Jenny, una delle tre ragazze di Pleasant Point, viene fatta prigioniera e portata via dagli uomini agli ordini di qualcuno che ha interesse ad attirare Zagor lontano da Darkwood perché non ostacoli un suo progetto criminale, proprio mentre fra lei e lo Spirito con la Scure sembra nascere un sentimento che va oltre l’amicizia… Zagor si getta sulle tracce dei criminali!
Mentre Jenny, gravemente ferita, lotta tra la vita e la morte, Zagor deve fermare Nathan Kilgore, il trafficante d'armi che ha fatto rapire la ragazza per attirare lontano Spirito con la Scure.
Kilgore ha infatti concordato un appuntamento con una pericolosa banda di pellerossa ribelli per consegnare loro fucili e munizioni e vuole avere campo libero senza che il nostro eroe giunga a mettergli i bastoni fra le ruote.
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Ormai su internet tutti hanno detto la loro in merito a questa storia…
E, come al solito, le reazioni sono state le più disparate e… disperate!
Fra coloro che hanno espresso un giudizio negativo c’è stato anche (mi è stato riferito, io non l’ho visto) uno youtuber che, per dimostrare la sua contrarietà, ha addirittura strappato l’albo davanti ai suoi spettatori… ma da ciò che ho letto ed ascoltato in rete, tutto sommato mi è sembrato che buona parte dei lettori siano rimasti soddisfatti della storia.
Ecco, allora, che da (probabilmente) buon ultimo, dico anche la mia.
L’avventura mi è piaciuta e la considero davvero bella.
Una trama semplice, lineare, racchiusa nella lunghezza di un albo e mezzo, nella quale Moreno Burattini riesce a creare con intensità una progressiva aspettativa nel lettore, che nel procedere della storia è sempre più curioso di sapere come verrà risolta la reciproca attrazione sentimentale di Jenny e Zagor…
Anche perché questa “trama rosa” è stata portata avanti dallo sceneggiatore per diverso tempo e in varie occasioni, fin dalla storia contro la figlia del mutante (Zagor 655/657 del 2020), poi proseguita nel Maxi Zagor 39, intitolato “Lungo il fiume”; poi, all’inizio della storia “I sette vikinghi” (Zagor 668) abbiamo visto Jenny cercare alcuni momenti di intimità con Zagor, sperando di riuscire a manifestargli i propri sentimenti; nelle prime pagine de “La diabolica trappola” (Zagor 677) la situazione si è quindi fatta del tutto evidente e con l’albo conclusivo dell’ultimo scontro con Mortimer (Zagor 679) Zagor stesso sembrava provare qualcosa di più di un semplice interesse verso Jenny.
Nella storia in commento, infine, si giunge al punto in cui sia lui che lei capiscono di dover decidere che cosa fare di loro due e, al di là della parte propriamente “avventurosa”, il cuore della vicenda è proprio focalizzato sul rapporto tra Zagor e Jenny.
E dopo aver fatto di tutto, nel corso di questa avventura, per presentare Jenny come la migliore compagna di un uomo con le caratteristiche di Zagor (indipendente, pienamente autosufficiente nell’ambiente che la circonda, capace di difendersi e di sfuggire ai suoi rapitori) ecco che Moreno Burattini ci regala, anziché una conclusione felice (ma, se così fosse stata, probabilmente scontata), un finale tragico, inaspettato e davvero toccante, che mi ha emozionato e commosso!
Jenny muore, in una sequenza narrativa memorabile e intensissima, presentata con un alternarsi di vignette completamente prive di testo, lasciate a una penetrante raffigurazione disegnata, e di altre con dialoghi toccanti e coinvolgenti.
Al termine della lettura di “Yellow Rocks” ho fatto una foto all’albo e l’ho mandata a Moreno con la scritta: “Nooooooooooooo!!!!!” e una emoji con le lacrime; aggiungendo poi: “Comunque, scelta coraggiosa e – forse – inevitabile”.
Sì, perché Moreno “ha avuto il coraggio di osare e il risultato ha sicuramente premiato lo sforzo” (come ha scritto altrove il mio amico MarioCX) e, diciamolo francamente, la storia non poteva finire in modo diverso. Qualunque altra conclusione (un allontanamento, un rifiuto o un respingimento) avrebbe banalizzato il tutto e in parte “scimmiottato” il finale nolittiano de “La marcia della disperazione”. Invece, come riflette Zagor, tutti sappiamo che, finché lui vestirà i panni dello Spirito con la Scure, non potrà mai avere una compagna! Decisione questa, peraltro, rafforzata dalla circostanza che la morte di Jenny è stata causata non da uno dei suoi nemici più forti o malvagi bensì dei balordi qualsiasi.
Ai miei messaggi di cui sopra, Moreno Burattini ha risposto: “L’importante sono le emozioni. Suggerisci la lettura a Beatrice (mia figlia diciassettenne), mi incuriosisce il suo parere”.
Ebbene, domenica scorsa Beatrice ha letto la storia e ho comunicato a Moreno il suo pensiero: “La storia mi è piaciuta, anche se dal finale tragico. Non avendo letto le storie precedenti che coinvolgevano Zagor e Jenny mi è sembrato che la relazione tra i due cominciasse all’inizio di questa storia e quindi non sono riuscita ad immedesimarsi pienamente nel dolore di Zagor.
Sicuramente non mi aspettavo che Jenny morisse, anche perché secondo me aveva un bel potenziale come comprimaria. Sarei curiosa di sapere se quando hai fatto innamorare Jenny di Zagor avevi già deciso che sarebbe morta, proprio per sottolineare il concetto che Zagor non potrà mai avere una compagna.
Per quanto realistica, avrei preferito che la morte di Jenny fosse un po’ più “eroica” e non ad opera di banditi qualsiasi. D’altro canto mi è piaciuto che anche Zagor lo abbia sottolineato, e ciò me lo ha reso affine, avendo espresso i miei stessi pensieri.
Mi piace anche come disegna Anna Lazzarini. Si vede che è una donna da come rende le espressioni dolci dei visi”.
Moreno ha infine risposto: “Grazie del bel commento e sì, la sorte della povera Jenny era già stata decisa perché gli eroi che soffrono sono più umani e la vita ci mette di fronte a drammi così”.
E a proposito di Anna Lazzarini, già apprezzata sul secondo numero della miniserie “Zagor Darkwood Novels”, devo osservare che si dimostra davvero brava anche in questa occasione. Il suo tratto fresco e dettagliato aggiunge valore alla storia, sia nelle scene dinamiche che in quelle più riflessive e commoventi. Anche il volto un po’ giovanile di Zagor non disturba, ma ben si adatta alla tematica “amorosa” trattata.
Concludendo, quindi, promozione piena per questa ennesima bella storia zagoriana che, insieme agli Zagor Bis, Color e Più, ho avuto il piacere di leggere questa estate. A dimostrazione che il Signore di Darkwood dopo tanti anni riesce ancora a emozionare i suoi appassionati.






