mercoledì 24 marzo 2021

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (32)

Trentaduesima puntata della rubrica

A domanda… Moreno risponde”!


Questa volta si parlerà di Trampy,

di malattie infettive, di titoli degli albi,

di Mortimer, di Supermike,

e di tanto altro…


Ringrazio Moreno Burattini

per la sua consueta disponibilità

e, senza dilungarmi oltre,

passo subito alle domande/risposte…

 

1 – Caro Moreno, ti scrivo chiedendoti come mai Trampy, credo il migliore amico di Cico, sia apparso ben poche volte, in maniera attiva, al fianco dello Spirito con la Scure. La sua illustre scaltrezza nell’arte di arrangiarsi gli potrebbe forse impedire di non essere messo in ombra da Zagor? Oppure essendo, appunto, fin troppo intelligente finirebbe per far eclissare l’aura dello Spirito con la Scure, mettendolo in condizione di inferiorità intellettiva?

Di Trampy penso tutto il bene possibile e credo di essere anche lo sceneggiatore che lo ha utilizzato per il maggior numero di tavole: basterà pensare, oltre alle tante gag, all’intero albo “Cico cercatore d’oro” (in cui gli ho dato un nome, Ebenezer Snare, e un passato); o all’albetto “Il colpo della pistola” allegato allo Speciale Zagor n° 10, (in cui il nostro è all’opera in solitaria, senza né Cico, né lo Spirito con la Scure). Il problema di far agire Trampy “in maniera attiva” (come dici tu) al fianco del Re di Darkwood è che si tratta, tutto sommato, di un character comico. Metterlo al centro di eventi tragici rischia di non rendere del tutto credibile il dramma: è come se a un funerale ci fosse qualcuno che sghignazza alle parole di elogio tributate al defunto e fa ridere tutti.  Prima o poi, tuttavia, troverò uno spunto per farlo diventare co-protagonista di un Color: è uno dei miei buoni propositi prima della pensione. Per quanto il nostro Ebenezer possa essere intelligente, la sua genialità è finalizzata e indirizzata in un’unica specializzazione, truffare il prossimo, come forma di autoaffermazione, il poco che basta per sbarcare il lunario. Non è in competizione con Zagor (è troppo intelligente per esserlo), il quale, peraltro, ha doti molto più poliedriche. Comunque, se lo Spirito con la Scure tiene testa a Mortimer, figuriamoci se non se la gioca con Trampy.

2 – Carissimo Burattini, questa è la seconda volta che provo a scriverle attraverso questo blog, avendo due domande da porle in maniera separata, così da non voler forzare la sequenza delle stesse, tanto da potervi rispondere anche separatamente in due questionari differenti. La prima parte volge gli occhi verso il Covid e la situazione che stiamo attraversando. Non si sa se siano i pipistrelli la causa prima di questa pandemia, ma una parte sembrerebbe che l’abbiano avuta. Quindi, utilizzando il Dottor Metrevelic, esperto di questi animali (e di vampiri), cosa ne direbbe di creare una sorta di prequel all’attuale pandemia, senza nominare il male in se stesso, ma facendo intuire che proprio i pipistrelli sono stati capaci, due secoli fa e forse anche prima, di trasmettere questo virus, scoperto da Metrevelic stesso, il quale ha provato a debellarlo?

Nel corso della sua saga, Zagor ha già affrontato il problema del diffondersi di alcune epidemie, per esempio di febbre gialla e di vaiolo, così come si è trovato di fronte al problema della lebbra (in un’isola del Pacifico) e della malaria (quest’ultima, incontrata in Africa). Ci sono stati poi dei morbi inventati, come la sindrome di Beelzebul o quello di cui si leggerà nel prossimo Maxi dedicato ai “racconti di Darkwood”. Quindi l’argomento non sarebbe nuovo. Essendo però, quello del “virus letale” (per usare il titolo di un film) un genere trasversale a ogni tipo di fiction, non escludo che si possa tornare a narrare qualcosa di simile. Però, escludo che si possa far ricorso proprio al Covid-19: al di là delle remore di convenienza e di buon gusto (facilmente comprensibili, viste le ferite ancora fresche), il coronavirus causa dell’attuale pandemia non ha le caratteristiche per essere utilizzato in un fumetto d’azione ambientato nella Vecchia Frontiera, dove i contatti sociali erano limitatissimi, e dato che i sintomi tutto sommato sono quelli di una polmonite (pertanto difficili da rendere in modo efficace con dei disegni, mentre pustole o bubboni della peste, per esempio, si veicolano meglio graficamente). Per non parlare delle difficoltà scientifiche che avrebbe Metrevrelic anche solo a visualizzare al microscopio un virus così piccolo e sfuggente (lasciando perdere il fatto che il concetto stesso di “virus” risale agli inizi del Novecento). Servirebbe poi un modo per coinvolgere Zagor e renderlo risolutivo pur non essendo né un medico né uno scienziato: un’epidemia è qualcosa di fronte alla quale anche il nostro eroe, armato di scure, rischia di trovarsi impotente. Se poi la causa del contagio è lo “spillover”, cioè il salto di specie dal pipistrello all’uomo, Zagor non avrebbe neppure dei “cattivi” umani da combattere: nel caso della febbre gialla e del vaiolo c’erano stati dei contagi deliberati da parte di spietati criminali. Si potrebbe però, questo sì, ipotizzare il dilagare di un virus diverso, magari immaginario, più “spettacolare” nei suoi effetti, la cui diffusione è volontaria e dunque ci sono dei responsabili da contrapporre a Zagor. Se la pandemia dei nostri giorni ispirerà a uno dei nostri sceneggiatori un soggetto che non ripeta il deja vu e non sembri voler speculare sul Covid, si potrebbe (di nuovo) fare.

3 – Questa è invece la seconda che provo a proporre. E riguarda sempre questi brutti mali che hanno pervaso noi uomini. Ci sono stati infatti numerosi esempi di malattie nel corso della storia. Vaiolo, tubercolosi, peste. Ma una malattia come la sifilide, contratta dagli indiani a causa soprattutto dei bianchi, al pari delle altre, non meno ed anzi più pericolose, mi porta a chiedere se l’argomento in questione abbia mai stuzzicato la curiosità del curatore della testata zagoriana al quale mi rivolgo. Capisco che parlare di sesso possa essere controproducente in una serie avventurosa come questa, ma non pensa che la sifilide possa dare inizio, od essere parte integrante, di una nuova corazzata contro i bianchi da parte degli indiani i quali, pur sfiniti dai sintomi di tale malattia, al pari delle suddette altre, possano infine rendere pericolosa la vita dei bianchi puntando, e qui vado sul tragico e sul terrificante, ad instillare volontariamente questo morbo? Faccio un esempio: prendono con loro donne bianche dei paesi vicini, facendo soffrire quindi tutti quelli non sono della loro razza, soltanto per vendicarsi ed in attesa che Zagor riesca a placare gli animi da entrambe le parti. Pensa che sia una buona idea?

Fermo restando quanto già detto nella risposta precedente, la sifilide (come lei stesso dice) è una malattia venerea, a prevalente trasmissione sessuale. Ora: fra tutte le malattie a disposizione, mi pare che gli stessi criminali che volessero diffonderne una potrebbero trovare qualcosa di meno problematico (per loro, ma anche per noi fumettisti). Capisco dei cattivi che vogliano diffondere il morbillo o il vaiolo (morbi che realmente furono usati come armi batteriologiche contro i nativi americani), ma la sifilide mi sembra davvero difficile da utilizzare, sul piano pratico e della credibilità. Meglio la peste, insomma. Una volta un soggettista ha proposto di far ammalare di sifilide un trapper amico di Zagor, e di costruire una storia sulla corsa contro il tempo del nostro eroe per procurargli una medicina in grado di curarlo. La mia obiezione è stata, naturalmente: perché non pensare a un’altra malattia? Non perché io mi scandalizzi di fronte all’idea di una malattia presa facendo sesso, ma semplicemente perché non essendo Zagor un medico, il suo ruolo avventuroso nella storia si può mettere in risalto con qualunque altro tipo di patologia senza bisogno di scomodare quella. Di solito non mostriamo i trappers di Darkwood avere rapporti con le prostitute, benché sia più che convinto che fuori scena li abbiano. Semplicemente, per tradizione, non lo mettiamo in evidenza. Quindi, imbastirci una intera storia sopra mi pare forzare un po’ la mano. Poi, è capitato e capiterà che in un passaggio di qualche storia si alluda a delle violenze sessuali o compaia un bordello: fa parte del versante realistico della nostra raffigurazione del periodo e dell’ambiente. Faccio notare che nella prima storia in cui compare il dottor Sand, “Lo sciamano bianco” (Almanacco dell’Avventura), io e Marco Verni abbiamo mostrato il medico di Frame Cross eseguire un intervento chirurgico ginecologico con un litotritore su Tabitha, la donna Penobscot che poi sarebbe diventata sua moglie. L’argomento delicato venne, credo e spero, trattato con misura. Questo per dire come si possono anche trattare argomenti di questo tipo, se serve. Ma se non serve, è inutile.

4Caro Moreno, ho notato che alcune persone hanno apprezzato moltissimo “Creatura d’acqua”, da te ritenuta una storia minore della lunga saga zagoriana. Lungi da me voler contraddire la tua opinione, ma posso ben dire di averla apprezzata a tal punto da averla letta più volte, venendo a contatto con un mondo, quello della geologia, che mi ha suscitato interesse come non mai. Purtroppo, ho letto che il Professor Leopold, a seguito di una domanda che ti è stata fatta in proposito, non è visto come un personaggio ricorrente e che difficilmente potrebbe tornare se non per un seguito di questa avventura. Ora, io non so se ci sarà un seguito, anche se mi piacerebbe rivederlo, ma cosa ne diresti di continuare a trattare argomenti così (come già è stato fatto in passato in altre storie) in modo tale da riuscire (perché ne siete in grado, ne sono sicuro), di continuare ad acculturare le nostre menti con argomenti come quelli appartenenti alla materia della quale gli esperti come Leopold hanno fatto in modo da costruirci una carriera sopra?

In realtà il finale di “Creatura d’acqua” è aperto (cioè, ci si pone il dubbio se di mostri liquidi come quello appena sconfitto possano essercene altri), perciò niente vieta di dare un sequel a quella storia. La considero “minore” perché breve e con una struttura piuttosto semplice: tutto si risolve con pochi personaggi e in poche pagine. Mi accorgo però che, contro ogni mia aspettativa, mi imbatto in vari lettori che ne sono rimasti, se non entusiasti, almeno colpiti. Meglio così che il contrario, evidentemente! Riguardo al professor Leopold, si tratta di un geologo e di un vulcanologo ante litteram (la scienza era appena nata, negli anni di Zagor): potranno capitare di sicuro storie in cui uno studioso del genere tornerà utile. C’è da tener presente, però, un “doppione”: quello di Richard Rainder, il tecnico incontrato nel Maxi “La montagna di fuoco”.

5 – Caro Moreno, ti chiedo ufficialmente il ritorno, perché penso di parlare di un personaggio ben caratterizzato e forte, della figlia di Dharma. Apparsa recentemente sulla serie regolare, il finale che la vede racchiusa fra i serpenti, presumibilmente morta, mi fa presumere un ritorno del quale, ovviamente, non sono a conoscenza. Hai opinioni in merito su quel finale e se sia possibile prevedere una sua ricomparsa in tempi brevi o meno brevi, con la sicurezza che, comunque, riusciremo a rivederla?

Sicuramente sì. Jacopo Rauch ci sta lavorando sopra.

6 – Caro Moreno, nella storia “Monument Valley” Julia Schulz ammette di aver rubato da una cassaforte segreta parte del patrimonio lasciato in eredità dal padre ma indirizzato al fratello. Ora, lei sperava che col successo della sua scoperta avrebbe infine ottenuto tanto denaro da far sì di rendere il maltolto alla propria famiglia. La mia domanda è se il fratello in questione non si sia messo sulle tracce della sorella, se abbia scoperto la cassaforte segreta (ma non dovrebbe esserlo per lui, come non lo era per lei) oppure se voglia in qualche modo indietro quei soldi immaginando che fosse stata la sorella a rubarglieli, e per questo cercando indizi tramite il collega sopravvissuto oppure interrogando i lontani Zagor e Cico.

Certamente si tratta di uno spunto da tenere in considerazione. Il problema è che Altrove intende tener segreta la scoperta di Julia Schulz riguardante la Biblioteca di Alessandria, quindi qualunque indagine del fratello giungerà alla conclusione che la sorella è morta in un attacco indiano come gli altri componenti della sua spedizione nel Sud-Ovest. Voglio dire che per il fratello la sorte della sorella non è misteriosa, è giustificata e non ci sono motivi per dubitare della versione ufficiale. Casomai c’è il mistero di un ammanco di denaro in casa… qualunque cosa ne venga fuori, va considerato che il Sud-Ovest è lontano e per farci tornare Zagor servono valide motivazioni.

7 – Caro Moreno, quale è il titolo di un albo di Zagor che, vuoi per la storia, vuoi per altre esigenze editoriali, non è stato ancora utilizzato per Zagor e del quale ti piacerebbe usufruire in futuro?

Tieni presente che per ogni albo di Zagor che esce, io propongo a Michele Masiero (oggi, a Mauro Marcheselli ieri, a Decio Canzio e Sergio Bonelli ieri l’altro) almeno cinque titoli tra cui scegliere, tenendo conto della necessità di non ripetere quelli già usati. Per cui titoli ne ho inventati in quantità industriale. Nonostante tutto, ogni volta ne vengono fuori di nuovi. Uno fra i più belli, secondo me, è uno passato inosservato “Notte senza fine”. Ce n’è uno che propongo spesso, e viene bocciato sempre, che è “Oltre il fiume e tra gli alberi”, citazione (come a volte capita di fare) di un romanzo di Ernest Hemingway. Prima o poi riuscirò a farlo passare.

8 – Caro Moreno, lei ha parlato di un rimpianto per quanto riguarda non aver superato in lunghezza la storia di Sclavi. Ce n’è un altro di rimpianto che tiene nel cassetto? Ed ha anche un rimorso?

Fermo restando il fatto che non mi sono mai sentito in competizione con Sclavi per la lunghezza di “Incubi” (una storia deve essere lunga quanto serve, e quindi non ho mai pensato di allungare il brodo di un mio racconto al solo scopo di battere un record), il vero rimpianto è di non aver superato Mauro Boselli in bravura: avrei voluto scrivere io storie come “Il terrore dal mare”, “Il clan delle isole”, “Passaggio a Nord Ovest”, non ci sono mai neppure andato vicino. Il rimorso è non essere riuscito a convincere, nonostante tutto, i detrattori che i miei trent’anni di impegno, dedizione e passione a Zagor sono serviti, grazie anche a tutti gli altri autori, a permettere al nostro eroe di raggiungere il traguardo del sessantennale, che è davvero un risultato notevole.

9 – In merito all’ultimo Color Zagor “La missione di Drunky Duck” ho notato che alla conclusione dell’avventura ci sia un velato messaggio rivolto ai collezionisti accaniti, che fanno di solito di tutto e di più, spendendo somme non indifferenti, per cose che in fondo hanno un originale valore inferiore a quello che viene pagato. Mi piacerebbe sapere se quest’ultima sia stata una cosa voluta oppure è stata solo una mia personale impressione.

Non ho mai pensato a una “morale” del genere, però niente vieta di trarla.

10 – Ciao Moreno, è un piacere poterti scrivere per chiederti una curiosità. Ho letto una domanda dove si voleva far chiarezza su come mai Mortimer fosse riuscito a venire a conoscenza del viaggio di Zagor in Sud America e della base di Altrove. Il dubbio che mi sono posto e che vorrei portare alla tua attenzione è se Mortimer stesso non sia un nome di fantasia, utilizzato come membro dell’organizzazione segreta, essendone poi uscito per provare (e riuscire) nella sua carriera criminale. Disse, infatti, che troppe persone sapevano dell’esistenza di Altrove senza che non potesse esserne lui stesso a conoscenza, non specificando se fosse stato in passato in rapporti con loro. Non volendo, magari, infrangere la regola di non dover svelare niente dei suoi legami con la stessa Altrove, ti pare possibile e probabile che il biondo col naso aquilino possa essere stato un agente segreto, ottenendo aiuti da persone fidate per le sue imprese, e quindi restando con le orecchie sturate di fronte alle azioni della base di Philadeplhia?

Le domande su come Mortimer sia riuscito a venire a conoscenza di qualcosa (indipendentemente dal caso specifico, su cui qualche spiegazione è stata data) sono, tutto sommato, oziose: è un genio, ha una intelligenza superiore, in qualche modo (che sa solo lui) avrà fatto! Il problema della sua collaborazione con Altrove è che il biondo con il naso aquilino è un lupo solitario, un cane sciolto. Lo dimostra il tentativo, fallito, del Tessitore di arruolarlo fra i suoi uomini. Non ce lo vedo a far parte di una squadra.

11 – Gentilissimo Moreno, ti scrivo perché ritengo Zagor un personaggio adatto ad ogni genere, sia letterario che cinematografico, tanto da aver fatto di Darkwood la calamita per ogni mostro che possa esistere nell’universo. A proposito di universo, e di altre forme di vita, sono un fervente appassionato de “L’invasione degli Ultracorpi”, oltre che di “The Puppet Masters”, “Invasion” e via dicendo. Il genere è quello degli alieni che prendono possesso delle persone. C’è chi riesce a combatterli e a liberare gli infetti, mentre c’è chi non ci riesce. Zagor lo vedrei personalmente bene come salvatore della patria, non solo della sua foresta, essendo sicuramente in grado di fronteggiare alieni (non come gli Akkroniani che hanno sì utilizzato un apparecchio per comandare la coscienza altrui) che intendono prendere possesso delle persone, pur mantenendo il loro aspetto. Uno dei casi più eclatanti che mi viene in mente è “War Of The Worlds”, la serie TV che è andata in onda verso la fine degli anni ‘80 e che, per un motivo o per l’altro, sono riusciti a prendere possesso del corpo, della voce, del carattere delle persone. Quindi, la mia domanda è: cosa ne pensi di un alieno (non mutaforma come Change, che non deve per forza possedere un corpo per prenderne l’aspetto fisico) o di un gruppo di alieni pronto a prendere in ostaggio la terra, cominciando a possedere ad uno ad uno, per intanto, gli abitanti di Darkwood?

“L’invasione degli ultracorpi” mi ha fornito lo spunto per una storia del 1994, “L’ombra dell’alchimista”, in cui vari abitanti di Darkwood venivano “posseduti” dal volere di Hegel Von Axel. Accetto volentieri il suggerimento, segnalando però la doppia difficoltà di non ripetere ciò che si è già visto in quel racconto e di non rendere la “possessione” permanente dato che gli abitanti di Darkwood ci servono restituiti tutti interi (o almeno il maggior numero possibile) nella storia successiva. Sperando sempre che la fazione anti-fantascientifica dei lettori non si inalberi. Se verranno proposti soggetti di questo tipo che non siano dei deja-vu, non ho niente in contrario.

12 – Caro Moreno, grazie per le belle parole che mi hai dedicato su una precedente puntata di “A domanda Moreno risponde” dove io condividevo un’esperienza di vita più che farti una domanda. Se posso, una domanda l’avrei da fare, e riguarda la storia delle amazzoni. Zagor è stato curato dalle amazzoni con apparecchiature di Atlantide, e a detta di loro questa cura avrebbe messo a posto anche vecchie ferite e probabilmente potenziato le capacità fisiche del nostro eroe. Volevo sapere se questo corrisponde al vero. Sarebbe bello avere Zagor nel pieno del suo vigore visto che sta per affrontare un nemico (Supermike) che l’ha messo molto in difficoltà proprio a livello fisico. Spero comunque che Zagor prenda a calci nel sedere quel borioso con o senza la tecnologia di Atlantide. Un affettuoso abbraccio!

Il “trattamento” a cui Zagor è stato sottoposto dalle amazzoni non ha potenziato le capacità fisiche del nostro eroe, gliele ha reintegrate, restituite. Diciamo che è tornato come nuovo. Ma non c’è stato un potenziamento che lo ha reso più forte di prima. Logicamente, se uno ha subito dei traumi o ha delle cicatrici, il fatto che ci sia stato un “ringiovanimento” significa un recupero, ma solo delle capacità preesistenti.

13 – Caro Baltorr, mi voglio rivolgere a Moreno per un quesito riguardante uno dei ritorni che gli zagoriani attendono con più ansia. Non credendo che possa essere lui il prescelto per essere disegnato dagli Esposito Bros, intendo chiedere una curiosità riguardante Supermike: durante la terza avventura che lo vedrà protagonista della serie regolare dopo molti anni, verrà integrata la sua anima da penitente della seconda storia in cui è apparso, spiegando il suo cambio di personalità, oppure tale scelta narrativa verrà soltanto citata, senza starci troppo a tornare sopra, quasi come se la cosa, in se stessa, non fosse accaduta?

Non saranno gli Esposito Bros a disegnare il ritorno di Supermike. Il quale tornerà, se ci riusciremo, con le stesse caratteristiche (o quanto di più vicino possibile) a quelle che gli aveva dato Guido Nolitta.

14 – Caro Moreno, ti voglio scrivere questo messaggio per poter provare a far sì di ricreare il passato di un comprimario il quale, le poche volte che è apparso, è stato pur sempre fondamentale nel riuscire ad aiutare Zagor. La persona che mi è venuta in mente è il Dottor Hogan, l’ormai ex medico di Hellgate che salvò la vita allo Spirito con la Scure, e che successivamente venne usato, in maniera parzialmente inutile, da Mortimer per mettere nel sacco il nostro eroe. Non ha uno spessore come possono averlo Rochas, Tonka, il Conte di Lapalette, Bat Batterton, ecc., che appaiono spesso e volentieri nella saga, però voglio proporti questo personaggio in modo da far sì non solo di rivederlo sulla scena, ma magari permettendogli di essere protagonista di una storia, facendo molto più di una comparsata o, appunto, di vederlo alle prese con i fantasmi del suo passato. Tenendo conto del fatto, come hai detto bene tu in precedenza, che non è che ogni personaggio debba avere un oscuro e terribile passato, ti ho voluto comunque portare in dote questa idea sperando di poterla vedere un giorno pubblicata. Ho fatto bene?

Hai fatto benissimo. Grazie.

15 – Caro Moreno, essendo un appassionato, a differenza di molti altri, dell’albo “Zenith 666”, e del fatto che lo abbia illustrato un disegnatore che privilegio, Luigi Piccatto, ho trovato la storia in sé molto ben scritta e, appunto, molto ben espressa nei disegni. Piccatto, essendo d’abitudine su Dylan Dog, ha avuto ulteriori contatti con la testata zagoriana (tralasciando una comunque apprezzabile storia breve) oppure è stata una comparsata una tantum per regalare emozioni ai fan delle due testate che hanno visto un nemico in comune? Detto questo, mi piacerebbe ovviamente vederlo in azione in una storia lunga, e spero che questa richiesta possa venire accontentata in quanto, secondo la mia umile opinione, il suo tratto si sposa perfettamente con l’avventura di Zagor.

Io sono da sempre un ammiratore di Luigi Piccatto e per questo mi ha fatto piacere poterlo avere fra i nostri anche in una seconda storia breve (perfino più lunga delle 40 tavole concesse di solito agli autori dei “Racconti di Darkwood”). Tuttavia, come per altri autori “ospiti”, il suo contributo è stato giocoforza limitato perché lo staff di Zagor è già più che completo e le “guest star” che abbiamo potuto avere tra noi si sono succedute nel corso di eventi speciali. “Zenith 666” segnava, oltre l’arrivo del nuovo copertinista, l’incontro fra gli universi dello Spirito con la Scure e di Dylan Dog, perciò l’ospitata di Luigi cascava a fagiolo, come si suol dire. Poi ne abbiamo avute altre (solo per citarne un paio: Giovanni Freghieri e Franco Saudelli), nella logica dell’alternanza.

16 – Caro Moreno, sono un cultore del genere giallo ed ho apprezzato, fra le recenti prove zagoriane (negli ultimi venti anni) le storie “Il libro del demonio” ed “Il delitto impossibile”. Facendo riferimento ad entrambi i racconti, ti chiedo esplicitamente il ritorno di Julia Burgess, persona che si è rivelata essere una doppiogiochista senza cuore, avendo come complice chi si è rivelato essere altrettanto subdolo, finendo morto. Inoltre, riferendomi alla seconda storia, chiedo sempre un ritorno ma provando a dare un consiglio. La persona che si rivela essere il finto padrone di casa, e che di contro è riuscito a mimetizzarsi bene come ospite, assomiglia così tanto ad Orsovic, per fattezze, che prendendogli il posto, dopo essere fuggito di galera, camuffandosi da lui dopo averlo incontrato in un porto, e facendo in modo di far cadere in trappola Zagor, potrebbe stuzzicare il tuo palato di sceneggiatore?

Non ho mai pensato a un ritorno di Julia Burgess, perché legata a una storia di quelle “irripetibili”, però adesso che me lo hai suggerito, prometto di farci un pensierino. Il fratello scapestrato dell’integerrimo Hammond assomiglia a Orsovic solo perché si è camuffato: un suo eventuale ritorno potrebbe essere plausibile come trasformista, in effetti. Farò un pensierino anche su di lui.

17 – Gentile Moreno, ho notato sulla serie, ed anche dalle dichiarazioni affermate in questo Blog, che il passato dei personaggi è piacevole, per lei, vederlo scandagliato. Ovviamente non proprio tutti devono tenere dentro di sé qualcosa da nascondere, ma non pensa che volere a tutti i costi tappare questi buchi serva solo a mettere ancora più confusione al lettore, magari disinteressato al riguardo di ciò che è stato e pronto solo a scoprire cosa riserva il futuro ai vari protagonisti? Il rischio, per me, è quello di approfondire troppo e di tutti, senza però dare quella sensazione di voler creare una grande storia, anche se magari è così nelle intenzioni, per perdersi lungo la strada in soporiferi riferimenti a cosa è successo prima, spiegando per filo e per segno cosa è accaduto, per poi lasciare la parte al presente decisamente poco incline all’avventura, ed avendo utilizzato gran parte delle pagine previste per far capire cose che non cambiano di una virgola la caratura e la caratterizzazione del personaggio in questione. Spero di essere stato esaustivo, perché intendo capire a cosa è dovuta questa mania di volere a tutti i costi rendere omaggio ai vari comprimari (niente in contrario su questo), con lunghe pagine di flashback che, davvero, a mio parere rallentano la lettura invece di renderla scorrevole.

Personalmente sono sempre rimasto affascinato dalle storie retrospettive che spiegano ciò che era rimasto da spiegare, e mi sarà consentito, spero, ogni tanto assecondare anche i miei gusti, oltre che andare incontro a quelli dei lettori (che nei miei desideri dovrebbero essere il più possibile coincidenti). Capisco che ci possano essere pareri diversi. Non mi pare però che tutte le storie di Zagor (o tutte le mie) siano di questo tipo. Ogni tanto, capitano. Così come ogni tanto capitano storie belle o storie brutte, che non coincidono mai nel giudizio di tutti, perché c’è chi apprezza qualcosa e chi ne apprezza un’altra. Essendo Zagor un fumetto seriale, le storie si succedono e se una non piace si può sperare che piaccia la successiva. Il mio sforzo di ogni giorno è quello di proporre storie in grado di piacere al maggior numero di persone, ma so benissimo che qualcuno infastidito da qualcosa ci sarà sempre.

18 – Egregio Moreno, dopo aver fatto mente locale ed essermi riletto “L’orda infernale” dove è proprio il Saskatoon il vulcano protagonista del finale della vicenda, a seguito della sua risposta alla domanda sui diamanti, me ne sono venute in mente addirittura altre riguardanti ciò che ho letto. La prima impressione riguarda la Pietra Nera. Insieme a Dark Moon è finita nella lava del vulcano, cosa che bisognava fare per poterla definitivamente distruggere. La mia domanda è: è stata veramente distrutta oppure era abbastanza resistente da riuscire a mantenersi intatta? Anche dalla lava, successivamente, molto successivamente, seccata potrebbero essercene rimasti dei rimasugli abbastanza grandi da poterla riutilizzare per trasformare altri guerrieri in Ulthai? E poi, una questione meno magica, e che riguarda una cosa che mi ha colpito molto è la sfida, prima a distanza e poi dal vivo, di Freccia Spezzata ed Alce Fiero. Quest’ultimo è rimasto male per essere stato colpito a tradimento dal fratello, e non ha mandato giù il boccone amaro per questo, oltre per aver fallito a fermare il fratello e Tonka. Potremmo vedere il seguito di questa storia per capire se alla fine sia tornato calmo e tranquillo, Alce Fiero, oppure se ha continuato ad esiliarsi dalla tribù, e quindi anche dal fratello, rimanendo nella schiera dei cattivi e pronto a vendicarsi di chi ha rovinato i piani del suo capo Dark Moon?

Tutto può essere, trattandosi peraltro di una storia fantasy. Direi che l’autore deputato a pensarci sia Luigi Mignacco (che sicuramente ci legge).

19 – Salve signor Moreno, ho letto da una risposta di questa rubrica a cura di Baltorr che potrebbe darsi che ci possa essere un rinnovamento della sezione speciali, ovvero un possibile modo di far avere il ritorno, una volta l’anno, nei luoghi che hanno fatto la storia di Zagor. Vorrei suggerirgliene uno, ovvero Talltrees dove, se non erro, dovrebbe ancora esserci, magari andata in rovina, la casa coloniale di Mister Lean (una costruzione simile è apparsa ne “Il Passato di Ramath”, ma non era la stessa), ucciso dal pugnale di uno degli indiani suoi nemici. Non so se questa proposta verrà vagliata ed accolta, ma mi propongo di farle notare, magari pur essendo l’unico, che un’ambientazione, una casa così bella ed elegante, nonché spaziosa, possa essere bello poterla rivedere, messa a nuovo e, magari, con una nuova avventura in cantiere per farci un salto. Cosa ne dice?

Non ho mai pensato che una dimora coloniale come quella di mister Lean potesse essere “oggetto del desiderio” al pari di un personaggio, ma evidentemente quel luogo deve avere un fascino esotico. Fascino che richiede, però, il ricorso a una storia esotica, presumibilmente legata all’India. Chissà che Jacopo Rauch non la faccia rivedere riportando sulle scene la figlia di Dharma.

20 – Ciao Moreno, ti scrivo perché, avendo amato alla follia una storia probabilmente considerata minore, vorrei sapere se un sequel de “I lupi del fiume” sia mai stato in programmazione per Zagor. Ti chiedo anche se la storia possiede le potenzialità per un eventuale seguito e se qualche personaggio di quell’avventura ti abbia colpito in positivo.

De “I lupi del fiume” ricordo soprattutto la gran quantità di documentazione fotografica d’epoca che Diego Cajelli fornì a Paolo Bisi per realizzare le scene riguardanti il lavoro dei boscaioli, il trasporto del legname sul fiume e il funzionamento della segheria a valle. Mi piacque poi il super-fucile in grado di spezzare addirittura i tronchi d’albero, che si vede in alcune sequenze. Non fu quella la prima storia con dei tagliaboschi, ricordo il personaggio di Timber Bill, avversario di Zagor in una storia di Nolitta prima e in una di Toninelli poi. Un gruppo di boscaioli capitanati invece da un personaggio positivo lo si vede ne “Le creature del buio”. Insomma, l’argomento del disboscamento e dello sfruttamento del legname fa parte del microcosmo zagoriano e sicuramente lo tratteremo ancora, magari proprio tirando in ballo la “Atlantic Timber”, la compagnia protagonista de “I lupi del fiume”, anche se, per il momento, non c’è nessun sequel in lavorazione.

 

22 commenti:

  1. Gentile Moreno a fine 2021 verrà pubblicato il team up tra Zagor e Tex. Non ho idea riguardo al come verrà realizzato vista la differenza di ambientazione temporale tra i due personaggi. Ragionandoci sopra ho pensato alla possibilità di far interagire in un avventura Zagor con un personaggio giovane del mondo di Tex. Perchè non pensare ad una storia in cui Zagor, giusto per fare un esempio, in una delle sue peregrinazioni salva Lylith,bambina da un rapimento effettuato da razziatori bianchi a danno dei Navajos? A tempo debito lei saprà saldare questa riconoscenza nei confronti di un salvatore bianco, intervenendo nel salvare dal palo della tortura Tex...

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  2. Ciao Moreno, sarà possibile ripetere l'esperimento felice di avere realizzato una trasferta sui maxi con epilogo sul mensile?

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  3. Ciao Moreno, mi fa piacere poterti scrivere e porti una domanda riguardante Akenat. Ho letto in questo blog che ti chiedevano del suo passato ma mi piacerebbe anche rivederlo in un'avventura al presente. Hai qualche avventura in programmazione con lui o niente bolle in pentola?

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  4. Caro Moreno, ti posso chiedere, per ogni sceneggiatore che ha fatto la storia e che la stanno facendo, di Zagor, escluso lei(Nolitta, Ferri nelle prime storie, Bonelli Senior, Sclavi, Toninelli, Boselli, Rauch, Perniola, Zamberletti) quale sia stato il miglior personaggio da loro creato? Escludo dalla lista Zagor e Cico, ovviamente.

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  5. Gentile Moreno, osservando attentamente i disegni di Giorgio Sommacal riguardanti Bat Batterton, ho potuto notare con quest'ultima una grande somiglianza con l'attore Renzo Ozzano. Che il disegnatore, sotto sue disposizioni, abbia voluto rendergli omaggio?

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  6. Un personaggio che a me piace molto e che non vediamo da un po', è Guitar Jim. Cosa ne pensa il nostro magnifico autore e curatore di farlo tornare? Avrei pensato persino ad una avventura in cui interagisse con un altro storico comprimario, Digging Bill,magari alla ricerca di un favoloso tesoro tra mille pericoli, in cui i 2 coinvolgessero anche il nostro Eroe, comportandosi però anche un po' da "simpatiche" canaglie quali in fondo sono! Moreno dici che ci si potrebbe pensare? Un caro saluto a te e a Baltorr.

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  7. Egregio Moreno, essendo un appassionato della sua creatura Mortimer, nel suo ritorno del 2003 è apparsa maestosamente la cava di pietra dello Styx Creek. Alla fine dell'albo, nell'ultima grande vignetta appare in maniera nitida questa monumentale cava disegnata ottimamente, anche se poi Zagor ci resta il giusto tempo per liberare chi gli sta più a cuore. Sarebbe possibile venderla di nuovo protagonista, anche solo di qualche sequenza di un'avventura narrata nei pressi di Kingston, in una nuova avventura?

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  8. Nella storia di Castelli a me sembra chiaro che Supermike voleva dimostrare di essere il migliore dei detenuti modello e dei pentiti. Poi vuole dimostrare di essere un detective piú bravo di Zagor dicendo che quasi quasi pure rivelarsi il migliore archeologo ed alla fine... insomma Castelli qui a mio avviso è riuscito a non ripetere le 7 prove ed a darci sempre un Supermike ambiguo e fissato con le sue manie.

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  9. Caro Moreno, ho letto di una presunta separazione dei fratelli Di Vitto. Piacendomi insieme entrambi, la cosa creerà qualche problema in futuro o continueremo a leggere storie, disegnate separatamente, dei due fratelli?

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    1. Avevo letto che si erano separati mentre stavano disegnando una storia!😲😳

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  10. Caro Moreno, nella storia in anteprima con Flash, appaiono i vecchi nemici di Zagor, morti, presunti morti od in altre dimensioni. Fra questi, Supermike è vivo e vegeto a meno che la storia non dovesse essere raccontata dopo il suo ormai prossimo ritorno. Zagor dice che sono, infatti, tutti morti e, quindi, finirà col morire anche il Supernemico?

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  11. Gentile Moreno, che lei sappia, quanto è stato generalmente apprezzato il prologo dell'avventura fra Flash e Zagor?

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  12. Caro Moreno, mi sembra chiaro il rimando dell'ultimo Spexiale Zagor a "La Casa del Terrore". Sinceramente mi sarei aspettato un cameo al presente della famiglia Landon. Ma va bene così, la storia è stata simpatica e godibile. Ciò non toglie che mi piacerebbe rivedere l'intera famiglia del primo episodio, suggerendoti da fan un loro ritorno.

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  13. Caro Moreno, riprendo una mia precedente domanda per chiederti se hai da fare qualche esempio di storie di Zagor, secondo i tuoi gusti, a puntate che ti sarebbe piaciuto leggere tutte d'un fiato e di storie extra che avresti voluto leggere a puntate?

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  14. Caro Moreno. Ecco una super proposta per dare uno scossone alla Zenith! Torna SUPERMIKE, sconfigge Zagor e la collana Zenith per 12 mesi diventa SUPERMIKE, che fa il re di Darkwood. Combina un po' di casino ma fa anche cose buone. Dopo 12 mesi torna Zagor, storia epica, riprendebil suo posto e la serie Zenith riprende ad essere ZAGOR.... A quel punto la numerazione diventa distonica di 63 numeri anziché 51! Forte vero!? 😂

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  15. Egregio Dottor Burattini, volendole fare gli auguri di Pasqua i quali chissà quando potrà riceverli, intendo chiederle se, una volta avvenuto l'incontro fra Zagor e Tex i due potranno dirsi dello stesso Universo. La cosa strana, pur avendo visto Mefisto, Yama, un alieno, per certi versi El Morisco, streghe ecc., è che secondo questo incontro sono avvenute nell'universo Texiano, molto meno vario di diversi generi rispetto a Zagor, le apparizioni di Kandrax, di Rakosi, di Titan, degli Akkroniani, dei licantropi, delle invenzioni di Verybad ecc.. Quindi chiedo se la cosa non possa far storcere il naso in quanto il Ranger non era ancora stato ufficialmente intaccato da questi team-up, e metterlo in coppia con Zagor, pur in un'avventura realistica come il seguito di "Fratelli di Sangue", non crede che possa fargli più male che bene visto che Tex potrebbe andare a Darkwood affrontando mostri di varie specie? La mia paura è che si possa snaturare il prodotto, cosa ne pensa?

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  16. Caro Moreno, posto il fatto che il professor Rainder sia stato complementare ad una storia lunga ed il professor Leopold ad una breve, quale dei due pensa di aver utilizzato meglio? In un ipotetico incontro fra le due personalità, essendo come dice lei doppioni facenti lo stesso mestiere, chi avrebbe la meglio in campo puramente psicologico e cervellotico? Fra i due, chi le piacerebbe di più far tornare, e che le è rimasto più impresso nel cuore e nella mente, a prescindere dall'avventura in cui sono stati protagonisti?

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  17. Ho notato che ultimamente Zagor ha gli occhi verdi sulle copertine. Per quanto ricordo, i suoi occhi erano blu per tutta la vita. Puoi spiegare questo cambiamento?

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  18. Ciao Moreno, puoi raccontarci la genesi de "Il ritorno alla casa del terrore" e come hai fatto a far quadrare il cerchio fra gag comiche slegate dal vero contesto e la parte seria della storia?

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  19. Caro Moreno, io capisco e sottoscrivo il voler rendere fruibile a tutti la storia in edicola, ma utilizzare sempre e solo flashbacks senza, invece, usare i soliti asterischi per rimandare alla storia a cui si fa riferimento con il racconto in uscita, non crede che renda molto più pesante la lettura?

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  20. Nella storia "La Nave Fantasma" dove incontriamo di nuovo l'equipaggio della nave "Golden Baby", non vediamo Hammendick, si è ritirato o è morto a causa dell'età?

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  21. Ciao Moreno, ho recentemente visto su una famosa piattaforma streaming la serie TV "The Liberator", tratta da una storia vera avvenuta durante la II guerra mondiale. La serie è stata realizzata con una innovativa tecnica di animazione, chiamata "Trioscope Enhanced Hybrid Animation". La serie, a prescindere dal suo soggetto/sceneggiatura, mi è sembrata molto interessante per il suo impatto visivo e mi ha colpito molto per il fatto che ritengo aia una tecnica adatta per la trasposizione di un fumetto. Ti chiedo un parere in proposito (sempre che tu abbia avuto modo di vederla).

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