mercoledì 18 settembre 2019

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (12)


Dodicesima serie della rubrica
 A domanda… Moreno risponde
in ognuna della quali raccogliamo 20 domande
dei lettori (zagoriani e non) a Moreno Burattini.
In poco più di un anno e mezzo siamo a quota 240!!!

Ringrazio Moreno Burattini
per la sua grande disponibilità
e vi invito ad inviare sempre nuovi quesiti…


1 – Caro Moreno, in libreria ho visto tre bellissime pubblicazioni Bonelli che presentano tutte le copertine di Tex. Si fará lo stesso per Zagor?

Ci saranno sicuramente interessanti novità in questa direzione da qui al 2021, anno del sessantennale.


2 – Volevo chiedere a Moreno se il metodo narrativo usato per “Le origini” e anche lo stile innovativo dei disegni in futuro verrà utilizzato anche nella Collana Zenith. Grazie.

Le origini” sono un prodotto a parte, diciamo “fuori serie” e destinato anche a un pubblico diverso (in Italia e all’estero). La Collana Zenth è il nostro baluardo della tradizione, nonostante ciò che pensano i tradizionalisti (convinti che l’ortodossia sia stata stravolta anche se usiamo un sonoro diverso dal solito, e incapaci di rendersi conto di come siamo rimasti fedeli al modello originale molto più di tanti altri fumetti, da l’Uomo Ragno a Tex). Perciò, per il momento terremo separati i due binari.


3 – Caro Moreno, avremo mai il piacere un giorno di vedere qualche pubblicazione che ci mostri tutto ciò che sta dietro le quinte della lavorazione degli albi di Zagor? Per me sarebbe fantastico!

Per anni ho mostrato il “dietro le quinte” sul mio blog “Freddo cane in questa palude” e sulla mia pagina Facebook, Moreno “Zagor” Burattini. Il buon Marco Corbetta, dal canto suo, su “Zagor e altro”, pubblica piuttosto di frequente interi reportage fotografici delle sue visite in redazione. Ci sono anche centinaia di miei dettagliate risposte nella sezione del Forum SCLS denominata “Filo diretto con gli autori” (ben quattro lunghi thread sono dedicati a me). Proprio in questi giorni, rileggendo quella sezione in cerca di materiale per il mio libro “Io e Zagor”, mi sono accorto di essermi davvero interfacciato moltissimo con i lettori, senza risparmiarmi: dagli inizi fino al 2010, più o meno, il clima è stato idilliaco. Molte cose scritte lì (non solo da me, ma anche da altri autori) andrebbero recuperate. Una pubblicazione specifica sul “dietro le quinte”, però, per il momento non è prevista. Potrebbe essere un’idea per una delle associazioni di appassionati zagoriani che realizzano di solito volumi bellissimi.


4Caro Moreno, quando rivedremo di nuovo “Guitar” Jim?

Non è in programma nel breve termine, ma sappiamo che il nostro cowboy canterino (definizione non mia) non è mai stato assente troppo a lungo. Ricordo in ogni caso, semmai ti fosse sfuggito, il Color di qualche anno fa illustrato da Bane Kerac su testi miei.


5 – Ciao, vorrei chiedere a Burattini se oltre a questi “what if” di “Zagor le Origini” vedremo anche remake di storie disegnate male. A me per esempio piacerebbe rivedere “L’ultimo vikingo” ridisegnato da qualcun altro.

Comincio subito col precisare una cosa di fondamentale importanza. La miniserie “Zagor le Origini” NON propone dei “what if”. Il “what if” presuppone uno sviluppo diverso degli eventi a partire da qualcosa che non sia andato nel modo in cui sappiamo, come nel film “Sliding doors”. La Marvel aveva dato vita a una divertente serie a fumetti che ipotizzava, per esempio, che cosa sarebbe successo se l’Uomo Ragno si fosse unito ai Fantastici Quattro o se Gwen Stacy non fosse morta cadendo dal ponte di Brooklyn. Ma si trattava di un “gioco” basato su delle ipotesi campate per aria. Viceversa “Zagor le Origini” rispetta fondamentalmente lo svolgimento dei fatti conosciuti, portando alla luce retroscena e cose non dette - che meglio li spiegano. Ciò detto, se la miniserie attualmente in corso chiuderà con un bilancio positivo, la Casa editrice valuterà il da farsi e potrebbe venir deciso un proseguimento dell’esperienza. Poi, se si tratterà di raccontare storie nuove o di riscrivere quelle vecchie o qualcos’altro, non lo so. Staremo a vedere. Faccio solo notare che non si potrà mai parlare di ridisegnare “storie disegnate male” perché entreremmo in un campo minato: ognuno potrebbe ritenere “disegnata male” una avventura che per altri è “disegnata bene”. Si tratterebbe casomai di reinterpretare in chiave moderna storie del passato.


6 – Caro Moreno, in una delle tue precedenti risposte non sei stato molto preciso in merito a quando potremo vedere pubblicata la prossima storia di Supermike… C’è stato per caso qualche ripensamento? Non si potrebbe sapere almeno l’anno di uscita nelle edicole?

Nessun ripensamento. Però c’è da considerare il problema costituito dal numero di giugno del 2021, quello con cui festeggeremo il sessantennale e che darà il via alla trasferta europea di Zagor. Visto che Marco Verni, impegnato fino a poco fa con il ritorno di Hellingen, sta disegnando (da solo) proprio quel numero speciale, e che con Sedioli ha in ballo un altro progetto molto importante, resta da capire se farebbe in tempo a finire anche la storia di Supermike (sempre da solo) in tempo utile. Se non ce la facesse, Mike Gordon tornerà dopo la trasferta.


7 – Che fine ha fatto Haggoth? Il demone adorato da Stephan, il nero sacerdote delle tenebre, ritornerà sulla terra per dare filo da torcere allo Spirito con la Scure?

Nel caso, immagino la gioia di quelli che non sopportano i demoni. Qualche giorno fa un lettore ha telefonato in redazione sostenendo, dopo aver letto “Il destino di Hellingen”, che su Zagor non vanno bene i robot. L’ho rassicurato dicendogli che faremo in modo di togliere la storia con Titan dalla ristampa della collana “Classic”. Scherzi a parte, fra tutti gli incubi che mi turbano per ora non mi è mai apparso Haggoth e, a quanto pare, nessun altro sceneggiatore ha pensato a lui. Ma ora che il suo nome è stato di nuovo evocato, chissà…


8 – Quando Zagor incontrerà nuovamente un personaggio storico?

Nel Maxi “I tamburi della foresta” in edicola a fine settembre (2019) incontra James Fenimore Cooper. Ma ci saranno interessanti incontri anche nella trasferta europea.


9 – Quando uscirà in edicola il seguito de “L’orrore sepolto”?

Abbiamo il soggetto e le prime pagine di sceneggiatura. Presto per dirlo.


10 – Quando rivedremo in azione il Dr Richter?

Vale quello che è stato appena detto a proposito di Haggoth.


11 – Dopo anni ho finalmente letto lo Zagor Special n. 3 che inaugura il decennio d’oro per questa collana. Lo svolgimento della vicenda è effettivamente elementare, però trattato in maniera brillante ed avvincente. Bello come viene descritta la civiltà sopravvissuta un po’ in stile antica Grecia. Quello che stupisce è che nel descrivere la lotta tra le potenze, Toninelli quasi sembra rifarsi al conflitto tra Atlantide e Mu che comparirà in maniera ufficiale qualche anno dopo! Cosa voluta o coincidenza? Sembra una storia ante litteram del filone, effettivamente!

Coincidenza, ma perfettamente spiegabile. Il mito di Atlantide ha attraversato i millenni, da Platone in poi (e anche da prima, evidentemente, dato che Platone riferiva leggende a lui note). E’ stato alla base di migliaia di storie. Esiste un saggio straordinario del mio amico Marco Ciardi, docente di filosofia della scienza all’Università di Bologna, dal titolo “Le metamorfosi di Atlantide” (Carocci, 14 euro), in cui si esamina come le suggestioni legate al Continente Perduto si siano ramificate, riaffiorando a sorpresa un po’ dappertutto (nei romanzi, nella poesia, nella pittura, nei fumetti, nei film, nel linguaggio comune). Tutti gli scrittori di racconti d’avventura hanno desiderato di confrontarsi con la leggendaria isola inabissatasi in seguito a chissà quale misterioso cataclisma. Molti l’hanno fatto. Chi non l’ha né fatto né desiderato ha comunque dovuto fare i conti con il retaggio atlantideo sedimentato ovunque. Toninelli si è semplicemente, e in maniera accattivante, inserito in un filone. Peraltro, Zagor si presta benissimo a trattare l’argomento e a lasciarsene contaminare. Infatti rimango sempre sbalordito quando leggo le critiche di qualcuno indispettito dai riferimenti ad Atlantide nelle avventure dello Spirito con la Scure.  Ho risposto in modo (divertentemente) polemico sul mio saggio “Discorsi sulle nuvole” (Cut-Up). Sta’ a vedere che con Atlantide possono confrontarsi tutti (dalla Disney a Flash Gordon) e proprio noi che siamo il fumetto della contaminazione, del sense of wonder e della fantasia dobbiamo limitarci ai mercanti di whisky e ai trafficanti d’armi. Ciò detto, annuncio che presto rivedremo la città sopra le nuvole immaginata da Toninelli.


12Caro Moreno, nelle storie di Zagor il presidente degli Stati Uniti è Andrew Jackson. La storia pubblicata nel 2001, Zagor Maxi n. 2: "La Lunga Marcia", si svolge durante il secondo mandato di Jackson e dopo il trasferimento forzato dei Cherokee ci rendiamo conto che probabilmente si tratta dell'anno 1836. Nella storia pubblicata del 2017, Zagor Maxi n. 28: "Gli Uccisori di Indiani", Craig Turner dice che era stato accoltellato a Washington due anni prima, e ciò è accaduto nel Maxi n. 2 (1836), il che lascia dedurre che la storia del Maxi n. 28 probabilmente si verifica nel 1838. Andrew Jackson è stato presidente dal 1829-1837, seguito dal 4 marzo 1837 dal presidente Martin Van Buren. Così, nel Maxi n. 28, Martin Van Buren dovrebbe essere presidente degli Stati Uniti, e se la serie regolare segue la stessa continuity della serie Maxi, Zagor attualmente dovrebbe vivere sotto la presidenza di Van Buren. Puoi spiegare questo enigma? Saluti!

Nessun enigma. Il tempo, nell’universo zagoriano, è come “cristallizzato”, o comunque scorre in modo indipendente da quello della realtà. Non si può pretendere il rispetto esatto delle date da parte di un eroe che porta al fianco una pistola a ripetizione che non poteva esistere prima degli anni Cinquanta dell’Ottocento, mentre vive avventure negli anni Trenta. Dato un range cronologico (quello appunto degli anni Trenta), e premesso che si tratta soltanto di una indicazione di massima utile a stabilire un contesto, sul resto bisogna lasciar correre. Zagor del resto incontra Charles Darwin in Cile in un giorno (quello del terremoto di Conception) che sembra essere del febbraio 1835. Ma a quel punto sono già accaduti i fatti de “La lunga marcia” (1836) oppure no? Zagor incontra Tocqueville nel corso del suo viaggio in America del 1831-1832: i fatti di “Agenti segreti” sono collegati con quelli de “L’uomo nel mirino”, dove Jackson è già stato malmenato dallo Spirito con la Scure alla Casa Bianca (dato che il Presidente lo ricorda espressamente), quindi la visita di Zagor a Washington quando è avvenuta? Il punto è che nell’universo di Zagor esistono evidentemente alcuni personaggi storici vissuti, anche nella nostra realtà, con gli stessi nomi, volti e caratteristiche (Jackson, Darwin, Tocqueville), che lì però risultano sfalsati, modificati in qualcosa, deformati dal trasferimento nel mondo parallelo dove si trova Darkwood.


13 – Se non sbaglio Piccinelli non ha ancora inserito Cico sulle copertine di Zagor. È un caso o una precisa indicazione dell'editore o di altri? Grazie.

Nessuna indicazione, nessun veto. Esistono peraltro alcuni schizzi di prova per copertine zagoriane con la proposta di Cico sulla scena, ma nel valutare i pro e i contro finora sono state preferite le cover senza il messicano. Di solito è preferibile una copertina con pochi elementi, non troppo affollata di personaggi (anche questa non è una regola) per cui se ci deve essere Zagor e ci deve essere un cattivo, Cico diventa un terzo incomodo (anche un po’ ingombrante). Non c’era molto spesso neppure nelle copertine di Ferri.


14 – Nella collana Zagor solo nell’albo Zenith n. 86 "I ricattatori" lo sfondo della quarta di copertina è rosso. Vorrei saperne il motivo. Grazie.

Ah, saperlo. Stiamo parlando di un albo del 1968. Io avevo sei anni.


15 – Quando vedremo una storia in "Color Zagor" senza un ritorno di vecchi personaggi e il loro passato? Credo che sarebbe un interessante cambiamento. Grazie, Moreno!

Mi pare che cambiando i personaggi riportati sulla scena di volta in volta, il cambiamento ci sia in ogni numero. Del resto la collana “Color” è nata proprio con quella caratteristica lì. Sarebbe come dire: “quando vedremo un Color in bianco e nero, che sarebbe un interessante cambiamento?”. Scherzi a parte, già il recente numero con Brad Barron non presentava alcun “vecchio personaggio”. E, soprattutto, non tutti i Color parlano del passato di qualcuno (quello con Guthrum, per esempio, o quello con Digging Bill). In ogni caso, ci sono eccezioni a tutte le regole e anche quella del Color avrà, prima o poi, la sua.


16  Quando vedremo di nuovo la prigione di Hellgate?

Viene citata in uno dei racconti brevi del Maxi “I tamburi della foresta” in uscita nel settembre 2019. Poi non mi pare si riveda nelle storie all’orizzonte, ma essendo uno dei “luoghi” fissi zagoriani sicuramente lo rivedremo.


17 – Mi piacerebbe tanto sapere da Burattini qual è la storia zagoriana, non sua, che gli sarebbe piaciuto sceneggiare. E, soprattutto, qual è la storia zagoriana sua di cui non si ritiene soddisfatto.

Dovendo indicare una sola storia nel primo caso, e una sola nel secondo, indico “Odissea americana” e “Nodo scorsoio”.


18 – Nel n. 580 di Zagor, la famiglia di attori Deplano aveva annunciato che, dopo un tour in Sud America, avrebbe visitato Darkwood. Sono passati settanta numeri, quando li vedremo di nuovo?

Settanta numeri? Mamma mia. Mi sembra ieri. Li rivedremo, non so quando.


19Mauro Boselli sceneggerà ancora storie di Zagor?

Dipende solo da lui. Ma pare che sia molto impegnato.


20 – Moreno, qual è il tuo processo di scrittura della sceneggiatura di Zagor?

Si parte da un soggetto, il più possibile semplice e a grandi linee. Poi, immagino scena per scena figurandomi di vedere le tavole già disegnate. E cerco di descrivere ciò che immagino al disegnatore, sperando di riuscire a spiegarmi. Di solito lui visualizza meglio di me. Procedo lentamente, sceneggio cinque/dieci tavole e passo a un’altra storia. Ne porto avanti cinque o sei per volta. Quando ritorno alla prima, mi è venuto in mente il seguito. Se ogni cinque/dieci tavole mi rendo conto di aver scritto qualcosa di accattivante, è probabile che il risultato finale sarà accettabile. In ogni caso scrivo quel che, da lettore, mi piacebbe leggere.

giovedì 29 agosto 2019

I servi di Crom, I discepoli e La vendetta di Gambit: le copertine non utilizzate


Dopo avervi mostrato le tre prove di copertina
disegnate da Alessandro Piccinelli per lo Zenith 701
ecco a voi i tutto il loro splendore
quelle dello Zenith 698, dello Zenith 700
(ancora per pochi giorni in edicola)
e dello Zagor Color 9





















lunedì 26 agosto 2019

WARHAMMER 40,000: CONQUEST


Parecchi anni oro sono, ero anche appassionato di giochi di ruolo e war-games, in particolare di genere fantasy. Poi, col passare del tempo, mi sono un po’ allontanato da questo genere di intrattenimento ludico. Ma in questi pigri giorni d’agosto mi sono lasciato tentare da questa uscita da edicola della casa editrice Hachette dedicata a un’espansione (ma può anche essere un buon punto di partenza per iniziare la collezione) di un war-game tridimensionale futuristico prodotto originariamente da Games Workshop nel 1987: Warhammer 40,000.


Il gioco è incentrato su un’ambientazione che prende ispirazione da numerosi stereotipi della narrativa fantascientifica e avventurosa. Il gioco ruota intorno a delle miniature da assemblare e dipingere, che rappresentano soldati, creature e macchine da guerra.


Dal 20 agosto questa collezione di Hachette Fascicoli è disponibile in edicola e sul sito www.warhammer40000conquest.it. Ogni uscita comprende, oltre alle miniature di cui parlavo, anche colori, pennelli, elementi di gioco e una serie di fascicoli con tante interessanti informazioni riguardo alla storia, ai conflitti e agli eroi del XLI millennio, chiare istruzioni passo a passo per assemblare e dipingere le miniature e, in più, una guida al gioco.


Ciascun fascicolo è suddiviso in quattro sezioni: Colleziona, Assembla, Dipingi e Gioca. Ciascuna di queste aiuterà l’appassionato a costruire la propria collezione, a imparare nuove strategie e a migliorare la conoscenza di Warhammer 40,000.


Se siete interessati a questa pubblicazione, potete visionare il piano dell’opera (ed eventualmente abbonarvi) a questo link:
oppure acquistarla in edicola.

martedì 30 luglio 2019

Il destino di Hellingen: le copertine non utilizzate


Nel mio post del 14 giugno scorso, se ricordate,
scrissi che avevo avuto la possibilità di fotografare
anche le tre prove di copertina disegnate da
Alessandro Piccinelli per lo Zenith 701
e che, non appena la Casa Editrice avesse scelto quale
utilizzare ufficialmente, avrei provveduto
a mostrarvi anche le altre.

Ora, poiché la cover dell’albo è ormai
apparsa su internet e in terza
di copertina dello Zagor Color,
eccovele qui!




Quale, secondo voi, la migliore?

domenica 28 luglio 2019

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (11)


Eccoci ginti all’unicesima puntata di
A domanda… Moreno risponde”!

Nel ringraziare come di consueto
Moreno Burattini
per la sua grande disponibilità
torno ad invitare tutti gli zagoriani
ad inviare sempre nuovi quesiti…


1 – In merito a Supermike, volevo sapere se si ritornerà alla caratterizzazione datagli da Nolitta, cercando in qualche maniera di aggirare la storia scritta da Castelli. Grazie.

Sicuramente torneremo alla caratterizzazione nolittiana, senza rinnegare però la storia di Castelli. Casomai giustificandola un po’.

2 – Supermike rimane uno dei nemici preferiti. Lo rivedremo dopo 37 anni, finalmente, ma molti lettori pensano meriterebbe di più, per esempio una miniserie. Il personaggio è stato benissimo caratterizzato da Nolitta, ne conosciamo le incredibili e multiformi abilità, ne conosciamo la condizione sociale, la provenienza... insomma un mucchio di spunti. Si partirebbe con la quasi certezza di uno zoccolo duro di acquirenti che non ci sarebbe per un personaggio nuovo di zecca... alcuni hanno anche ipotizzato che potrebbe essere o diventare un ottimo agente di Altrove... Cosa ne pensi?

Temo che gli anni saranno più di 37. Riguardo a Supermike, se è vero che Nolitta è stato bravissimo nel tratteggiare il personaggio, non è così vero che sappiamo troppo di lui. Magari si potrebbe aggiungere qualche particolare in più. In ogni caso, senza voler ipotecare il futuro, non mi pare che Mike Gordon abbia le caratteristiche per diventare un agente di Altrove (non sembra tipo da votarsi a una missione superiore che vada al di là dell’alimentare il suo ego smisurato), e soprattutto il tipo di tematiche affrontate dalle storie collegate ad Altrove non è quello che ci si aspetta di veder collegate a Supermike.


3  Volevo chiedere a Moreno se l’abbigliamento di Shyer è realmente ispirato a quello utilizzato nello sciamanesimo femminile degli Indiani d’America o se è stato completamente inventato. Grazie.

Non c’è nessun riferimento a nessun tipo di abbigliamento o paramento sacerdotale che io conosca. Peraltro, la tradizione dello sciamanesimo femminile è di molto antecedente all’organizzazione sociale dei nativi americani, perdendosi nella notte dei tempi ed essendo probabilmente il primo tipo di sciamanesimo dell’umanità. Anzi, la cultura pellerossa è già tarda rispetto alla tradizione ancestrale delle profetesse, ed è patriarcale. Ricordo, a questo proposito, che qualcuno ha pensato che nel creare Shyer io e Ferri ci siamo ispirati, nel nome e nell’aspetto, a un personaggio della saga di He-Man, chiamato Sharella. Ora il nome Shyer deriva da una parola inglese che significa "ombrosa": mi è parso musicale e l'ho adottato. Sharella non ho idea di che cosa significhi, immagino che anche questo nome sia sembrato eufonico ai suoi autori. Riguardo all'aspetto, quello di Shyer l'ha inventato Gallieno Ferri nel 2001 quando si è trovato ad illustrare "Darkwood Anno Zero": può essere credibile che Ferri abbia gardato i personaggi della saga di He-Man? Figuriamoci: Gallieno si è semplicemente rifatto ai suoi punti di riferimento classici che sono i disegni di maestri come Alex Raymond. Raymond, dal canto suo, con le sue eroine del pianeta Mongo, ha ispirato centinaia di artisti, fra cui, evidentemente, i creatori di Sharella, chiunque essi siano. Per convincersi, basterà cercare in rete immagini della principessa Aura o di Dale Arden.


4  Caro Moreno, Baltorr ha recentemente pubblicato la foto di un disegno della prossima storia che parla del ritorno di Hellingen. In questo disegno vediamo l’organizzazione del Tessitore. Questo significa che Hellingen tornerà alleato con il Tessitore? Come si sono conosciuti? Qualcuno ha commesso un errore e ha inserito il titolo sbagliato sopra il disegno?

Gli incappucciati che si vedono nelle prime tavole di “Mistero sul monte Naatani” sono i membri della congrega dei “Discepoli di Hellingen”, come ormai si sa. Non c’è nessun riferimento agli uomini del Tessitore. Del resto, un cappuccio in testa non fa il monaco.


5 – Sarà possibile rivedere il personaggio del dottor Stubb redivivo, oppure - che ne so - un suo figlio colpito dalla stessa maledizione?

Tenderei a escluderlo, perché la vicenda del dottor Stubb è stata perfettamente conclusa da Nolitta e riportare in vita il medico di Stormy Pass sarebbe un po’ tradire lo spirito di quella bella storia. Quanto a un figlio, non è che la licantropia si trasmette per via genetica, quindi sarebbe assurdo sia proporre uno Stubb Junior nato licantropo a causa del DNA paterno, sia vederlo trasformarsi perché anche lui, guarda un po’ la combinazione, è stato morso da un lupo. Peraltro, di vicende di licantropi possiamo inventarne quante vogliano, dato che tutti possono venire contagiati e mutarsi in Lupi Mannari. Faccio notare che non troppi anni fa abbiamo appunto fatto tornare un Uomo Lupo (anzi, più di uno) in una storia di Joevito Nuccio intitolata “Plenilunio”.


6 – Alla fine de “L’araldo di Cromm”, Lucius incalza Zagor sul perché riesce a vedere le banshee, ipotizzando qualcosa che lega la famiglia Wilding ai servi di Cromm, a cui Zagor risponde seccamente di no cambiando discorso. Quel dialogo sembrava ipotizzare un risvolto à la Martin Mystere col padre ex Uomo in nero. Nulla di tutto questo nella storia di giugno (a mio parere per fortuna). La domanda è: avevi intenzione di prendere quella direzione e poi hai cambiato idea? Oppure è stato solamente un furbo cliffhanger? Oppure me lo sono solo immaginato io?

Avevo intenzione di raccontare qualcosa legato a un parente irlandese del padre o della madre che in qualche modo aveva “iniziato” da bambino il piccolo Pat ai riti della setta, all’insaputa dei genitori e dello stesso inconsapevole ragazzino, per scopi misteriosi sui quali mi proponevo di riflettere. Il “furbo cliffhanger” prevedeva appunto una seconda storia basata su uno spunto di questo tipo. Poi mi sono convinto che creare troppi precedenti nel passato, già pieno di retroscena, di Mike e Betty Wilding, sarebbe stato un errore. Così, ho pensato a Kandrax, trovando anche il modo di annunciare la storia del suo ritorno a cui stanno lavorando Chiaverotti e Torricelli.


7  Digging Bill è stata la guest star del Color Zagor del 2017. Ma quando rivedremo il simpatico cercatore di tesori sulla serie regolare? Manca dalla collana Zenith, dal 2010 se non erro.

Non ci sono ritorni all’orizzonte, ma lo riporteremo di sicuro in scena.


8 – Per quanto penso sia improbabile un loro ritorno, mi sapresti dire se hai mai preso in considerazione un ritorno dei Maya incontrati da Zagor ne “La città nascosta”?

Dopo aver realizzato una lunghissima avventura con gli Aztechi (mia e di Ferri) direi che per il momento è meglio lasciar perdere.


9 – Visto che una pubblicazione cartacea non sembra nelle intenzioni della casa editrice, in nome del popolo zagoriano non si potrebbe fare un regalo mettendo on-line “Il re di Cuenca Verde”?

Ogni volta che ho proposto di pubblicare in qualche forma, modo o maniera “Il re di Cuenca Verde”, la direzione ha sempre preferito soprassedere. Se quella storia non venne pubblicata all’epoca, ci sarà pure un motivo.


10 – Caro Moreno, c’è la possibilità che in futuro si legga una storia il cui tema sia Atlantide? 

Viste le proteste dalla fazione degli anti-atlantidei, meglio pensare ad altro. Anche perché, e qui gli anti-atlantidei hanno ragione, il filone è stato sfruttato a lungo. Faccio notare che, comunque, un accenno ad Atlantide si è fatto anche nella storia “Monument Valley” in cui compare la figura (storica) di Ipazia di Alessandria. Qualcosa del genere accadrà ancora, immagino, senza però che su Atlantide o su Mu ci si dilunghi.


11 – Caro Moreno, rivedremo presto Dexter Green?

“Presto” no. Prima o poi, sicuramente sì. E di nuovo approfitto di questa domanda per far notare a chi contesta i “ritorni” che questi sono richiesti da tanti.


12  Ho sentito dire che ci sarà finalmente un incontro tra Tex e Zagor…Ma è vero?

Chi vivrà vedrà.


13 – Per quanto non mi pare sia un’opinione molto condivisa da altri, io ho generalmente apprezzato le storie scritte da Antonio Zamberletti. Ci sono altre sue avventure in vista di pubblicazione?

Sì, e non poche. Peraltro anch’io apprezzo Zamberletti.


14 – Caro Moreno, in un periodo come il nostro caratterizzato dal “politicamente corretto” anche nell’ambito delle pubblicazioni a fumetti, quanto ti senti limitato da ciò nella tua creatività (ammesso che sia così)?

La mia opinione sul “politicamente corretto” è politicamente scorretta. Questo non vuol dire che mi piaccia la scorrettezza, ma che non sopporto le censure e ritengo intollerabile che qualunque cosa si dica ci sia qualcuno che si senta offeso, per cui bisogna stare attenti a non urtare la sensibilità di nessuno. Ma se si scrive per un vasto pubblico e se si collabora con una Casa Editrice tradizionalmente attenta al rispetto delle idee di tutti, è giusto attenersi a certe regole. Perciò, mi rendo conto da solo della necessità di restare nei limiti imposti dal buon senso. Essere “politicamente corretto” scrivendo Zagor non mi pesa, essendo lo Spirito con la Scure corretto di suo. In generale, però, sicuramente gli autori di fumetti (ma anche i registi, i cantanti, gli scrittori) erano più liberi in passato. Oggi, persino sul “Vernacoliere” bisogna stare attenti a quel che si dice o si disegna.


15 – Moreno, non hai mai pensato a “elaborare” un mappa di Darkwood sulla base di tutte le avventure zagoriane? Potrebbe essere un bel gadget!

Ci vorrebbe qualcuno che la elabori al posto mio. Sarebbe un lavoro troppo impegnativo da fare, con tutti gli impegni che ho, se dovessi occuparmene da solo.

16   Una domanda extra-zagoriana per Moreno: quale sarà il prossimo libro che pubblicherai?

Non è una domanda “extra-zagoriana”, visto che sto lavorando a un libro intitolato “Io e Zagor” (sottotitolo: “La strada per Darkwood”) che uscirà entro l’anno per Cut-Up.


17 – Ho saputo che a breve debutteranno in edicola, allegati al Corriere della Sera, una serie di 50 volumi di grande formato, settimanali, che ripropongono le migliori avventure di Dylan Dog. Corre voce che a breve ritornerà la Collezione Storica a Colori per Tex, così come è stato lasciato intendere sulla pagina ufficiale del personaggio di Facebook. A questo punto c’è da chiedersi se noi zagoriani saremo altrettanto fortunati. Lo Zagor CSAC ritornerà?

La Collezione Storica a Colori era un’iniziativa (molto fortunata) di Repubblica e L’Espresso. La chiusura della collana dipese da loro. A questo punto, non so se vorranno proporre alla Bonelli una ripresa delle pubblicazioni, considerando che il mercato aveva decretato il pollice verso non tanto per una ristampa di Zagor in quanto tale, quanto per una ristampa in quel formato (molto ingombrante e costoso). In altre parole, quei volumoni hanno fatto il loro tempo. Adesso le vendite premiano formati più agili e meno costosi. Per questo mi sembra inattendibile anche la “voce” di una ripresa della Collezione Storica a Colori di Tex – di cui non so assolutamente nulla. Sarò lieto di venire smentito.


18 – Mi sono da poco riletto le avventure di “Iron-Man” e “Gli evasi” apparse sull’ultima pubblicazione da libreria e le ho ri-trovate di una bellezza incredibile, sia come storie che come disegni. In particolare la seconda, in cui il maestro Ferri ha rappresentato la foresta di Darkwood in modo assolutamente impareggiabile… Tutto ciò per domandarti: è per caso in lavorazione un’avventura di guerre fra tribù indiane ambientata interamente a Darkwood?

Concordo sul giudizio riguardante le avventure con Iron Man e con la preferenza verso la seconda. Al di là delle trasferte, le avventure di Zagor sono comunque quasi sempre ambientate interamente a Darkwood, per cui non è di questo tipo di ambientazione che si possa sentire la mancanza. Allo stesso modo, gli indiani ci sono spesso e volentieri. Il filone delle guerre fra tribù è ricorrente, per cui ricorrerà ancora.


19 – La serie Zagor - Le Origini verrà pubblicata tutta anche in formato cartonato gigante?

Molto probabilmente sì. Ma, nel caso, con tempi più lunghi rispetto alla miniserie da edicola.


20 – Caro Moreno sto seguendo con piacere le “disavventure” spaziali dei personaggi di “Stelle a Strisce” creati da te e James Hogg. Due domande in merito: perché recentemente è cambiata la pubblicazione sulla quale appaiono? Sarà possibile in futuro trovare le strisce raccolte in un bel volume (cosa che personalmente auspico)?

Il cambiamento della testata su cui appaiono le strip di “Stelle a strisce” è dovuto alla chiusura, decisa dell’editore, di “Enigmistica mia”, là dove erano inizialmente comparse. Fortunatamente io e James abbiamo trovato ospitalità su una nuova pubblicazione, “La sai l’ultima? Quiz”. Finché questa nuova rivista durerà in edicola, e si spera lo faccia a lungo, continueremo lì. Circa il volume, verrà fatto sicuramente se e quando avremo raggiunto un numero di strisce sufficiente. Per ora non c’è abbastanza materiale.