giovedì 29 ottobre 2015

Darkwood anno zero (ZCSCSpec7)



Il settimo numero in edicola oggi contiene la conclusione della storia di Zagor in Canada, la storia completa “Darkwood anno zero” (Zagor Special n. 13 – aprile 2001), nonché la prima parte dell’avventura “Soldati fantasma” (Zagor Special n. 14 – aprile 2002).


DARKWOOD ANNO ZERO

        Che cosa significa il misterioso simbolo sulla casacca dello Spirito con la Scure? È lo stesso Zagor a spiegarlo a Cico e ai suoi amici Sullivan, gli attori girovaghi che lo hanno aiutato a creare la leggenda di Za-gor-te-nay!
         In un nuovo racconto che svela ciò che accadde dopo la morte di Wandering Fitzy, il filosofo-vagabondo che gli fece da maestro, lo Spirito con la Scure narra del suo incontro con la bellissima Shyer: una strega indiana con il dono della chiaroveggenza, destinata a istruirlo sui misteri della spiritualità pellerossa e a investirlo della sua missione, aiutandolo a trovare il suo posto nella Ruota della Medicina!
        Il primo, drammatico scontro con il malvagio Kanoxen intenzionato a risvegliare gli spiriti del male, addormentati nel cuore di una Darkwood ancora all’Anno Zero di una nuova era, è il banco di prova per tutte le imprese future dell’eroe.

        Seconda puntata dell’approfondimento del passato di Zagor ad opera di Moreno Burattini.
       Mentre nello speciale n. 7 ci aveva fatto conoscere la crescita umana di Zagor e il suo rapporto con quello che era diventato il suo mentore e il suo secondo padre, Wandering Fitzy, in questo storia, dal significativo titolo di Darkwood Anno Zero, pregna di credenze, mitologia e spiritualità indiana, Burattini ci svela l’origine del simbolo che Zagor porta nel cerchio giallo della sua casacca e gli conferisce una forte valenza metaforica, quale simbolo di libertà e protezione dal male.
        In questa vicenda viene introdotto un elemento già emerso in passato (in particolare nel n. 400, Il ponte dell’arcobaleno), vale a dire la predestinazione di Zagor, che a diversi lettori ha fatto storcere il naso perché in qualche modo tenderebbe a sminuire l’origine terrena del personaggio data dallo stesso Nolitta nell’indimenticabile Zagor racconta... a favore di un’origine “divina” voluta nientemeno che da Manito in persona.
In realtà, non reputo che fosse questa l’intenzione di Moreno Burattini. Io non sono fra quei lettori che pensano/temono che Zagor si stia lentamente trasformando in un semidio, ma credo semplicemente che agli autori piaccia - ogni tanto - dare un tocco di epicità al personaggio introducendo nella saga elementi nuovi ed interessanti.
         A ben vedere, lo Spirito con la Scure, è davvero un personaggio “unico”, un “prescelto”: pur con la sua umanità, egli ha capacità fisiche, etiche e morali superiori alla media e questo fa di lui sia il candidato ideale per la figura di protettore e giustiziere, sia un ottimo soggetto su cui gli sceneggiatori possono lavorare anche in un’ottica fantastica, pur rimanendo nei limiti del rigore filologico e della plausibilità che la serie impone.
          E poi, non è forse vero che ognuno di noi è “unico”? Che si creda o no in un “disegno intelligente” che guida le nostre scelte (Dio, Manito o altre entità superiori), in ognuno di noi c’è qualcosa (l’anima o l’intelletto rettamente formati ed informati) che ci porta a fare determinate scelte piuttosto che altre, quasi che fossimo “destinati” proprio a questo... soprattutto se sappiamo guardare oltre il pragmatismo quotidiano.
Gallieno Ferri, da par suo, “confeziona” una storia con tavole di notevole suggestione.

giovedì 22 ottobre 2015

Il principe degli elfi (ZCSCSpec6)




        Il sesto numero in edicola oggi contiene la storia completa “Il principe degli elfi” (Zagor Special n. 11 – aprile 1999) e la prima parte della storia “Avventura in Canada” (Zagor Special n. 12 – aprile 2000).


IL PRINCIPE DEGLI ELFI

        Esistono varchi nel tessuto della realtà, varchi che conducono alla leggendaria terra di Tir-Nan-Og. Varchi che a volte si aprono, inghiottendo esseri umani come il giovane Caleb e il reverendo Robert Kirk, e come Zagor e Cico.
          Capitati in una dimensione fantastica, i nostri eroi dovranno aiutare Auberon, il principe dei Tuatha De Danann, a combattere contro gli elfi della Corte Maledetta e i loro alleati umani (tra i quali un pellerossa, un guerriero barbaro, un bucaniere e un pistolero), guidati da Zondar, il malvagio negromante di Kush, che si sono impadroniti di Tara, capitale del regno.

Mauro Boselli con l’albo Speciale n. 11 scrive un episodio intrigante ed evocativo ispirato alla mitologia celtica, illustrato da un Marco Torricelli davvero ispirato e decisamente a proprio agio con le atmosfere fantasy.
In questa avventura troviamo proprio di tutto: goblin, banshee, morti senza pace, bucanieri, samurai, pistoleri, cavalieri, cacciatori di streghe, negromanti di Kush, indigeni maori, predoni huron, fate, elfi... Ma anche avventura, varchi fra i mondi, bellissimi personaggi, senso dell’amicizia, umorismo, donne attraenti e rapporti sentimentali .
Boselli è molto bravo nel rendere plausibile anche l’inverosimile; durante la lettura si viene conquistati dal fascino e dalla magia che pervade la storia.
Molto significativi per il lettore appassionato sono i richiami alla storia de Il Signore Nero (Zagor Gigante nn. 194/196) ed i nemici che  Zagor rivede nel suo delirio: il mostro della laguna, Iron-Man, la strega della Sierra, Wendigo e Hellingen.
Degna di nota è una citazione tratta da Il Signore degli Anelli: quando Zagor si ritrova una punta di freccia conficcata nel petto, vicino al cuore, è in una situazione simile a quella dello hobbit Frodo, che nel romanzo di J.R.R. Tolkien aveva nel corpo la punta di una lama stregata con cui era stato ferito da un Nazgul, uno dei fantasmi dell’Anello.
Insomma un piccolo capolavoro, impreziosito anche dall’omaggio grafico al compianto Michele Pepe nella scena ambientata alla fiera dei goblin (ricordato con una grande frase: “L’apparenza delle cose è sempre un’illusione”), il tutto raccontato con la tecnica della narrazione indiretta dello stregone mohicano Molti Occhi.


AVVENTURA IN CANADA

          Una guerra indiana sta per scoppiare nella Rupert’s Land, in Canada.
          Il capo spirituale della rivolta è il bianco Jake Miller, detto Il Corvo, in realtà un burattino nelle mani del vero leader, il capo dei Sioux Alce Bianco.
        Alcuni vecchi amici di Zagor e Tonka (la métis Saveena, il marito mohawk Thayenda, gli scozzesi Mac e Duncan) sono in pericolo e i nostri eroi intervengono in loro aiuto, riuscendo a sventare il dilagare della guerra.

Con questo Speciale del 2000 Mauro Boselli si riallaccia alla storia Sulle piste del nord, pubblicata sull’Almanacco dell’Avventura 1997 (uscito nell’ottobre del 1996, il primo dedicato a Zagor) e ne scrive il seguito.
Storia ambientata negli splendidi scenari delle praterie canadesi, nella quale viene trattata la tematica delle tensioni sociali dovute all’eterogeneità delle popolazioni che vivono nella Rupert’s Land, la regione compresa tra i fiumi Red River of the North e Assiniboine. Stavolta il nemico è il Corvo, un bianco paradossalmente assurto a capo degli indiani del nord desiderosi di rivincita sulla popolazione bianca, che riesce a creare non pochi problemi ai Métis, ai cacciatori di Fort Garry e agli anglosassoni di origine scozzese di Selkirk.
Per fortuna ancora una volta accorrono in loro aiuto Zagor e Tonka, accompagnati in questa occasione anche da Cico (non presente nella storia Sulle piste del nord in quanto quell’avventura si svolgeva prima dell’incontro tra il piccolo messicano e lo Spirito con la Scure).
Tornano anche tutti i personaggi interessanti e accattivanti del primo almanacco: Sabine e Thayenda, con il loro figlio Louis metà métis e metà mohawk, MacPherson, Duncan, con in più qualche nuovo, funzionale personaggio.
È una storia di guerre indiane, con tanto di Sioux che alla fine si rivelano la reale minaccia, con assalti, agguati notturni, assedi disperati, duelli, ritmo, drammaticità e umorismo. Il Corvo è un villain fondamentalmente convincente nelle sue motivazioni, ma che alla fine si rivela poco più di un buono a nulla, per decisa scelta dell’autore, disprezzato dai bianchi e manovrato come una marionetta dagli indiani.
Il finale è tipicamente “boselliano”, con uno Zagor pur sempre eroe epico e granitico ma mai solo, contornato invece da amici coraggiosi e determinati, degni del nostro eroe. Zagor si cala in un’ambientazione storica, geografica e “personaggistica” perfettamente autonoma, aiuta e accompagna gli amici verso la vittoria, vigila sul lieto fine, risulta certamente determinante ma lascia poi che sia Thayenda a prendersi lo scalpo del capo Sioux e a chiudere la vicenda.
Carlo Raffaele Marcello non delude con disegni di alto spessore narrativo.

giovedì 15 ottobre 2015

L’angelo della morte (ZCSCSpec5)


         Il quinto numero in edicola oggi contiene le storie complete “L’angelo della morte” (Zagor Special n. 9 – aprile 1997) e “I cavalieri del Graal” (Zagor Special n. 10 – aprile 1998).


L’ANGELO DELLA MORTE

          Si fa chiamare Preacher. È un fanatico religioso che va in giro a sterminare tutti quelli che considera infedeli. E chi è più blasfemo di Tim Cuorepuro, il giovane amico di Zagor che asserisce di aver visto Kiki Manito, il dio degli indiani? Per Preacher, Tim è un servo di Satana e deve morire!
          Fortunatamente Tim Cuorepuro (che dall’ultima avventura è cresciuto in età ed esperienza) non morirà e Zagor, seguendo la scia di sangue lasciata dietro di sé dal folle predicatore, sconfiggerà Preacher in un duello all’ultimo sangue.

Non delude questo Speciale del 1997 scritto da Mauro Boselli, realistico e ricco di personaggi interessanti, in cui ha debuttato ai disegni zagoriani Maurizio Dotti, artista milanese molto dotato che, purtroppo, illustrerà solamente un’altra avventura della serie regolare per poi essere dirottato sulla collana Dampyr (aprile 2000).
Lo sviluppo della vicenda è scorrevole, avvincente ed accattivante. Ma ciò che spicca in questa avventura è l’atmosfera di autentica cattiveria e crudeltà che si respira fin dalle primissime pagine. È una storia torbida, adulta, cruda e cattiva, con larghe concessioni alla violenza. Il fanatismo e la crudeltà di Preacher non possono non rimanere impressi nella mente del lettore.
L’angelo della morte non ha nulla dello spirito umoristico-avventuroso della serie di Zagor, ma grazie ai disegni e al carisma dei personaggi è una valida testimonianza dell’aspetto epico della saga zagoriana.


I CAVALIERI DEL GRAAL

Sono arrivati da lontano, per trovare un rifugio al loro tesoro. Sono i cavalieri Templari che, perseguitati dalla Chiesa, sono salpati dal porto di La Rochelle nel 1307 e si sono rifugiati nelle terre dei Mandan. Il sedicente Gran Maestro Rosencrantz lo ha scoperto e rapisce lord Beau Whyndam e sua moglie Kee-Noah, della tribù dei Mandan, perché gli rivelino dove si trova il tesoro dei Templari. Ma, oltre all’oro e all’argento, c’è anche il leggendario Santo Graal...
Zagor, Cico e l’amico russo Bezukoff  partono all’inseguimento; affiancati dal trapper Percy, raggiungono Rosencrantz e i suoi uomini giusto in tempo per salvare Kee-Noah e Beau, mentre la rocca che custodisce il tesoro rovina addosso ai malvagi, seppellendoli per sempre.

Storia poetica di Moreno Burattini e Gallieno Ferri (pubblicata nell’aprile 1998 sullo Zagor Special n. 10), dal finale toccante ed enigmatico.
            Questo episodio vede i protagonisti inseriti in una classica avventura zagoriana, per struttura e tematiche, ma arricchita da Burattini con elementi originali ed inediti: una misteriosa setta di invasati che vorrebbero ereditare le tradizioni dei Templari, antiche e misteriose usanze indiane, la ricerca del mitico e leggendario Graal, riferimenti e notizie giunte da un mondo fantastico che si trova in quello strato sottile al confine tra la mitologia e la storia.
            L’avventura scorre veloce, interessante, senza pause; non mancano emozioni e fascino derivante dai continui flash-back nei miti del passato. L’unico difetto è forse la scarsa lunghezza della storia, delimitata dal numero ristretto delle pagine di uno speciale.
            Il finale, per nulla scontato, raggiunge vette di mistero e pathos notevoli, sia nelle scene dentro la fortezza, sia nei dialoghi fra Rosencranz e Percy, sia nelle riflessioni finali di Zagor riguardo al misterioso Percy...val (omaggio di Burattini ai Cavalieri della Tavola Rotonda e alle leggende che aleggiano attorno ai loro nomi).

Lascio ora la “parola” a Moreno Burattini che in un suo intervento del maggio 2004 sul Forum SCLS così commentava:
            Riguardo a questa storia vorrei soltanto precisare che tutte le notizie storiche riguardo i Mandan fornite dal pittore George Catlin (personaggio veramente esistito e che veramente ha esposto le sue opere raffiguranti gli indiani in una galleria d'arte di Londra - oltre che in molte altre città del mondo - e che ha scritto sul serio nel suo fondamentale saggio sul popolo dei pellerossa le cose che dice nel fumetto) sono autentiche. Catlin era convinto che i Mandan fossero bianchi giunti in America prima di Colombo, e per la precisione gallesi (notava corrispondenze singolari fra le loro lingua e il gallese). Purtroppo i Mandan scomparvero completamente pochi anni dopo l'incontro con Catlin, sterminati dal vaiolo. Mio è invece l'accostamento fra i Mandan e i templari (vera è la storia della partenza della flotta templare dal porto francese di La Rochelle il giorno dell'inizio delle persecuzioni da parte di Filippo il Bello: che fine abbia fatto quella flotta, nessuno lo sa)”.

lunedì 12 ottobre 2015

Work in progress zagoriani e uscite 2016




 Qui cercherò di presentare quelle che
potrebbero
essere alcune delle uscite zagoriane dell’anno prossimo.

Ho sottolineato il “potrebbero”,
sia perché prevedere con sicurezza quello che verrà publicato fra 5 o 6 mesi è un po’ come azzeccare le previsioni del tempo a lungo termine,
sia perché la data di uscita di una storia già ritenuta sicura
può comunque essere suscettibile di modificazioni per esigenze di carattere redazionale.

Tenete, inoltre, presente che i titoli delle storie
sono provvisori.

Serie mensile:

Burattini/Russo, "Philadelphia" (dicembre-gennaio)
Capone/Bisi, "Iron Wolves" (febbraio-marzo)
Burattini/Torricelli, "Il demone nella bottiglia" (marzo-maggio)
?????? (giugno-settembre)
Mignacco/???, "Zenith 666" (a colori - ottobre)
Rauch/Della Monica, "Vampiri" (novembre-dicembre)

Albi fuori serie:

Mignacco/Cassaro, "La città senza legge" (gennaio 2016 – Maxi Zagor n. 26)
Burattini/Prisco, "Sangue Cherokee" (maggio 2016 – Maxi Zagor n. 27)
Burattini/Piere, "Nella terra di Baffin" (settembre 2016 – Maxi Zagor n. 28)

Come potete vedere, inizieremo l’annata della serie regolare con la seconda parte di una storia di Moreno Burattini che vede l’esordio ai pennelli zagoriani del bravo Fabrizio Russo: un’avventura ambientata a Philadelphia (la città nella quale Zagor, negli albi attualmente in edicola, già sta affrontando al ritorno di Hellingen) che vedrà affiancarsi nuovamente allo Spirito con la Scure Edgar Allan Poe, qui non nelle sue vesti di agente di Altrove ma di scrittore e poeta.
Quindi vedrà finalmente la pubblicazione l’ultima storia scritta dal compianto Ade Capone, per i disegni di un Paolo Bisi in stato di grazia (ho visto alcune tavole originali veramente bellissime). Senza voler svelare troppo, vi dico solo che potrete capire il significato del titolo di questa avventura (la cui traduzione in italiano potrebbe essere I lupi di ferro) se andate indietro con la memoria a due classicissime storie di Zagor...
Nei mesi da marzo a maggio Burattini e Torricelli ci narreranno di un pericoloso “demone nella bottiglia” e del ritorno di un antico – anche se minore – avversario.
Purtroppo, per i mesi da giugno a settembre nulla so dirvi... l’amico Moreno Burattini è stato irremovibile nel non voler svelare tutto sino in fondo e non si è lasciato ricattare nemmeno dall’offerta di un pranzo in uno dei suoi ristoranti giapponesi preferiti!!! E poiché la Convenzione di Ginevra non mi consente la tortura, per il periodo centrale dell’anno prossimo dovremo tutti aspettare pazientemente le news che arriveranno prossimamente dalla casa editrice...
A ottobre, invece, ci attende un albo celebrativo tutto a colori in occasione dell’uscita nelle edicole del n. 666 della Collana Zenith, per il quale il bravo Luigi Mignacco ha avuto l’idea di presentare in un’unica avventura alcuni dei personaggi ideati da Tiziano Sclavi durate la sua gestione zagoriana, in una sorta di gemellaggio tra le serie di Zagor e Dylan Dog. È quindi venuto naturale pensare di far illustrare la storia a un disegnatore dylandoghiano... il cui nome è, tuttavia, ancora segreto!!!
Dopo di che, dovrebbe accompagnarci fino alla fine dell’anno un’avventura scritta da Jacopo Rauch e disegnata da Raffaele Della Monica nella quale riappariranno il tenebroso barone Bela Rakosi e la bella vampira Ylenia.

Per quanto riguarda gli albi fuori serie, nulla ho potuto sapere con sicurezza sull’albo Speciale e sul Color mentre i Maxi saranno tre: un’avventura di Mignacco/Cassaro pronta da tempo, una di Burattini/Prisco nella quale ritorneranno i Cherokee ed infine la storia disegnata dal bravo Roberto Piere (inizialmente prevista nella serie regolare) ambientata nella Terra di Baffin.

Per concludere, qui sotto trovate l’elenco di tutte le altre storie zagoriane in lavorazione, alcune delle quali sono già pronte (tra le quali ci sono sicuramente quelle che verranno pubblicate nello Speciale, nel Color e negli albi dei mesi da giugno a settembre della serie regolare), altre sono sui tavoli dei disegnatori, altre ancora sono solo allo stato di semplice soggetto. L’elenco è in ordine alfabetico per sceneggiatore.

Storie in lavorazione

Altariva/Chiarolla, "Odio senza fine"
Altariva/Di Vitto, "Visioni di morte"
Bartoli-Collalto/Chiarolla, "Morte dal passato"
Burattini/Barison, "Ombre"
Burattini/Esposito Bros., "Vendetta per due"
Burattini/Ferri, "Le Storie di Darkwood"
Burattini/Gramaccioni, "Cowboys"
Burattini/Kerac, "Il mistero del pueblo"
Burattini/Mangiantini, "New York"
Burattini/Piccininno, "L’urlo della banshee"
Burattini/Torricelli, "I berretti neri"
Burattini/Verni, "Razza immortale"
Colombo-Giusfredi/Laurenti(?), "Il sorriso del demone"
Mignacco/Cassaro, "Sangue nero"
Mignacco/Venturi, "Il ritorno di Smirnoff"
Mignacco/???, "Il ritorno del Tessitore"
Paolucci/Cassaro, "Il veliero del terrore"
Paolucci/Cassaro, "La nebbia assassina"
Paolucci/Chiarolla, "Un treno per l'inferno"
Perniola/Cassaro, "Il guaritore"

Perniola/Della Monica, "I disertori"

Perniola/Gramaccioni, "Criminali ed eroi"
Perniola/Mangiantini, "Il ritorno di Alexis"
Rauch/D'Arcangelo, "La miniera degli spettri"
Rauch/Di Vitto, "I predoni dell'Ovest"
Rauch/Ferri, "La maledizione dei Dragovic"
Rauch/Di Vitto, "Sangue seminole"
Rauch/Nuccio, "La vendetta di Winter Snake"
Rauch/Pesce, "Il ritorno di Takeda"
Rauch/Sedioli, "Avventura in California"
Zamberletti/Chiarolla, "Oro nero"
Zamberletti/Di Vitto, "La legione dei rinnegati"
Zamberletti/Di Vitto, "Giacche azzurre"
Zamberletti/Laurenti, "Il ritorno di Blondie"
Zamberletti/Torricelli, "Caccia senza tregua"

venerdì 9 ottobre 2015

Da Darkwood a Senago!




Dal 6 al 24 ottobre, presso la Biblioteca Comunale Italo Calvino di Senago (in via Don Rocca 17/19) è possibile visitare – durante gli orari di apertura al pubblico della biblioteca – una grande mostra dedicata a Zagor.

L’inaugurazione, tenutasi la sera di martedì 6 ottobre, ha visto la presenza dello sceneggiatore e curatore editoriale di Zagor Moreno Burattini.

Lo stesso autore, in compagnia del disegnatore Marco Verni, sarà anche protagonista di un incontro con il pubblico venerdì 23 ottobre, alle ore 21.00 sempre negli spazi della Biblioteca Comunale.

All’inaugurazione era presente anche il vostro Fotoreporter Zagoriano che ora vi mostra le foto scattate nell’occasione.

La serata ha avuto inizio all’Alex Pub Saloon di Senago con una pizzata
alla quale hanno partecipato, oltre a Moreno Burattini, anche
alcuni forumisti di SCLS e il disegnatore Gigi Cavenago
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Qui vi mostro alcune “chicche”...

Lo Zagorone croato di Joevito Nuccio,
con doppia cover (di Ferri e di Nuccio)
 
 
Due pagine con l'aggiunta di vignette nuove di raccordo nella storia
 
Orologio zagoriano il cui unico esemplare
è in possesso dell’amico Salvo Ferlito
 
  
 

Vista la presenza del grande Gigi Cavenago,
io ne ho subito approfittato per farmi fare da lui
un disegno a tema zagoriano...
  
  

Dopo il caffè al bancone...
 
 

...ci siamo trasferiti alla Biblioteca di Senago
per la cerimonia di inaugurazione della mostra,
che vi raccomando caldamente di visitare!
 
  
  
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 

 Questo è tutto! Alla prossima!