mercoledì 12 maggio 2021

I sette vikinghi (Zagor Gigante 668/670)

 L’arrivo di Re Guthrum e dei suoi vichinghi mette a soqquadro Pleasant Point. Il simpatico sovrano di Nuova Vinland è a Darkwood per chiedere l’aiuto di Zagor. Lui e i suoi guerrieri sono sulle tracce di un pericoloso assassino fuggito verso la regione dei grandi laghi: Starkad, un vichingo rinnegato. Zagor e Cico si uniscono alla compagnia per risalire il Green River, verso nord.

Giunti sulle coste del Lago Huron, trovano ad attenderli una regione insanguinata dalle incursioni di una spietata banda di predoni. Starkad si è infatti messo alla testa dei famigerati Salteaux Wendigo, i guerrieri che hanno voltato le spalle alle leggi del Grande Spirito e vivono solo per le razzie e i massacri.

Cico, Re Guthrum e i suoi guerrieri cadono nelle mani di Starkad, che vuole sacrificarli a Fenrir, il dio in forma di lupo delle leggende norrene. Zagor si mette alla ricerca del covo dei predoni per liberare i suoi compagni prima che sia tardi, ma il giovane Alrek ha avuto una visione e lo avverte… Comunque vada, qualcuno, tra loro, non tornerà a casa!

L’avventura è bella ed avvincente.

Dopo un prologo in cui viene mostrato il grado di efferatezza alla quale può arrivare il villain contro cui Zagor dovrà scontrarsi, la storia si fa più scanzonata… una gag di Cico con il temporaneo (e nerboruto) sostituto di Drunky Duck e il goliardico incontro con re Guthrum e i suoi sei vichinghi, la cui presentazione richiama alla mente quella dei nani fatta da Gandalf a Bilbo ne “Lo Hobbit” di J.R.R. Tolkien.

Poi la narrazione diviene più seria e ricca di tragicità: Guthrum e i suoi sono alla ricerca di Starkad, un apprendista stregone rinnegato che ha lasciato la loro comunità dopo aver ucciso il suo maestro ed essersi dedicato a rituali proibiti e sanguinari. Non bastassero questi presupposti, il viaggio dei nostri eroi si rivela tutt’altro che tranquillo visto che devono difendersi da una banda di malfattori che li vogliono rapinare ed uccidere. Poveretti: non hanno idea delle persone con cui hanno a che fare!

Jacopo Rauch è bravo nel mantenere sempre alta la tensione della storia. Giunti a Fort McDonald, un nuovo scempio si para davanti agli occhi di Zagor, Cico e i vichinghi: la guarnigione è stata completamente massacrata dai Salteaux Wendigo, una spietata banda di predoni indiani che si scoprirà sono ora guidati proprio da Starkad. Dopo varie vicissitudini, con l’aiuto degli indiani Sauk (che, dapprima mostratisi amici, si riveleranno poi dei voltafaccia, salvo redimersi e schierarsi definitivamente al loro fianco), Zagor e i sette vichinghi non tardano ad arrivare alla resa dei conti finale con gli avversari.

C’è di tutto in questo racconto: lealtà, amicizia, tradimento, slanci eroici, orrore, sacrificio, insomma tutto ciò che è in grado di rendere davvero epica un’avventura zagoriana.

Lo stile della narrazione è molto “nolittiano”, fatto di lunghi passaggi descrittivi inframmezzati a scene di azione e combattimento, il tutto avvolto da un’atmosfera veramente inquietante. Inoltre, pur essendo un’avventura “corale”, Zagor risalta pur sempre come l’eroe principale e risolutivo della storia.

Molto interessante il nuovo nemico zagoriano, Starkad, raffigurato con le sembianze del personaggio di Loki dei film della Marvel, interpretato dall’attore Ton Hiddleston, che sicuramente tornerà in futuro visto che cade nel lago “semplicemente” colpito alla testa dalla scure di Zagor.

Commovente il finale, con il sacrificio del giovane Alrek e la sua pira funebre che si allontana sulle acque del lago.

I disegni del dinamico duo Gianni Sedioli & Marco Verni si riconfermano come i più “ferriani” di tutta la serie, salvo ancora delle incertezze nel rappresentare il volto di Zagor in alcune vignette… Comunque, promossi a pieni voti. Così come anche la storia nel suo complesso!

 


11 commenti:

  1. Condivido in pieno la disamina di Marco.
    Si tratta di una bella storia che non lascia spazio a cali di tensione e dove l'emozione e la piacevole sensazione di avere tra le mani un episodio del 1974 non abbandonano il lettore per un solo istante.
    Il modulo classico zagoriano trova ogni elemento puntualmente al suo posto, l'esoterismo è ben dosato senza eccessi grandguignoleschi, Guthrum e i suoi vikinchi non deludono tanto nella caratterizzazione grafica quanto negli aspetti comportamentali, Cico diverte ed è "in gamba" e non un povero idiota inutile come talvolta è stato ritratto in passato e a completamento dell'opera troviamo due grandi caratteri narrativi classici sublimati al meglio: le lunghe fasi descrittive dei paesaggi naturali con ampio utilizzo delle didascalie (purtroppo per lo più bandite nel fumetto "moderno") e la sequenza finale orientata alla commozione.
    Si legge d'un fiato e alla fine...lascia senza fiato!
    Lascia quel senso di attonita meraviglia senza il quale Zagor è un fumetto qualsiasi, magari buono per le esagerazioni grafiche da fumetteria, tutte immagine e niente (o poca) storia.
    Qui la storia c'è eccome!
    La speranza è che questo episodio felice sia l'inizio di una nuova fase convincente e appassionante dopo alcuni momenti d'ombra nel recente passato.

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  2. Bellissimo racconto che mi ha preso dall' inizio alla fine peccato per il personaggio di alrek lo avrei rivisto volentieri in altre avventure commovente proprio la migliore storia che ho letto nell' ultimo periodo complimenti agli autori

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    1. Grazie per il tuo intervento, "Sconosciuto".

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  3. Questi disegni mi ricordano il Torricelli prima maniera. Non Ferri.😅
    Massimo rispetto, ma se penso che una volta questa storia sarebbe stata data ad Andreucci tipo... come sono cambiati i tempi ed il target.

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    1. Io non sarei così tranchant sui disegni di Sedioli/Verni... Certo, Andreucci è un'altra cosa, ma anche poco ferriano... Io ci farei la firma su disegni sempre così!

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  4. Una storia d'altri tempi, anche se con un ritmo serrato poco Nolittiano. Nolitta infatti aveva creato un personaggio che, anche sbagliando, arrivava a capire poco alla volta qual era il suo ruolo nelle vicende. In questo caso era tutto troppo chiaro dall'inizio e privo di autentici colpi di scena (molto più vivace Tex alle prese con la strega della palude). La morte di Alrek era prevedibile. Personalmente avrei risolto la profezia con un'escamotage, ad esempio: Guthrum veniva ferito e il suo cuorw si fermava ma solo per alcuni istanti, riportato in vita dall'intervento di Alrek. Bravi Verni e Sedioli, anche se Ferri aveva un segno più fluido. Storia: 9, disegni: 8.

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  5. una domanda, ma è più una segnalazione, a Moreno Burattini: come mai nel preview Bao-Bonelli per Zagor (e per Tex) non ci sono le anticipazioni del mese come per gli altri fumetti? Mi spiego meglio: per esempio, nel Preview 67 che anticipa le uscite di luglio 2021, solo nella penultima pagina si parla dello Zagor mensile ed il riferimento è all'uscita di giugno non di luglio né si parla del numero bis che, a quanto ho trovato in rete, dovrebbe uscire in luglio. Ed è così ad ogni uscita dl Preview, si può fare in modo di risolvere questa questione che, ovviamente, dipende dai redattori del Preview? Cordiali saluti.

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    1. Ho inoltrato la segnalazione a Moreno

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    2. La risposta di Moreno è che il catalogo Preview segnala i volumi da libreria. Se non ci sono volumi da libreria di Zagor e di Tex, non li segnala (ci sono poi gli estremi degli albi da edicola distribuiti anche in fumetteria, ma vengono messi appunto in appendice)

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