giovedì 18 maggio 2017

Zagor Collezione Storica a Colori: L’imbattibile guerriero (ZCSC189)



Il centoottantanovesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro Entak, la storia completa “I guerrieri della notte, nonché le prime pagine della storia “Gli indiani della prateria.



I GUERRIERI DELLA NOTTE
                                                  
Un uomo gira per la frontiera reclutando chi ormai non ha più nulla da perdere, e ogni sera mette in scena un crudele spettacolo di morte, dove moderni gladiatori si sfidano in uno scontro senza regole. Il nome dell'impresario senza scrupoli è Elias Van Dergaard, e al suo servizio c’è un campione che nessuno è mai riuscito a battere, un colosso chiamato Shamrock.
Al collo, il gigantesco lottatore porta uno strano amuleto, lo stesso che Elias ha rubato a uno stregone Dakota dopo averlo ucciso e che il giovane guerriero Lupo Valoroso vuole recuperare, ritenendolo dotato del magico potere di rendere invincibile chi lo possiede. Zagor si unisce a Lupo Valoroso, per vendicare lo stregone assassinato e fermare la macchina di morte di Van Dergaard.
Quest’ultimo ha trovato protezione a Ruger Town, una città violenta in mano a uno sceriffo corrotto, dove l'unica legge che vale è quella del più forte. Là dove la sfida è all’ultimo sangue, e dove molte vite si incrociano cercando una ragione per uccidere a mani nude, anche Zagor scende nell’arena di combattimento, prima dello scontro finale con il bieco impresario e i suoi alleati!


Bella storia, di agile e veloce lettura, inusuale rispetto ai consueti filoni narrativi, ottimamente sceneggiata, con un taglio cinematografico molto moderno fatto di stacchi repentini e con l’utilizzo del “particolare” che conduce il lettore da una situazione all’altra (ad es. il pugno e il sacchetto del talismano).
Ben congegnata la prima parte, sia per l'utilizzo del rendez-vous dei trappers di Darkwood che per l’alone di mistero che circonda il talismano (che rimarrà tale anche al termine della storia).
Zagor è deciso e sicuro di sé e Cico (com’è giusto che sia) brilla per la sua comicità nei siparietti a lui dedicati. Anche i comprimari risultano ben tratteggiati: il pellerossa Lupo Valoroso, lo spietato Van Dergaard, il colossale Shamrock e lo sceriffo Donovan.
La seconda parte dell’avventura spicca per la particolarmente riuscita caratterizzazione del personaggio di O’Malley (quasi il “vero” protagonista dell’albo), classica la figura dell’irlandese dal passato tormentato che si aggrega ai dei farabutti per un debito di riconoscenza, ma che poi si redime con una fine gloriosa e redentrice… Inoltre, vi è un personaggio di secondo piano che a mio parere brilla coma un raggio di luce, breve e limpido, in una vicenda ricolma di violenza e sopraffazione: Padre Shelly!
Sicuramente inaspettata la risoluzione della vicenda (o, per lo meno, non scontata come poteva essere facile intuire), con il doppiogiochismo di Van Dergaard e dello sceriffo Donovan l’uno nei confronti dell’altro e con la giustizia che trionfa sia per Lupo Valoroso (che torna in possesso del talismano) sia per il cinese Wong Fei (che viene messo in condizione di dimostrare la sua legittima difesa).
Insomma un’ottima prova per Diego Cajelli, qui al suo esordio sulle serie regolare dopo le storie apparse sui due Almanacchi dell’Avventura usciti nel 2004 e 2006. 
I disegni di Mauro Laurenti sono adattissimi alla storia, veloce, lineare e violenta, ed anche se in alcuni punti possono sembrare affrettati, ritengo che si tratti non di un minore impegno profuso ma della naturale evoluzione dello stile del disegnatore.

9 commenti:

  1. A me la storia al tempo della prima pubblicazione piacque. Non avevo percepito tutte le citazioni dalla " nobile arte" della boxe di Diegozilla - ne aveva parlato, se non ricordo male nel suo blog - perchè sono sempre stato per fate l'amore e non la boxe e so a malapena distinguere Mike Tyson da Michael Jackson, ma confondo le loro voci.
    Ho sempre amato lo stile di Mau Lau su Zagor - mi piace di più a Darkwood e meno a Praga con Harlan Draka - e spero che arrivi ad una maggiore sintesi senza sacrificare la resa del movimento che è il suo vero asso. E' il migliore quando occorre far zompare Pat da una liana all'altra oppure farlo combattere in stile Dan Day Lewis ultimo moicano. Il suo Cico è simpatico e le signore che disegna le più sexy tra quelle che pucciano il tacco tredici nella palude. Ogni tanto riprendo in mano il Vendicatore Nero o la palude dei forzati solo per dare una occhiata alle tavole di Mau Lau. Per trovare un altro in SBE che abbia la stessa carica cinetica occorre saltare nel futuro di Nat Never o d i Sighma ed imbattersi in Stefano Casini che mi piacerebbe tanto vedere alle prese con il dinamico duo Zagor & Cico. Chissà...

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  2. Cajelli. Ennesima meteora zagoriana! XD Zagor e Martin Mystère se la giocano per averne il maggior numero all' attivo. XD
    Concordo sulla prima parte con uno Zagor però secondo me un pochino sottotono che cresce nella seconda. Peccato che quest' ultima butti un pò via personaggi come l' asiativo presentatoci con tutti gli onori e il villain! Boh!
    Questo periodo che va dal 501 al 600 lo stò leggendo in differita e mi fa una situazione un pò strana. Mi sembra si sia provato ad andare in una nuova direzione con la trasferta sudamericana che veniva rinviata.
    Attendo "L' orda infernale" che ho letto essere piuttosto astrusa. XD Meno male che la prossima è "Il gigante di pietra"! XD

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  3. Baltorr ma che fine ha fatto Diego Cajelli? Sono in lavorazione sue storie? Inoltre mi chiedevo se il "maxi" di Gramaccioni è stato confermato per settembre oppure è stato posticipato ad altra data.A presto...

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    1. Cajelli sono anni che non scrive più per Zagor... Del Maxi di Gramaccioni non ho notizie nuove...

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  4. Si concordo.
    Storia così così. In bianco e nero la ricordavo migliore. In effettive le prime due storie del posto 500 non sono appassionanti.
    Come dice Francesco, con la trasferta in sudamerica si vede effettivamente una storia di maggior spessore narrativo, con nuovi personaggi, villain (Burracho mi pare di ricordare) il capitanp Herzog ed altri molto interessanti.
    Paraltro evidenzio che le migliori storie della trasferta, a mio parere, sono quelle di Burattini: un bel misto tra Mister no E Zagor!
    Non per questo cesserò da comprare il volume.
    saluti a tutti
    Giovanni 21

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    1. Grazie Giovanni! Sempre presente!!!

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  5. Caro Baltorr e gentili amici ben trovati a tutti,
    Entusiasta della ricomparsa della CSAC, profitto di questo spazio per esprimere la mia soddisfazione nel vedere finalmente riconosciuto il giusto tributo di notorietà (quale reputo sia questa ennesima iniziativa editoriale di Repubblica) nei confronti del nostro eroe, evento che denota una crescente attenzione e stima nei confronti di un personaggio il quale, a dispetto dei quasi sessant’anni dalla data della prima pubblicazione, continua ad attrarre su di sé l’interesse mediatico, rinnovandosi e fornendo sempre, grazie al contributo di bravissimi di autori e disegnatori, un’esperienza di lettura mai banale o scontata. Volendo commentare la storia attualmente riedita in “technicolor”, il primo impatto con il testo è stato subito positivo. In primis per il tema trattato, quello dei combattimenti clandestini, da sempre fonte di suggestioni ed emozioni dal forte impatto drammatico e dell’introduzione, con un approccio un po’ più tecnico (quantomeno graficamente) rispetto al passato, delle arti marziali asiatiche di cui da anni sono cultore e praticante (finché età e fisico reggono …!). La struttura della storia è lineare e ben calibrata, con la nervosa e crudele concretezza della realtà (gli scontri all’ultimo sangue), la cinica cattiveria di chi è capace di sfruttare ed asservire ai propri scopi le debolezze e le necessità del prossimo (Van Dergaard, lo sceriffo di Ruger Town) e un magnifico parterre di comprimari (buoni e cattivi) punto forte delle storie di CAJELLI, che s'integrano bene nella trama e costituiscono quel “quid pluris” che ne valorizza lo sviluppo. Il tutto supportato da un LAURENTI in stato di grazia, dimostratosi davvero bravo a servire lo sceneggiatore con il suo tratto, curato ma al contempo essenziale, sempre attento alla recitazione dei personaggi e alla potenza dinamica delle scene d'azione. Uniche pecche: la brevità della storia, che a mio avviso meritava una riproposizione in chiave più ampia, ed il finale: si, so di essere ovvio e prevedibile, ma avrei preferito vedere il nostro suonarle di santa ragione al mastodontico campione. Nel complesso un buon racconto, dotato di un proprio innegabile fascino, che mi ha procurato un sano divertimento e che ho riletto volentieri.
    Ps. Piccolo cenno al precedente post.
    Mi trovo in sintonia con le riflessioni e i pensieri espressi dal mio collega in anonimato e sebbene concordi sul fatto che il personaggio possa venire arricchito di nuova linfa per coinvolgere nuovo pubblico, ritengo comunque che lo stesso debba essere rispettato nei suoi connotati caratteriali, narrativi e soprattutto grafici (taccio ed indulgo sul nuovo copertinista sul quale mi sono già espresso e su cui avremo modo di dibattere in futuro) senza snaturane il retaggio e senza dimenticare il “concept” originario da cui proviene.
    Un caro saluto, il vostro Anonimo (Sardo)

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    1. Grazie Anonimo (Sardo) per le tua bella recensione!

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  6. cari Amici,
    ma scusate un secondo?
    Vi pare che lo Zagor che leggiamo oggi sia quello degli inizi?
    Uno Zagor che picchia molto di più, che fa viaggi in dimensioni parallele e varchi nel tempo; che arriva a visitare Atlantide ed anzi forse ha una ascendenza puri lì; uno Zagor che è la reincarnazione di un dio africano di cui non ricordo bene il nome; uno Zagor che si trastulla con le Amazzoni; uno Zagor che si strugge a leggere e rileggere una lettera della fidanzata ufficiale... Uno Zagor che sempre più scimmiesco nelle movenze ...Ma vi pare?
    il cambio editoriale c'è già stato! Ed è giusto così...
    Saluti a tutti
    Giovanni21
    P.S. spero, ma non ci conto, ci si fermi qui; in fondo in fondo siamo e restiamo sempre entro i confini di un immaginario i cui confini (scusate la ripetizione) si estendono sempre più, ma restano visibili.
    Vi abbraccio
    Giovanni21

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