Il
settimo numero in edicola oggi contiene la conclusione della storia di Zagor in
Canada,
la storia completa “Darkwood anno zero”
(Zagor Special n. 13 – aprile 2001), nonché la prima parte dell’avventura “Soldati fantasma” (Zagor Special n. 14
– aprile 2002).
DARKWOOD ANNO ZERO
Che cosa significa il misterioso simbolo sulla casacca dello Spirito
con la Scure? È lo stesso Zagor a spiegarlo a Cico e ai suoi amici Sullivan,
gli attori girovaghi che lo hanno aiutato a creare la leggenda di
Za-gor-te-nay!
In un nuovo racconto che svela ciò che accadde dopo la morte di
Wandering Fitzy, il filosofo-vagabondo che gli fece da maestro, lo Spirito con
la Scure narra del suo incontro con la bellissima Shyer: una strega indiana con
il dono della chiaroveggenza, destinata a istruirlo sui misteri della
spiritualità pellerossa e a investirlo della sua missione, aiutandolo a trovare
il suo posto nella Ruota della Medicina!
Il primo, drammatico scontro con il malvagio Kanoxen intenzionato a
risvegliare gli spiriti del male, addormentati nel cuore di una Darkwood ancora
all’Anno Zero di una nuova era, è il banco di prova per tutte le imprese future
dell’eroe.
Seconda puntata
dell’approfondimento del passato di Zagor ad opera di Moreno Burattini.
Mentre nello speciale n.
7 ci aveva fatto conoscere la crescita umana di Zagor e il suo rapporto con
quello che era diventato il suo mentore e il suo secondo padre, Wandering
Fitzy, in questo storia, dal significativo titolo di Darkwood Anno Zero, pregna di credenze, mitologia e spiritualità indiana, Burattini ci svela l’origine del
simbolo che Zagor porta nel
cerchio giallo della sua casacca e gli conferisce una forte valenza metaforica,
quale simbolo di libertà e protezione dal male.
In
questa vicenda viene introdotto un elemento già emerso in passato (in
particolare nel n. 400, Il ponte
dell’arcobaleno), vale a dire la predestinazione di Zagor, che a diversi
lettori ha fatto storcere il naso perché in qualche modo tenderebbe a sminuire
l’origine terrena del personaggio data dallo stesso Nolitta nell’indimenticabile Zagor
racconta... a favore di un’origine “divina” voluta nientemeno che da Manito
in persona.
In realtà, non reputo che fosse questa l’intenzione di Moreno Burattini. Io non sono fra quei
lettori che pensano/temono che Zagor si stia lentamente trasformando in un
semidio, ma credo semplicemente che agli autori piaccia - ogni tanto - dare un
tocco di epicità al personaggio introducendo nella saga elementi nuovi ed
interessanti.
A
ben vedere, lo Spirito con la Scure, è davvero un personaggio “unico”, un
“prescelto”: pur con la sua umanità, egli ha capacità fisiche, etiche e morali
superiori alla media e questo fa di lui sia il candidato ideale per la figura
di protettore e giustiziere, sia un ottimo soggetto su cui gli sceneggiatori
possono lavorare anche in un’ottica fantastica, pur rimanendo nei limiti del
rigore filologico e della plausibilità che la serie impone.
E
poi, non è forse vero che ognuno di noi è “unico”? Che si creda o no in un
“disegno intelligente” che guida le nostre scelte (Dio, Manito o altre entità
superiori), in ognuno di noi c’è qualcosa (l’anima o l’intelletto rettamente
formati ed informati) che ci porta a fare determinate scelte piuttosto che
altre, quasi che fossimo “destinati” proprio a questo... soprattutto se
sappiamo guardare oltre il pragmatismo quotidiano.
Gallieno Ferri, da par suo,
“confeziona” una storia con tavole di notevole suggestione.







