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giovedì 10 settembre 2026

Il ricercato (Zagor Più 22)

La morte di Brad Drewster scatena la tremenda vendetta dei suoi fratelli e di suo padre Wade, spietato assassino. Zagor, Cico e il misterioso Peter Manning, ricercato per omicidio, dovranno proteggere la giovane Francine, bersaglio dei Drewster, venendo coinvolti in una caccia selvaggia che li porterà, nel feroce inverno del nord, ad affrontare il gelo dell’odio!

Non avendone avuto prima la possibilità, recensisco solo ora questo Zagor Più uscito alla fine del mese di agosto, facendo precedere il mio commento da qualche notizia sulla lavorazione della storia. In chiusura, invece, troverete un breve aggiornamento sulle prossime storie in uscita scritte dallo sceneggiatore di questo albo, Antonio Zamberletti.

Sul finire dell’anno 2024 Zamberletti presentò a Moreno Burattini tre soggetti:

- uno, a giudizio dell’autore, veramente bello che coinvolgeva Edgar Allan Poe e dei vampiri

- uno con protagonisti degli indiani

- uno ambientato nelle foreste del nord, vagamente ispirato al film “Un tranquillo weekend di paura”.

l primo di questi soggetti venne scartato dal curatore in quanto, a suo dire, all’epoca su Zagor erano già state pubblicate diverse storie di genere soprannaturale e i lettori se ne erano lamentati; il secondo soggetto non era nulla di eccezionale, anche a parere dell’autore stesso; il terzo venne invece approvato ed è diventato la sceneggiatura di questo albo.

Devo confessare che, da appassionato del genere soprannaturale (evidentemente a differenza di molti altri lettori zagoriani) mi sarebbe davvero piaciuto leggere la storia con Poe e i vampiri, ma tant’è.

Devo, invece, ammettere che la storia di questo albo non è - a mio parere - all’altezza di altre precedenti prove di Zamberletti, ma l’ho comunque gradita e mi sono divertito a leggerla.

Dopo un inizio accattivante e movimentato, con anche Cico utilizzato alla grande (il cui utilizzo nel corso dell’avventura viene sapientemente distribuito tra i ruoli dell’amico che deve essere salvato e del compagno d’avventure che all’occorrenza è anche capace di dimostrare coraggio e determinazione), la storia si sviluppa come un thriller/western di ambientazione invernale che pone Zagor di fronte a degli avversari brutali ed implacabili che non gli concedono tregua alcuna. La “caccia all’uomo” (o meglio, agli uomini) da parte dell’eroe è serrata e non priva di momenti spettacolari e pericolosi (su tutti, la scalata della parete di ghiaccio).

Insomma, una storia gradevole, semplice, scorrevole, senza troppe complicazioni di trama.

I disegni dell’albo sono di Marcello Mangiantini (con il quale Zamberletti ha già collaborato tre volte in passato, in storie pubblicate nel 2013, 2018 e 2022), ormai divenuto uno dei disegnatori più prolifici del personaggio e un punto di riferimento delle storie zagoriane, il cui tratto dinamico e dettagliato riesce a rendere molto bene i vari personaggi negli ambienti settentrionali della foresta di Darkwood ammantata dalla neve.

* * *

Prima di chiudere, due brevi annotazioni. La prossima storia di Antonio Zamberletti la vedremo con ogni probabilità nel 2028, disegnata da Di Vitto e intitolata, provvisoriamente, “Il pozzo del diavolo”. Ci sono poi altre due sue storie ancora in lavorazione, una breve e un’altra più lunga, che vedremo… chissà quando?

 




giovedì 16 aprile 2026

WOLF PASS (Zagor Speciale n. 42) Mia recensione + commento dello sceneggiatore

I ribelli Shawnee di Oshela controllano il territorio alle sorgenti del White River e compiono scorrerie contro i soldati e i coloni della zona. Zagor e Cico incontrano Owen e Victoria, che cercano lo scomparso Jason, fidanzato della ragazza. Ma non sono gli unici interessati alla cosa… e il loro destino si compirà al Wolf Pass… il Passo del Lupo!

* * *

Mentre elaboravo la recensione di questa storia ho scritto all’amico Antonio Zamberletti, che l’ha ideata e sceneggiata, ponendogli alcune domande in merito, ad es. quanto tempo lui e il disegnatore Mauro Laurenti hanno impiegato a lavorarci sopra (in altre parole: quanto tempo è passato tra la sua attuale pubblicazione e il periodo in cui hanno iniziato a lavorarci), se ci saranno altre sue storie su Zagor dopo questa, e a cosa sta attualmente lavorando (Antonio, oltre che sceneggiatore di fumetti, è anche romanziere e autore di spettacoli teatrali).

La sua risposta la potete leggere al termine della mia recensione.

ATTENZIONE: SPOILER

Il 42° Speciale Zagor sceneggiato da Antonio Zamberletti, inizialmente indicato con il titolo di lavorazione Agguato al passo del lupo e poi cambiato definitivamente in Wolf Pass, è un’avventura scorrevole, dinamica, ricca d’azione, con un mistero di fondo che deve essere risolto. È una bella storia ambientata a Darkwood, con tutti gli ingredienti classici che da sempre rendono affascinante il territorio abitualmente frequentato dallo Spirito con la Scure: pellerossa, soldati, coloni, farabutti di ogni specie, rivolte indiane e quel senso da “avventura di frontiera” che questo genere di storie sa comunicare.

Zamberletti costruisce un intreccio solido e scorrevole: ogni sequenza rilancia un nuovo evento, un colpo di scena o un cambio di ritmo che tiene viva l’attenzione fino al bel finale, costruito con intelligenza e senza forzature.


Inoltre, pur essendo ricca d’azione, la trama non rinuncia a momenti emotivi ben calibrati. A pag. 82, ad esempio, la scena delle donne e dei bambini dei coloni riuniti in preghiera nella cappella dell’antica missione in una sola vignetta riesce ad aggiunge umanità e gravità alla vicenda. E altrettanto intensa è la scena di pag. 122, quando Victoria si sofferma da sola davanti alla tomba del defunto fidanzato: un momento silenzioso, intimo, che ricorda quanto anche il dolore personale possa intrecciarsi con le grandi avventure.

Ottimamente caratterizzate sono anche le figure di alcuni comprimari, come Kaylah, il vecchio sakem degli Shawnee, e il ribelle Oshela. Il primo incarna la saggezza di cui dovrebbe essere dotato ogni vero capo tribù, mentre il secondo rappresenta la tensione tra l’orgoglio e la (quasi) redenzione finale. La sua scelta - accettare l’esilio dopo aver riconosciuto in Zagor il coraggio e la pietà verso i nemici, ed aver compreso che la strada della vendetta avrebbe portato solo rabbia, dolore e morte - è uno dei momenti più significativi e sorprendenti dell’intera vicenda (quando invece, più banalmente, il lettore avrebbe potuto aspettarsi il classico scontro finale tra Oshela e Zagor).

Molto riuscito anche il ruolo di Cico. Non solo diverte, con le sue “imprese” raccontate ai coloni - che (giustamente) non hanno la minima idea di cosa siano gli alieni -, ma si rivela anche decisivo in un momento cruciale della storia: riconoscendo il capo shawnee Kaylah, gli si avvicina coraggiosamente e riesce così a evitare un inutile scontro tra i coloni e gli indiani. Un gesto che dimostra quanto il personaggio, ben gestito dallo sceneggiatore, riesca ad essere più di una semplice spalla comica.

In merito ai “cattivi” della storia, devo confessare che sin dalle prime pagine ho avuto un sospetto sull’ex sergente Owen: non per indizi concreti, ma per quella sua faccia poco raccomandabile che me lo ha reso immediatamente ambiguo. Eppure, la vera sorpresa arriva quando si scopre che dietro l’intera vicenda non c’è solo lui: la mente criminale è in realtà Robert, il socio di Jason. Una rivelazione che funziona, perché arriva al momento giusto e aggiunge pieno significato al perché si volesse eliminare anche Victoria dopo aver già ucciso il suo fidanzato.

Sul piano grafico, Mauro Laurenti (dopo un paio di storie non pienamente riuscite, ma che personalmente avevo comunque apprezzato), torna ad offrire un lavoro di qualità. Ad esempio, la foresta di Darkwood è rappresentata con una bellezza che colpisce: il chiaroscuro è gestito con sensibilità, il gioco di profondità degli alberi crea un ambiente vivo, quasi palpabile. Le tavole trasmettono aria, spazio, movimento.

La sua rappresentazione degli Shawnee, con le loro acconciature particolari, arricchisce ulteriormente l’atmosfera. Non sono un semplice elemento decorativo: portano identità, carattere e un senso di autenticità che conferisce profondità al contesto narrativo. Anche i primi piani dei personaggi meritano una menzione speciale: sono singolari, belli ed espressivi (quelli di Victoria, soprattutto).



Qualche piccola imperfezione qua e là si nota - dettagli non sempre impeccabili, qualche vignetta meno rifinita - ma si tratta davvero di minuzie. Il talento di Laurenti è evidente, e le tavole, nel complesso, sono a mio parere veramente belle. Chi vorrà criticare i disegni ritengo lo farà più per gusto personale che per reali mancanze tecniche.

In conclusione, Wolf Pass (che, se non erro, per una curiosa coincidenza costituisce, sia per lo sceneggiatore Antonio Zamberletti che per il disegnatore Mauro Laurenti, la loro diciassettesima storia di Zagor rispettivamente pubblicata) è, a mio giudizio, uno Speciale che funziona su tutti i fronti: avvincente, ben scritto, ben disegnato e ricco di atmosfera. Una storia che intrattiene senza mai annoiare, con personaggi vivi, ambientazioni suggestive e un ottimo equilibrio narrativo.

Un’avventura, insomma, che merita di essere letta.

* * *

Da ultimo, ecco la risposta di Antonio Zamberletti alle mie domande di cui sopra:

“Ho scritto Wolf Pass due anni fa.

Il soggetto ha seguito le indicazioni di Moreno Burattini [l’allora curatore della testata]: serviva una storia classica, senza contaminazioni, ambientata a Darkwood, e con un personaggio femminile molto forte.

Il risultato è la storia uscita nello Speciale e disegnata da Mauro Laurenti, con il quale avevo già lavorato molti anni fa sul ritorno di Blondie. Il risultato mi sembra abbia soddisfatto i lettori.

È una storia classica con l’avventura e l’azione che fanno da protagonisti. La sottotraccia gialla, di complotto ordito nell'ombra, voleva essere una sorpresa, non so quanto riuscita o gradita.

Antonio Serra [l’attuale curatore della testata] ha scritto che c’è una sottile vena romantica o qualcosa del genere. Se lo dice lui è vero.

Al momento ci sono tre mie storie di Zagor in lavorazione, non so a che punto siano e quando vedranno la luce. Per il resto, teatro, romanzi e molto, molto altro ancora.

Chiudo in maniera scaramantica con un... restate in ascolto...”.