mercoledì 11 maggio 2022

SBAM! Fumetti a Cologno (07.05.2022)

Sabato scorso ho partecipato alla seconda edizione della manifestazione Fumetti a Cologno organizzata da Sbam! Comics nei giorni 6, 7 e 8 maggio 2022 a Cologno Monzese (MI), nello spazio La Pieve, in piazza San Matteo (dietro la chiesa di San Giuliano).


Un grande evento (sebbene in uno spazio limitato, se messo a confronto con le altre grandi kermesse fumettistiche) aperto a tutti e ad ingresso libero (che di questi tempi è una gran cosa!), per dare la possibilità anche al visitatore “occasionale” di scoprire l’incredibile mondo che si cela dietro una storia a fumetti. Anzi, di più: poter “vedere” in prima persona come le nuvole parlanti possano essere divertimento o riflessione, evasione o cultura, leggerezza o analisi. In una parola: Arte.

Il programma prevedeva la presenza di stand di editori, autori, associazioni di appassionati e di gruppi di autoproduzione, accanto a incontri/conferenze con grandi disegnatori, con i quali il pubblico ha potuto interagire e che hanno mostrato dal vivo come nasce una tavola a fumetti, con possibilità di firmacopie, autografi e sketch disegnati. Inoltre, per bambini e ragazzi, hanno avuto luogo dei workshop con insegnanti professionisti di manga e di fumetto “tradizionale”.

Nelle foto qui sotto potete vedere Giorgio Sommacal

impegnato ad insegnare ai ragazzi

come disegnare il loro personaggio “fumettoso”



Nell’ampio salone al coperto erano presenti i seguenti stand: Sbam! con Adriano Carnevali (i Ronfi), Giorgio Sommacal (Cattivik, Lupo Alberto, Rapa&Nui), Athos Careghi (Fra Tino), Mario Airaghi (vignettista satirico), Stefano Zampollo (illustratore per ragazzi, direttore della Scuola del Fumetto di Verona), Fabio Folla (fumettista e illustratore), Marcella Colantuoni (scrittrice per ragazzi) e molti altri; Sabrina Sala, autrice e insegnante di Manga alla Scuola del Fumetto di Milano; Midian Comics, fumetti dell’orrore e molto altro, con Pietro Gandolfi, Michele Carminati, Toni Viceconti e Alberto Locatelli; Pickup Publishing, con Fabiano Ambu e Rosa Puglisi; le autoproduzioni di Arte Sghimbescia e Ratt-Mann; Excalibur, fumetti storici e “diaboliki”, con Riccardo Mazzoni e Andrea Carlo Cappi; Libreria Covo della ladra; Edizioni Astragalo, fumetti e libri illustrati, con Bruno Testa; Menhir Edizioni, i fumetti “neri” de Il Morto, con Paolo Telloli; 40GB, fumetto e opera lirica, con Simone Tansini.












Nel pomeriggio di sabato, poi, ho potuto assistere a tre interessantissimi incontri.

Nel primo, moderato da Antonio Marangi,

Simone Tansini ha presentato il suo progetto: l’opera lirica a fumetti




Al secondo incontro, moderato da Antonio Marangi e Roberto Orzetti,

 era presente lo scrittore

Andrea Carlo Cappi che ha presentato: DIABOLIK, tra fumetto e narrativa





L’ultimo incontro era dedicato ai

70 anni del mitico Tiramolla

e ha visto la presenza di Vittorio Pavesio

(autore, editore, esperto di storia del fumetto)

e delle figlie del disegnatore Umberto Manfrin




Insomma, che dire? È stata una bellissima esperienza e voglio concludere ringraziando gli amici Roberto Orzetti e Antonio Marangi di Sbam! e Giorgio Sommacal per avermi fatto conoscere questa interessante iniziativa! Sicuramente ci rivedremo l’anno prossimo… o magari anche prima!

Giorgio Sommacal, Vittorio Pavesio e Antonio Marangi

Roberto Orzetti e sua moglie Carol

Giorgio Sommacal e Baltorr



lunedì 2 maggio 2022

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (47)

Eccoci giunti alla quarantasettesima puntata

delle rubrica

A domanda… Moreno risponde”!


Questa volta parleremo, ancora una volta,

di Mortimer (ben tre diverse domande lo coinvolgono),

di Roger Hodgson,

 degli Esposito Bros, di Christopher

e della base di Altrove.


Ma anche della dirigenza della Casa Editrice,

di Roberto Diso, della ciurma della Golden Baby,

dell’Enciclopedia Zagoriana…

e di tanto altro ancora!!!


Ringrazio di vero cuore Moreno

per la sua disponibilità e

vi lascio alla lettura!!!

1 – Gentilissimo Moreno, le parlo a nome di un forum zagoriano. A nome degli utenti che ne hanno parlato, le chiedo dunque quale sia il vero colore dei capelli di Mortimer. In “Il diabolico Mortimer” erano bianchi. Successivamente biondi. Ma in “Mortimer colpisce ancora” sono di nuovo bianchi. La cosa è stata causata dallo sporco perché è disteso a terra oppure è stata una svista dell’illustratore?

Mortimer ha i capelli biondi. Vero è che si traveste ed è abituato a camuffarsi e a cambiare aspetto. Tuttavia c’è un equivoco di fondo, visto che si parla di “Mortimer colpisce ancora” e di un uomo disteso a terra. Se l’uomo disteso a terra con i capelli bianchi è quello che si vede sulla copertina dell’albo, non si tratta di Mortimer ma di mister Humbert. È Humbert  che ha i capelli bianchi. Del resto la cover allude all’uccisione di Humbert presso la capanna di Zagor. Non potrebbe essere altrimenti, visto che Mortimer in quell’albo è trionfante e vincitore (come suggerisce anche il titolo) e non c’è ragione che venga mostrato sconfitto a terra.

2 – Caro Moreno, una delle storie che più sono state apprezzate dai fans Zagoriani negli ultimi anni è stata “La rivolta” del duo Marolla-Bisi. Mantenendomi nel cerchio dei suoi estimatori per il soggetto molto interessante, vorrei soffermarmi sul ritorno di alcuni comprimari. Camei, che hanno aumentato la tensione della trama e fatto ricordare vecchie storie. Cosa ne dici di riprendere o far riprendere una scena simile, con alcuni comprimari (cattivi) del passato che si ritrovano di fronte Zagor decisi a fargli la festa? Ho visto ciò come un omaggio agli autori precedenti, ricordando anche “Magia Indiana”, ma i cattivi non erano certo comprimari. Per cui cosa pensi del fatto di poter riutilizzare, per qualche pagina, con un ovvio soggetto dietro, personaggi che non hanno forse lasciato il segno, ma che sono stati in passato catturati ma non uccisi?

Mi pare che si sia già fatto altre volte e di sicuro lo faremo ancora. I soggettisti non hanno veti in proposito, purché presentino proposte interessanti. I nemici del passato (di primo o di secondo piano) decisi a fare la festa al nostro eroe sono un ingrediente tipico delle nostre storie. Tu forse suggerisci che alcuni di essi formino una squadra per vendicarsi: bene, l’idea è proposta, vediamo se i nostri collaboratori la raccoglieranno trovando qualche idea originale. Che potrebbe pure venire a me, beninteso.

3 – Caro Moreno, è ovvio che i suoi datori di lavoro decidano come dirigere un’azienda, proponendo il varo di nuove collane, come lo Zagor Più, ad esempio. Siccome Sergio Bonelli, in passato, non era restio nel richiedere ritorni di personaggi, di luoghi, di situazioni, od anche di spunti per nuove avventure da dare ai vari sceneggiatori, ciò avviene anche oggi sotto la nuova guida di Davide Bonelli e Simone Airoldi?

Sergio Bonelli era il creatore di Zagor e ne è stato per vent’anni il principale sceneggiatore, oltre che l’editore del personaggio. Ovvio che fosse anche propositivo, verso i collaboratori, nel suggerire spunti, dispensando generosamente consigli (o ponendo paletti). Davide Bonelli e Simone Airoldi si dedicano invece di più alla parte gestionale della Casa editrice (un compito difficile e gravoso), per cui i creativi, cioè sceneggiatori e disegnatori, sono affidati ai curatori di testata e ci sono meno direttive artistiche dall’alto (pur vigendo un controllo sulla qualità del pubblicato). Non ci sono, dunque, indicazioni sui temi da trattare o sui personaggi da far tornare. Certo, se proponessi di trasferire lo Spirito con la Scure nello spazio trasformandolo in un eroe galattico, probabilmente Davide e Simone avrebbero qualcosa da ridire, ma dato che come editor tutto sommato propugno uno Zagor nel solco della tradizione (e del buon senso) non subisco interferenze. Vero è che la miniserie “Zagor le Origini” mi è stata proposta dalla dirigenza, che quindi ha suggerito un tema da trattare (ma il modo per farlo l’ho scelto io), però è evidente l’eccezionalità del caso. La dirigenza casomai decide sulle caratteristiche di nuove collane (come Zagor Più o lo Zenith bis), in quel caso il team creativo deve fornire i contenuti calibrati sul formato proposto (episodi della lunghezza richiesta, per esempio), ma sulle storie decidiamo (decido) in quasi autonomia. C’è però un altro importante componente dello staff dirigenziale, non citato nella domanda: Michele Masiero. Anch’egli è un creativo, essendo uno sceneggiatore, per cui mi consulto con lui per decidere sui titoli, le copertine, gli incastri della programmazione e talora chiedo dei consigli sull’opportunità di certe scelte - mai subendo dei diktat, però.

4Gentile Moreno, da poco tempo ho finito di leggere l’ultima (?) storia con Mortimer e, oltre a volere fare i complimenti per il tuo lavoro e per quello dei due disegnatori, mi sorgono spontanee quattro domande che voglio racchiudere in una sola tranche. Durante il racconto, mi sono imbattuto nel sergente Lazarus. Il nome rimanda a quel Lazarus Ledd creato da Ade Capone e l’ho visto come omaggio fatto a quello che è stato, a parer mio, uno dei più bravi sceneggiatori zagoriani, anche se per numero di storie non è stato molto prolifico, ma la qualità non si misura certo con la quantità. Ci ho visto giusto? Per la seconda domanda, intendo chiederti quando è stata messa in cantiere questa storia. Non dubito che resuscitare Mortimer possa essere stato richiesto da molti, e che una scappatoia in tal senso possa essere stata pensata già dal 2015, ma cosa ha fatto propendere per la scelta di far disegnare il personaggio agli Esposito Bros? E, appunto, quando si è cominciata a produrre questa storia? Infine, la cosa più importante. Questa sorta di continui approcci con Jenny viene portata avanti e fin qui tutto bene. Non ho creduto un solo istante alla sua possibile morte in quanto la cosa ha ancora molto da dire, e poi in programma c’è una storia con lei protagonista, e non credo proprio che sarebbe stata narrata in flashback. Il punto è questo. Non la vedremo mai vivere nella capanna nella palude, e resterà probabilmente nel trading post di Pleasant Point. Non è escluso che possa anche nascere una bella storia d’amore, ma Zagor non è un fumetto romantico, per cui la cosa potrebbe non cominciare mai, oppure cominciare ma senza arrivare al “dunque” oppure usando come esempio la morte della sposa di James Bond in “Al Servizio Segreto di Sua Maestà”. Sono certamente incuriosito, al pari di altri, a proposito di questi possibili sviluppi, ma non posso credere che la cosa possa diventare seriale, ovvero che diventi veramente la donna con cui Zagor possa iniziare una convivenza. Nessuna donna lo potrebbe fare, per la vita che fa, pur non rimanendo insensibile al fascino femminile. Ho quindi “paura” che la povera Jenny possa finire male, col cuore spezzato, o peggio per conto di qualche criminale. Ad ogni modo, crede che possa esserci un futuro per questa coppia che coppia, ancora, fondamentalmente, non è e, forse, non lo sarà mai?

Innanzitutto grazie per i complimenti, e sono lieto dell’interesse suscitato. Venendo a rispondere su Lazarus, si tratta in realtà soltanto di un nome come un altro. Se avessi voluto rendere un omaggio a Lazarus Ledd avrei escogitato un cameo o una citazione più congrua ed efficace, e soprattutto il personaggio del sergente sarebbe stato quanto meno positivo. Riguardo alla mia amicizia con Ade Capone rimando a quanto ho scritto in questo articolo: 

http://morenoburattini.blogspot.com/2015/02/ade-capone-sempre-quattro-passi-avanti.html

Circa la scelta degli Esposito Bros, è stato naturale puntare sul loro talento dopo che Marco Verni ha preferito occuparsi del numero del sessantennale e poi di Supermike rinunciando (scelta sua) a disegnare il ritorno di Mortimer che, diciamo così, gli spettava di diritto, dopo essersi occupato delle avventure precedenti. Ho quindi chiesto a Nando e Denisio se Mortimer volevano farlo tornare loro e si sono detti entusiasti della proposta. Non avevo dubbi, conoscendoli, che avrebbero dato una interpretazione più che convincente del personaggio. C’era poi il fattore Jenny: erano stati loro a renderla protagonista della storia con la figlia del mutante, perciò sapevo che avrebbero gestito bene anche le sua figura. A proposito di Jenny, mi fa piacere che se ne discuta tra i lettori e che si provi a immaginare gli sviluppi della sua eventuale relazione con Zagor. Posso solo dire di attendere l’avventura che comincerà in agosto, disegnata da Anna Lazzarini,  in cui ci sarà un punto di svolta.

5 – Caro Moreno, la pasticca bianca che Mortimer prende alla fine de “L’ultimo duello” sembrerebbe farlo morire veramente. Essendo la stessa il contrario di quella nera inghiottita in precedenza, ciò avrebbe dovuto portare, appunto, alla morte definitiva del villain... ma non possiamo esserne del tutto sicuri. Per cui un altro ritorno potrebbe anche essere in serbo o vuole assicurarci che sia definitivamente estinto?

Mi pare non ci possano essere dubbi. Mortimer potrà tornare solo come fantasma (però… potrebbe essere uno spunto anche questo).

6 – Caro Moreno, con il Maxi Zagor 40, oltre ad essere arrivato ad un numero invidiabile di uscite per questo tipo di collana, Zagor ha avuto l’occasione di rivedere Christopher e di capire che esistono altre persone come lui, della sua stessa età, all’interno della Sezione Omega. Siccome è stata lasciata aperta la porta per un sequel, esso si trova già in programmazione oppure non se ne sta ancora parlando? 

 

Per il momento non ci sono sequel in lavorazione, ma Christopher e la Sezione Omega fanno parte integrante della serie e di sicuro potranno tornare (a me piacerebbe utilizzarli di nuovo).

 

7 – Caro Moreno, capisco che la Casa Editrice Bonelli abbia stretto le maglie della rete per non far conoscere troppo in anticipo cosa bolle in pentola per i propri personaggi. Se non erro, però, qualche anticipazione riguardante qualche tavola di Bane Kerac è stata vista, anche postata da te. La mia domanda verte sulla ragazza bionda protagonista dell’avventura che sta disegnando. Si parlò di Chloe, agente di Altrove, oppure di Virginia, visto che sta arrivando un Color in suo onore. Oppure di entrambe nella medesima storia. Puoi svelarci l’arcano?

Il cercare di dare meno anticipazioni possibili offre il vantaggio di non spoilerare troppo, e dunque sorprendere di più il lettore; ma anche mette al riparo da eventuali cambi di programma (che non devono più essere giustificati), così come offre meno il fianco alle polemiche pretestuose di chi, fra i soliti in Rete, vuol seminare zizzania criticando prima ancora di aver letto per intero una storia (e dunque senza cognizione di causa). Quando anticipo qualche vignetta, come quella di Bane Kerac a cui ti riferisci, da un po’ di tempo lo faccio dando meno indizi possibili anche per il gusto di giocare con i lettori chiamati a fare ipotesi. Davvero vuoi sapere chi é la bella ragazza disegnata da Bane? Diciamo che è una delle due da te citate, che comunque non compariranno insieme nella medesima storia. 

8 – Caro Moreno, lei ha parlato di come Zagor non abbia la stessa popolarità fra i lettori, nonostante sia in auge da 60 anni, di Tex o di Dylan Dog. Quali sono, secondo lei, i fattori che non hanno mai fatto avvicinare in termini di numero dei lettori Zagor alle altre due serie sovracitate? E quali sono invece i motivi per i quali lo Spirito con la Scure riesce a mantenersi comunque a galla dopo il passare di tutto questo tempo?

Comincio dal fondo: assicuro che Zagor non si mantiene a galla ma naviga con il vento in poppa, sempre in rapporto ai tempi che stiamo vivendo, ovviamente. Dunque, lo Spirito con la Scure ha tagliato il traguardo dei sessanta anni in perfetta forma e non sopravvivendo a stento. Poi, quanto a popolarità, non mi pare che il Re di Darkwood non sia popolare, nel senso che chiedendo in giro ne conoscono almeno il nome e l’immagine non troppi di meno di quanti sappiano identificare Tex o Dylan Dog (riguardo a quest’ultimo, ne ha da fare di strada per giungere al sessantennale pure lui e poter fare un confronto). Inoltre, lo zoccolo duro di appassionati zagoriani è attivissimo ed entusiasta animando forum, gruppi e associazioni. Casomai le vere differenze sussistono quanto a vendite: Tex è sempre stato un outsider ed è partito prima, creandosi un pubblico che poi ha tramandato l’abitudine alla lettura di padre in figlio, potendo contare sulla forza del capostipite di una tradizione. Zagor è sempre stata la proposta “alternativa”. Poi c’è il fatto che Zagor non si identifica con un genere ben preciso e quindi non crea una base, diciamo così, monomaniaca ma permette di prendere o lasciare a seconda delle storie. C’è anche da dire che Tex ha potuto contare per decenni sulla potenza di un solo straordinario autore, Giovanni Luigi Bonelli, che ha creato una platea di appassionati fedelissimi. Nolitta, degno  figlio di tanto padre, ha abbandonato prima il personaggio. Dylan Dog ha intercettato il gusto generazionale di un pubblico che è cresciuto con lui, ben vengano i successi del genere ma, ripeto, i bilanci vanno fatti sulla base degli stessi parametri: quindi un giorno potremo confrontare le cifre di Dylan del sessantennale con quelle attuali di Zagor. Fermo restando che non c’è una gara. Il sessantenne Spirito la Scure continua la sua marcia perché riesce ancora ad avvincere lettori sognatori in grado di meravigliarsi.

9 – Caro Moreno, complimenti per l’iniziativa di ripubblicare l’intera saga di Hellingen. È stato bello leggere le prime storie in volumi completi. Sarà possibile fare altrettanto con i nemici ricorrenti tipo il vampiro Rakosi, Kandrax il druido e Mortimer ?

Sarebbe bello. Decideranno nei piani alti anche sulla base dei risultati delle vendite dei volumi dedicati a Hellingen. Le proposte librarie esulano però dalle mie competenze.

10 – Caro Moreno, è documentata la sua amicizia con Francesco Bastianoni, anche lui in Bonelli. Le chiedo se fosse possibile rivedervi insieme all’opera, su Zagor o su qualche altra testata bonelliana, così come durante i primi lavori della vostra carriera fumettistica.

Conobbi Francesco Bastianoni grazie al mio incontro con suo fratello (gemello) Dante. Ho narrato più volte di come io e Dante Bastianoni ci siamo presentati insieme a Sergio Bonelli proponendoci per realizzare in coppia una avventura del Re di Darkwood (fummo assunti entrambi, ma subito separati: lui a disegnare Martin Mystère, io a sceneggiare lo  Spirito con la Scure). Racconto tutto nel mio libro “Io e Zagor” (Cut-Up. publishing). Frequentando Dante, divenni amico anche di Francesco, che disegnò alcune avventure di Battista il Collezionista (un mio personaggio umoristico pubblicato sulla fanzine “Collezionare”). Mentre Dante è fumettisticamente ancora attivo (ha illustrato due storie dei “Racconti di Darkwood”), credo proprio che Francesco (a cui si devono alcuni episodi di Nathan Never) abbia appeso la matita al chiodo.

11 – Caro Moreno, in un’intervista Marcello Toninelli ha discusso del fatto che il trovarsi a lavorare con Gallieno Ferri gli è costata una delusione, avendo giudicato il suo stile frettoloso. Avendo riferito queste parole alla rivista “Collezionare”, curata da lei, ciò che gli è giunto all’orecchio è stato che lo stesso Maestro non volesse più lavorare con lui. Cosa può raccontarci di quanto successo? E concorda col signor Toninelli nel definire lo stile ferriano alquanto frettoloso?

Se l’intervista a cui lei si riferisce è quella a Marcello Toninelli pubblicata sullo “Speciale Zagor” di “Collezionare” (di cui io fui uno, ma non l’unico, dei curatori), stiamo parlando di qualcosa risalente al 1990 e sinceramente, a distanza di trentadue anni, non ricordo le espressioni usate da Marcello riguardo allo stile di Gallieno Ferri (dovrei cercare lo Speciale che non ho a portata di mano). Peraltro l’intervista venne realizzata in tempi in cui io non lavoravo in redazione a Milano, ma a casa mia in Toscana e dunque se ci furono delle reazioni mi giunsero solo delle voci di cui oggi neppure potrei citare le fonti. Di sicuro Gallieno Ferri non mi ha mai parlato, personalmente, di sue rimostranze per quell’intervista. Tuttavia, ricordo che un qualche piccolo incidente diplomatico ci fu,  però fatico a ricostruirne i termini con il rischio di fornire versioni inesatte. Peraltro, ai giorni nostri, con tutte le polemiche che si scatenano su Internet per le dichiarazioni (travisate o meno) di quello o di quell’altro, ciò che accadde tre decenni fa è davvero robetta. Mi pare (sottolineo mi pare) che Toninelli, chiamato a esprimersi su quale disegnatore interpretasse meglio le sue sceneggiature, abbia risposto di preferire Franco Donatelli perché più aderente alle indicazioni fornite, mentre Ferri si sarebbe preso più libertà. Qualcosa del genere. Mi scuso se ricordo male e non vorrei attribuire a Marcello, che è un caro amico, giudizi non conformi a quanto dichiarò. Non mi pare abbia detto niente di grave, comunque. Se poi Gallieno abbia commentato la faccenda in redazione (non con me), magari facendo una mezza battuta, che stando così le cose da allora in poi fossero dati a Donatelli e non a lui i testi di Toninelli, non mi pare niente di grave neppure questo. Circa la “frettolosità” di Ferri, bisognerebbe intendersi sul termine (ammesso e non concesso che Toninelli abbia mai usato l’aggettivo “frettoloso”): Gallieno apparteneva a una scuola e a una generazione di autori popolari abituati, negli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta a produrre una quantità di strisce inimmaginabile ai giorni nostri. Chiedo: era “frettoloso” Galep quando sfornava a getto continuo le vignette di Tex che vediamo ristampate nell’edizione anastatica oggi in edicola? E di contro, parlando invece di fumetti “d’autore”, è “frettoloso” il tratto di Ivo Milazzo? O quello di Hugo Pratt? Per me le pennellate del Maestro di Recco sono magia e sogno, frettolose o no che siano. E sono sempre stato fiero, onorato e grato per la collaborazione durata venticinque anni che ci ha uniti.

 

12 – Caro Moreno, ho letto di alcune ipotesi che sostengono che una nuova parte di “Brividi da Altrove” uscirà presto nell’edizione Zagor Più. Se non è un segreto, potresti dire se è vero? Se sì, vorrei cogliere l’occasione per chiederti: dato che il Museo di Philadelphia, che era il quartier generale della base “Altrove”, è stato raso al suolo l’ultima volta che l’abbiamo visto, le possibilità che venga ristrutturato sono quasi impossibili, date le sue condizioni dopo l’attacco di Hellingen. Vedremo quindi la base “Altrove” nella nuova location, magari in quella dei racconti di Martin Mystère e “Storie da Altrove”? Penso che un simile cambiamento non sarebbe negativo e che alcune novità sarebbero ben accette nella serie. Grazie!

È vero che su “Zagor Più” uscirà una antologia dei “Racconti di Darkwood” la cui “cornice” riguarda la Base di Altrove. Vi si accenna alla ristrutturazione del Museo che la ospita. Non sono previste altre location. Non mi pare così impossibile, del resto, ricostruire un edificio, per quanto raso al suolo.

 

13Ciao Moreno! Oltre a complimentarmi con lei per il suo lavoro come curatore di Zagor espandendone la serie con idee e nuove iniziative, volevo chiederle due cose, la prima se le Darkwood Novels godranno di una versione cartonata a colori come la precedente miniserie “Origini” mentre la seconda è se ci sarà una nuova miniserie altrettanto ambiziosa come le precedenti. Grazie e buon lavoro!

Vorrei saperlo anche io.

14 – Caro Moreno, pura avendo letto che, vuoi per motivi di denaro, per volontà dell’autore o anche dello spazio per poter pubblicare le varie storie, la cosa potrebbe essere problematica, credi che artisti come Zerocalcare, che considero un genio, Alfonso Font, che col suo stile caricaturale vedrei a suo agio con Cico, e Roberto Diso, che in quanto a foreste deve saperne qualcosa, possano ambire a realizzare una storia per Zagor? Tu come li vedresti?

Cico non ha tratti caricaturali ma realistici (il fatto che sia un personaggio umoristico non significa che debba essere disegnato come se fosse un character da cartoon). Il talento comico di Ferri consisteva proprio nel far recitare in maniera esilarante un “attore” in grado di cambiare registro senza mutare aspetto. Il “Zagor contro il Vampiro” Cico resta Cico sia nelle scene drammatiche che in quelle da commedia, cambia solo la recitazione. Quindi per disegnare il messicano non servono disegnatori dal tratto caricaturale, ma illustratori realistici abili nel far recitare i personaggi e nell’interpretarli durante le gags. Ciò detto, reputo anch’io Zerocalcare un genio nel suo genere, e potrebbe senza dubbio dedicare a Cico un omaggio, ma il suo genere resta un altro. Alfonso Font invece sarebbe adatto per disegnare Zagor. Roberto Diso l’ha già fatto: una sua storia zagoriana uscirà il prossimo anno.

15 – Ciao! Forse è già in cantiere, ma ci verrà mai narrato come il capito Humboldt abbia trovato e arruolato sulla “Golden Baby” Tawar e gli altri marinai? Sappiamo che ha comprato la baleniera dopo l’avventura con Hellingen e nella successiva contro i vichinghi i comprimari fissi erano già tutti presenti. Sarebbe interessante sapere quando e come i vari componenti sono arrivati. Grazie per la disponibilità! Saluti da Matteo.

È sicuramente un buon consiglio per una storia e forse per più di una.

16 – Caro Moreno, ho una domanda che mi frulla in testa da un po’. Tex è un ranger, quindi ha uno stipendio. Dylan Dog viene pagato dai suoi clienti. Zagor da dove prende i suoi soldi?

In realtà lo si é spiegato in più di una occasione, per esempio in “Zagor il ribelle” e in “Tragedia a Silver Town”, dove lo si vede andare in banca a cambiare in dollari delle piccole pepite da lui trovate in qualche torrente di sua conoscenza.

17 – Roger Hodgson? Ma Moreno è un fan dei Supertramp o si tratta di una coincidenza?

Si tratta di una coincidenza. Ma mi piacciono anche i Supertramp (non ricordavo però il nome del musicista omonimo).

18 – Ciao Moreno, e ciao Baltorr! Possiamo sapere che fine ha fatto “L’enciclopedia Zagoriana” (era chiamata così, almeno provvisoriamente)? Uscirà nel 2022?

Credo di aver risposto più volte e in varie sedi a questa domanda (compresa lo spazio su cui sto rispondendo, di nuovo, anche adesso). Il progetto si è rivelato più complesso e impegnativo del previsto, le cose bisogna cercare di farle bene ed è meglio aspettare i tempi giusti anche in ragione di un affollato calendario di uscite librarie della Bonelli. Gli autori che hanno cominciato a lavorarci si sono rivelati numericamente insufficienti rispetto alla mole dell’opera che necessita chiaramente di uno staff più ampio. Per cui il progetto va avanti ma servirà almeno un altro anno.

19 – Caro Moreno, ha mai dovuto sollecitare qualche disegnatore troppo lento che non stava rispettando le scadenze? Può raccontarci qualche aneddoto in particolare?

Mi è capitato molto spesso. Ci sono stati casi in cui abbiamo temuto di non poter uscire in edicola in tempo per i ritardi nella consegna delle ultime tavole. In alcuni casi una certa storia è stata finita da un altro autore giunto a dar man forte al primo. Meglio non raccontare aneddoti e non fare nomi, però. 

20 – Caro Moreno, in “Una Cascata di Diamanti” James Bond affronta due killers spietati di nome Mr. Wint e Mr. Kidd, interpretati rispettivamente da Bruce Glover e Putter Smith. Il loro è un rapporto “ambiguo”, ma risultano freddi e sanno il loro “mestiere”. Credi possibile ad una sorta di duo, che non diventino macchiette, ma che possano scherzare fra di loro con un sottile black humour e che risultino capaci di dare del filo da torcere a Zagor, a prescindere dalla motivazione che li spinge ad agire così e per conto di chi?

Per uno sceneggiatore in grado di fare bene il suo lavoro tutto è possibile. Peraltro il primo compito di uno sceneggiatore zagoriano è creare avversari capaci di dare filo da torcere a Zagor. Che si tratti di un duo con le caratteristiche descritte nella domanda potrebbe essere una sfida interessante e non banale.