Il numero 110, che troverete in edicola domani, contiene
la conclusione dell'avventura di Zagor
contro le trame del tenente Offord, nonché la prima parte della storia “La
vittima designata”.
GUERRA INDIANA
Cinque giorni. Questo è il limite massimo di
tempo concesso a Zagor per ritrovare Tee-Lah, il giovane figlio di Ugashar,
sakem dei Penobscot; altrimenti, scoppierà una guerra indiana. I Penobscot
sospettano che i responsabili del rapimento siano i Quapaw, loro nemici
storici, ma lo Spirito con la Scure è di diverso avviso.
Intanto,
nella foresta avvengono misteriosi attentati, a spese dei trapper e dei Cheraw
di Tishar: il rapimento di Tee-Lah è stato soltanto l’inizio di una catena di
delitti e di aggressioni. Qualcuno vuole infrangere la pace di Darkwood,
distruggendo il regno dello Spirito con la Scure!
Zagor, con
l’aiuto del trapper Rochas, scopre che il colpevole è il tenente Offord,
degradato anni prima a causa proprio di Zagor, e che ora cerca vendetta. Lo
Spirito con la Scure riesce ad uccidere l’avversario e a liberare Tee-Lah,
evitando all’ultimo momento la guerra indiana.
La storia in sé non è male, nel senso che la trama fila via senza
incongruenze, è ben raccontata, però si ha come l’impressione che sia piuttosto
anonima, senza pecche ma anche senza particolari guizzi narrativi.
La trama dei molteplici
problemi che scoppiano contemporaneamente a Darkwood, con Zagor e Cico che si
affannano a correre da una parte all’altra per risolverli, sembra quasi un
remake di Zagor Story (con Offord e il suo complice nelle vesti di
generatori di conflitti tra le tribù di Darkwood).
In realtà,
probabilmente, la storia è carente nella caratterizzazione dei comprimari,
incapaci di rimanere nell’immaginario dei lettori, e presenta uno Zagor che,
come spesso succede nelle storie di Toninelli, prende qualche pugno di troppo o
si fa sorprendere come un novellino. Offord, poi, sembra precocemente
invecchiato rispetto al suo primo scontro con Zagor (dove tanto vecchio non
doveva essere, visto che era un tenente alla sua prima missione).
I disegni di Donatelli,
minuziosi e luminosissimi, non hanno bisogno di commenti: Zagor che si aggira
per la foresta spostandosi di liana in liana è sempre splendido, così come lo
sono alcune tavole graficamente impostate in maniera particolare.
* * *
LA VITTIMA DESIGNATA
Zagor e Cico partecipano al grande raduno delle
sette tribù Cheyennes, che si tiene ogni vent’anni. Lo Spirito con la Scure
subisce, però, un attentato: alcuni guerrieri, che indossano strane maschere
lignee, tentano di ucciderlo. Appartengono al Clan delle Facce di Legno, una
società segreta che vuole liberarsi di Zagor.
Molti e
insospettabili sono i membri di questo clan. Zagor però, riesce a scoprire i
piani della setta, rapendo uno di loro e facendogli credere di essere
sprofondato negli inferi. Ma le Facce di Legno tendono una trappola a Cico e,
usandolo come esca, riescono a catturare lo Spirito con la Scure.
Zagor
riesce a liberarsi e con l’aiuto di Wanaka, capo degli Cheyennes, ed insieme
sconfiggono le Facce di Legno. Il raduno degli Cheyennes può proseguire
tranquillamente.
Supportata dagli ottimi
disegni di Pepe, la storia è abbastanza misteriosa e intrigante, pur con un
ritmo un po’ lento e la caratterizzazione dei personaggi poco incisiva, salvo
forse il capo Wanaka, che sino alla fine abbiamo il sospetto possa essere uno
dei membri della setta.
Di lui occorre, però,
dire che la sua presenza come amico d’infanzia di Zagor non è molto plausibile.
Così come, fin dalla mia prima lettura, mi sembrò improbabile un
incontro tra Zagor e gli Cheyennes a Darkwood (questa tribù tornerà qualche
tempo dopo con Burattini come sceneggiatore, ma nella sua naturale
collocazione: la prateria).