Amici zagoriani,
ecco a voi le……..
domande perdute!
Come spiegato nel
post precedente,
questa serie di
domande avrebbe dovuto essere
- cronologicamente
parlando - la n. 21.
È invece accaduto
che per qualche oscuro motivo
(gli agenti di
Altrove stanno indagando…)
il file spedito si
è “smarrito” nella rete
e il buon Moreno Burattini (che non finiremo
mai di ringraziare
per la sua disponibilità)
ha risposto alla
serie successiva (pubblicata il 05.10.2020)
“saltando”
incolpevolmente questa.
Ma poiché nulla
sfugge a questo superiore comando,
non appena
accortomi del fattaccio ho provveduto
a inviare nuovamente
il file a Moreno
e lui ha
prontamente dato risposta alle vostre domande!
Il tutto (d &
r) lo trovate qui sotto…
1 – Ciao. Vorrei chiedere a Moreno Burattini se in futuro si avrà
la possibilità di vedere all’opera su Zagor il disegnatore Corrado Roi. Grazie.
Corrado per
primo è venuto spontaneamente a consegnarsi, proponendosi (conosce benissimo
Zagor) ma pare sia indispensabile su altre testate.
2 – Caro Moreno, vedremo mai
Zagor alle prese con avventure ispirate ad alcuni dei libri di Stephen King
come “I sonnambuli”, “Cose preziose”, “The mangler” o “La creatura del cimitero”,
oppure “L’estate della paura” di Dan Simmons? Grazie.
Citi due
autori che sono mio personale olimpo, e alcuni loro libri che amo
particolarmente. Diciamo che sia King che Simmons hanno già offerto alcuni
spunti. Penso a “L’orribile maledizione” (Maxi Zagor n° 1, 2000), storia
debitrice verso “L’occhio del male”, e a “Non umani” (Zagor 613, 2016) dove
comprare lo Shrike, creatura aliena che ha turbato i sonni dei lettori della
saga di Hyperion. Riguardo ai “Sonnambuli” mi fa piacere ricordare come i gatti
siano i risolutori della vicenda ne “Il maleficio di Anulka” (Zagor Speciale n°
19, 2007). Sicuramente i due autori fanno parte degli ispiratori miei e di
altri sceneggiatori.

3 – Nella saga di Zagor è soprattutto Cico a fare da spalla comica,
oltre a diversi comprimari minori come Trampy, Drunky Duck, ecc. Cercando di
non renderlo eccessivamente comico, un ritorno fuori serie o nella serie
regolare di Jerome P.G. Belltower può venire preso in considerazione? Ripeto,
senza esagerare con la comicità, e magari avendolo di nuovo al fianco del
Messicano, anche se non si sono lasciati benissimo.
Sono
molto affezionato a Jerome P.G. Belltower, nel cui nome e cognome si nascondono
tre umoristi che mi hanno allietato la vita (Jerome Kapkla Jerome, Pelham Grenville
Wodehouse e Achille Campanile). Mi fa piacere la tua proposta. Ci penserò.
4 – Gentile Moreno, ha mai pensato ad una storia in comune che
vedrebbe protagonisti, o meglio comprimari di una storia più grande di loro, il
detective Bat Batterton ed il Conte di Lapalette?
Sarebbero
davvero una bella coppia. Per il momento accontentiamoci di vederli tornare
entrambi ma in due Color separati, che sono in via di realizzazione.
5 – Pur essendo stata utilizzata per permettere a Jonathan Clark di
finire in prigione, l’imbrogliona Madame Swarkoff, può venire ripresa per
future avventure a sé stanti?
Perché
no? Segnata in agenda.
6 – Caro Moreno, cosa ne penseresti di aggiungere nelle storie di
Zagor dei riferimenti a malattie genetiche al tempo alcune conosciute ed altre
senza una terminologia (Schizofrenia, Disturbo Bipolare, Sindrome di Down),
senza trasformare le storie in un trattato medico e mantenendo naturalmente il
totale rispetto verso chi ne soffre veramente?
E’ sempre
difficile trattare il tema della malattia, appunto perché lo “sfruttamento” del
malato come personaggio rischia di sembrare irrispettoso verso chi soffre
veramente di quel male. Tuttavia sono riuscito a farlo, spero in modo
convincente, con la lebbra (“L’isola dei lebbrosi” è lo Zagor n° 352, del 1994)
e con le deformazioni dei freaks (“Ombre nella foresta”, Zagor n° 533, del 2009). Si parla di malattia anche nel
caso dell’epidemia di malaria a Monrovia (“La terra della libertà”, Zagor n°
425 del 2000). Tu chiedi una storia ancora più delicata, su problematiche
psichiatriche o sulla Sindrome di Down, e la sfida è stimolante. Ci penserò.

7 – Caro Moreno, ti scrivo per chiedere se, dopo la storia
racchiusa nel Maxi “Brividi da Altrove” ed intitolata “Le radici del male”, sia
nei piani un sequel sempre scritto da Cavaletto
oppure dagli altri sceneggiatori che sono presenze fisse nella serie. Viene
infatti accennato che Altrove possa essere in procinto di andare a tastare di
persona il terreno riguardo agli eventi soprannaturali di quella mini-storia.
Per
realizzare un sequel occorrerebbe un soggetto che non ricalchi quel che si è
già visto ma lo sviluppi in modo nuovo e convincente, e c’è il problema di dove
collocare questo seguito, visto che se uscisse sulla serie regolare i lettori
della Zenith (più numerosi e non coincidenti con quelli del Maxi) potrebbero
non raccapezzarsi (in altre parole, il sequel dovrebbe comunque essere
leggibile autonomamente). Ignorando le grida di protesta dei fautori del
western puro a cui viene l’orticaria solo a sentir rammentare il nome
“Altrove”, vedo però nella tua proposta
uno spunto per un ritorno di Poe sulle pagine dello Spirito con la Scure
(ammesso che la storia del Maxi “Brividi da Altrove” non fosse appunto una
invenzione letteraria del buon Edgardo). Non c’è nessun progetto, per il
momento, ma ci possiamo pensare.

8 – Il personaggio di Danah della storia “Sacrificio Umano” del
Maxi “Brividi da Altrove” è stato in qualche modo ispirato da quello
interpretato da Danai Gurira in “The Walking Dead”?
A livello
grafico è proprio quello il modello che ho suggerito a Enzo Troiano. A me Danai Gurira piace moltissimo, da tutti i punti
di vista.

9 – Mi dispiace dover scrivere le seguenti righe, ma rileggendo la
storia con Brad Barron e Zagor, con possibile seguito a quanto ho capito dalle
tue risposte in questa rubrica, la cosa mi dispiacerebbe eccome. Sia chiaro che
accetto altri sceneggiatori e disegnatori provenienti da altri personaggi, e
che la mia opinione può non essere condivisa da altri, ma vederli nuovamente
insieme non mi stuzzicherebbe nell’acquisto di questo fumetto. Ho letto anche
di Dampyr, ma non è stata ancora realizzata la storia e quindi non posso far
altro che tacere di fronte ad una cosa non ancora letta. Sfortunatamente sono
rimasto deluso da questo Team-Up, ritenendolo ancora dopo tanto tempo
assolutamente non necessario una volta, figuriamoci due. Vorrei quindi chiedere
se sei davvero interessato personalmente, come curatore, o lo sia lo
sceneggiatore della prima storia, a riproporre un duo come il loro pur sapendo
di non andare incontro alle preferenze di qualcuno dei vostri lettori più
affezionati?
Non c’è
in progetto, per il momento, nessun nuovo team-up fra Zagor e Brad Barron.
Perciò, stiamo parlando del nulla. Tuttavia è vero che il finale dell’albo con
il loro primo incontro è aperto a ogni possibilità. Potrebbe persino accadere
che lo Spirito con la Scure debba affrontare da solo le creature dei Morb. Ma,
ripeto, per ora non se ne parla. Tuttavia, è sicuramente escluso che Brad
Barron entri a far parte dell’universo zagoriano come comprimario stabile o
ricorrente, perciò, nella peggiore delle ipotesi (peggiore dal tuo punto di
vista) potrebbe trattarsi di rivederlo in un altro Color o in uno Speciale di
qualche tipo. Niente di più. Considerando che è normale nel fumetto seriale
l’alternanza di storie che piacciono di più con altre che piacciono di meno,
non me ne farei una malattia. Basta ignorare quell’albo e aspettare il
successivo.
10 – Quando riusciremo a rivedere il Dottor Sand?
Mi
piacerebbe dire che accadrà presto, però ora non lo vedo all’orizzonte. Ma ho
in mente di dedicargli un Color, prima o poi.
11 – È possibile che alcune creature di Howenstein de “Il Sudario
Verde” possano essere sopravvissute ed ancora in libertà con possibile ritorno
in scena?
Possibilissimo.
Perché no?
12 – Gentile Moreno, ti chiedo se il duo Sedioli-Verni sia stato creato solo per necessità oppure perché hai
voluto provare una strada innovativa per due disegnatori che non avevano mai
avuto modo di lavorare in team in precedenza? Cosa ti ha spinto ad affiancare
proprio loro due? Quali sono le loro affinità?
Tutto è
nato quando Marco Verni ha chiesto
l’aiuto di Gianni per realizzare la
storia ambientata in Cile. Lo ha proposto lui, un po’ timoroso nel dover
raffigurare scenari diversi dal solito e cataclismi come terremoti e tsunami.
Li abbiamo fatti provare e si sono rivelati la coppia perfetta. Anche perché
vicini di casa. Quasi.
13 – Caro Moreno, hai mai avuto per la mente il modo
di far tornare Sharp, Shana e Josh de “Il Villaggio della Follia”? Anche solo
per far capire se la redenzione di lui sia stata totale.
Giro la domanda a Jacopo Rauch, a cui il curatore di
questo blog dovrebbe, prima o poi, fare una intervista o passargli i quesiti
dei lettori.
14 – Gentile Curatore della Serie Zagor, Le chiedo se possa essere
visto di nuovo in azione Pioggia Silente, della storia “Un Lord a Darkwood”.
In questo
caso ci sarebbe da interpellare Luigi
Mignacco, che sicuramente ci legge. Sono infatti del parere che chi ha
creato un personaggio abbia il diritto di prelazione per il ritorno.
15 – È previsto il ritorno di Preacher de “L’Angelo della Morte”?
Personaggio
interessante. Ma è di proprietà di Mauro
Boselli, serve il suo permesso (per mio scrupolo, per i motivi detti poco
sopra).
16 – Caro Moreno, avendoti letto parlare di Molok, mi chiedo se tu
non possegga già qualche idea a proposito di un suo rientro in scena.
Assolutamente
sì. Fermo restando che è già tornato, in qualche modo, in “Magia indiana”
(Zagor n° 500).
17 – Caro Moreno, ti scrivo per rammentarti di uno degli infiniti
personaggi passati fra le storie di Zagor. Mi riferisco a Margit Veszi di
“Giustizia Sommaria” e ti chiedo cosa ne pensi a proposito, se ti è piaciuta la
sua interpretazione grafica e se possa essere pronta per un ritorno dopo tanto,
tanto tempo da quando venne creata proprio dalla tua mente? Con l’avvicinamento
della trasferta europea, che possa ella apparire in Ungheria?
L’interpretazione
grafica di Roberto D’Arcangelo è
stata funzionale alla storia, breve e più psicologica che d’azione. Nella
trasferta europea Margit non ricompare, perciò se la rivedremo sarà a Darkwood.
Il problema è trovare una storia in linea con il personaggio (che sostanzialmente
è solo una donna con problemi di integrazione nel Paese dove è immigrata,
sradicata dalla sua terra), che non ripeta quanto si è già visto. Sono
contento, però, che qualcuno la ricordi. A me, “Giustizia sommaria” è sempre
piaciuta.
18 – Il maestro Ade Capone,
coadiuvato dagli splendidi disegni di Paolo
Bisi, ha lasciato in eredità “Il Ritorno dei Lupi Neri”. Come sceneggiatore
te la sentiresti di riprendere quella storia, con la copia dei progetti fatta e
nascosta, e con le armature ritrovate in fondo a dove c’è stata l’ultima
esplosione?
Solito
discorso: serve uno spunto che non tradisca le premesse ma che non ripeta le
situazioni già viste. Ade, però, si
merita di essere ricordato in ogni occasione e far rivivere i suoi personaggi è
sempre un buon modo.
19 – Caro Moreno, cosa ne penseresti di una storia con protagoniste
sia Blondie che Gambit?
Ne
penserei tutto il bene possibile.
20 – Nell’avventura “Tentacoli” il finale viene lasciato
leggermente aperto. Da questo spiraglio, potrebbe nascere un coinvolgimento di
Altrove a proposito dello scovare qualche parassita ancora in vita oppure la
presenza di un Padre, pensando che la Madre non potesse riprodursi da sola?
Altrove
deve indagare su un sacco di casi misteriosi, in effetti. Ripensando a
“Tentacoli” mi vengono in mente i figli piccoli di Marco Verni spaventati dai disegni del padre in cui comparivano i
vermi neri. Buono lo spunto. Vedremo.