lunedì 22 luglio 2013

Pomeriggio al WOW Spazio Fumetto (20.07.2013)



Sabato pomeriggio sono andato a visitare per la prima volta con la mia famiglia il WOW Spazio Fumetto, Museo del Fumetto, dell'Illustrazione e dell'Immagine Animata, in Viale Campania 12 a Milano.

La mostra che si può visitare in questo periodo è intitolata "Belgio, il Regno del Fumetto... dai Puffi a Luky Luke, da Tintin a Marsupilami, da Spirù a Comanche...".

Ecco a voi il rèportage.

L'ingresso del Museo







Il Bookshop e la Sala Conferenze





La Biblioteca











La Mostra




























E per concludere... il Gotham Café!



mercoledì 17 luglio 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Hakaram lo spietato (ZCSC75)



Il settantacinquesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro l'uomo eterno, nonché la prima parte della storia “Una notte movimentata”.


UNA NOTTE MOVIMENTATA (I tagliatori di teste)

A Darkwood un misterioso individuo chiamato Hakaram fa uccidere e decapitare diversi pellerossa e ciò rischia di scatenare una guerra con i bianchi. Infatti il nuovo sakem dei Wyandot, il fiero Akenat, concede a Zagor una settimana di tempo per fermare le uccisioni; in caso contrario è pronto a disseppellire l’ascia di guerra.
Zagor tenta di risolvere il problema dapprima per vie “ufficiali”, cioè chiedendo l’intervento delle autorità militari; ricevuto un rifiuto a causa delle conoscenze altolocate di Hakaram, decide allora di intervenire personalmente.
Introdottosi nel lugubre covo dell’avversario, Il Passo della Morte Rossa, Zagor viene catturato da Hakaram, che gli rivela di odiare gli indiani per averne avuto la famiglia massacrata ed essere stato scalpato vivo. Rifattosi una vita in Amazzonia, Hakaram era poi tornato nel Nord America portando con sé due idios Jivaros, abili nel tagliare e rimpicciolire le teste; fatto costruire un mausoleo per la famiglia trucidata, Hakaram vi depone le teste rimpicciolite dei pellerossa che fa uccidere per vendetta.
Zagor viene salvato da Akenat e i suoi Wyandot, che attaccano il covo del nemico; Hakaram fugge nella foresta ma viene fermato da Zagor con un trucco “soprannaturale” ed ucciso da Akenat.

Seconda avventura zagoriana scritta da Sclavi.
Qui troviamo un macabro villain che riunisce in sé le caratteristiche e il destino di due altri grandi avversari zagoriani: l’Avvoltoio e il Re delle Aquile. Ma ciò non rende meno piacevole la lettura, che scorre ininterrotta fino alla fine.
Anche l’inserimento di un capo indiano come Akenat, che riprende un po’ le caratteristiche di Winter Snake (La marcia della disperazione), non stona. Anzi, il “citazionismo sclaviano”, che tanta fortuna avrà nelle storie di Dylan Dog, funziona a meraviglia anche qui. In un periodo di “sbandamento” della serie dopo l’abbandono di Nolitta, il richiamo alla mente dei lettori di tanti piacevoli ricordi e memorabili personaggi è una mossa azzeccatissima.
Un Donatelli in ottima forma realizza delle bellissime tavole, ricche di chiaroscuri (soprattutto nelle scene all’interno del mausoleo e nell’intrico della foresta).

mercoledì 10 luglio 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Il villaggio dei dannati (ZCSC74)



Il settantaquattresimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro il regno delle tenebre del Barone Rakosi, nonché la prima parte della storia “La taverna del lupo”.


LA TAVERNA DEL LUPO (L'uomo eterno)

Convocati ciascuno da false lettere, Zagor, Cico, Doc, Rochas e Chapman, si ritrovano a Yarmouth, nel Vermont. Nottetempo, i tre trappers, soggiogati da una volontà superiore, rapiscono Zagor e Cico e li caricano su di un carro, conducendoli ad un’ignota destinazione.
Zagor e Cico riescono a liberarsi e seguono di nascosto il carro condotto dai trappers. Giungono ad una grotta contornata da strani totem e vengono nuovamente catturati, questa volta dagli indiani Pequot, che li conducono al cospetto di Hegel von Axel, un alchimista di Norimberga che vuole impossessarsi di un oggetto radioattivo, il Calice di Hugbert, che può dare l’immortalità.
È stato lui a soggiogare i trappers e a far giungere in quel luogo Zagor, affinché quest’ultimo lo aiuti a recuperare il calice. L’oggetto si trova nella pericolosa Valle degli Spiriti ed è custodito da orribili creature. Sono state le radiazioni dell’oggetto a renderli così.
Grazie a Zagor, Von Axel riesce a impadronirsi del calice, ma il signore di Darkwood riesce a liberare i suoi amici e ad impedire che il rituale di von Axel giunga a compimento.
La montagna frana addosso all’alchimista e tutto finisce per il meglio.

Terza ed ultima avventura sceneggiata da Giorgio Pezzin, che richiama non poco le quest degli antichi cavalieri medievali. Peccato che nella sceneggiatura non tutto fili liscio, a partire dal fatto che non si capisce perché von Axel avesse bisogno proprio di Zagor per recuperare il calice!
I disegni grotteschi di Gamba non aiutano certamente a risollevare le sorti negative di questa storia.
       Un ultimo appunto: nell’archivio segreto di Via Buonarroti 38 giace un’ultima storia sceneggiata da Giorgio Pezzin ed illustrata da Pini Segna, Il re di Cuenca Verde, mai pubblicata.
Riusciranno un giorno i true believers zagoriani a leggerla?
Ai posteri l’ardua sentenza…

mercoledì 3 luglio 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: La notte del vampiro (ZCSC73)



Il settantatreesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro il folle Basileus, nonché la prima parte della storia “Il popolo della notte”.

  
IL POPOLO DELLA NOTTE

        A Starbuck, un paesino vicino alla foresta di Darkwood, Cico incontra un misterioso individuo che gli offre due collane (una per lui e una per Zagor), in grado, a suo dire, di tenerlo sempre fuori dai guai. Però, perché funzionino, ha bisogno di una goccia del loro sangue.
Costui è, in realtà, lo zingaro Molnar che, con il suo compagno Bator, è al servizio del vampiro Bela Rakosi. Sopravvissuti al precedente scontro con Zagor, i due zingari hanno bisogno di una goccia del sangue del nostro eroe per far risuscitare il loro padrone, e riescono a procurasela dall’ingenuo Cico.
Quindi Molnar ferisce a morte Bator, per rimanere l’unico a potersi avvantaggiare della risurrezione del vampiro; ma Bator, prima di morire, riesce a svelare le intenzioni di Molnar a Zagor stesso, che, pertanto, con Cico si dirige alla volta di Fairmont per rintracciare il Dott. Metrevelic, colui che li aveva aiutati nel precedente scontro con Rakosi.
Dopo aver fatto rinsavire il dottore (ossessionato dai vampiri), con lui si dirigono a Bergville, il villaggio dove Albert Parkman (salvato anni prima dal vampiro) e Aline Metrevelic sono andati a vivere dopo il loro matrimonio.
È proprio in una grotta fra i monti sopra Bergville che in una notte di eclisse lunare il vampiro torna in vita: il suo scopo è vampirizzare Aline per renderla sua sposa ed assoggettare al suo volere prima gli abitanti di Bergville e poi tutta la regione.
Infatti quando Zagor, Cico e Metrevelic giungono a Bergville, il villaggio è ormai sotto l’influenza vampirica del barone e Aline è stata rapita da Rakosi.
Molnar, che intendeva sfruttare i poteri del suo padrone per impadronirsi delle ricchezze del villaggio, viene ucciso dal vampiro che gli spezza la schiena!
I nostri eroi riescono a sconfiggere gli schiavi del vampiro, ma ormai sembra troppo tardi. Rakosi sta per trasformare Aline in una non-morta come lui. Se tutto va come l’orrenda creatura ha previsto, la sventurata ragazza diventerà la sua sposa-vampira!
Grazie al piccolo Josif, scampato alla vampirizzazione, Zagor viene guidato al rifugio del vampiro e si scontra con lui. Mentre sembra avere la peggio, arriva Albert Parkman che colpisce al cuore il vampiro con un paletto di frassino: Rakosi cade in un vorticoso torrente e scompare alla vista. Gli abitanti di Bergville tornano finalmente alla normalità.


 Con questa storia, Alfredo Castelli riesce a scrivere forse il miglior sequel post-nolittiano.
          Bella e funzionale la gag iniziale di Cico che deve procurarsi il sangue di Zagor e quella finale con lo “spaventacico”; da brivido le varie scene che vedono coinvolto il vampiro (la risurrezione, la trasformazione in pipistrello, l’uccisione di Molnar). Le tavole di Ferri sono portentose e rendono alla perfezione l’atmosfera lugubre che aleggia su tutta l’avventura.
Tuttavia, sono da segnalare alcune incongruenze: Bator è reso graficamente diverso rispetto a come era in Zagor contro il vampiro; nella precedente avventura, Zagor e Cico non erano conosciuti con i loro veri nomi dagli altri personaggi, e se può essere che al termine di Alba tragica li avessero poi rivelati a Metrevelic, Aline e Parkman, sicuramente non li potevano conoscere il vampiro e gli zingari!
Tutto sommato, comunque, siamo di fronte ad una delle migliori storie zagoriane scritte immediatamente dopo l’abbandono della serie da parte di Nolitta.