mercoledì 2 ottobre 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Paranormus! (ZCSC86)


L'ottantaseiesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor con il duplice ritorno di Satko e Timber Bill, la storia completa "Un uomo nella notte", nonché le prime pagine della storia “Duello ai Grandi Laghi.


COLPO SU COLPO

Zagor e Cico tornano in Georgia, a Cookeville, chiamati in aiuto dal loro vecchio amico Satko (che è diventato avvocato, ha sposato Linda e ha un figlio, Skipper). Wertmann, un losco affarista, sta facendo disboscare la foresta che i Cherokee utilizzano come loro sostentamento.
Anche se Satko è un avvocato, nulla ha potuto fare percorrendo le vie legali ed è persino stato oggetto di un attentato. Zagor allora interviene, e scopre che alle dipendenze di Wertmann c’è il suo vecchio nemico Timber Bill, per cui non gli resta che passare alle maniere forti.
Ma Timber Bill riesce a farlo arrestare e processare: la galera gli viene però risparmiata dalle abilità forensi di Satko. Zagor torna a mettere in atto una serie di agguati e sabotaggi, finché i taglialegna e gli sgherri di Wertamm decidono di andarsene. Inseguendo un fuggitivo Timber Bill, Zagor scopre che dietro al disboscamento si cela in realtà Coulder, il giudice di Cookeville, che mira a scacciare i Cherokee per sfruttare una miniera d’argento nel loro territorio.
Caulder uccide Timber Bill ma viene catturato ed assicurato alla giustizia da Zagor.

Con questa sceneggiatura, di livello inferiore alle sue precedenti, Toninelli affronta il tema dell’ecologia e lo fa recuperando ancora una volta due comprimari del passato: l’avvocato Cherokee Satko e un avversario “minore” come Timber Bill.
Buona l’idea di presentare Satko come un personaggio che nel frattempo è “cresciuto” (è diventato avvocato, si è sposato, ha un figlio). Tuttavia, la storia annoia un po’, ricca com’è di deja vu e con una componente umoristica decisamente ridotta.
Sarà perché i due comprimari non hanno mai riscosso le mie simpatie nemmeno nelle loro prime apparizioni, ma il mio giudizio su questa avventura non va oltre il semplice “buono”.

                                                                                   * * *


IL PROFETA

Il lugubre Paranormus si aggira per la foresta di Darkwood predicendo sventure e catastrofi che puntualmente si avverano. Molti abitanti di Darkwood se ne vanno impauriti e Zagor, che vuole convincere le tribù a rimanere, cade in disgrazia ai loro occhi, colpito egli stesso dalle maledizioni del Profeta.
Cico riesce a scoprire che, in realtà, Paranormus è un ciarlatano al soldo del losco mister Diamond, che vuole spopolare Darkwood per acquistarla dal Governo per pochi soldi. Zagor, allora, inscena una sua morte e risurrezione che sconvolgono la mente di Paranormus e cattura Diamond facendolo confessare davanti alle tribù, che lo “giustiziano”.

Questa storia di Tiziano Sclavi e Pini Segna è un evidente “ripescaggio”, utilizzato come tappabuchi (fill-in, direbbero gli americani) all’interno della serie. La storia è decisamente al di sotto della media: l’idea iniziale potrebbe essere buona (un lugubre e inquietante personaggio che predice sventure che poi si avverano) ma, poi, il tutto si risolve nel solito affarista che vuole scacciare gli indiani dalle loro terre per sfruttarle (guarda caso era il tema portante anche della storia precedente)...
Pini Segna è qui alla sua ultima fatica sulle pagine di Zagor.

mercoledì 25 settembre 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Un gioco pericoloso (ZCSC85)




               L'ottantacinquesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro Skull il mutante, nonché la prima parte della storia “Il ritorno di Satko”.


L’AGGUATO DEL MUTANTE

  A Trout Falls, Zagor e Cico incontrano il professor Donald Blaine, che intende catturare un criminale di nome Colin Randall, soprannominato Skull. Questi è un mutante, dotato di un secondo cervello che gli conferisce il potere di leggere le menti altrui e, all’occasione, di sconvolgerle.
          Ad affiancare Blaine c’è il bounty killer Mc Ginley, che utilizza metodi non proprio ortodossi per raggiungere i suoi scopi. Zagor si scontra con lo stesso Skull che, grazie ai suoi poteri, riesce a prevalere, riducendo Mc Ginley ad un vegetale ma risparmiando lo Spirito con la Scure per avergli salvato la vita impedendo a Mc Ginley di sparargli a tradimento.
Allora Zagor e Blaine architettano un nuovo piano per catturare Skull: fingendosi dei criminali, assoldano due delinquenti di mezza tacca e rapinano la banca dove il mutante ha depositato il frutto delle sue rapine, lasciando una traccia che consenta a Skull di scovarli nel loro improvvisato rifugio.
La trappola funziona. Zagor affronta di nuovo il mutante e con la sua forza di volontà lo mette fuori combattimento. Poiché il professor Blaine ha scoperto che il legno rende i poteri di Skull inefficaci, al mutante viene messo un elmetto di quel materiale che gli impedisce così di nuocere.

Con il personaggio di Skull, Toninelli ha creato a mio parere il suo migliore avversario zagoriano; avversario dalla personalità complessa: non un “cattivo” a tutto tondo ma un essere tormentato, leale nei confronti dei propri alleati e dotato di un proprio senso dell’onore. Anche gli altri personaggi di contorno sono ben delineati: il professor Blaine, Mc Ginley, Harpo e Spencer (i due delinquentelli).
La trama è ben strutturata, anche se a tratti discontinua, nella quale a momenti di grande tensione fanno da contraltare altri più leggeri ed esilaranti, orchestrando anche una bella gag di Cico con l’amico di sempre Trampy.
I disegni di Bignotti sono molto belli e riescono a rendere in maniera graficamente eccellente soprattutto il personaggio del mutante.

giovedì 19 settembre 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: La mente che uccide (ZCSC84)

          
            L'ottantaquattresimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro il misterioso assassino di Darkwood, nonché la prima parte della storia “L'agguato del mutante”. 

Nonostante il titolo e la cover di questo volume si riferiscono alla seconda storia, noi qui parleremo della prima...
   

 

L’ASSASSINO DI DARKWOOD

 Tawar, il vecchio stregone dei Tunican che aveva affiancato il nostro eroe in alcune passate avventure, invia presso Zagor una delegazione di indiani della sua tribù per invitarlo ad un grande raduno di tutti gli uomini della medicina di Darkwood.
Durante il viaggio, uno dei pellerossa viene misteriosamente assassinato e l’unica persona a trovarsi sul luogo del delitto è proprio Zagor; la stessa cosa succede quando il gruppo si trova a poca distanza dal villaggio dei Tunican; quindi anche lo stregone degli Honiasont muore in circostanze misteriose davanti dalla tenda di Zagor.
Tutti gli indiani, compreso il buon Tawar, si convincono allora che Zagor sia posseduto da uno spirito malvagio e lo costringono alla fuga. Tawar si ritira a meditare presso il villaggio sommerso già luogo degli avvenimenti narrati nell’albo gigante La furia di Zagor e lì scopre una traccia dei veri assassini; purtroppo, non appena riesce a comunicare la cosa a Zagor, una pallottola misteriosa lo uccide!
Lo Spirito con la Scure, allora, si reca a sua volta presso il villaggio sommerso e lì viene catturato da quattro killer senza nome (il Capo, il Grosso, il Nano e l’Indiano) che  hanno commesso i loro assassini servendosi di speciali coperte che li mimetizzano perfettamente col terreno circostante. I loro mandanti, degli affaristi senza scrupoli, li hanno inviati per mettere Zagor in cattiva luce, farlo uccidere dai Tunican, far scoppiare una guerra e allontanare i bianchi da quelle terre per poi impadronirsene. Zagor, tuttavia, sbaraglia i suoi nemici e fornisce ai pellerossa la prova della sua innocenza.

         Dopo Bignotti e Ferri, in questa sua terza storia Toninelli viene affiancato dal terzo grande disegnatore zagoriano dell’epoca: Donatelli.
L’avventura è veramente intrigante e ben architettata. Parte con una trama gialla ed inquietante, per poi svilupparsi in un crescendo di colpi di scena: il lettore, per alcuni momenti, è portato a credere che il colpevole degli omicidi possa essere davvero Zagor (magari sotto qualche strano influsso ipnotico). Anche qui, come nell’avventura precedente, Zagor è mostrato come un personaggio “eccezionale”, capace di combattere e vincere “solo contro tutti”. Inoltre, la morte di un comprimario storico come Tawar, per quanto possa dispiacere, è un vero atto di coraggio da parte dello sceneggiatore, che non teme di dare delle forti “scosse” ai suoi lettori.
Un ultimo appunto: chissà se l'idea delle coperte mimetiche è stata ispirata dai “mantelli elfici” che la regina Galadriel dona ai membri della Compagnia dell’Anello nel romanzo Il Signore degli Anelli...

venerdì 13 settembre 2013

Il Segno di Zagor - Volume 1




Avevo già dato notizia (qui) di questa iniziativa della redazione di SCLS Magazine intesa a concludere in modo adeguato la celebrazione dei 50 anni di storia editoriale di Zagor.

Trattasi di un portfolio diviso in due volumi cronologici che intende dare lustro a tutti coloro che hanno disegnato le avventure di Zagor nei suoi primi 50 anni di vita, e contiene le riproduzioni di tavole in formato originale. L'insieme dei due volumi consentirà, quindi, di disporre di una fantastica raccolta di tutti i disegnatori zagoriani.

Per motivi puramente redazionali, a giugno era stato pubblicato il volume 2; nel prossimo mese di ottobre sarà disponibile il volume 1, che tratterà i disegnatori dello Spirito con la Scure dagli esordi fino al 1995. Vedremo così il lavoro di Ferri, Chiomenti, Cubbino, Bignotti, Donatelli e via di seguito fino all'esordio di Raffaele Della Monica.

La pubblicazione si avvale di una copertina inedita, disegnata appositamente dal maestro Gallieno Ferri, che in questo primo volume beneficia di una diversa colorazione, più "classica", a sottolineare come si faccia riferimento alle fasi iniziali del fumetto. A corredo del tutto vi è anche un numero speciale della rivista SCLS Magazine, specificamente dedicato al volume, con schede dedicate a ciascun disegnatore e alla storia da cui è tratta la tavola originale utilizzata, nonché un'introduzione di Moreno Burattini e un articolo di Mauro Boselli.

Il prezzo di ciascun volume - contenente 17 stampe di tavole e lo speciale della rivista, composto da un numero di pagine decisamente maggiore rispetto al solito - è di 70 euro a copia.

I promotori dell'iniziativa cercheranno di essere presenti al maggior numero di eventi fumettistici della nostra penisola per poter consegnare a mano il materiale ed evitare il più possibile spedizioni postali che ne potrebbero compromettere l’integrità e risultare altresì dispendiose.

I primi appuntamenti dovrebbero essere Bologna Comics (12 ottobre), il raduno del decennale del Forum SCLS a Palermo (18-19 ottobre), la fiera di Reggio Emilia (14-15 dicembre), per poi organizzare anche un appuntamento a Roma (durante il mese di novembre), e forse successivamente anche a Milano, in cui presentare l'opera con la partecipazione di qualche autore.

Per ulteriori informazioni:
sclsmagazine@gmail.com
tel. Francesco Pasquali 0864-72324 (Raiano - AQ)
tel. Stefano Bidetti 348-7681641 (Roma)

P.S.
Se può essere di incentivo per l'acquisto, i lettori del mio blog sappiano che alcune delle schede a commento di questo portfolio sono state realizzate dal sottoscritto... ;-)

mercoledì 11 settembre 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Zagor all'attacco (ZCSC83)



L'ottantatreesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro il redivivo One Eyed Jack, nonché le prime pagine della storia “L'assassino di Darkwood”.


LA MINIERA INSANGUINATA

I fraticelli Serafino e Gelsomino (vedi l’episodio Zagor attacca) si fanno condurre a Darkwood da Icaro La Plume per chiedere nuovamente l’aiuto di Zagor, col risultato che la macchina volante del barone, il “coleottero meccanico”, si schianta sulla capanna nella palude!
I due frati informano lo Spirito con la Scure che una banda di criminali ha sequestrato le donne, gli anziani e i bambini di una tribù di indiani Abenaki, per costringere i guerrieri a lavorare per loro in una miniera d’oro.
I nostri eroi si mettono allora in viaggio ma, giunti sul posto, Zagor viene catturato e scopre che il responsabile di tutto è il suo vecchio nemico One Eyed Jack, affiancato dal bandito Slick e da un pellerossa chiamato il Pequot.
Con un abile colpo di mano, Zagor riesce a fuggire e, supportato da un gruppo di indiani Passamaquoddy guidati dal prode Otter Tail, riesce a liberare gli Abenaki e a distruggere la banda degli avversari.
One Eyed Jack, Slick e il Pequot cercano di fuggire ma vengono affrontati e uccisi (almeno apparentemente, visto che almeno il Pequot avrà occasione di ritornare!) da Zagor e da Otter Tail. L’oro estratto dalla miniera, il cui filone si è ormai esaurito, servirà per sfamare i pellerossa della zona.


          Seconda sceneggiatura di Toninelli, questa volta coadiuvato dai disegni di Ferri.
L’avventura è piacevole a leggersi e il recupero di personaggi nolittiani di vecchia data, quali Icaro La Plume, OEJ e i due fraticelli, risulta pienamente azzeccato. La figura di Zagor è ben definita, con quell’aura di invincibilità e “immortalità” che tanto era cara a Nolitta; anche Cico, e la componente umoristica in genere, sono ben sfruttati. Molto interessante il nuovo personaggio del Pequot (che, non a caso, verrà riutilizzato in futuro) nonché il comprimario Otter Tail.
Peccato solo per la morte (ma sarà vero?) di un villain minore ma ottimamente tratteggiato quale One Eyed Jack.

mercoledì 4 settembre 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Un mondo perduto (ZCSC82)



         L'ottantaduesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor con il popolo delle caverne, nonché l'inizio della storia “Un'impresa disperata”.

 

IL POPOLO DELLE CAVERNE

 Nella parte più remota di Darkwood, l’Inaccesible Point, un terremoto causa l’apertura di una voragine dalla quale scaturiscono mostruosi animali e repellenti ominidi, che rapiscono gli indiani della foresta.
Zagor e Cico si calano nella spaccatura per cercarli e scoprono uno strano, affascinante, terribile e crudele mondo sotterraneo popolato da mostri giganteschi e da due razze di violenti ominidi: i Wachos e i Sikkim, loro schiavi.
Degli indiani rapiti soltanto il giovane Kainaka si è salvato: gli altri sono stati tutti uccisi da un mostro a tre teste, o divorati dall’enorme ragno Hito. E Zagor si trova a dover affrontare entrambe le orripilanti creature! Riuscito a fuggire dal mondo sotterraneo insieme a Cico e a Kainaka, Zagor riesce a richiudere la voragine con l’aiuto dei fulmini di un temporale e tutto il mondo sotterraneo viene distrutto da un nuovo terremoto.


Ultima storia sceneggiata da Decio Canzio, probabilmente scritta già tempo addietro e recuperata per l’occasione. D’ora in avanti il braccio destro di Sergio Bonelli si dedicherà “solamente” all’attività di supervisore della saga zagoriana.
Per questa avventura Canzio si è probabilmente ispirato al romanzo di Jules Verne “Viaggio al centro della Terra”, ma vi sono anche echi del ciclo di “Pellucidar” di Edgar Rice Burroughs.
         V’è da dire che la storia non è delle più memorabili, anzi! Se devo essere sincero, all’epoca dell’acquisto dell’albo gigante, per qualche momento ho anche accarezzato l’idea di abbandonare la serie... ma solo per qualche momento…

mercoledì 28 agosto 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Il "Tessitore" (ZCSC81)



L'ottantunesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro il Tessitore, nonché le prime pagine della storia “Terremoto a Darkwood”.


IL GRANDE COMPLOTTO

Zagor e Cico si imbattono in Mycroft, un agente del servizio segreto britannico che muore sotto i loro occhi dopo aver rivelato che il Tessitore, un misterioso criminale giunto dall’Europa, ha intenzione di impadronirsi del potere assoluto in America sfruttando i suoi agganci a livello politico ed economico, utilizzando come sicari dei guerrieri Ninja. È stato proprio uno di questi ad “applicare” a Mycroft il cosiddetto palmo vibrante, un colpo segreto che uccide a distanza di tempo.
In seguito, Cico e Zagor si scontrano con alcuni evasi dal carcere di New York, arruolati proprio dal Tessitore, e con gli invincibili guerrieri ninja, che colpiscono Zagor con la “morte che giunge dopo”,  il palmo vibrante: possono passare giorni, o settimane, ma lo Spirito con la Scure è destinato prima o poi a morire, tra atroci tormenti...
Accordatisi con il colonnello Claymoore, Zagor e Cico si fanno rinchiudere nel carcere newyorkese di Fort Concrete, detto “la Porta dell’Inferno”, dove il Tessitore recluta i suoi uomini e la vita è durissima. Aiutati a evadere da un uomo dell’organizzazione criminale, i nostri eroi vengono sottoposti a terribili prove per essere ammessi a farne parte!
Un tale Smith conduce Zagor e Cico al cospetto del Tessitore (un misterioso individuo incappucciato) che commissiona loro un attentato dinamitardo. Zagor, però, riesce a distruggere il covo del nemico e ad uccidere i suoi ninja (tra cui quello che lo aveva colpito col palmo vibrante, eliminandone così gli effetti letali).
Il Tessitore riesce a fuggire (scopriamo che in realtà era proprio l’anonimo Smith) ma i suoi piani di conquista sono per il momento debellati.


Un storia veramente bella... nonostante Zagor utilizzi troppo il cavallo (anziché andare come sua abitudine a piedi) e nonostante una grossa (a mio parere) incongruenza nella sceneggiatura di Alfredo Castelli: non mi sembra plausibile che Zagor risulti essere un perfetto sconosciuto in un villaggio a sole 10 miglia dalla Foresta di Darkwood!!!
Davvero angosciante per me, lettore dell’epoca, cercare di vedere come Zagor si sarebbe liberato della “maledizione” del palmo vibrante....
Splendide le tavole di Donatelli!!!

mercoledì 21 agosto 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Fuorilegge! (ZCSC80)




           L'ottantesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro Bimbo Sullivan, nonché la prima parte della storia “Il grande complotto.


UNO STRANO FUORILEGGE

Dopo aver incontrato un misterioso individuo, Cico litiga con Zagor e si allontana dalla capanna nella palude lasciando un messaggio all’amico: è stanco della vita di pericoli che conduce e dei rimproveri di Zagor e ha deciso di costruire il proprio futuro altrove, da solo!
Zagor è assalito dai sensi di colpa ed è triste per la decisione dell’amico, ma decide di rispettarla.
Un mese dopo, tuttavia, riceve una notizia ancora più sconvolgente: il messicano, insieme a un misterioso complice con la barba, si è messo a rapinare banche!
Zagor si mette allora sulle loro tracce, ma quando li raggiunge il nuovo socio di Cico lo riduce a mal partito; lo salva un simpatico trapper chiamato Little Owl, che decide di aiutarlo nel proseguire la ricerca dell’amico perduto.
Con il suo aiuto, Zagor riesce a catturare un irriconoscibile Cico e a sconfiggere l’uomo barbuto, che altri non è che il suo vecchio nemico Bimbo Sullivan che è riuscito a drogare il messicano per condurlo sulla via del crimine e così vendicarsi del suo storico avversario. In preda all’ira, Zagor sta per strangolare Bimbo Sullivan quando interviene Cico che, rinsavito, lo ferma prima che commetta l’omicidio. I due amici si sono finalmente ritrovati!


         Esordio alla sceneggiatura di Marcello Toninelli, che si fregerà del titolo di “erede di Nolitta” per tutti gli anni '80.
       Questa sua prima storia non è affatto male, così come buone saranno le successive sceneggiature per almeno un’altro anno e mezzo/due; poi verrà il lento declino, con un’alternanza tra buone e cattive storie, fino all’abbandono definitivo del personaggio da parte di questo autore.
In questa avventura è da notarsi in positivo l’approfondimento psicologico del rapporto tra Zagor e Cico: quando Cico se ne va, Zagor entra visibilmente in crisi, diventa irascibile ed intrattabile e solo con il ritorno di Cico anche lui tornerà ad essere quello di sempre, tanto i due sono ormai legati da solida ed inattaccabile amicizia. Non a caso, colui che riporta Zagor alla ragione, impedendogli di strangolare Bimbo Sullivan, è proprio Cico!
Altro elemento positivo sono i richiami alle storie passate (quelle con Bimbo Sullivan, l'Inferno dei Vivi, Zagor Story) e la creazione del simpatico trapper Little Owl.
Da segnalare anche il ritorno ai disegni, dopo diverso tempo, del compianto Franco Bignotti, il cui tratto si è ulteriormente raffinato dopo essere stato ad illustrare Mister No e Martin Mistère.
Tutto sommato, quindi, una storia più che buona.

mercoledì 14 agosto 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Dietro la maschera (ZCSC79)




Il settantanovesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro Devil Mask, nonché la prima parte della storia “Cico fantasma.


DEVIL MASK

Devil Mask, stregone e capo degli Huron con il volto coperto da una maschera diabolica, vuole scatenare una guerra contro i bianchi, e a tal fine traffica in armi e whisky con alcuni rinnegati. Zagor si reca presso la tribù di Devil Mask, lo affronta e lo sconfigge. Costui, umiliato, si getta nei gorghi di un fiume promettendo di ritornare dalla morte a perseguitare lo Spirito con la Scure.
Gli Huron sono adesso pacificati e il loro nuovo capo è il giovane Kamar. Ma chi forniva le armi ai ribelli? La pista seguita da Zagor lo porta a sospettare di Arthur Manning, il ricco proprietario della fabbrica d’armi di Zaneville. Si reca allora presso la sua fabbrica, ma viene catturato insieme a Cico. Entrambi vengono salvati dai soldati, la fabbrica esplode e nell’incendio perisce anche il figlio paralitico di Manning, James.
La questione sembra essersi definitivamente risolta, sennonché qualche tempo dopo Kamar chiama il Re di Darkwood e lo informa che un uomo è apparso dal nulla nella sua capanna ed ha ripreso la maschera del precedente capo degli Huron!
Devil Mask riappare e guida gli Huron all’assalto della capanna nella palude. Zagor e Cico escono fortunatamente vincitori dallo scontro e scoprono che il nuovo Devil Mask è, in realtà, James Manning, sopravvissuto all’incendio e fintosi per anni paralitico.
Prima di morire, egli rivela di essere figlio della sorella di Devil Mask e di Manning, che aveva ripudiato l’indiana per vergogna. Il ragazzo aveva così sviluppato un odio viscerale sia nei confronti dei bianchi che degli indiani (che gli avevano ucciso la madre) ed aveva operato nell’ombra insieme allo zio per scatenare la guerra. Con la sua morte non si sentirà più parlare di Devil Mask...

Ultima storia “regolare” scritta da Sclavi per la collana di Zagor (in futuro ne usciranno solo altre due: Il Profeta, un “recupero”, e la “saga” di Incubi) che passa quindi a dedicarsi ad alcune storie di Mister No e a Kerry il Trapper.
La storia pecca forse di scarsa continuità (per ben due volte sembra finita, per poi riprendere di nuovo) e il tentativo di dare spessore al personaggio del reietto James Manning non appare completamente riuscito. Anche la gestione del personaggio di Cico (mostrato come un ottimo combattente) è alquanto forzata; la figura di Zagor, invece, mi pare abbastanza in linea con i canoni della serie.
I disegni di Ferri sono sempre molto belli e l’atmosfera vagamente horror di questo episodio ne viene esaltata, così come nel precedente Il tesoro maledetto. Per vedere di nuovo insieme Sclavi e Ferri i lettori della serie gigante dovranno attendere ancora sei anni...

mercoledì 7 agosto 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Il tesoro della "Discovery" (ZCSC78)



Il settantottesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor con Lupo Solitario, la storia completa “Il tesoro maledetto”, nonché l'inizio della storia “Devil Mask”.


IL TESORO MALEDETTO

Nel Settecento, il comandante del galeone inglese Discovery trucidò l’equipaggio per impadronirsi di un carico d’oro. Ma il passaggio di una cometa vanificò il suo piano e la nave sparì misteriosamente.
Digging Bill ha scoperto il luogo dove si è inabissata e riesce a convincere Cico ad accompagnarlo. La nave e il suo tesoro fanno gola anche al professor Flecker che con i suoi uomini tenta di uccidere i suoi concorrenti. L’intervento di Zagor impedisce il peggio, ma Digging Bill accetta ingenuamente di allearsi con Flecker nella ricerca. Trovato il luogo dell’inabissamento, Flecker droga i suoi compagni per assistere da solo al nuovo passaggio della cometa che farà riemergere il galeone dalle acque.
Ma la leggenda dice che la cometa porterà anche un “orrore indicibile”!
Così succede! Flecker e Zagor (che non aveva bevuto il sonnifero) salgono a bordo e si ritrovano ad affrontare l’equipaggio dei marinai trucidati, tornati orribilmente in vita. Flecker viene ucciso e Zagor si salva grazie al fuoco che distrugge i morti viventi. Quando la cometa scompare, il galeone torna ad inabissarsi definitivamente...
          Con questa storia, sceneggiata da Tiziano Sclavi (anche se nell’edizione originale dell’albo veniva indicato come autore Guido Nolitta) e disegnata da Gallieno Ferri, viene degnamente festeggiato il 200° numero della serie.

L’avventura è avvincente e scorrevole, e non risente della brevità del numero unico in cui è relegata. Digging Bill è ben caratterizzato e i disegni di Ferri riescono a rendere benissimo l’idea dell’orrore indicibile causato dall’avvento dei morti viventi.
    Curiosamente, la storia è molto in linea con quelle che vedranno coinvolto il personaggio di Martin Mistère, il cui primo numero vedrà la luce nelle edicole il mese successivo, l’aprile 1982.