giovedì 1 maggio 2014

Zagor Collezione Storica a Colori: La collera dei Kainah (ZCSC116)


Il centosedicesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell'avventura contro Testa di Morto, la storia completa "Sentieri selvaggi", nonché la prima parte della storia “Ore disperate.


SENTIERI SELVAGGI


“Big” Maldon, detto “il Re della Frontiera”, ha fatto parte dei leggendari Rangers di Rogers e, negli ultimi trent’anni, ha partecipato a tutte le guerre combattute in piene regioni selvagge. È una specie di eroe. Ma adesso ha costruito Maldontown, una avamposto nel territorio dei bellicosi indiani Kainah. Che, inferociti per l’invasione, scatenano un bagno di sangue!
Zagor si reca a Maldontown, per evitare che muoia Martin, il giovane figlio di Kaminsy, un pioniere ucciso da “Scar”, uno degli uomini di “Big” Maldon, che uccide e deruba la gente di Maldontown all’insaputa del capo.
Sembra impossibile riuscire a sfuggire all’ira dei Kainah che assediano Maldontown, ma “Big” Maldon si rivela, oltre che testardo ed egocentrico, anche un uomo generoso capace di sacrificarsi per gli altri...

          Questa storia (inizialmente prevista per uno Speciale, come aveva rivelato Toninelli in un’intervista nello Speciale Collezionare Zagor del 1990, notizia dallo stesso riconfermata nel suo recente volumetto Zagor 1982-1993 Un senese a Darkwood) è molto gradevole, ben calibrata e ben inserita nel filone dei “trappers”, descrivendo realisticamente uno spaccato della dura vita di frontiera della prima metà dell’800, con personaggi e ambientazioni caratteristiche.
           Belle le figure dei comprimari: il leggendario Maldon, che all’inizio è cattivo, poi si scopre vigliacco (quando sta per essere ucciso) ed infine si redime offrendo la sua vita per fermare la tribù dei Kainah; il giovane e ingenuo Martin Kaminsky, che diventa adulto in mezzo a una serie di tragici avvenimenti (tra i quali la morte del padre e la smitizzazione della figura leggendaria di Maldon) e che trova in Zagor il suo punto di riferimento; la carogna “Scar”, il vero elemento negativo della storia, che conclude la sua esistenza legato al palo della tortura in un finale sorprendente ed inusuale.

6 commenti:

  1. Limitandomi a mettere in evidenza le avventure pubblicate nel corso di questi ultimi mesi nella "Collezione storica a colori", dopo la mia ottima impressione riguardo "La palude dei mostri", ritengo che "Sentieri selvaggi" sia un'altra delle storie più avvincenti e più riuscite nella loro interezza in riferimento al periodo post Nolitta. Sono rimasto colpito ed entusiasmato dall'intera vicenda e devo dire che mai come questa volta Toninelli si è dimostrato di essere davvero al Top della sua bravura di sceneggiatore. Per il resto non aggiungo altro e concordo in ogni piccolo particolare con la recensione pubblicata dal vostro sito riferita a questo numero 116

    RispondiElimina
  2. Altra buona prova toninelliana in questo racconto di frontiera che vede scontrarsi le diverse filosofie di vita di Zagor e Maldon con il giovane Martin indeciso su quale seguire, oltre ad un bel po d' azione e dei sanguinari e loschi nemici.
    Molto belle le scene in cui

    SPOILER Zagor vede Maldon vigliacco, ma decide di non dire nulla e quella in cui quest' ultimo si sacrifica facendo tesoro dell' insegnamento dello spirito con la scure ed indicandolo come vero uomo di frontiera ed una delle figure da seguire. FINE SPOILER

    In effetti veramente inusuale il finale! Come già scritto sul forum spirito con la scure, alla Dylan Dog.

    "(inizialmente prevista per uno Speciale, come aveva rivelato Toninelli in un’intervista nello Speciale Collezionare Zagor del 1990, notizia dallo stesso riconfermata nel suo recente volumetto Zagor 1982-1993 Un senese a Darkwood)"

    Ah, però! Ecco quindi probabilmente il motivo di Ferri, sempre al top, ai disegni! Ormai, chissà perché, dopo "Acqua di fuoco", Gallieno disegnava solo gli speciali, oltre al numero 300, sceneggiati da Toninelli. Tra l' altro questa sarà la sua ultima prova su testi dell' autore toscano.
    La copertina del 303, forse anche per il titolo che richiama il bellissimo film di John Ford, l' ho sempre trovata piuttosto suggestiva. Anche i disegni della storia rendono molto bene l' ambiente della frontiera.

    RispondiElimina
  3. Vi riporto qui di seguito il commento al questo mio post di Marcello Toninelli su Facebook:
    "Grazie per la (favorevole) recensione. Guardando sul tuo blog la riproduzione della copertina originale e di quella della ristampa ho notato che il disegno di Ferri è stato allargato. Forse perché altrimenti non c'era lo spazio per mettere la scritta della testata? Boh... comunque ora capisco perché a colpo d'occhio non avevo "riconosciuto" la copertina, vedendola in edicola!"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah, però! Anche se in ritardo grazie! ^^

      Elimina
  4. Cari Amici,
    intervengo dopo aver letto, per la prima volta, la storia di testa di morto.
    Devo dire che l'ho trovata ben miscelata, con tutti i personaggi al loro posto, salvo forse lo spazio dedicato a Cico.
    Leggendo il blog ho capito il perchè dell'ostracismo di Toninelli al pancione messicano.
    per il resto, lo Zagor della vicenda viaggia a livelli, a mio avviso più che accettabili, dal punto di vista morale; meno da quello fisico (leggendola e vedendo le botte che prende ho pensato: mah, sarà stato fuori forma!)
    Una domanda per Baltorr: quando sapremo ufficialmente se la CSC arriverà al 143mo numero?
    saluti a tutti
    Giovanni21

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quando lo sapremo "ufficialmente" non lo so... o quando lo svelerà Burattini o sul 123esimo numero... ;-)
      Interpellati nuovamente qualche giorno fa quelli di Repubblica, sarebbe addirittura emersa la possibilità di una prosecuzione "ad oltranza"... leggi: "finché continua a vendere"...

      Elimina