mercoledì 29 gennaio 2014

Zagor Collezione Storica a Colori: Gli abitatori degli abissi (ZCSC103)


            Il numero 103, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell'avventura con i predatori della valle del diavolo, nonché la storia completa “Inferno bianco”.




I PREDATORI DELLA VALLE DEL DIAVOLO

La Valle del Diavolo è uno strano carcere all’aperto, in cui i detenuti sono lasciati allo stato brado, prigionieri di una valle senza uscite. Zagor vi è finito a causa di Tom Goodbar, che vuole costringere lo Spirito con la Scure a trovare suo figlio Roy, rinchiuso nella Valle. E ha rapito Cico per obbligare Zagor a farlo.
Nelle Valle del Diavolo, si trovano tre gruppi di ergastolani: quelli comandati da Big George, che coltivano i campi e vivono in vere case; i predatori della Valle del Diavolo, che vivono confinati nella parte più selvaggia, al di fuori di ogni controllo delle autorità; e i bestiali mangia cadaveri, che vivono rintanati in caverne e si cibano di carne umana!
Non senza difficoltà, Zagor riesce a farsi accettare sia dagli uomini di Big George sia dai predatori della Valle del Diavolo e a raggiungere Roy nelle caverne dei mangia cadaveri, ormai totalmente impazzito. Roy. in realtà, non è il figlio di Tom Goodbar ma solo un uomo della sua banda che sa dove è nascosto il bottino di una rapina: Cico viene liberato e Roy uccide Goodbar per salvare Zagor.





La storia, che sembra ispirarsi al film di fantascienza “1997 Fuga da New York”, pur se non originalissima, si lascia leggere piacevolmente e introduce molti comprimari ben caratterizzati.
Zagor si trova immerso in un mondo surreale e primitivo, in cui sembrano riproporsi scenari da “alba dei tempi”. I gruppi dei reclusi nella valle sembra quasi che rappresentino tre diversi stadi di evoluzione dell’umanità: i cannibali, i cacciatori e gli agricoltori; la qual cosa può fornire al lettore molti spunti di riflessione sulla natura umana...

 

 

* * *

 


INFERNO BIANCO


Zagor e Cico passano da Elmore per andare al villaggio dei Kutenai: un giovane guerriero, Mano Nera, disapprova la politica di pace del capo Lancia Spezzata e vuole mettersi sul sentiero di guerra. A Elmore, i nostri eroi incontrano anche un vecchio amico, l’ingegner Robson, che offre loro un passaggio nel viaggio di inaugurazione di una linea ferroviaria. Ma due finti ufficiali, alleati con Mano Nera, si impadroniscono del treno.
         Zagor lotta disperatamente contro i Kutenai, raggiunge il treno, libera gli amici Robson e Cico, manda in fumo i piani dei dirottatori del treno e sconfigge gli uomini di Mano Nera. Ma l’irrequieto guerriero è ancora vivo e, pochi giorni dopo, quando i nostri si trovano nel villaggio di Lancia Spezzata, tende loro un agguato. Tuttavia, gli spari provocano una valanga che causa la morte di Mano Nera, salvando così Zagor e Cico.

          La storia è stata probabilmente ispirata a Toninelli da un film western del 1975 poco conosciuto: “Io non credo a nessuno” (Breakheart Pass) con Charles Bronson e Richard Crenna, in cui il protagonista si trova a dover sventare un complotto  teso a fornire agli indiani di Mano Bianca dei fucili nascosti in casse di medicinali e trasportati su un treno...
              Qui l’avventura presenta una buona dose di azione ed uno Zagor estremamente determinato e tenace, forse anche per via dei disegni di Pepe che, come sempre, fornisce un rappresentazione molto “decisa” dell’eroe di Darkwood.
           Gli avversari non sono certo memorabili, ma il personaggio di Mano Nera è piuttosto ben caratterizzato. L’ingegner Robson, invece, si rivela purtroppo essere poco più che un comprimario come tanti altri.

mercoledì 22 gennaio 2014

Zagor Collezione Storica a Colori: I segreti di New Salem (ZCSC102)


Il numero 102, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell'avventura di Zagor contro Stephan, nonché la prima parte della storia “L'invenzione del secolo”.


LA NOTTE DEL DILUVIO


          Il colonnello Maddenbrook, comandante di Fort Bravery, manda a chiamare Zagor e Cico. Suo figlio Walter si è messo in viaggio per raggiungere il forte con alcuni amici, ma, da due mesi, non ha più dato sue notizie. I nostri vanno alla ricerca del giovane, e giungono a New Salem, un paese dove i vestiti, l’architettura e i costumi sono rimasti al Seicento. E dove regna il Male.
Infatti, gli abitanti di New Salem, guidati dal loro capo Stephan dotato di una soprannaturale forza prodigiosa, adorano un demone di nome Haggoth e gli sacrificano gli sfortunati viandanti che arrivano in paese. Adesso è il turno di Walter Maddenbrook, che però viene salvato da Zagor con l’aiuto di Abraham Stoke, discendente di un uccisore di streghe e nemico lui stesso del culto di Haggot. Stephan muore nel rogo della chiesa del demone e gli abitanti di New Salem rinnegano la loro sinistra religione.

Il soggetto e la sceneggiatura sono di Ade Capone (qui alla sua prima storia zagoriana) coadiuvato, in fase di correzione e riscrittura, da Tiziano Sclavi.
Dopo diverso tempo in cui nella serie vi era stata una predominanza di storie di stampo più realistico, con mercanti d’armi e whisky e rivolte indiane, quando questa storia uscì in edicola i lettori furono felicissimi di scoprire che si trattava di una storia con elementi soprannaturali e demoniaci come mancavano da molto tempo (anche se, proprio nella storia precedente, Toninelli aveva inserito degli aspetti soprannaturali, ma sempre in un contesto realistico).
L’autore è, infatti, qui alle prese con un genere a lui molto congeniale: l’horror e il paranormale. La sensazione di mistero e pericolo che si respira durante tutta la storia è veramente inquietante, il nemico principale non appare subito e, soprattutto, non si mostra inizialmente come tale. L’ambiguità dell’antagonista cresce lentamente e questo crea mistero intorno alla sua figura e voglia di proseguire nella lettura per capire quale oscuro mistero cela il terrificante villaggio di New Salem.
La storia è impreziosita dai disegni un Ferri molto ispirato, cupo e tetro nei suoi tratti. La vignetta che ritrae gli adoratori di Haggot che corrono sotto la pioggia tra le vie del paese, coperti dai loro inconfondibili indumenti, mentre infuria il temporale, immerge immediatamente il lettore in un’atmosfera diabolica e misteriosa. Si riesce quasi a percepire la presenza inquietante del Male: l’autore e il disegnatore centrano subito il loro obiettivo.
Il finale è, forse, la parte più bella e spettacolare: Zagor che scatena l’inferno nel villaggio con le frecce infuocate e il duello nel tempio in fiamme.
Una storia, quindi, che possiamo considerare pienamente riuscita.

giovedì 16 gennaio 2014

Zagor Collezione Storica a Colori: L'immortale (ZCSC101)



Il numero 101 in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro Muso di Rospo, la storia completa “Batterton & Batterton, nonché le prime pagine della storia "Oscuri presagi".

 

L’ASSASSINO DI PIETRA


Bat Batterton e il cugino Bing, i due soci-fondatori della “Batterton & Batterton”, guidano il giovane Jim Crabb alla ricerca del padre, sparito anni prima sulle White Mountains insieme a un certo Wordell. Zagor e Cico si uniscono al gruppo e incontrano Clapperton, un antropologo che in realtà è proprio Wordell, il compagno del padre di Jim Crabb.
Anni prima, Wordell ha obbligato lo stregone Okanharet a costruire una statua che invecchi al suo posto. La statua è orribilmente segnata dal tempo e dalla malvagità di Wordell, che invece è diventato praticamente immortale...

       La storia, molto suggestiva, è ispirata al famoso romanzo di Oscar Wilde “Il ritratto di Dorian Gray” ed è una delle più singolari scritte da Toninelli. Il riferimento a questo classico della letteratura rende particolarmente affascinante e interessante il tema della vita eterna, che Toninelli ha giustamente riproposto in una mera chiave avventurosa.
L’autore senese abbandona i suoi canoni classici (indiani, trafficanti) e imbastisce un soggetto interessante nel quale magia indiana, azione, mistero e letteratura ottocentesca si miscelano discretamente in una trama avvincente, credibile e agghiacciante.
Qualcuno dei lettori di lunga data avrà storto il naso per il fatto che Toninelli ha affiancato a Bat suo cugino Bing... Forse la sua figura non era necessaria, ma è indubbio che il personaggio (poi abbandonato dai nuovi autori zagoriani) dispone qui di un’ottima caratterizzazione.
Bella la sequenza iniziale in cui Wordell si rialza dopo essere finito nel dirupo; ancor di più lo è quella finale, con la trasformazione della statua e il corpo dell’avversario che si distrugge sotto il peso delle ferite, delle malattie e di tutte le atrocità che ha commesso.
Buoni i disegni di Torricelli, molto “ferriani” in questa prima fase della sua militanza zagoriana.

mercoledì 8 gennaio 2014

Zagor Collezione Storica a Colori: Mercanti di morte (ZCSC100)


            Il centesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro l'Uomo Ombra, nonché la prima parte della storia “Zagor l'implacabile”.


L’UOMO OMBRA


            Zagor trova un uomo morto che stringe nel pugno il pezzo di una mappa che indica il luogo in cui un gruppo di banditi aveva nascosto l’oro rubato durante una rapina. È questo che racconta a Zagor e Cico Endicott, un agente della Pinkerton. Il Re di Darkwood cerca di ricostruire la mappa ma la sua pista è disseminata di cadaveri!
      Infatti un misterioso individuo agisce nell’ombra e uccide gli uomini che Zagor vuole interrogare. Tenta anche di uccidere i nostri eroi (ai quali, nel frattempo, si è unito il trapper Doc), e la sua identità si scoprirà solo alla fine!

          
        La storia, che presenta i connotati del giallo (interessante la trovata della mappa divisa tra i componenti del gruppo di banditi), è molto dinamica, con diverse insidie naturali che contribuiscono a metter in evidenza le qualità dello Spirito con la Scure. Spettacolari le sequenze con Zagor e Cico che discendono in canoa un turbinoso fiume.
        Pelizzari, con alterna fortuna, ha tentato di rispettare tempi e situazioni tipicamente nolittiane, sopratutto inserendo di tanto in tanto i classici siparietti comici per sdrammatizzare. Cico risulta piacevole nelle singole gag, tuttavia i momenti comici arrivano talora al momento sbagliato, tanto da venire percepiti come una sorta di inutile interruzione della vicenda.
            Purtroppo l’identità dell’uomo ombra (Endicott) è facilmente intuibile; molto più stuzzicante è il mistero del tesoro nascosto, che rimarrà tale sino alla fine.
             La storia comunque è più che discreta e l’uomo ombra si dimostra un avversario temibile.
             Buoni i disegni di Donatelli, sempre a suo agio con scenari tipicamente western.

                                                                                  * * *


ZAGOR L’IMPLACABILE

Un losco mercante, chiamato Muso di Rospo, insieme all’indiano Shangar vende ai Mandan un carico di merci infettate dal vaiolo. Zagor attraversa mezza America per aiutare gli amici Kee-Noah, Beau e Piotr Bezukoff, ma forse è troppo tardi: al villaggio Mandan ormai regna la morte!

Toninelli prende a spunto un fatto storico realmente accaduto nel 1837 (la fine dei Mandan a causa del vaiolo portato da un cacciatore bianco da loro ospitato), per imbastire una storia realistica che ha molte scene drammatiche, come ad esempio il rogo nel campo Mandan; bellissima la fuga dello spietato Muso di Rospo (con Zagor e Bezukoff che lo inseguono nelle vesti di implacabili giustizieri), la descrizione del progressivo avanzare della malattia e la vignetta finale con la morte che impugna la falce mietitrice!
Insomma, una storia non eccezionale, ma permeata da una drammaticità che la rende abbastanza coinvolgente.
Belli i disegni dell’indimenticabile Michele Pepe, qui alla sua seconda prova zagoriana.

giovedì 2 gennaio 2014

Zagor Collezione Storica a Colori: Darkwood è in pericolo! (ZCSC99)



            Il novantanovesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro il Pequot e i nipoti di Wandering Fitzy, nonché la prima parte della storia “Il segreto della mappa”.


ACQUA DI FUOCO

        Alcuni mercanti di whisky vendono la loro nefasta acqua di fuoco agli indiani di Darkwood. Il saggio comandante dell’Avamposto Numero Tre viene sostituito dall’ambizioso tenente Offord che, sperando nello scoppio di una guerra indiana, con il suo comportamento suscita la giusta ira dei Naskapi.
Ma non basta. Altri pericoli si preparano per lo Spirito con Scure: i nipoti di Wandering Fitzy lo vogliono catturare perché certifichi la morte del loro zio e il Pequot (un vecchio nemico, alleato di One Eyed Jack e creduto morto) lo sfida a duello di fronte all’assemblea dei capi indiani e, con l’inganno, lo sconfigge!
Uno Zagor in fin di vita viene soccorso da Shonta Quassan, un indiano cacciato dalla sua tribù perché storpio. Riguadagnate le forze, il Re di Darkwood inizia la riscossa contro i suoi molteplici avversari (i militari, gli indiani, i nipoti di Fitzy, i trafficanti di armi e whisky), aiutato dagli amici trapper.

La storia è avvincente, non lesina i colpi di scena ed introduce personaggi vecchi e nuovi, tutti ottimamente caratterizzati (Cucciolo; il Pequot; i trappers; gli squallidi e avidi i nipoti di Wandering Fitzy, Greg e Keith; l’odioso tenente Offord; i viscidi mercanti d’armi Blotch Evans e Gregorio; l’indiano mutilato Shonta Quassan).
Dopo la sequenza, davvero molto bella, dell’apparizione di Zagor al raduno dei capi indiani, il complotto che ordisce il Pequot per screditare lo Spirito con la Scure è molto ben congegnato e culmina con l’eroe sconfitto con l’inganno. Molto drammatica anche la successiva scena di Zagor in preda alle allucinazioni. Buono l’uso del personaggio di Cico, soprattutto nella gag della Belva di Guadalajara.
Ottimo finale, con il grande trucco ordito da Zagor ai danni del furbissimo Pequot, che stavolta non riuscirà a tornare dalla morte...
Insomma, un’avventura intensa, densa di caratteristiche narrative care ai vecchi lettori, piena di intuizioni e farcita di personaggi, situazioni e idee che mescolate con sapienza danno vita ad una storia davvero notevole.
Ferri, come al solito, svolge un lavoro egregio.

giovedì 26 dicembre 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Polizia indiana (ZCSC98)


              Il novantottesimo numero in edicola oggi contiene la conclusione dell’avventura di Zagor contro Robert Gray, l'avventura completa "Il cerbiatto scomparso", nonché la prima parte della storia “Acqua di fuoco.


CACCIATORI DI SCALPI


Un ufficiale, il capitano Matlow, ha creato un reparto di polizia indiana, le Volpi Rosse, comandato dal feroce Kwanek. Ma le Volpi Rosse sono spietate e puniscono con l’assassinio anche i piccoli furti, massacrando persino vecchi, donne e bambini. Ancora una volta, la pace di Darkwood è in pericolo e Zagor deve porvi rimedio!

Ottima storia, che ricrea, a mio parere, le atmosfere dello Zagor dei tempi d’oro.
La trama è molto ben curata, con uno Zagor deciso e carismatico, duro e grintoso contro antagonisti veramente crudeli, al punto da esibirsi anche in uno dei suoi famosi giuramenti di vendetta di nolittiana memoria.
Toninelli restituisce all’eroe il suo ruolo naturale di protettore degli indiani e signore della foresta che, come ai tempi di Nolitta, si butta a capofitto in una guerra personale contro il nuovo corpo di polizia indiana che rischia di compiere una carneficina fra i pellerossa di Darkwood.
Degno di particolare menzione è lo stratagemma del “fantasma” di Zagor, uno dei topoi classici dell’eroe, da troppo tempo assente dalla serie.
Positivo anche l’elemento che lega con un filo invisibile l’inizio e la fine della storia; è un po’ come la chiusura di un cerchio: il vecchio fucile che aveva dato il via alla vicenda contribuisce anche a concluderla!
Il disegnatore Marco Torricelli, qui alla sua prima prova zagoriana, ha un ottimo tratto decisamente “ferriano”.

mercoledì 18 dicembre 2013

Albi fuori serie 2014 ed altre anticipazioni...




            Cari amici,
            dopo avervi parlato qui della programmazione zagoriana 2014 per la serie regolare, ecco a voi la programmazione degli albi fuori serie (come sempre con la precisazione che tutto può essere modificato in corso d'opera):

Maxi Zagor n. 21 - Gennaio 2014
Spedizione di soccorso
(Rauch/Sedioli)

Zagor Special n. 26 - Marzo 2014
Risvegli
(Burattini/Barison)

Maxi Zagor n. 22 - Luglio 2014
L'ultimo grido del cacciatore
(Burattini/Esposito Bros.)

Zagor Color n. 2 - Agosto 2014
Guthrum
(Rauch/Sedioli)


            Come potete notare, la novità più clamorosa è la mancanza dello "Zagorone n. 4".          Nonostante gli ottimi dati di vendita per una pubblicazione del genere (25.000 copie), le vendite sono state in calo progressivo a partire dalla prima uscita per cui la S.B.E. non se l'è sentita di continuare (almeno per adesso).
            Teniamo comunque anche conto del fatto che non è solo lo "Zagorone" ad essere sospeso, ma tutti gli Albi Giganti della Casa Editrice, ad eccezione del "Texone". In redazione hanno ritenuto che lo sforzo produttivo fosse eccessivo rispetto ai riscontri di vendita e che, a conti fatti, il "pubblico medio" preferisce prodotti di formato bonelliano standard, magari con più pagine o a colori, rispetto al formato Gigante.

            Passando alle notizie positive, vi posso rivelare che vi sono ottime possibilità che presto potremo avere nelle edicole 3 Zagor Maxi e 2 Color Zagor all'anno, giacché il primo numero del Color è stato un successone, avendo venduto tanto quanto il numero della serie mensile.
            A fine 2014, poi, dovrebbe uscire il primo numero in formato Gigante di una nuova collana annuale di "team-up" (vale a dire storie nelle quali due o più personaggi di una stessa casa editrice vivono un'avventura insieme), la cui prima uscita avrà per protagonisti Zagor e Dragonero. L'idea di questo team-up è del vulcanico Moreno Burattini, anche se al momento non si sa se a sceneggiarla verrà chiamato lui stesso oppure qualcun altro (per es. Stefano Vietti).


            L'ultima notizia che vi do è quella che la Collezione Storica a Colori di Zagor arriverà sicuramente fino al numero 123, poi staremo a vedere...

            Alla prossima!!!

Zagor Collezione Storica a Colori: La vendetta dell'alchimista (ZCSC97)




        Il novantasettesimo numero, che troverete in edicola domani, contiene la conclusione dell’avventura del ritorno di Kandrax, nonché la prima parte della storia “Il complotto”.


IL GENIO DEL CRIMINE


Il sergente Bronsky ha organizzato, con alcuni complici, il furto delle paghe dei soldati di Fort Brandon. Zagor e Robert Gray (un ex ufficiale dell’esercito esperto in chimica, che Zagor ha incontrato a Walcott) si mettono sulle tracce dei rapinatori che, una volta raggiunti, Gray elimina in modo spietato grazie a sofisticate armi di sua invenzione, dimostrandosi in tal modo più pericoloso e letale degli stessi criminali.
Zagor diffida alquanto di costui, e alla fine Robert Gray getta la maschera: a suo tempo allontanato dall’esercito dopo aver perso le mani (usa delle protesi al loro posto), ora vuole vendicarsi dei militari. Grazie a una serie di incidenti da lui provocati, causa la morte di alcuni ufficiali e diventa signore di una tribù di Mohawk. Dice di essere un inviato di Manito con il nome di Mani d’Acciaio e ha soggiogato gli indiani con i suoi prodigi chimici.
Zagor riesce a riconquistare la fiducia dei pellerossa sconfiggendo Gray, che muore a causa dei suoi stessi intrugli velenosi.

Robert Gray è un individuo elegante, ricco di fascino, personalità e mistero; spietato, crudele, glaciale, che dispone di armi geniali e letali.
Un personaggio che, pur con caratteristiche sue proprie,  richiama un po’ Iron-Man e un po’ Supermike, e che conduce Zagor a un punto tale di “rottura” che, alla fine, questi è costretto ad ucciderlo (anche se, anni dopo, scopriremo che non è così) per poterlo definitivamente fermare.
Lo sceneggiatore Nicolai fa anche un buon utilizzo di Cico (ottima la gag con i soldati), molto vicino a quello che ne faceva Nolitta.
La storia forse è un po’ troppo breve e pecca anche nel ritmo in quanto, pur possedendo una trama ricca e ben disegnata, l’azione e la velocità di narrazione sembrano molto contenute.
I disegni di Donatelli sono sempre di ottimo livello.

martedì 10 dicembre 2013

Zagor Collezione Storica a Colori: Kandrax! (ZCSC96)




           Il novantaseiesimo numero, che troverete in edicola giovedì, contiene la conclusione dell’avventura di Zagor con i Susquehanna, nonché la prima parte della storia “La valle della paura”.


SOLDATI BLU


Lunga Coda, un indiano Susquehanna, ha una disperata richiesta d’aiuto per lo Spirito con la Scure. Il maggiore Bolt di Fort Hope vuole far trasferire la sua tribù nell’orribile Piana dei Serpenti, dove la vita sarebbe impossibile. Zagor parla con Bolt, cercando di convincerlo ad attuare l’originario piano previsto dal maggiore Stevens che consisteva nel trasferire la tribù in terre ricche di selvaggina. Bolt però non vuole intendere ragioni.
C’è, allora, un’unica soluzione: far fuggire i Susquehanna!
Il piano di Zagor incontra, però, una variabile imprevista: Lince Nera divorato dalla gelosia, perché pensa che la sua ragazza, Luna D’Argento, sia innamorata di Zagor, mette fuori combattimento lo Spirito con la Scure e lo accusa di aver tradito i Susquehanna!
Zagor, ritrovato privo di sensi, viene condotto al campo militare e imprigionato. Tuttavia, Lice Nera, resosi conto di avere sospettato senza motivo della lealtà di Zagor, si reca al campo e aiuta Cico a liberarlo.
Si riuniscono alla tribù ed insieme continuano la lunga marcia, incalzati dai soldati. Zagor cerca in tutti i modi di rallentare l’inseguimento ma, alla fine, lo scontro sembra inevitabile.
Tuttavia, il maggiore Stevens rientra da Washington appena in tempo e informa i Susquehanna che potranno vivere nei territori originariamente loro assegnati. La tragedia è scongiurata!

Un’altra buona prova di Toninelli, che nel narrare la vicenda si ispira ad un fatto realmente accaduto, ovvero la marcia dei Nez Percès di Capo Giuseppe che, nel 1877, percorsero 3200 km dall’Oregon fino ai confini del Canada.
I comprimari sono molto bene caratterizzati: Lince Nera (che cambia di atteggiamento verso Zagor nel corso della storia in maniera assolutamente credibile), Luna D’Argento (che ammira Zagor senza per questo innamorarsene), il maggiore Stevens (esempio di militare ragionevole e dalla mentalità elastica) e il maggiore Bolt (ottuso e tutto d’un pezzo, che sembra incarnare la fredda burocrazia dei funzionari che non si sforzano di capire i problemi importanti del prossimo).
Zagor si rivela un eccellente stratega militare e sono ammirevoli i suoi tentativi per evitare lo scontro e le conseguenti vittime innocenti.
Cico si dimostra coraggioso e umano, eroico e pasticcione allo stesso tempo, come raramente Toninelli è riuscito a tratteggiarlo.
Molto belli i disegni di Michele Pepe (qui al suo esordio sulla serie). Il suo è uno Zagor vigoroso, grintoso e granitico, e tutte le sue tavole sono molto curate nei dettagli.

                                                                                       * * *



LA VENDETTA DI KANDRAX


A Hoosik, Zagor e Cico incontrano Bat Batterton, in viaggio per proteggere una serie di reperti archeologici trovati dal professor Mac Leod in un bastione celtico poco lontano dal dolmen di Stone-Hill. Ma misteriosi individui vestiti in maniera inusitata terrorizzano la regione, e gli stessi uomini di Bat attaccano i nostri: essi agiscono sotto l’influsso di Kandrax, il potente druido, che, sopravvissuto allo scontro con Zagor, ha mutato decine di uomini in suoi schiavi. Il Re di Darkwood non può più fidarsi di nessuno!

Dopo essere scampati a un agguato degli uomini di Kandrax, Zagor e Cico incontrano Musky-Han, il capo dei Wampanoag, che rivela loro che molti uomini della sua tribù sono stati costretti a lavorare alla costruzione del castello celtico rinvenuto grazie agli scavi di Mac Leod.
Zagor riesce a penetrare nel cupo castello celtico di Kandrax, ma il druido lo fa assalire da tutti i suoi vecchi amici (Cico, Bat, Mac Leod, persino la bella Margie), ormai ridotti in suo potere. Zagor riesce a metterli in condizioni di non nuocere e consente ai Wampanoag a penetrare nel castello.
Kandrax e Zagor si affrontano ancora una volta e il druido viene abbattuto da un preciso colpo di scure: il suo spirito si dissolve nell’aria e il suo corpo si riduce in polvere.

Nel complesso la storia è più che dignitosa, gradevole anche se non esaltante. La prima parte dell’avventura è ben sviluppata e riesce a coinvolgere il lettore nell’atmosfera di paura e terrore che attanaglia il villaggio. La seconda parte svela il lato più crudele e oscuro di Kandrax: le sue parole sono veramente cariche di rancore verso lo Spirito con la Scure. La parte finale è molto drammatica, con gli amici che si rivoltano contro Zagor e l’assalto al castello (la parte migliore di tutta la storia). La sfida finale con i pellerossa che assalgono la fortezza e gli schiavi liberati dallo stesso Zagor, si rivela molto bella e cruenta.
La pecca maggiore, forse, è il non avere sfruttato appieno i personaggi della storia nolittiana: Musky Han, Margie e Jim Coleman, Mac Leod. Una cosa che, invece, mi è sempre parsa molto forzata è l’aver fatto ricostruire da Kandrax più un castello medioevale che una fortezza celtica…
Ufficialmente questa è la seconda storia sceneggiata da Daniele Nicolai.
In realtà, pare che nel 1980 Giorgio Pezzin avesse scritto una sceneggiatura di 221 pagine intitolata Il ritorno di Kandrax (prova ne è la fattura di pagamento mostrata dall’autore a Gisello Puddu (che per primo ne ha parlato nei suoi volumi sui 40 anni di Zagor), poi ampiamente rimaneggiata e “allungata” di una trentina di tavole dall’allora supervisore della testata Tiziano Sclavi, e definitivamente pubblicata nel 1986. In questo caso, l’attribuzione di questa storia a Nicolai sarebbe un errore della redazione.
Un’altra ipotesi (altrettanto plausibile, anche se meno probabile) potrebbe essere quella che Pezzin abbia effettivamente scritto una storia che narrava il ritorno di Kandrax che, però, non venne mai pubblicata, anche se pagata (succede spesso). Quindi Nicolai potrebbe aver scritto ex novo la sua storia, sulla quale, comunque, Sclavi intervenne in fase di revisione (come ben evidenziato da Giampiero Belardinelli nella sua scheda contenuta nel volume Zagor Index 201-300).

 

venerdì 6 dicembre 2013

200 post, 50 Zagor, 10 mesi

           Per festeggiare il mio duecentesimo post ho pensato di crearne uno dedicato a mia figlia Beatrice e al nostro leggere insieme Zagor.
          
           Infatti, dieci mesi or sono abbiamo ricominciato la lettura delle avventure dello Spirito con la Scure, questa volta in versione colore, grazie alla Collezione Storica.
          
           In dieci mesi abbiamo raggiunto quota cinquanta (e attualmente stiamo già leggendo il n. 51...) e quindi ecco che vi propongo tre brevi video di 50 foto di Beatrice con in mano ciascuno dei primi 50 numeri della ZCSC.
          
           La cosa più bella, però, a mio parere, è che queste foto sono state scattate "in tempo reale", cioè proprio in uno dei giorni in cui stavamo leggendo "quel" determinato numero...
          
           Insomma, una sorta di "memoria storica" della "Collezione Storica"!!!


Dal n. 1 al n. 20
da febbraio a giugno 2014

Dal n. 21 al n. 40
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Dal n. 41 al n. 50
da novembre a dicembre 2014