mercoledì 4 dicembre 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: I rinnegati (ZCSC95)




          Il novantacinquesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la maggior parte dell’avventura di Zagor contro il rinnegato Colonnello Blackwell, nonché la prima parte della storia “Tragico assedio”.


CAROVANE COMBATTENTI


Zagor, su incarico del colonnello Blackwell, guida un convoglio che trasporta armi e munizioni destinate agli avamposti. L’attacco di un gruppo di indiani ribelli si risolve in un massacro. Dei bianchi si salvano soltanto Zagor, il sergente Cannon e il tenente Dern, che, una volta tornati a Fort Winter, accusa Zagor di essere in combutta con i pellerossa...
Zagor viene quindi messo in prigione, ma riesce a fuggire con l’aiuto di Cico e scopre che è proprio il colonnello Blackwell, assieme a un complice di nome Dismal, a fornire armi ai pellerossa e che il giovane e irrequieto Chilkat (figlio di Wuwutky, il capo Oneida amico di Zagor) si è unito ai ribelli indiani guidati dal sanguinario Okaji.
Dopo alcune peripezie, Zagor e Cico riescono a convincere il tenente Dern di come stanno realmente le cose, ed insieme riescono a bloccare il nuovo assalto degli indiani ribelli (grazie anche all’intervento del pentito Chilkat che uccide Okaji).
Il colonnello Blackwell e Dismal tentano di fuggire ma vengono raggiunti da Zagor e Dern che riescono ad eliminarli.

  
      Storia sceneggiata dall’esordiente Giorgio Pelizzari e disegnata da uno stupendo Bignotti.
    Bello l’intreccio della trama e intrigante la sceneggiatura, anche grazie al recupero di personaggi minori ma interessanti come il sergente Cannon, il capo degli Oneida Wuwutky e suo figlio Chilkat.
Questa è l’ultima fatica zagoriana di Franco Bignotti. Anche se sono relativamente poche le storie da lui illustrate, esse hanno sicuramente lasciato il segno nell’immaginario dei lettori. La sua caratterizzazione grafica dei personaggi sprigiona energia e i suoi scenari naturali sono sempre particolarmente evocativi.

14 commenti:

  1. Non ho mai letto la storia in questione, ma ricordare Bignotti nei termini di Baltor è sempre cosa buona e giusta.
    In una parola: indimenticabile.

    RispondiElimina
  2. La vicenda è dignitosa anche se, come in molte storie di quel periodo, Zagor sembra la controfigura bolsa dell'eroe di Darkwood: in questa vicenda le prende da tutti e, nel finale, se non ci fosse stato un intervento esterno, addio Spirito con la Scure! Mi domando: questo chi è, Zagor o un imbecille in casacca rossa? ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Giampiero!
      Che lo Zagor di quell'epoca fosse prodigo di botte ricevute sulla testa è una dato di fatto... Forse era un sintomo di quegli anni ottanta che stavano finendo... ;-)

      Elimina
    2. Anche con Nolitta ne prendeva niente male. XD Ricordiamo anche il notaio panzuto cinquantenne de "Il buono e il cattivo" che lo stende senza problemi. O i salvataggi di Cico.
      L' unica cosa che a me ha fatto storcere il naso è il pugno dato dal tenentino a Zagor. Per il resto ecco, il fatto è che si ripetono certe situazioni che alla lunga possono stancare il lettore. Se al massimo ci fosse stato uno scontro così O.K., ma già un paio posso capire possano sfastidiare e se già c' è chi grida allo scandalo quando è Parkman ne IRDV a tirare il paletto nonostante Zagor arrivi e rifili pugni e testate a Rakosi salvando Ailin... ci credo che poi se c' è il nostro che gli arriva un proiettile e viene salvato dal tenente così a far capire che si è riabilitato, uno comunque s' arrabbia perché non è Zagor a dare il colpo finale. XD
      Penso che se "Agli ordini dello zar" fosse stata scritta da Pellizzari o Toninelli tale e quale ci sarebbero state ben più critiche su certe situazioni. Mentre con Nolitta non mi pare ci siano state. XD

      Elimina
  3. Sapete che, invece, su questa ultima fatica Bignot mi lasciò perplesso? Forse dovette lavorare di corsa o non "sentiva" più il personaggio. Chissà. La storia non mi piacque allora e non mi piace oggi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Forse hai ragione, Fran, ma io ricoro ancora oggi la gioia che provai a rivedere Bignotti su Zagor dopo tanto tempo...purtroppo non sapevo che sarebbe stata l'ultima!

      Elimina
  4. E dopo diverse storie di Toninelli che per la saga zagoriana sono apparse insolitamente brevi ma piacevoli da leggere, nonostante qualche difetto che è trapelato di tanto in tanto in certi momenti delle vicende raccontate e che abbiamo potuto leggere nel corso di questi ultimi 2-3 volumi della Collezione storica a colori ( a detta del sottoscritto la più intensa è stata "River Patrol") ecco che il neo sceneggiatore dell'epoca, Pellizzari, con l'odierno racconto "I rinnegati" di questo volume 95, ci riporta a quella longevità che sembrava sfumata con le ultime avventure. Premesso che non reputo la bellezza di una storia zagoriana in base alla sua lunghezza, ho trovato spesso Toninelli piuttosto essenziale nei suoi racconti, soprattutto per come si concludono nel finale. Ovviamente, come giustamente hanno fatto notare alcuni appassionati, anche Pellizzari mostra qualche punto debole nella sceneggiatura, ma questo è lo scotto da pagare considerato che di Nolitta ce n'è stato e ce ne sarà per sempre soltanto uno. Ma tutto sommato, le ultime storie lette, ripeto, le ho trovate nel complesso abbastanza piacevoli e in diversi momenti entusiasmanti. Adesso aspetto con grande curiosità il ritorno di Kandrak il mago che vedremo nel prossimo volume 96 e la cui storia non conosco affatto. Speriamo che non mi deluda.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Commento sostanzialmente condivisibile il tuo, caro Nino. Le storie di Toninelli spesso sono in effetti più brevi rispetto a quelle a cui eravamo abituati... adesso vediamo che ne penserai del ritorno di Kandrax... Ciao!

      Elimina
  5. Mi inserisco nel blog. A me l'avventura di Pellizzari è piaciuta e lìho trovata ben costruita dal punto di vista architettonico; forse Zagor ne prende troppe e per un niente finisce scalpato ma va bene lo stesso: contribuisce a conferire maggiore umanità al personaggio. bene invece la caratterizzazione del tenente Dern che da saputello matura nel corso della storia diventando, credo, un prezioso alleato del Nostro ...
    Ottimi i disegni di Bignotti, anche se non è il mio preferito...
    Saluti a tutti
    Giovanni21

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il tuo commento, Giovanni!

      Elimina
  6. Ciao a tutti,
    A mio avviso una storia niente male, che si avvale di un’ intreccio narrativo essenziale e dinamico, costruito su alcune belle trovate, (sono sempre entusiasta quando vengono rappresentate le spettacolari “apparizioni” dello SCLS) ove azione e colpi di scena sono ben miscelati e sapientemente coesi in modo da renderne, dopotutto, la lettura fluida e gradevole. La sceneggiatura si affida in gran parte alla potenza evocativa dell’ambientazione western e ai classici archetipi degli scontri soldati/nativi americani ma si sa, l’originalità legata alla trama sta proprio nel modo di presentarla e in questo compito, per quanto mi riguarda, PELLIZZARI è riuscito egregiamente. Notevole il fascino conferito ai protagonisti, (nonostante uno Zagor che, è vero, soccombe un po’ troppo spesso sotto i colpi dei nemici di turno) i dialoghi sono vivaci ed è ben strutturata la caratterizzazione psicologica dei comprimari; sui cui spiccano ovviamente le figure dell’ottuso colonnello Blackwell, del redento tenente Dern, del riscattato Chilkat e del simpatico sergente Cannon (singolare il fatto che per buona parte della storia egli si rivolga al nostro con il nome in incognito con cui l’aveva conosciuto: “Zagrosky”) quanto ai disegni, beh, devo dire di aver apprezzato il tratto di BIGNOTTI più in passato che in queste ultime avventure. Nonostante l’evidente bravura nel ritrarre gli sfondi e i paesaggi naturalistici (resi ancor più vividi dal technicolor) ormai da tempo erano evidenti, nel tratto dell’autore Bresciano, diverse incertezze nelle fisionomie, una generale staticità delle pose e una mancanza di espressività dei personaggi, i quali oscillano tutti fra l'indifferenza e il parossismo. Quando poi non ci mette del suo, (se ciò avviene la cosa degenera nel grottesco; basti guardare l’inquadratura della quarta vignetta a destra a pag.55 della CSAC n.95: uno Zagor con la “pancetta” è a dir poco inguardabile!) riprende i disegni di FERRI in modo fin troppo manifesto - lo stile del maestro di Genova è però, purtroppo, inconfondibile, e certe pose sono scolpite nella memoria dei lettori Zagoriani in modo indelebile. (Io stesso potrei citarle a memoria una ad una riconducendole agli albi da cui sono state tratte). Diverso discorso va fatto per l’esordiente Michele PEPE, nel cui segno c’è ancora qualche incertezza ma il cui stile è contrassegnato da una ricerca grafica incessante e meticolosa, che sebbene ancora in evoluzione, non ricalca in modo sfacciato né FERRI, né DONATELLI, vale a dire i classici punti di riferimento degli esordienti. Cosa di non poco valore se si tiene conto del periodo, (metà degli anni ottanta) in cui i ritmi della creatività dovevano adattarsi a quelli nervosi e rigidi dell’editoria senza mostrare riflessi negativi sul piano della qualità, e del non facile approccio (anche per l’epoca) “a un mostro sacro” della casa Editrice come il nostro eroe. Caratteristiche queste dette, che portarono il suddetto disegnatore a realizzare un numero particolarmente elevato di tavole nel periodo della sua collaborazione alla collana. Ma di PEPE e della storia di TONINELLI ,qui solo agli albori, discuteremo più compiutamente la prossima volta.
    Un caro saluto a tutti… il vostro Anonimo (Sardo)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bellissimo commento, caro Anonimo Sardo. Grazie mille!!!

      Elimina
  7. Anche a me è piaciuta questa avventura western con un pizzico di mistero. Magari è vero che Zagor si trova in difficoltà, ma non mi pare che le prenda e basta. Pellizzari al suo esordio scrive quindi una buona vicenda a cui farà seguito l' altrettanto buona "Il segreto della mappa". Come già scritto, birllanti i dialoghi e piacevole il ritorno del simpatico soldato con i baffetti che diventa amico di Zagor e Cico.
    Pellizzari e Niccolai secondo me si sono dimostrati delle valide alternative a Toninelli. Peccato che siano, chissà perché, rimasti poco! Si capiva comunque che il buon Marcello non poteva tirare le fila dal solo per tanto tempo!

    RispondiElimina
  8. Menzione per i disegni del mitico Franco Bignotti. Vero che in qualche viegnetta riprende Ferri, ma comunque il suo stile salta fuori. Peccato che sia stata la sua ultima storia per Zagor. Ma era impegnato anche con Martin Mystère oltre che con Mister no ormai.

    RispondiElimina