mercoledì 25 maggio 2011

Novecento: ultimo atto

           Quando hanno avuto inizio il XXI secolo ed il III millennio?
          Nel dicembre 1999 Scientific American pubblicava un numero speciale di fine millennio, e il 31.12.1999 Boris Eltsin annunciava di aver scelto l'ultimo giorno del secolo per dimettersi dalla presidenza della Russia.
Affermazioni queste contestate con sacro furore da quanti ribattevano che in realtà il secolo sarebbe finito il 31.12.2000.
          Tutto ciò dimenticando che gli elementi necessari e sufficienti per scrivere una data sono anno, mese, giorno e ora. Secoli e millenni non hanno dunque alcuna reale importanza per la cronologia, non più di quanta ne abbiano le stagioni o i decenni. Nessuno si mette a litigare sul giorno di inizio delle stagioni o dei decenni, ma le parole secolo e millennio evocano tempi lunghi più della vita di un uomo e, forse per questo, esercitano tanto fascino sulla mente umana.
          Personalmente non so se la questione abbia avuto una soluzione certa. Tuttavia, poiché il XX secolo è detto anche il Novecento, a me viene naturale considerare il 1900 (inteso come anno) come appartenente al Novecento inteso come secolo e non all'Ottocento. A meno di non intendere che Novecento e XX secolo siano sfalsati di un anno... In effetti è stata fatta anche questa proposta "conciliatoria": il Novecento è cominciato il 01.01.1900, il XX secolo il 01.01.1901...

          Poiché mi rendo conto di quanto sia oziosa la questione e per – come si suol dire – dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte, ho deciso di dare a questo post, che tratta dell'anno 1999, il titolo "Novecento: ultimo atto", mentre il successivo, che sarà dedicato all’anno 2000, sarà intitolato "Alla fine del XX secolo"...

          Orbene, saltata - non ricordo precisamente perché - la mia partecipazione al Festival del Fumetto di Novegro del mese di gennaio, il mio fumettistico 1999 si aprì con Cartoomics - 6° Salone del fumetto, dei cartoons e dei videogames, tenutosi alla Fiera di Milano dal 4 al 7 marzo.

 
          Nutritissima, anche questa volta, la partecipazione degli autori bonelliani, come potete vedere da questi volantini:

 
          Nella giornata di sabato attirò la mia attenzione, oltre alla presenza del grande Gallieno Ferri, anche quella di un altro autore: Antonio Terenghi!
          Terenghi era da decenni uno dei protagonisti del fumetto umoristico italiano. Nato nel 1921, questo disegnatore friulano (divenuto, nel tempo, milanese d'adozione) aveva dato vita a vari personaggi tra i quali Tarzanetto, Caribù, Teddy Sberla, Rio Mendoza, Poldo e Poldino, Ademaro il Corsaro, Piccola Eva.
          Ma il suo personaggio più famoso era sicuramente Pedrito El Drito, creato nel 1952 per la Casa Editrice Universo e pubblicato sugli Albi dell’Intrepido e su Il Monello.
          Che ci faceva costui tra gli autori di Casa Bonelli?
          L’arcano mi fu presto svelato e a Cartoomics ne appresi in anteprima la ragione: l'anno successivo, in occasione dei cinquant'anni della nascita del personaggio, la S.B.E. avrebbe editato un albo a colori nella collana I Grandi Comici del Fumetto dedicato interamente a questo sceriffo pasticcione, albo che sarebbe stato sceneggiato da Alfredo Castelli e disegnato - naturalmente - da Antonio Terenghi.

          Faceva tenerezza vedere quel disegnatore quasi ottantenne che autografava le proprie stampe senza nessun appassionato (o quasi) che facesse la fila... Tanto che persino mia nipote Laura, che mi aveva accompagnato in Fiera, seppur lettrice di soli fumetti manga si mise dietro di me e si fece firmare una stampa di Terenghi anche lei...
          Qui sotto potete vedere quella che autografò per me, seguita da quelle degli altri autori che mi accaparrai quel giorno: Angelo Stano e Bruno Brindisi (Dylan Dog); Gallieno Ferri (Zagor); Pasquale Del Vecchio e Paolo Bacilieri (Napoleone).




 
          A Cartoomics acquistai anche l'aggiornamento al volume "Tutto Bonelli" della Glamour (preso a Padova l'anno precedente) e dedicato alla produzione della casa editrice per il 1998 e alle inevitabili (data la mole del lavoro) correzioni del volume base...

 
          Dopo i miei viaggi fumettistici dell'anno prima, in questo 1999 - oltre a Cartoomics - partecipai solamente alla Comiconvention di settembre, dove venne regalato ai partecipanti un albetto, con testi di Mauro Boselli e Maurizio Colombo e disegni di vari autori, dedicato a un personaggio bonelliano che avrebbe esordito nelle edicole solo nell'aprile dell'anno successivo: Dampyr.


          E, a sorpresa, per la prima volta quell'anno alla Comiconvention era presente anche la Sergio Bonelli Editore, con autori alla firma (anche se in numero minore rispetto a Cartoomics) e quattro conferenze organizzate!!!


          Qui sotto potete vedere le due stampe che riuscii a prendere: Gea di Luca Enoch e Jonathan Steele di Teresa Marzia (personaggi usciti nelle edicole rispettivamente nel luglio e nell'aprile di quello stesso anno).


          Per concludere, come al solito qualche notizia di rilievo apparsa sulle pagine della posta di Zagor...

          Nel numero di agosto Sergio Bonelli rivelò per la prima volta che, nonostante le richieste periodiche di qualche appassionato e la tentazione che talvolta lo assaliva di riprendere in mano carta e matita per scrivere ancora qualche avventura di Zagor, difficilmente i lettori avrebbero avuto la possibilità di leggere in futuro una storia firmata Guido Nolitta...
          Anche perché, scriveva, nel frattempo nuovi e apprezzati sceneggiatori lo avevano sostituito su quelle pagine e nei cuori degli zagoriani... Inoltre, Bonelli spiegava che, abituati agli schemi narrativi di quegli ultimi anni, i lettori sarebbero rimasti delusi dal suo stile irrimediabilmente legato ai magici ma lontani anni '70... Insomma, il messaggio era chiaro... Su Zagor... Nolitta no more!

 
          Nell'albo di novembre, Bonelli pubblicizzava l'uscita del volume "Gallieno Ferri - Quarant'anni con Zagor" per i tipi della Glamour, catalogo di una mostra destinata a girare per parecchi mesi in molte località italiane, ricco di informazioni, disegni inediti e di una cronologia di tutte le opere a fumetti di Ferri, comprese quelle extrabonelliane.

          Un volume, questo, che acquistai alla prima occasione utile, corredato da una litografia numerata.
          Sia il volume che la litografia (che oggi si trova appesa al muro della cameretta di mia figlia), li feci anche autografare - in tempi diversi - dal maestro Gallieno Ferri.



 
          Infine, sempre a proposito di libri "zagoriani", nella posta dell'albo di novembre venne pubblicizzata l'uscita di "Zagor - Un'avventura senza fine", edito da Cronaca di Topolinia.
          Il volume, denso di illustrazioni, articoli, ricordi ed analisi, contiene anche una serie di interviste a Sergio Bonelli/Guido Nolitta, Gallieno Ferri, Mauro Boselli, Moreno Burattini, Francesco Gamba, Mauro Laurenti, Stefano Andreucci, Marco Torricelli, Carlo Marcello, Raffaele Della Monica, Massimo Pesce e Roberto D'Arcangelo. Insomma, l’ennesima chicca per gli appassionati!


          Non è nemmeno il caso di dire che anche questo volume è prontamente entrato a far parte della mia biblioteca zagoriana, autografato da Ferri e Boselli...


3 commenti:

  1. Gea e Steel...mamma mia.
    Non aggiungo altro.

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  2. Di J.S. acquistai i primi quattro o cinque numeri ma, anche se l'argomento era abbastanza "particolare", non riuscì ad appassionarmi...
    Di Gea mi pare che acquistai i primi due numeri, ma proprio non mi riusciva di farmela piacere...

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  3. Lo credo! Erano due boiate!!

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