mercoledì 7 maggio 2014

Zagor Collezione Storica a Colori: Appuntamento con la morte (ZCSC117)




Il centodiciassettesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell'avventura di Zagor con Akenat, la storia completa "Il grande buio", nonché la prima parte della storia “L'indiano errante”.


IL FIUME DELLE NEBBIE


           I Wyandot sono furenti: quattro criminali hanno rubato i gioielli di alcune delle loro donne e le hanno assassinate. E poiché sono convinti che la colpa del fattaccio sia da attribuire al trapper Doc Lester, spetta a Zagor evitare che lo uccidano e promette al capo Akenat di trovare i veri assassini.
           I quattro fuggitivi vengono puntualmente raggiunti, ma nessuno sopravvive per poterlo consegnare ai Wyandot; fortunatamente Akenat ha seguito di nascosto Zagor, e dopo averlo aiutato nell’ultimo scontro si convince dell’innocenza di Doc e lo lascia libero.
       
            In confronto alle due precedenti belle avventure, devo dire che questa storia toninelliana ha invece una trama abbastanza ordinaria, presenta un approfondimento psicologico dei personaggi soltanto abbozzato e uno Zagor che per salvarsi la pelle, anche quando gli avversari sono delle mezze cartucce, deve sempre attendere che qualcuno venga in suo aiuto...
            Abbiamo, tuttavia, anche alcuni pregi: il barbaro eccidio iniziale, descritto con inusitato realismo; il recupero del personaggio sclaviano di Akenat, che molto astutamente prende in ostaggio Doc Lester ben sapendo che non è colpevole ma solo per assicurarsi l’aiuto dello Spirito con la Scure; i disegni di Michele Pepe, potenti, energici ed eleganti.

* * *


IL GRANDE BUIO


Soltanto Moose Nussbaum, un ciarlatano noto come Doctor Miracle, può scagionare Stu Finkelman, un trapper amico di Zagor, accusato di un delitto che non ha commesso.
Sembra facile per Zagor trovare il Doctor Miracle, ma la sua si rivela un’impresa quasi impossibile: a causa di un colpo alla testa, lo Spirito con la Scure è diventato cieco!
          Finalmente Zagor e Cico trovano il Doctor Miracle, ma devono aiutarlo a sfuggire ai predoni indiani Adirondack (convinti che l’elisir del ciarlatano renda immortali) e ai loro alleati bianchi. Zagor è cieco, ma il suo istinto e il suo udito estremamente sensibile lo rendono, comunque, un osso duro per qualunque criminale!


Storia drammatica e decisamente originale, che miscela elementi usuali (la banda di indiani ribelli; il losco traffico organizzato dai rinnegati bianchi) ad un’ottima trovata (la cecità temporanea dello Spirito con la Scure). Il tutto nel contesto di una frontiera selvaggia e incontaminata, splendidamente illustrata dal pennello del grande Donatelli.
Particolarmente efficace è la scena finale del duello che vede opposti Zagor e Scurlock, pistolero professionista al soldo del miglior offerente: una sequenza drammatica, dal taglio quasi cinematografico; molto ben tratteggiato anche il personaggio del Doctor Miracle.
Forse l’unica pecca della storia è che Zagor, mentre all’inizio sembra effettivamente angosciato per la sua cecità, si adatta poi un po’ troppo velocemente alla sua nuova condizione... Ciò sembra poco plausibile, così come il fatto che alla fine tutto torna alla normalità con un’altra botta in testa...
Comunque sia, a Toninelli questa volta va il merito di aver presentato un eroe che, seppure cieco, rimane sempre invincibile!
Un’ultima annotazione di carattere “storico”.
Nella rubrica della posta dell’albo gigante n. 306 (Il grande buio), Sergio Bonelli annunciava l’addio di Marcello Toninelli alle sceneggiature di Zagor, dopo un decennio quasi ininterrotto.
          Pur cercando di mantenersi inizialmente fedele alle caratteristiche nolittiane, Toninelli aveva successivamente gestito Zagor secondo schemi abbastanza personali, nel tentativo di renderlo un eroe più moderno e realistico (anche dal punto di vista storico) ed aveva limitato notevolmente le potenzialità umoristiche di un personaggio come Cico.
      D’altra parte Nolitta/Bonelli aveva creato e sviluppato Zagor con uno stile talmente inconfondibile che chiunque avesse tentato di porvi mano avrebbe avuto non pochi problemi a gestirlo al meglio. Bisogna, tuttavia, riconoscere che, con il "capitano" Marcello Toninelli al timone, la serie è riuscita a  navigare con piglio sicuro nel procelloso mare fumettistico di quegli anni.

13 commenti:

  1. Toninelli è uno scrittore capace e un disegnatore superlativo. Nella sua interpretazione di Zagor c'era però un pò di quella voglia di revisionismo (erano gli anni di Watchmen e Dark knight) che non piaceva per niente a Bonelli e poco ai lettori tradizionalisti. Penso che prima di andarsene abbia presentato un progetto di revisione totale (tipo "Dark Zagor") pur sapendo che non sarebbe mai stata accettato. All'epoca mi sarebbe anche piaciuto, ma col senno di poi è andata meglio così (per Zagor).

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sembra di ricordare che "Dark Zagor" non fosse un'idea di Toninelli.
      Forse il senese paga troppo in termini di fama negativa. Ha avuto la sfortuna di prendere in mano uno Zagor già devastato dai vari Slavi, Gamba, Castelli, Segna in un momento in cui gran parte dello zoccolo duro passava ad un'età dove il sense of wonder viene meno e cresce l'interesse per altre cose.

      Elimina
    2. Dark Zagor fu un'ipotesi sottoposta a Nolitta da Roberto Sonaglia.

      Elimina
    3. Appunto (tipo "Dark Zagor"). Ricordo che lo stesso Toninelli disse che presentò il suo progetto di revisione "estrema" della serie sependo che con quella proposta avrebbe posto fine alla sua collaborazione con Zagor. Chissà se ci racconterà mai quali erano le sue idee per rilanciare il personaggio ?

      Elimina
    4. Ohi Marco! Speravo di vederti oggi ad Albissola....

      Elimina
    5. YTroppi impegni in questo week-end, ahimé... :-(

      Elimina
    6. Per Mario: Toninelli ha riportato integralmente la sua "proposta" di allora per il rilancio di Zagor sul suo libro "Un senese a Darkwood" uscito qualche mese fa! ;-)

      Elimina
  2. Ecco le osservazioni di Marcello Toninielli su Facebook in merito al mio post:
    "Qualcuno se lo doveva prendere quel peso sulle spalle... io evidentemente le avevo abbastanza robuste, e tutto sommato sono contento che sia toccato a me. E' stata comunque un'avventura appassionante e una strada ricca di soddisfazioni. ;-) "

    RispondiElimina
  3. Anche per quanto riguarda la mia personale esperienza di lettore appassionato di Zagor, purtroppo a quell'epoca (inizi anni '80) Toninelli subentrò come sceneggiatore in una fase in cui abbandonai il fumetto per dedicarmi ad altre passioni (musica, Cinema...ed altro). Per la precisione abbandonai Zagor subito dopo lo storico n. 200. In questi ultimi anni comunque grazie a questa Collezione storica a colori, ho scoperto questo autore e di lui mi restano sicuramente un buon 5-6 storie di grande livello che addirittura le posiziono tra quelle di primaria importanza in tutta la saga Zagoriana. Ma, per quanto riguarda la maggior parte delle sue storie come sceneggiatore, ho sempre avuto l'impressione che esse non fossero propriamente perfette nella loro interezza, soprattutto a causa di una strana essenzialità nelle battute finali a discapito magari di idee che erano partite particolarmente bene, se non da definirsi squisitamente originali. Comunque Toninelli merita senza dubbio molto rispetto da parte di noi storici appassionati di Zagor in quanto ha avuto la capacità di prendere il timone in mano alla guida del fumetto e di riuscire a farlo sopravvivere alla grande per i successivi 10 anni dopo il magico ed irripetibile periodo Nolitta. Onore a Toninelli, dunque, le cui avventure le continueremo a leggere tramite questa collana a colori ancora per circa una decina di numeri. Poi attenderò di leggere invece il periodo dell'epoca di Burattini-Boselli e Colombo e sono curioso di conoscere a tal proposito un vostro commento. Saluti da Nino.

    RispondiElimina
  4. "Il fiume delle nebbie" devo rileggerla mentre godibile "Il grande buio" con uno Zagor pimpante nonostante la momentanea cecità e un Cico sempre al suo fianco. Ben caratterizzato il simpatico imbonitore (?) d' intrugli d. Miracle. ^^ Peccato che la storia non duri di più. Non capisco come mai Toninelli in quel periodo preferisse non eccedere troppo con le tavole. Boh! Meno male che di lì a poco arriveranno "Le belve del Black river" e "Lo spirito del fiume", i due ultimi grandi lampi del buon Marcello.
    Comunque effettivamente si può notare come magari, anche continuando a scrivere alcune buone storie, l' autore fosse meno ispirato. Infatti dopo "Le creature delle acque morte" si è "limitato" a presentare conflitti con gli e tra indiani e mercanti d' armi e di whisky e giusto qualche spunto interessante come nella storia sopracitata, in "L' albero sacro" e in parte nel giallo LSDF. Purtroppo questo ha influito ulteriormente sulla sua fama di autore di Zagor diciamo.

    "Ma, per quanto riguarda la maggior parte delle sue storie come sceneggiatore, ho sempre avuto l'impressione che esse non fossero propriamente perfette nella loro interezza, soprattutto a causa di una strana essenzialità nelle battute finali a discapito magari di idee che erano partite particolarmente bene, se non da definirsi squisitamente originali."

    Anch' io in certi casi ho avuto la tua stessa impressione. Comunque come hai scritto Toninelli ha avuto spunto originali per la serie e variegati. Basti pensare comunque alla varietà di temi trattati:
    Cico bandito, i nemici di "L' assassino di Darkwood", Skull, la partita al tennis indiano (difficile ricordami il nome XD), il giro degli states in 80 giorni XD, il giallo "Le cinque piume", il river patrol... anche nel caso di storie non troppo riuscite come nel "Il padrone del tempo" e de "Il vello d' oro" (questa la considero forse la meno riuscita viste le belle premesse ed il ritorno di del mitico Digging con magari il peggior finale al cui confronto alcuni concitati e veloci di Boselli sono ampi e dilatati XD).
    Trovo un po riduttivo che molti lo ricordino solo per i mercanti di whisky e di armi. Ha anche creato bei personaggi come Beau e Piotr, la supersquadra de "Il battello degli uomini perduti", Little Owl, Carcassone, Bing Batterton e approfondito le figure di Doc e Ramath nonché l' amicizia tra Zagor e Tonka in "La maledizione di Tonka". Con i cattivi andiamo un po meno bene. I più memorabili sono Skull e il Pequot. Ci sarebbe poi Krinar, ma non si vede poco. Abbiamo i già citati nemici de L'ADD, la pattuglia del river patrol e Faccia tagliata. Non è verro comunque che, dall' aspetto insolito e o truce ne ha creati tanti. Giusto qualcuno.
    Anche se devo rileggerne ancora qualcuna, provo a fare una classifica delle sue 10 storie mie preferite:

    1) Testa di morto;
    2) Lo spirito del fiume;
    3) Le belve del Black river;
    4) La maledizione di Tonka;
    5) La palude dell' orrore;
    6) I sette poteri;
    7) Colpo su colpo;
    8) L' agguato del mutante;
    9) Un' impresa disperata;
    10) La corsa delle sette frecce.

    Sarà un caso, ma la presenze di mercanti d' armi e di whisky è piuttosto limitata! XD Invece le avventure con spunti interessanti, ma non proprio secondo me centrate appieno sono la già citata "Il vello d'oro", in parte "Il bounty killer", "Cacciatori di scalpi" e "Il padrone del tempo" e penso pure, anche se devo leggerla tutta, "La morte nell' aria".

    RispondiElimina
  5. Peccato che "Le creature delle acque morte" non abbia più situazioni perché è piuttosto interessante e ci presenta uno Zagor tostamente nolittiano nel finale.
    Parlando di Cico, è vero che qualche volta lo ha messo da parte, però nella maggior parte dei casi lo troviamo al fianco di Zagor e in più di un' occasione lo ha aiutato. Non sono mancate neanche alcune delle sue gag e ogni tanto è tornato anche il mitico Trampy!
    Effettivamente se una parte Toninelli ha avuto begli spunti dall' altra ogni tanto gli sono mancate un po di trovate per ravvivare la storia. All' inizio ds' ispirava molto a Nolitta. Difatti Zagor, per dirne una, viene costantemente catturato. XD
    Poi si è un po allontanato ricercando uno stile più suo con risultati altalenanti. Peccato che non abbia avuto un costante ricambio. Pellizzari e Niccolai secondo me hanno scritto buone storie, ma solo 5 in due! Capone aveva iniziato alla grande e sembra essere il Boselli di Toninelli, ma poi ha avuto risultati altalenanti. Mi riallaccio con questo al fatto che da questo volume inizia penso la sua peggiore storia zagoriana, "I malefici di Diablar", almeno del suo primo periodo (ho letto solo queste di sue) per quanto è sfilacciata e non sa dove andare a parare. Chissà come forse si si è pure intervenuti visto anche che è iniziata do Torricelli e proseguita da Pepe nei disegni.
    Tornando all' autore senese, è un peccato che abbia avuto un po di attriti con Ferri e dall' 87 al 90 non si siano viste, con tutto il rispetto per gli altri disegnatori, sulla serie regolare sue storie disegnate dal mitico Gallieno.
    Comunque grazie a Toninelli per aver sorretto lo spirito con la scure per circa un decennio!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Scrivendo diverse belle storie aggiungo! ^^

      Elimina
  6. Riletta anche "Il fiume delle nebbie" e quoto Baltorr. Storia ordinaria, ma godibile. Tutta azione dove in effetti mai come in questo caso Zagor per un motivo o per un altro viene aiutato! XD
    Il 90 fu un' annata a tutto western senza curiosamente presentare storie fantastiche sulla collana regolare. Le avventure poi al massimo duravano due albi! Boh! Dopo ci saranno storie lunghe più di 200 pagine con il passo falso caponiano e la bella alternanza tra Toninelli e Burattini per andare al periodo di magra 92-93. Poi vabbé, si sa XD !

    RispondiElimina