giovedì 22 gennaio 2026

La Parigi del Commissario Maigret

Oggi non voglio parlare né di Zagor né di fumetti, ma di una mia particolare “escursione letteraria”…

Approfittando del fatto che mia figlia Beatrice sta partecipando al programma Erasmus a Parigi, lo scorso fine settimana mi sono recato a trovarla e con lei ho girato un po’ per la città.

Oltre a visitare alcuni tra i luoghi e i monumenti più famosi, questa volta (era la mia quarta visita a Parigi nell’arco di vent’anni) mi sono voluto togliere una soddisfazione particolare.

Essendo da sempre un appassionato delle avventure letterarie del commissario Maigret di Georges Simenon, ho deciso di visitare alcuni dei luoghi ricorrenti nei suoi romanzi e racconti.

Lì, con la preziosa collaborazione di Beatrice (che ringrazio), mi sono fatto scattare alcune foto con in mano uno dei romanzi di Maigret che avevo portato con me per l’occasione.

* * *

Non posso che cominciare dal Palazzo di Giustizia.

               

Il Palazzo di Giustizia, noto nei romanzi di Georges Simenon come Quai des Orfèvres, è il quartier generale della polizia giudiziaria, quindi il luogo di lavoro di Maigret e della sua squadra. Si trova, appunto, al numero 36 di Quai des Orfèvres, sulle rive della Senna, nell'Île de la Cité, tra il Pont Neuf e Rue de la Cité. Il palazzo ospita sia la sede della polizia giudiziaria che la sede della procura.

            Nei romanzi e nei racconti dedicati a Maigret sono più volte descritti sia l’ufficio del commissario, con vista sulla Senna e la stufa in ghisa, il portapipe e la bottiglia di cognac per le occasioni speciali o gli interrogatori delicati, sia la sala d’attesa con vetri a vista, chiamata dagli agenti l’acquario, dove fanno anticamera i personaggi più disparati che, per motivi diversi, chiedono un colloquio con il commissario.

Prospiciente al Palazzo di Giustizia si trova la Place Dauphine, dove, nella finzione ideata da Simenon, è ubicata la Brasserie Dauphine, un piccolo ristorante dove spesso il commissario si reca per consumare pasti o aperitivi, da solo o in compagnia di un collaboratore ed è sempre un garzone dalla brasserie colui che reca presso l’ufficio del commissario un vassoio di birre e panini durante le lunghe ore dedicate agli interrogatori. Il ristorante è in realtà un luogo fittizio: nella zona del Palazzo di Giustizia di Parigi non esiste una Brasserie Dauphine ma solo la Piazza con il medesimo nome.

Il Boulevard Richard-Lenoir è un viale alberato dell’XI arrondissement di Parigi, a circa metà strada tra l'Île de la Cité e il cimitero di Père-Lachaise, lungo circa un chilometro e mezzo.

Nella finzione dei romanzi, è la via in cui vivono Maigret e la moglie, devota compagna del commissario e ottima cuoca. La loro abitazione è situata al numero 132 del boulevard.

In Boulevard Richard-Lenoir è anche ambientato il racconto Un Natale di Maigret, nel quale il commissario si trova a indagare, nel giorno di Natale, su un fatto accaduto in una abitazione situata di fronte alla sua.

I coniugi Maigret abiteranno in questo appartamento finché rimarranno a Parigi, tranne un breve periodo in cui, a causa di alcuni lavori di ristrutturazione effettuati dal proprietario dello stabile di boulevard Richard-Lenoir, vanno ad abitare al 21 di Place des Vosges.


Un’ultima curiosità. Georges Simenon ha davvero abitato in Place des Vosges, proprio al numero 21, dove tra l'altro ha ambientato Maigret e l’ombra cinese, e, nella finzione, è proprio Simenon che cede il suo appartamento ai coniugi Maigret durante un suo viaggio in Africa.

Quelli che vi ho mostrato sono i luoghi più importanti e ricorrenti nei romanzi di Maigret, ma molti altri si sarebbero potuti visitare, tutti dalle atmosfere particolari: le stazioni ferroviarie affollate delle ore di punta, i locali notturni di Montmartre o Pigalle, i bassifondi del Marais o le chiuse, gli argini e i piccoli porti lungo i canali navigabili parigini: nella finzione letteraria, si tratta sempre di una Parigi “congelata”, che non cambia, uguale nelle descrizioni di luoghi e atmosfere, sia che l’azione si svolga negli anni trenta, sia che si svolga nei tardi anni sessanta.

L'attore Gino Cervi nella sua interpretazione di Maigret

Sperando che questa mia “camminata” letteraria per le vie di Parigi vi sia piaciuta, anche se si è trattato di una digressione extra zagoriana ed extra fumettistica, vi saluto dandovi appuntamento al prossimo articolo.

 








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