari: ne segnalo solo una, che mi è piaciuta particolarmente, quella a pag. 23, che presenta uno Zagor assolutamente splendido e dinamico.


Nell’albo di dicembre (n. 641) dal titolo “Lacrime nere”, Zagor si trova ad affrontare la minaccia di uno stregone indiano proveniente dalle terre del sud, Artiglio Nero, che con la sua magia uccide uno dopo l’altro alcuni militari che lo avevano malmenato e dileggiato.
Questa storia di Luigi Mignacco e dei fratelli Cassaro è entrata in cantiere nel periodo 2012/2013, prevista inizialmente come avventura di 94 pagine da pubblicare in uno degli Almanacchi che poi sono stati soppressi. Essendoci la necessità di consentire al disegnatore Bane Kerac il completamento della storia in uscita nei prossimi mesi, “Lacrime nere” ha trovato collocazione in quest’albo autoconclusivo (e conclusivo dell’annata 2018).
Anche in questo caso la storia è scorrevole, ma i personaggi appaiono solo abbozzati. In particolare non vengono indagate a fondo le motivazioni dell’agire dello stregone: d’accordo il suo desiderio di vendicarsi, ma la storia inizia in medias res con Artiglio Nero che si reca a Forte Holborn nell’intento di rintracciare lo scout dell’esercito appartenente al suo stesso popolo, senza però spiegare i suoi fini, quali siano le sue “mire” nel territorio di Darkwood.
E poi: da dove “salta fuori” lo sciamano buono Mohega che aiuta Zagor? Da chi lo Spirito con la Scure ha saputo che poteva rivolgersi a lui? Mi sembra che qua e là vi siano dei “buchi” nella sceneggiatura…
La soluzione del mistero sui poteri dello stregone, poi, è abbastanza “telefonata”. Mi sono subito insospettito sulla necessità di inserire il siparietto della gara tra Cico e il barbiere del forte, apparentemente senza conseguenze sull’andamento della storia, e sul motivo per cui l’indiano Testa di Ferro si accingeva a raccogliere una ciocca di capelli di Zagor…
Mi domandavo, infine, perché la storia in lavorazione fosse intitolata “Sangue nero” e poi avesse subito un cambiamento in “Lacrime nere”…
Oltre alla ragione di non voler incorrere in un’omonimia con il titolo dell’avventura pubblcata sullo Speciale Zagor n. 24 del marzo 2012, la motivazione mi è divenuta chiara allorquando nella seconda vignetta di pag. 95 e nell’ultima di pag. 96 lo stregone viene chiamato per due volte non Artiglio Nero ma, appunto, Sangue Nero!
Il nome originario del personaggio era dunque proprio quello; peccato che in sede di revisione redazionale, il nome è stato cambiato in tutta la storia ma non anche nei due dialoghi che ho citato!
I disegni di Gaspare e Gaetano Cassaro col passare degli anni hanno, purtroppo, perso parecchio smalto e non aiutano nel dare un giudizio positivo alla storia…


Il terzo albo in cui in questi giorni – sorprendentemente – compare lo Spirito con la Scure è il Maxi Martin Mystère n. 10 intitolato “L’abisso del male”.
Dopo i loro team-up del 1990 e 1992, Dylan Dog e Martin Mystère si riuniscono ancora, ma questa volta viene ridestato un orrore direttamente dallʼinferno, dove il nero cuore di una mente malvagia è deciso a tutto pur di non far ritorno alla sua prigione.
Questo “orrore” che si ridesta è nientemeno che il professor Garth Hellingen, la nemesi per antonomasia di Zagor, che in questa occasione dà del filo da torcere all’indagatore dell’incubo e al detective dell’impossibile, ma sarà proprio l’evocazione dello spirito di Zagor che riuscirà a sconfiggere ancora una volta il mad doctor.
La storia di Carlo Recagno è molto bella e coinvolgente, e in essa compaiono (alcuni anche solo per una singola vignetta) moltissimi altri personaggi bonelliani, del passato e del presente. L’acquisto dell’albo è sicuramente consigliato, anche perché impreziosito dagli stupendi disegni di Giovanni Freghieri (con il contributo estemporaneo anche di altri disegnatori), uno dei migliori (a mio parere) illustratori di Dylan Dog.
La sua interpretazione di Zagor mi ha convinto a tal punto che faccio una proposta a Moreno Burattini: perché non far disegnare da Freghieri un albo speciale di Zagor???

Un ultimo appunto a chiusura di questa triplice recensione.
È interessante il fatto che, sia nella storia con Brad Barron sia in quella con Dylan Dog e Martin Mystère, si fa accenno a terre parallele, realtà alternative e a una sorta di multiverso fumettistico che lega i vari personaggi bonelliani… questa possibilità rende sicuramente più facile un’operazione come quella, sinora solo accennata, di una serie di team-up tra personaggi della DC Comics e quelli della Sergio Bonelli Editore… in particolare tra i personaggi di Flash (in grado di viaggiare nel tempo e nel multiverso) e Zagor!
Staremo a vedere…

giovedì 29 novembre 2018

Qualche foto delle tavole di alcune storie in lavorazione (21.11.2018)


Ecco un po’ di foto di tavore delle storie zagoriane
in lavorazione, direttamente dalla mia ultima
visita alla S.B.E.

Francesco Testi / Marco Torricelli
Le ali nere

Luigi Mignacco / Giuliano Piccininno
Tenebre su Golnor





Claudio Chiaverotti / Marco Torricelli
Kandrax!



Bartoli-Uzzeo-Collalto / Chiarolla
Morte dal passato

Moreno Burattini / Bane Kerac
Il mistero del pueblo

Moreno Burattini / Stefano Voltolini
I racconti di Altrove

E per chiudere, ecco una foto del sottoscritto
con il prototipo dello Zagor-Lego
creato dal bravissimo Mauro Zampolini!

venerdì 23 novembre 2018

Zagor e Tex –Confronto tra due miti


Sabato 10 novembre 2018 si è tenuto a Milano il raduno autunnale del Forum SCLS.

Dopo la visita alla mostra per i 70 anni di Tex (di cui ho parlato qui), ha avuto luogo presso il Bonelli Point di Via Marghera un’interessante conferenza da titolo “Zagor e Tex – Confronto tra due miti”.




Ha introdotto l’incontro Ivano Carzaniga (uno degli Amministratori del Forum) che ha parlato dei 15 anni di vita del Forum; poi ha preso la parola Stefano Bidetti (co-direttore di SCLS MAGAZINE) che ha illustrato le ultime novità ed iniziative della rivista; infine è iniziata la conferenza vera e propria tenuta da Raul Calovini (anch’egli Amministratore del Forum).




Calovini ha introdotto il suo discorso parlando della sua esperienza personale su come ha iniziato a leggere le storie dei due personaggi e delle differenze emerse in ogni singolo personaggio con la gestione di vari sceneggiatori. Quindi è passato ad illustrare analogie e differenze del carattere e del comportamento di Zagor e di Tex.

In particolare, per quanto riguarda le analogie, il relatore ha evidenziato: la giustizia, l’empatia verso i deboli e le persone in pericolo, lo sprezzo del pericolo, l’altruismo, il coraggio, l’abilità nel corpo a corpo, la resistenza fisica, la tenacia, il rispetto e l’amicizia per le tribù indiane di cui sono difensori e paladini (nel caso di Tex, anche capo dei Navajos) ed entrambi con un fratello di sangue tra i pellerossa (Tonka e Cochise).

Sulle differenze caratteriali la disamina è stata più articolata e approfondita e, tra le molte cose, è emerso, ad esempio, che Zagor è più istintivo nel pericolo mentre Tex più rapido nell’esaminare la situazione e capire come intervenire nel modo migliore; Zagor, quando è chiamato a collaborare con nuove persone, tende a dare consigli senza prevaricare; Tex prende sempre il comando delle operazioni, sia mentali che pratiche, non ammettendo interferenze: sa che la sua decisione è quella giusta.
Zagor ha più “umanità” verso i nemici, cercando spesso di non ucciderli; Tex è più deciso e con molto meno scrupoli, specialmente con il responsabile ultimo dell’azione criminale: gli scagnozzi o li liquida o gli servono vivi per avere nuove informazioni per poi eventualmente lasciarli liberi “di andare a farsi impiccare altrove”.
Nei duelli classici contro un pellerossa, entrambi mirano a sconfiggere l’avversario, spesso senza ucciderlo ma solo ridicolizzarlo e screditarlo. L’approccio di Tex è più “spaccone” (sicurezza infinita), in linea con il carattere del suo personaggio. Zagor ha anche lo scopo di “salvaguardare” la sua fama di immortalità, Tex il prestigio e la fama di Aquila della Notte. Rammento un’occasione (con il colonnello Kraus nella storia “Guerra!”) in cui Zagor insegue un uomo per “ucciderlo con le proprie mani”, lasciando che le emozioni di furia e vendetta lascino il sopravvento: ma sempre di emozioni si parla.
Zagor (nel primo periodo Nolittiano) aveva alcuni scoppi d’ira anche con Cico, molto emozionali; emozioni umane che lascia trasparire (vedi Manetola, la morte di Capitan Serpente, il violinista Klein, etc.). Tex è sempre freddo come un cobra, in qualunque circostanza (El Muerto, Ruby Scott); uniche eccezioni, la scena sulla tomba di Lilith, la scomparsa del figlio Kit (“L’uomo senza passato”) e la presunta morte di Carson e Kit nel primo ritorno di Mefisto (“La gola della morte” e “Il ponte tragico”).
Zagor è più sensibile al fascino femminile e ha alcune storie; Tex sono Lilith e qualche amicizia (Tesah, Lupe).
Zagor, anche per le avventure in cui è stato coinvolto, ha più conoscenza di forze “sovrannaturali” e le tiene in debita considerazione anche per una sorta di sesto senso che gli permette di “sentirle” e che lo coinvolgono emotivamente. In Tex, solo Mefisto e Yama introducono “il lato oscuro” presente nelle arti magiche, ma il ranger non fa mai neanche una piega, reagendo in modo strafottente e lanciando la sua sfida. Lo stesso Mefisto, lo descrive come “un uomo che non conosce la paura”. Lo Spirito con la Scure, dal canto suo, ha fatto propria la spiritualità indiana e i suoi segreti (vedasi “Tenebre”, Kiki Manito, le armi di Rakum, etc.) , mentre il Ranger, pur avendo molto rispetto per le visioni e i poteri di alcuni stregoni, è più “terreno” e pratico.
Infine, da notare come Patrick Wilding diventa Zagor dopo aver consumato la sua vendetta su Solomon Kinsky e i suoi Abenaki, aver appreso una sconvolgente verità sul padre e, successivamente, vivendo una mistica esperienza con Shyer; da qui, ne deriva il rimorso, combinato col desiderio di redenzione. Tex, diventa un fuorilegge in seguito all’uccisione degli uomini che avevano tolto la vita al padre, ma rimane fedele alla sua sete di giustizia e di rispetto per la legge, tanto da diventare poi un Ranger.

Al termine della conferenza, è stata data parola agli autori presenti (Moreno Burattini, Mirko Perniola, Roberto Piere, Lola Airaghi e Stefano Voltolini) che si sono di buon grado prestati sia a rispondere a varie domande sia (per i disegnatori) a eseguire alcuni sketches per gli appassionati.














Giunti ormai a sera, il raduno è volto al termine con la rituale, ed immancabile, cena in compagnia.

E anche per questa volta è tutto dal vostro fotoreporter zagoriano!!!



mercoledì 21 novembre 2018

Tex - 70 anni di un mito: réportage fotografico


Il 30 settembre 1948 nelle edicole italiane debuttava il primo albo a striscia di Tex, il personaggio creato da Gianluigi Bonelli e realizzato graficamente da Aurelio Galleppini destinato a diventare il più amato eroe del fumetto italiano e uno dei più longevi del fumetto mondiale. 

Settant’anni dopo, Sergio Bonelli Editore ha deciso di celebrare il Ranger con una grande mostra dal titolo TEX. 70 ANNI DI UN MITO, aperta dal 2 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019 al Museo della Permanente di Milano e patrocinata dal Comune di Milano.

Curata da Gianni Bono, storico e studioso del fumetto italiano, in collaborazione con la redazione di Sergio Bonelli Editore, la mostra racconta come Tex sia riuscito, anno dopo anno, non solo a entrare a far parte delle abitudini di lettura degli italiani, conquistando generazioni diverse, dal 1948 a oggi, grazie al suo profondo senso di giustizia e alla sua innata generosità, ma anche a diventare un eroe e un vero e proprio fenomeno di costume.

Nei 70 anni della sua storia, Tex ha vissuto storie epiche e memorabili, ha affrontato banditi e malfattori e salvato tribù indiane ingiustamente perseguitate, ha cavalcato sui sentieri polverosi del vecchio West, come nei deserti infuocati del Messico e nelle fredde regioni del Grande Nord. E indimenticabili, naturalmente sono le sfide con il suo nemico di sempre: Mefisto, l’incarnazione del male. Ora, grazie a disegni, fotografie, materiali rari e talvolta mai visti prima e attraverso installazioni a tema create appositamente per questo evento, la mostra ripercorre l’epopea di Tex Willer, che è anche quella della Frontiera americana, dalla sua creazione ai giorni nostri, attraversando gli eventi e i personaggi della serie e gli straordinari artisti della matita e del pennello che hanno reso Tex il mito che noi tutti conosciamo.

In occasione del raduno Autunnale del Forum SCLS, un nutrito gruppo di forumisti – tra i quali anche il sottoscritto – si è recato in visita alla mostra. Ecco alcune delle fotografie che ho scattato nell’occasione.