mercoledì 28 novembre 2012

Zagor Collezione Storica a Colori: La grande sfida (ZCSC42)




Il quarantaduesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura contro  i Fratelli del Fiume nonché la prima parte della storia “Il buono e il cattivo”.

* * *
 

TRAGICO CARNEVALE

Nel loro viaggio di ritorno a Darkwood, Zagor e Cico arrivano a New Orleans, in Louisiana, da poco diventata territorio americano, proprio mentre sta per iniziare il Carnevale. Ma la festa si muta presto in tragedia: Donovan, il comandante del presidio militare della città, viene ucciso a sangue freddo, durante la sfilata dei carri, da qualcuno che si è travestito come Cico. Quindi il simpatico messicano diventa il maggior sospettato, e viene scagionato solo grazie all’intervento del capitano Ellis (una vecchia conoscenza di Zagor).
Da qui in avanti, i nostri due eroi vengono involontariamente coinvolti nelle macchinazioni dei Fratelli del Fiume, un’organizzazione sovversiva che vuole trasformare la zona di New Orleans in un piccolo stato indipendente filofrancese. Zagor, Cico e il giovane capitano Ellis si impegnano a combatterli, cercando anche l’appoggio dei proprietari terrieri della zona.
Dopo vari agguati e colpi di scena, la resa dei conti non tarda a giungere: sono proprio gli aristocratici della zona, guidati dal nobile Alphonse de Marigny, che hanno costituito la fratellanza, avvalendosi dei loro schiavi di colore come carne da macello nei vari attentati.
Zagor viene catturato e gettato in pasto a un enorme alligatore, ma si salva e passa al contrattacco. Il terrore comincia allora a serpeggiare tra i rivoltosi: il signore di Darkwood vale più di tutti loro messi assieme! E ha dalla sua un inaspettato alleato...
Con un improvviso voltafaccia, uno di questi nobili “indipendentisti” (il giovane Marcel Dutronc) si unisce a Zagor nello scontro finale che, grazie all’intervento dei militari americani, si risolve per il meglio.

Storia bellissima e ricca di fascino, soprattutto per l’ambientazione geografica ed i richiami storici ad uno schiavismo ancora in auge negli Stati Uniti del sud, uno schiavismo molto “complesso” (come ben tratteggiato da Nolitta), che lascia trasparire quasi un rapporto “devozionale” tra gli schiavi e i loro padroni: i primi sono addirittura disposti spontaneamente ad uccidere e a morire per i secondi!
Molto ben delineati i personaggi dell’aristocrazia sudista, i quali sembrano vivere in un mondo fuori dal tempo e con ideali che ormai sono destinati a tramontare. La redenzione di uno degli avversari di Zagor (il giovane Dutronc), poi, è uno dei cavalli di battaglia delle storie nolittiane.
Indelebili nella memoria alcune scene: il primo bacio in assoluto dato da Zagor a una donna in una sua avventura (la “damina” della sfilata); la sorpresa dell’attentato iniziale; la sfida a fioretto con Dutronc (che Zagor, molto prosaicamente, vorrebbe risolvere a pugni!!!); il duello subacqueo con il gigantesco alligatore Matusalemme ed il lancio della sua testa attraverso la finestra; il colpo di scena finale della redenzione di Dutronc.
Un Donatelli al massimo della forma ci mette il resto...
Una storia, a mio parere, da inserire nella top ten zagoriana!

mercoledì 21 novembre 2012

Zagor Collezione Storica a Colori: Sulle acque del Mississippi (ZCSC41)



Il quarantunesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura con Guitar Jim nonché la prima parte della storia “Tragico carnevale.

* * *

IL MIO AMICO “GUITAR” JIM

In un saloon di Galveston, Zagor e Cico incontrano Guitar Jim, ormai deciso a tornare sulla retta via. Ma nel locale arriva anche il misterioso Julio Ordoñez, che recluta volontari per andare a Solitude Valley dove, a suo dire, intende ritrovare un vecchio amico, di nome Medina.
La pista verso l’entroterra è insidiata dagli Apaches e solo un nutrito gruppo di uomini armati può sperare di percorrerla indenne. Guitar Jim si offre per unirsi alla spedizione, mentre lo Spirito con la Scure ha un diverbio con gli uomini di Ordoñez, e Guitar Jim inaspettatamente lo colpisce alle spalle. È ancora un criminale, dunque?
La risposta sarà chiara (ma non priva di sfumature) quando Zagor lo raggiungerà sulle montagne dell’interno, arrivando appena in tempo per salvare lui e gli altri del gruppo dalla furia degli Apaches… e per scoprire che non sono i pellerossa gli avversari più infidi!
Questa prima avventura centenaria zagoriana ha come tema portante la possibilità di riscatto che tutti gli uomini possono avere nella propria vita, anche in una connotata da scelte negative. Infatti Guitar Jim passa definitivamente dalla parte dei “buoni” ed il personaggio di Marco Medina decide di tornare a Okahoma City per rendere conto dei suoi errori passati...
Nonostante la necessaria brevità della storia, Nolitta fa del suo meglio per non deludere i lettori... e possiamo dire che, tutto sommato, c’è riuscito!

giovedì 15 novembre 2012

Zagor Collezione Storica a Colori: Pequeña Tortuga (ZCSC40)




Il quarantesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura contro Capitan Serpente, la storia completa “Puerto Juarez e la prima parte de “Il mio amico Guitar Jim.

* * * 

PUERTO JUAREZ

Al termine della drammatica avventura con Capitan Serpente, sulla rotta verso casa, la nave che riporta Zagor e Cico negli Stati Uniti fa una sosta a Puerto Juarez, nella penisola dello Yucatan, in Messico.
Qui i due incontrano l’affascinante Conchita, che fa colpo su Cico e coinvolge i nostri amici nella lotta fra i guerriglieri messicani che combattono per l’indipendenza e i soldati fedeli al re di Spagna!
Breve storia che iniziava a pag. 44 e si concludeva a pag. 114 dell’albo gigante n. 99 (eccezionalmente con una foliazione straordinaria), studiata al fine di consentire la pubblicazione di una storia, a sua volta autonoma ed autoconclusiva, nel successivo n. 100 a colori.
Potremmo, inoltre, azzardarci a dire che si tratta della prima storia seria (non comica) che ha per protagonista principale Cico, il quale si invaghisce a tal punto di Conchita da condurre l’amico Zagor (scettico fin dall’inizio sulla sincerità della ragazza) in un’avventura che ha come tema una delle tante “revoluciones” tipiche dei paesi latino-americani.
All’epoca della prima lettura mi dispiacque un po’ la delusione amorosa che provò il povero Cico...

mercoledì 7 novembre 2012

Lucca Comics & Games 2012


Eccovi alcune fotografie scattate in occasione della mia partecipazione a Lucca Comics & Games 2012, dove – zagorianamente parlando – il 3 Novembre si è tenuta la presentazione di un’anteprima del documentario “Noi, Zagor” di Riccardo Jacopino, la presentazione del volume “Zagortenayde” ed il Raduno Autunnale del Forum www.spiritoconlascure.it.


                                    Il pubblico presente all’incontro zagoriano

Mauro Marcheselli

Moreno Burattini

Riccardo Jacopino

Stefano Bidetti e Moreno Burattini presentano la “Zagortenayde”

Joevito Nuccio

Gallieno Ferri

Quattro nuovi autori zagoriani.
Da sinistra, in primo piano: Emanuele Barison, Lorenzo Bartoli, Roberto Altariva, Walter Venturi

Il documentario…

…nel quale ci sono anch’io!

Giorgio Giusfredi e Paolo Bisi

Marcello Mangiantini

Mirko Perniola

Marco Verni

Gallieno Ferri e Moreno Burattini

Io e Gallieno Ferri

Gallieno Ferri e suo figlio Gualtiero

Jacopo Rauch

Gianni Sedioli e sua figlia

Marco Verni, Joevito Nuccio e Paolo Bisi

Marco Verni, io e Joevito Nuccio
(foto di Stefano Bidetti)

Francesco Pasquali (editore della Zagortenayde) e Gallieno Ferri

Gallieno Ferri al lavoro…

Io, Marcello Mangiantini e il Fernet-Branca!

Fabio Valdambrini

Marco Marcello Lupoi della Marvel Italia

Claudio Villa

Graziano Romani

Zagor Collezione Storica a Colori: L’oro degli Incas (ZCSC39)



* * *

Il trentanovesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la prima parte della storia “Una crociera misteriosa.

 

UNA CROCIERA MISTERIOSA

Si tratta della storia più lunga di Zagor che nolitta avesse scritto sino a quel momento.
La Golden Baby, la nave del capitano Fishleg, è attraccata al molo di Port-au-Prince, la capitale di Haiti, dove Zagor e Cico hanno modo di incontrare nuovamente la sua simpatica ciurma.
Ma le sorprese non sono finite: a bordo c’è anche il cacciatore di tesori Digging Bill, che ha ritrovato per caso la mappa del luogo nel quale, secoli prima, era affondata l’Esmeralda, la nave del capitano Maldonado carica dell’oro degli Incas. Digging Bill ha ingaggiato il comandante Fishleg e la sua Golden Baby per rintracciare la nave e recuperarne il tesoro. Ma altri sono interessati a questo tesoro: per esempio, uno spietato boss criminale egiziano… monsieur Hammad!
Grazie all’intervento di Zagor la Golden Baby riesce a partire per la sua spedizione, ma accade l’imprevisto: Cico brucia per errore la mappa del tesoro dell’Esmeralda! Fortunatamente interviene Ramath, il fakiro, che, con le sue facoltà psicocinetiche, evoca lo spirito del capitano Maldonado e si fa dire l’ubicazione del tesoro.
Zagor, per individuare il relitto che ancora lo custodisce, indossata una tuta da palombaro, scende nei fondali marini, addentrandosi in un nuovo, affascinante universo, e riesce a recuperare uno dei forzieri del tesoro prima che l’Esmeralda diventi definitivamente irraggiungibile.

Ma ecco che, come dagli abissi del tempo, spuntano i pirati dello spietato Capitan Serpente, discendenti di quelli affrontati centinaia di anni prima dal capitano dell’Esmeralda. Questi catturano facilmente Fishleg e gli altri marinai: alcuni li vogliono utilizzare come schiavi, altri da dare in pasto agli squali. Ma non Zagor, che porta l’inferno nel covo dei pirati!
Il duello finale tra lo Spirito con la Scure e Capitan Serpente ha un esito imprevisto... ma ancor più sorprendente sarà il contenuto dell’unico forziere recuperato dal relitto dell’Esmeralda!
Ennesimo caposaldo della saga zagoriana, con molti comprimari d’eccezione (Fishleg, Ramath, Digging Bill, Hammad l’Egiziano, Capitan Serpente) tutti ottimamente caratterizzati.
 
L’immersione di Zagor nelle acque dell’oceano è una delle scene più affascinanti della storia editoriale del personaggio.
Questa è anche una storia che parla di ossessioni: l’ossessione di Hammad per gli squali e l’ossessione di Capitan Serpente per il tesoro dell’Esmeralda. La differenza tra i due sta in questo: il primo troverà il modo di redimersi grazie alla generosità di Zagor, il secondo troverà la morte poco dopo la deludente scoperta che il tesoro cui aveva dedicato la vita era solo una beffa...
Per chiudere, una nota di carattere “storico”: l’albo gigante n. 98 Bandiera nera è stato il primo della serie a riportare un aumento del prezzo di copertina (Lire 250 anziché di Lire 200 come era sempre stato sino ad allora).

mercoledì 31 ottobre 2012

Zagor Collezione Storica a Colori: L’isola della magia (ZCSC38)



* * *

Il trentottesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura all’isola di Britannia e la storia completa “Tempesta su Haiti”.

 

TEMPESTA SU HAITI


Haiti. È in quest’isola misteriosa che arrivano Zagor, Cico e l’amico nero Bosambo che li ha salvati dai soldati di Britannia. Un’isola dove domina l’arcana religione del vudu, un misto di cattolicesimo e di riti africani. Un’isola dagli strani odori e dagli strani colori, dove i Loa, gli spiriti, camminano fianco a fianco con gli uomini!
Un possidente terriero, Alan O’Keefe, ha assoldato un piccolo esercito di mercenari per combattere i fedeli del vudu che gli hanno rapito il figlio. O’Keefe vuole convincere Zagor a collaborare alla sua crociata. Ma sarà l’anomalo sacerdote del vudu Guedè Danseur ad aprire gli occhi del Re di Darkwood sulle reali intenzioni del ricco latifondista.
Zagor scopre che O’Keefe è soltanto un pazzo sanguinario, deciso a sterminare i seguaci di quella che giudica una religione falsa e menzognera. O’Keefe lo fa imprigionare, ma ormai i sacerdoti del vudu sono esasperati dalle sue violenze e lo vogliono ripagare della sua stessa moneta, scatenandogli contro gli inquietanti zombi...

          
            “Quest’isola non è un posto come gli altri. Nell’aria si avverte costantemente qualcosa di misterioso, di sfuggente...” dice a un certo punto Zagor… ed anche nel leggere la storia si sentono palpitare queste sensazioni.
Una storia originale, bellissima, indimenticabile e veramente angosciante, che coniuga perfettamente avventura, esotismo e magia con un pizzico di comicità ottimamente dosata, unitamente a personaggi magistralmente tratteggiati, quali Guedè Danseur e Monsieur O’Keefe.
Il tutto anche grazie ai disegni di Bignotti, qui, forse, alla sua miglior prova su Zagor…
La copertina dell’albo gigante n. 144 (Vudu!), poi, è molto evocativa.





lunedì 29 ottobre 2012

Anno zagoriano 2005


Il mio anno fumettistico 2005 iniziò, come di consueto, con la partecipazione alla dodicesima edizione di Cartoomics, precisamente nella giornata di sabato 19 Marzo.

Queste erano le presenze dei disegnatori allo stand della S.B.E. per la firma delle stampe e gli incontri con gli autori organizzati per le giornate di sabato e domenica. Quello che più mi interessava, naturalmente, era l’incontro con gli autori di Zagor!

E qui la mia memoria comincia ad accusare qualche colpo...
Come potete vedere dall’elenco dei disegnatori che firmavano le stampe, Giovanni Bruzzo di Brad Barron risulterebbe essere stato presente il venerdì pomeriggio...
Io, sicuramente, il venerdì pomeriggio non sono andato a Cartoomics ma, come potete vedere qui sotto, oltre alla bellissima stampa di Zagor ad opera di Gallieno Ferri, nella mia collezione è pure presente una stampa di Brad Barron con dedica autografa di Giovanni Bruzzo datata 2005!!! ........Mistero!


Qui sotto vi mostro anche la stampa di Gianni Sedioli, distribuita il venderdì, che recuperai solo in seguito.

Nella tarda mattinata di quel sabato, dunque, partecipai alla conferenza zagoriana, anche questa volta munito della mia piccola macchina fotografica digitale ottenuta con la raccolta punti della benzina... ecco il motivo della scarsa qualità delle immagini che avrete modo di vedere a corredo di questo post...
Alla conferenza erano presenti molti forumisti del sito internet www.spiritoconlascure.it al quale, come ho già detto, all’epoca risultavo iscritto ma non partecipavo attivamente.
Posizionatomi tra il pubblico, ad un certo punto mi si avvicinò un tizio dall’aria simpatica e paciosa che mi chiese, con un marcato accento siculo, se fossi uno zagoriano anch’io. Gli risposi di sì, ormai da più di trent’anni.
Vediamo se è vero!” mi ribatté costui. “Se rispondi esattamente a questa domanda puoi considerarti un vero zagoriano: di che nazionalità è la prima fidanzata di Zagor?”. Ed io prontamente: "Austriaca!”. “Bravo, complimenti! Sei proprio uno zagoriano di ferro!” esclamò il tizio, stringendomi la mano. E, salutandomi, si allontanò per andare a sedersi.
L’anno successivo, poi, ebbi modo di incontrarlo ancora e di conoscerlo meglio, in occasione del Raduno di Narni, nel Settembre 2006: si trattava di Joevito Nuccio, che oggi è diventato uno dei migliori disegnatori della testata!!!
Stava iniziando la conferenza, al cui tavolo erano seduti lo sceneggiatore Moreno Burattini e i disegnatori Gallieno Ferri, Gianni Sedioli e  Paolo Bisi.



Inoltre, in mezzo a noi del pubblico vi era anche Sergio Bonelli in persona, intenzionato a fare il semplice spettatore!
L’area che ospitava l’incontro zagoriano era piena di gente, tutti i posti a sedere erano occupati e intorno si era pure formato un cordone di persone in piedi, il doppio rispetto agli incontri degli altri personaggi. Nell’aria si respirava tanto entusiasmo zagoriano.
Sergio Bonelli sembrò percepirlo e, a un certo punto, nonostante le sue evidenti intenzioni iniziali, fece segno a Moreno Burattini di passargli il microfono e fece il suo primo intervento. Da quel momento (sebbene dicesse più volte “Ora non intervengo più, parlate voi”) colse ogni occasione possibile per prendere il microfono e dire la sua in merito all’argomento su cui si dibatteva.



Nel frattempo era giunto anche Marco Verni e nonostante le numerose presenze al tavolo degli autori, Moreno Burattini riuscì a far parlare - e nella giusta misura - tutti, invitandoli a raccontare il loro lavoro anche attraverso aneddoti e ricordi personali.


Così la new entry Paolo Bisi si presentò raccontando - ad esempio - le differenze di interpretazione grafica tra Mister No e Zagor e le conseguenti difficoltà che aveva incontrato; Gianni Sedioli, dal canto suo invece, ammise che il passaggio da Jonathan Steele a Zagor era stato assolutamente “indolore”, dato che egli era da sempre un appassionato zagoriano e che era proprio ispirandosi ai disegni di questo fumetto che aveva maturato il proprio stile.
Quindi fu la volta di Marco Verni che, professandosi anch’egli uno zagoriano della prima ora, rivelò di amare particolarmente il personaggio di Cico, che a suo parere non dovrebbe essere una macchietta ma la vera spalla comica dell’eroe.
Moreno Burattini intervenne, a questo punto, lodando il lavoro di Verni e sostenendo che neppure un esperto sarebbe in grado di distinguere alcuni suoi disegni da quelli di Gallieno Ferri, mentre Verni si schermì modestamente dicendo che, invece, era fortunato perché Ferri non si arrabbiava con lui che lo “copiava” spudoratamente!
A proposito delle arrabbiature di Ferri, a quel punto intervenne ironicamente Sergio Bonelli che lo ringraziò per non essersi arrabbiato con lui quando aveva scoperto che la casa editrice aveva assunto un suo “clone”!

Gallieno Ferri, da gran signore come suo solito, si disse onorato di essere l’ispiratore di altri disegnatori e che, comunque, in una casa editrice come la S.B.E. bisogna aiutarsi gli uni gli altri, e non farsi la guerra!
In conclusione, a proposito dei vari nuovi disegnatori, Moreno Burattini fece il nome degli Esposito Bros, di Giuseppe Prisco e di Alessandro Piccinelli, e anche di un “volto nuovo” con un ottimo tratto grafico: Roberto Piere, già disegnatore di Zona X, che sarebbe stato impegnato con una storia ambientata sui ghiacci.
Come ho detto, durante tutta la conferenza vi furono altri numerosi interventi di Sergio Bonelli che parlò diffusamente dello Spirito con la Scure e di come aveva concepito il personaggio.
Zagor - raccontò - pur essendo un eroe vecchia maniera, fu il primo a non essere totalmente manicheo, come ad esempio erano gli eroi della esseGesse. Egli voleva creare un eroe che avesse dei dubbi, e Zagor, pur essendo dichiaratamente indirizzato ad un pubblico giovane, era infatti meno ingenuo e più realistico di altri: la storia “Zagor racconta..” ne era l’esempio lampante.

Terminato l’incontro zagoriano, Sergio Bonelli, poi, si trattenne tra il pubblico o al tavolo, anche alle conferenze successive: quella di Lazarus Ledd tenuta da Ade Capone, quella di Nick Raider tenuta da Diego Cajelli e quella di Dampyr tenuta da Mauro Boselli e Maurizio Dotti. Ciò a dimostrazione del fatto che, oltre che autore ed editore, egli si considerava soprattutto un appassionato di fumetti!








Per concludere l’argomento Cartoomics, vi mostro anche le due belle stampe diabolike di Giorgio Montorio che mi accaparrai quell’anno.


Nella rubrica della posta del mese di Aprile, Sergio Bonelli dava la simpatica notizia della pubblicazione di un albetto a striscia delle Edizioni Foxtrot, intitolato “La foresta degli imbranati”! I personaggi di questa storiella sono ZigZagor e la sua amica messicana Cicca, e si trattava naturalmente di una parodia della prima avventura zagoriana “La foresta degli agguati” scritta e disegnata da Marcello Toninelli.
Al termine di quella medesima rubrica, Sergio Bonelli parlava ancora del Forum www.spiritoconlascure.it e della sezione dedicata esclusivamente a Cico realizzata da alcuni dei suoi appassionati.
Mentre nella rubrica della posta del numero di Luglio, l’editore tesseva le lodi del terzo (e per ora, purtroppo, ultimo) Zagor Index (301-400) di Paolo Ferriani Editore curato da Giampiero Belardinelli e Angelo Palumbo, in quella del mese di Settembre dava conto ai lettori di un nuovo esordio (nuovo per molti, ma non per coloro che lo avevano già conosciuto di persona a Cartoomics) fra i disegnatori zagoriani, quello di Paolo Bisi, che già dal 1996 collaborava con la Casa editrice figurando tra gli autori di Mister No e che sarebbe stato presente alla Comiconvention che si sarebbe tenuta a Milano nel mese di Settembre.
Nato a Piacenza nel 1964,” scriveva Bonelli, “Bisi si è diplomato all’Istituto d’Arte di Parma e, nel 1981, ha vinto il premio Pier Lambicchi quale miglior disegnatore esordiente. Dopo aver realizzato alcuni episodi di Lazarus Ledd, è approdato alla Bonelli. Adesso si dice felicissimo di disegnare Zagor e si è divertito molto, racconta, nell’illustrare proprio una vicenda in cui compare anche Digging Bill”.
Altra notizia di rilievo in quella pagina della posta, era l’annuncio del secondo Raduno degli iscritti al Forum SCLS, che anche quell’anno si sarebbe svolto a Pistoia ed al quale avrebbe partecipato (tra gli altri autori) anche la “recluta” pistoiese Marcello Mangiantini.
Quest’ultimo è, appunto, un disegnatore che, pur facendo parte della nostra squadra da alcuni anni, non ha ancora esordito in edicola: la sua prima storia zagoriana uscirà soltanto nella prossima primavera. Tuttavia, avendo all’attivo numerosi precedenti fumettistici, la sua città gli tributa l’onore di una sua mostra personale con alcune anticipazioni del suo lavoro per lo Spirito con la Scure”.

E a proposito della già citata Comiconvention 2005, tenutasi il 24 e il 25 Settembre al Quark Hotel di Milano, posso solo dire due cose: 1) fu l’ultima ad avere luogo con quella formula, giacché l’anno successivo non si tenne e venne di fatto sostituita dalla già esistente Fumettopoli all’Hotel Executive; poi, a livello di organizzazione, le due manifestazioni sono diventate una cosa sola e con la denominazione Comiconvention ricominciò nel 2007 ma senza più la presenza degli editori (e, quindi, senza più nemmeno la presenza degli autori della S. B. E.); 2) non ricordo per quale motivo, ma io non ci andai, perdendomi così il disegno zagoriano di Paolo Bisi... che ebbi modo, tuttavia, di recuperare in seguito e che oggi vi posso mostrare qui sotto!
Nella rubrica della posta del mese di Ottobre, Sergio Bonelli dava notizia dell’uscita in edicola di un volume della collana Gli eroi del fumetto di Panorama dedicato a Zagor e contenente una storia ormai classica, l’episodio intitolato Servizio Segreto, per l’occasione ripresentato con il titolo Lo squadrone fantasma.
Qui sotto vi mostro la mia copia, con dedica di Sergio Bonelli.


Chiudo l’anno zagoriano 2005 con la posta del numero di Novembre, nella quale Sergio Bonelli, nel rispondere alla lettera di un lettore che si lamentava del fatto che in confronto a Gallieno Ferri il tratto degli altri disegnatori stravolgesse il personaggio, così scriveva: “Se Gallieno fosse l’unico disegnatore, Zagor potrebbe uscire soltanto tre volte l’anno! Dunque, è giocoforza poter contare su uno staff composto da un buon numero di disegnatori, la cui creatività deve essere vista come una risorsa”.
Dopo aver difeso l’operato degli altri disegnatori, aggiungeva: “Posso assicurare che nell’infoltire la scuderia dei bravi disegnatori, ho scelto autori dal tratto classico. Nel corso dei prossimi mesi vedrai esordire Marcello Mangiantini, Alessando Piccinelli e Giuseppe Prisco, tutti nuovi acquisti che hanno in Ferri un punto di riferimento, anche se ognuno ha saputo trovare una propria via partendo dall’esempio del maestro”.