martedì 31 maggio 2011

Una morte in famiglia

          Il XXI secolo iniziò con una brutta notizia, della quale si occuparono tutti i media italiani: la morte di Giovanni Luigi Bonelli.


          Anche il figlio Sergio ne diede notizia sugli albi della casa editrice. Questo è il trafiletto che apparve in seconda di copertina del numero di Zagor di febbraio di quell'anno.


          Soggettista, scrittore e sceneggiatore straordinario, Gian Luigi Bonelli non solo può, a ragion veduta, essere considerato il patriarca del fumetto italiano ma è stato anche, e soprattutto, il papà di Tex Willer, eroe che ha stregato generazioni di lettori, riuscendo a vincolarle a sé, caso più unico che raro nell'universo delle "nuvole parlanti", anche in età adulta (forse solo anche il "nostro" Zagor ci è riuscito...). Chiunque abbia letto un albo di Tex sa bene quali fantastiche avventure abbia saputo inventare Gian Luigi Bonelli con la sua penna.

          Nato il 22 dicembre 1908 a Milano, Giovanni Luigi Bonelli aveva esordito nell'editoria alla fine degli anni '20, ma solo nel 1939 aveva compiuto il grande passo: decise di rilevare il settimanale "L'Audace" e diventò editore in proprio. Finalmente poté dare libero sfogo alla sua inesauribile fantasia senza costringimenti di alcun genere e senza dover dare ascolto ai consigli di terzi.

          G.L.B., grande appassionato della storia del west in base alle sue sole cognizioni "letterarie", nel 1948 diede vita a Tex Willer, l'antesignano degli eroi western a fumetti. In suo aiuto, dal punto di vista grafico, accorse il disegnatore Aurelio Galleppini (meglio conosciuto come Galep), ideatore delle immortali fisionomie dei personaggi.
          Come tutti gli eroi a fumetti dell'epoca, anche Tex era nato pensando ad una sua breve durata editoriale e nessuno si aspettava il successo che si è poi verificato.
          Nelle previsioni del suo autore, infatti, sarebbe dovuto durare due o tre anni al massimo. Invece è diventato il fumetto più longevo d'Italia, in edicola ancora oggi.

          Egli stesso si definiva "un romanziere prestato ai fumetti". Fra i suoi modelli narrativi citava spesso Jack London, Joseph Conrad, Robert Louis Stevenson, Jules Verne e soprattutto Emilio Salgari, narratore con cui Bonelli aveva molto in comune, in particolare l'abilità di ricreare con la sola forza dell'immaginazione realtà mai viste di persona.

          G.L.B., pur non essendosi mai sostanzialmente spostato dalla sua città natale, riuscì a creare un universo realistico ed estremamente credibile di un Lontano Ovest che poteva solo immaginare con la sua fantasia, soprattutto considerando che all'epoca il cinema e la televisione non avevano l'importanza nel forgiare l'immaginario che acquisirono successivamente.

          Oltre a Tex, molti altri furono i personaggi creati da G.L.B. o da lui sceneggiati… In questo blog lo voglio ricordare anche come autore zagoriano... Allorquando il figlio Sergio entrò in una, fortunatamente breve, crisi creativa, il padre gli venne in aiuto e sceneggiò nove avventure di Zagor: La lancia spezzata, Le colline fumanti, L'idolo Oneida, I predoni del Big River, I rinnegati, La strega della palude nera, Il piccolo popolo, Le rapide di Kitokawa e Il messaggio tragico.










          Avventure, queste, che ancora oggi portano – nel bene o nel male - il suo indelebile marchio di fabbrica (dalle esclamazioni di Zagor quali: Peste! Satanassi! Per mille bisonti!, che mai prima – e nemmeno in seguito – lo Spirito con la Scure aveva pronunciato; alla sin troppo facile “eliminazione” di Cico a favore di altri comprimari ben più “duri” e “collaborativi” con l’eroe principale)…

          So long, G.L.B., creatore dell’immortale Tex ma anche indimenticato sceneggiatore di Zagor

venerdì 27 maggio 2011

Alla fine del XX secolo

Già nella metà degli anni '80 la comunità internazionale iniziò ad interessarsi al problema del cosiddetto Millennium bug, conosciuto anche come Y2K bug, vale a dire un potenziale difetto informatico che avrebbe potuto manifestarsi al cambio di data dalla mezzanotte del 31.12.1999 al 01.01.2000, sia nei personal computer sia nei grandi elaboratori.
Principalmente, il rischio avrebbe potuto derivare dalla possibilità che fossero ancora in uso rappresentazioni della data con le sole ultime due cifre per indicare l'anno. In queste condizioni, un sistema affetto dal bug avrebbe frainteso "2000" con "1900", con conseguenze difficili da immaginare (blocco delle centrali elettriche o nucleari, degli istituti bancari o delle reti di telecomunicazione)...
Fortunatamente, allo scadere della data critica non fu registrato nessun evento significativo, e l'umanità riuscì ancora una volta a sopravvivere...

Secondo qualcuno, Gesù avrebbe una volta detto: "Mille e non più mille!", e così - sempre secondo qualcuno -, allo scoccare dell'anno 2000 avrebbe avuto luogo la fine del mondo...
In realtà questa frase non fu mai pronunciata da Gesù (o, per lo meno, nessun Vangelo la riporta)... Piuttosto, Gesù aveva invece detto (Mc. 13, 33): "Riguardo a quel giorno o a quell'ora, nessuno sa niente, neppure gli angeli del cielo, né il Figlio, ma solo il Padre. State attenti e vigilate, perché non sapete quando verrà il momento"...
"Mille e non più mille!"... Nemmeno questa fosca profezia si avverò e anche in questo caso l'umanità riuscì a sopravvivere...

            ...e l'Anno del Signore 2000 ebbe così inizio!

            Fumettisticamente parlando (sia “zagorianamente” che personalmente), al contrario degli anni precedenti, questo 2000 che - non foss’altro per la sua cifra tonda – in teoria avrebbe potuto avere tutte le carte in regola per essere in anno particolarmente significativo, presentò solamente due particolari novità...

            La prima...

           L’anno si aprì con una rubrica della posta di Zagor in cui un evidentemente soddisfatto Sergio Bonelli annunciava che il personaggio era, come dire, “in ottima forma”.
            “La serie non perde un colpo dalla primavera 1994”, scriveva Bonelli “cioè da quando abbiamo varato, con l’albo L’esploratore scomparso, l’operazione che da molti è stata definita il nuovo corso zagoriano. Precisava, tuttavia che non c’era stato nessun aumento spropositato nelle vendite, bensì – da un lato - un rinnovato interesse per Zagor, testimoniato da iniziative editoriali, libri, articoli, fanzine specializzate, - dall’altro una sostanziale “tenuta” nelle vendite.
            Un risultato più unico che raro per un personaggio sulla breccia da quasi quarant’anni e che Bonelli stesso, una decina di anni prima (in quella famosa intervista nello Speciale Zagor della fanzine Collezionare – di cui ho già parlato), aveva pessimisticamente e prematuramente dichiarato ormai “finito”...
            Dopo un elogio a scrittori e disegnatori della serie, Sergio Bonelli annunciava una nuova trasferta per lo Spirito con la Scure “in una terra nuova e misteriosa”: l’Africa!


            Per il sottoscritto, invece, il 2000 fumettistico iniziò con la consueta partecipazione a Cartoomics, la Fiera del Fumetto di Milano per antonomasia.


            Ecco qui sotto l’elenco degli incontri e delle conferenze degli autori e disegnatori bonelliani:


            Così come già accaduto tre anni prima, purtroppo Gallieno Ferri firmava le sue stampe il giorno di domenica, ma riuscii comunque a fare incetta di quelle di Lola Airaghi e Anna Lazzarini (Legs Weaver), Bruno Brindisi e Giuseppe Montanari (Dylan Dog), Giacomo Pueroni (Jonathan Steele), Maurizio Dotti e Mario Rossi (Dampyr).





            Nella rubrica della posta del mese di luglio (albo nel quale aveva inizio la trasferta africana – trasferta, tuttavia, più breve delle precedenti: solo 8 numeri), Sergio Bonelli segnalava l’uscita in contemporanea del primo albo Maxi dedicato a Zagor contenente due lunghe storie complete dai risvolti magici e horror.
            Tornava, inoltre, sull’argomento “Guido Nolitta ancora sceneggiatore di Zagor” per ribadire che a causa della mole di lavoro, sempre più considerevole, come editore e del fatto di non sentirsi più in grado, come quando era più giovane, di dedicare i fine settimana alla scrittura, non poteva davvero accontentare i nostalgici di un suo ritorno. A coloro che rimpiangevano le storie di Guido Nolitta non poteva far altro che consigliare di rileggere le vecchie avventure, magari approfittando della bella ristampa a colori (di cui ho già avuto occasione di parlare) che l’Editoriale Mercury aveva da poco iniziato a pubblicare per il mercato amatoriale...


             Alla Comiconvention di settembre era presente per la seconda volta anche la S.B.E. e, per la prima volta, era presente alla firma anche un autore zagoriano: Mauro Laurenti!


              Ecco le stampe che mi feci autografare in quell’occasione: Dampyr di Stefano Andreucci; Zagor di Mauro Laurenti (con una splendida Marie Laveau); Pedrito El Drito di Antonio Terenghi (quella fu, probabilmente, l’ultima volta che lo vidi); e Mister No di Roberto Diso.





               Per chiudere, è giusto che vi parli anche della seconda delle due "novità zagoriane" di cui ho parlato all'inizio...
               Nel mese di maggio dell'anno 2000 ebbi l'onore di fare da testimone al matrimonio di un mio amico, Giulio, il quale, oltre alla consueta bomboniera regalata ai testimoni (un - per il sottoscritto - utilissimo kit per "scaldare" il cognac!!!), mi disse che per me aveva in serbo una ulteriore e particolare "bomboniera", che tuttavia avrebbe potuto consegnarmi solo verso la fine dell'anno...
               Io non avevo la più pallida idea di che cosa potesse trattarsi...

               Non vi dico quale fu la mia gioiosa sorpresa quando Giulio mi fece avere un disegno originale di Maurizio Dotti raffigurante Zagor che tiene per la collottola l'ennesimo "cattivo" messo fuori combattimento!!!
               Sopra la testa dello Spirito con la Scure c'era anche un fumetto che diceva: "Caro Marco, ho come la sensazione che ci sarà bisogno di un avvocato"!!!

               Come era stato possibile che il mio amico Giulio (per nulla appassionato di fumetti) fosse riuscito a procurasi un simile "pezzo unico"?
               Semplicemente era successo che la moglie di Maurizio Dotti era stata cliente del mio amico, che svolge la professione di fisioterapista, il quale, saputo che il marito era disegnatore di Zagor, gli aveva commissionato il disegno per regalarmelo!
               Qui sotto lo potete vedere in tutto il suo splendore (manca un pezzo della parte inferiore perché il formato dell'originale è maggiore dell'A4 del mio scanner...)!!!


                E così ebbe termine anche il XX secolo...


mercoledì 25 maggio 2011

Novecento: ultimo atto

           Quando hanno avuto inizio il XXI secolo ed il III millennio?
          Nel dicembre 1999 Scientific American pubblicava un numero speciale di fine millennio, e il 31.12.1999 Boris Eltsin annunciava di aver scelto l'ultimo giorno del secolo per dimettersi dalla presidenza della Russia.
Affermazioni queste contestate con sacro furore da quanti ribattevano che in realtà il secolo sarebbe finito il 31.12.2000.
          Tutto ciò dimenticando che gli elementi necessari e sufficienti per scrivere una data sono anno, mese, giorno e ora. Secoli e millenni non hanno dunque alcuna reale importanza per la cronologia, non più di quanta ne abbiano le stagioni o i decenni. Nessuno si mette a litigare sul giorno di inizio delle stagioni o dei decenni, ma le parole secolo e millennio evocano tempi lunghi più della vita di un uomo e, forse per questo, esercitano tanto fascino sulla mente umana.
          Personalmente non so se la questione abbia avuto una soluzione certa. Tuttavia, poiché il XX secolo è detto anche il Novecento, a me viene naturale considerare il 1900 (inteso come anno) come appartenente al Novecento inteso come secolo e non all'Ottocento. A meno di non intendere che Novecento e XX secolo siano sfalsati di un anno... In effetti è stata fatta anche questa proposta "conciliatoria": il Novecento è cominciato il 01.01.1900, il XX secolo il 01.01.1901...

          Poiché mi rendo conto di quanto sia oziosa la questione e per – come si suol dire – dare un colpo al cerchio e un colpo alla botte, ho deciso di dare a questo post, che tratta dell'anno 1999, il titolo "Novecento: ultimo atto", mentre il successivo, che sarà dedicato all’anno 2000, sarà intitolato "Alla fine del XX secolo"...

          Orbene, saltata - non ricordo precisamente perché - la mia partecipazione al Festival del Fumetto di Novegro del mese di gennaio, il mio fumettistico 1999 si aprì con Cartoomics - 6° Salone del fumetto, dei cartoons e dei videogames, tenutosi alla Fiera di Milano dal 4 al 7 marzo.

 
          Nutritissima, anche questa volta, la partecipazione degli autori bonelliani, come potete vedere da questi volantini:

 
          Nella giornata di sabato attirò la mia attenzione, oltre alla presenza del grande Gallieno Ferri, anche quella di un altro autore: Antonio Terenghi!
          Terenghi era da decenni uno dei protagonisti del fumetto umoristico italiano. Nato nel 1921, questo disegnatore friulano (divenuto, nel tempo, milanese d'adozione) aveva dato vita a vari personaggi tra i quali Tarzanetto, Caribù, Teddy Sberla, Rio Mendoza, Poldo e Poldino, Ademaro il Corsaro, Piccola Eva.
          Ma il suo personaggio più famoso era sicuramente Pedrito El Drito, creato nel 1952 per la Casa Editrice Universo e pubblicato sugli Albi dell’Intrepido e su Il Monello.
          Che ci faceva costui tra gli autori di Casa Bonelli?
          L’arcano mi fu presto svelato e a Cartoomics ne appresi in anteprima la ragione: l'anno successivo, in occasione dei cinquant'anni della nascita del personaggio, la S.B.E. avrebbe editato un albo a colori nella collana I Grandi Comici del Fumetto dedicato interamente a questo sceriffo pasticcione, albo che sarebbe stato sceneggiato da Alfredo Castelli e disegnato - naturalmente - da Antonio Terenghi.

          Faceva tenerezza vedere quel disegnatore quasi ottantenne che autografava le proprie stampe senza nessun appassionato (o quasi) che facesse la fila... Tanto che persino mia nipote Laura, che mi aveva accompagnato in Fiera, seppur lettrice di soli fumetti manga si mise dietro di me e si fece firmare una stampa di Terenghi anche lei...
          Qui sotto potete vedere quella che autografò per me, seguita da quelle degli altri autori che mi accaparrai quel giorno: Angelo Stano e Bruno Brindisi (Dylan Dog); Gallieno Ferri (Zagor); Pasquale Del Vecchio e Paolo Bacilieri (Napoleone).




 
          A Cartoomics acquistai anche l'aggiornamento al volume "Tutto Bonelli" della Glamour (preso a Padova l'anno precedente) e dedicato alla produzione della casa editrice per il 1998 e alle inevitabili (data la mole del lavoro) correzioni del volume base...

 
          Dopo i miei viaggi fumettistici dell'anno prima, in questo 1999 - oltre a Cartoomics - partecipai solamente alla Comiconvention di settembre, dove venne regalato ai partecipanti un albetto, con testi di Mauro Boselli e Maurizio Colombo e disegni di vari autori, dedicato a un personaggio bonelliano che avrebbe esordito nelle edicole solo nell'aprile dell'anno successivo: Dampyr.


          E, a sorpresa, per la prima volta quell'anno alla Comiconvention era presente anche la Sergio Bonelli Editore, con autori alla firma (anche se in numero minore rispetto a Cartoomics) e quattro conferenze organizzate!!!


          Qui sotto potete vedere le due stampe che riuscii a prendere: Gea di Luca Enoch e Jonathan Steele di Teresa Marzia (personaggi usciti nelle edicole rispettivamente nel luglio e nell'aprile di quello stesso anno).


          Per concludere, come al solito qualche notizia di rilievo apparsa sulle pagine della posta di Zagor...

          Nel numero di agosto Sergio Bonelli rivelò per la prima volta che, nonostante le richieste periodiche di qualche appassionato e la tentazione che talvolta lo assaliva di riprendere in mano carta e matita per scrivere ancora qualche avventura di Zagor, difficilmente i lettori avrebbero avuto la possibilità di leggere in futuro una storia firmata Guido Nolitta...
          Anche perché, scriveva, nel frattempo nuovi e apprezzati sceneggiatori lo avevano sostituito su quelle pagine e nei cuori degli zagoriani... Inoltre, Bonelli spiegava che, abituati agli schemi narrativi di quegli ultimi anni, i lettori sarebbero rimasti delusi dal suo stile irrimediabilmente legato ai magici ma lontani anni '70... Insomma, il messaggio era chiaro... Su Zagor... Nolitta no more!

 
          Nell'albo di novembre, Bonelli pubblicizzava l'uscita del volume "Gallieno Ferri - Quarant'anni con Zagor" per i tipi della Glamour, catalogo di una mostra destinata a girare per parecchi mesi in molte località italiane, ricco di informazioni, disegni inediti e di una cronologia di tutte le opere a fumetti di Ferri, comprese quelle extrabonelliane.

          Un volume, questo, che acquistai alla prima occasione utile, corredato da una litografia numerata.
          Sia il volume che la litografia (che oggi si trova appesa al muro della cameretta di mia figlia), li feci anche autografare - in tempi diversi - dal maestro Gallieno Ferri.



 
          Infine, sempre a proposito di libri "zagoriani", nella posta dell'albo di novembre venne pubblicizzata l'uscita di "Zagor - Un'avventura senza fine", edito da Cronaca di Topolinia.
          Il volume, denso di illustrazioni, articoli, ricordi ed analisi, contiene anche una serie di interviste a Sergio Bonelli/Guido Nolitta, Gallieno Ferri, Mauro Boselli, Moreno Burattini, Francesco Gamba, Mauro Laurenti, Stefano Andreucci, Marco Torricelli, Carlo Marcello, Raffaele Della Monica, Massimo Pesce e Roberto D'Arcangelo. Insomma, l’ennesima chicca per gli appassionati!


          Non è nemmeno il caso di dire che anche questo volume è prontamente entrato a far parte della mia biblioteca zagoriana, autografato da Ferri e Boselli...