sabato 5 agosto 2023

Il signore dei cimiteri (Color Zagor 17)

Zagor e Cico raggiungono New Orleans per aiutare il loro amico “Guedè” Danseur nella lotta contro uno stregone vudu che ha trasformato gli schiavi delle piantagioni in un esercito di zombi al suo servizio e a quello di un ricco bianco senza scrupoli!

* * *

Inizio con una nota negativa (l’unica, peraltro, di tutto l’albo): il titolo!

Quando sento parlare de “Il signore dei cimiteri”, a me viene subito alla mente il classico Baron Samedi della tradizione vudu, il potente spirito dei morti che custodisce i cimiteri e controlla i crocevia tra la terra e l’aldilà. Quando qualcuno muore e viene sepolto, egli ne scava la tomba e saluta la sua anima, quindi lo conduce agli inferi.

Ecco che quando ho scoperto che l’appellativo del titolo viene semplicemente usato da uno dei protagonisti per definire sé stesso, sono rimasto un po’ deluso…

Ma, come dicevo, a parte questo piccolo particolare, l’albo contiene una storia davvero bella di magia nera e zombie (tanti, tanti zombie!), ambientata nella tenebrosa New Orleans, conosciuta come la città d’America più pregna di magia e mistero, in particolar modo di quella pratica antica chiamata vudu. Proprio lì, infatti, all’inizio del XIX secolo, molti migranti haitiani fuggiti dalla rivoluzione arrivarono in Louisiana, portando con sé la loro religione: il vudu haitiano.

Stefano Fantelli, scrittore e sceneggiatore che ha indubbiamente il genere horror nelle sue corde (potete leggere una sua intervista sul n. 332 di Fumo di China in edicola questi giorni), delinea molto bene i numerosi personaggi coinvolti nella vicenda:

ATTENZIONE: SPOILER !!!

Zagor, pronto a correre immediatamente in aiuto dell’amico “Guedè” Danseur e a battersi sia dalla parte degli schiavi sia contro nemici soprannaturali soverchianti. In poche parole, è davvero emblematica la frase pronunciata da Cico a un certo punto della storia: “Lui è Zagor!”, e lo è pienamente anche in questa avventura.


Cico, figura “razionale” della storia (non esita a dare del matto a Zagor che sulla scorta di un semplice sogno vuole mettersi in viaggio sotto un terribile acquazzone), esperto internazionale di cucina (cita alla perfezione la ricetta del “gumbo”) e attivo quanto basta per aiutare Zagor quando necessario (esilarate la scena del suo intervento in uno scontro a fuoco: “Avete dimenticato il nanerottolo!”).



Il ricco possidente Alan Cummings, che sfrutta gli zombie per farli lavorare nella sua miniera di zolfo e che è un cattivo “sino al midollo”, arrivando ad ordinare persino l’uccisione della propria figlia che si è ribellata a lui.

Il bokor Sucre de Mort, figura negativa ma che agisce sostanzialmente perché ricattato dalla minaccia di ripercussioni contro sua figlia, tenuta prigioniera da Cummings, del quale egli stesso avverte la grande malvagità, addirittura superiore alla propria.

Brigitte, la figlia di Cummings, ribelle per carattere già di suo, che dopo il suicidio del fidanzato provocato da un sotilegio vudu trova il coraggio di opporsi al padre trasformandosi in un abile cecchino che pone definitivamente termine alla carriera terrena di Sucre de Mort e distrugge la miniera di zolfo del padre.


“Guedè” Danseur, motore dell’intera vicenda - anche se non troppo attivo in quanto a partecipazione concreta, ma è nel giusto "stile” del personaggio - e perfetta spalla di Cico per alcune battute (“Mi piace Zagor perché è sempre diplomatico!”).

Yolande, l’anziana di colore che dà rifugio a “Guedè” Danseur colpito dalla magia vudu e che si proclama orgogliosamente “libera”.

René, lo zombie con la chitarra che, da apparentemente iniziale semplice comparsa, torna per fare giustizia nei confronti di Alan Cummings.

La trama richiama molte caratteristiche delle precedenti storie zagoriane (ad es. il sogno “rivelatore” già citato, gli zombie affrontati ad Haiti, i pupazzetti utilizzati per la magia nera) e contiene anche interessanti accenni storici, come la piaga dello schiavismo nel meridione degli Stati Uniti e il fatto che ad Haiti è stata proclamata la prima repubblica nera dell’intera America.


Insomma, una storia piacevole da leggere, anche grazie ai disegni di un Marcello Mangiantini in ottima forma, ai quali il colore conferisce quel tocco in più che, forse, con il bianco e nero sarebbe mancato.

Da ultimo, segnalo questa bella vignetta di sicuro effetto, che personalmente ho molto apprezzato:

Rimane ora un unico “lato oscuro” della vicenda: che fine farà la figlia (peraltro mai mostrata) di Sucre de Mort? Vorrà vendicarsi per la morte del padre (nonostante fosse un malvagio stregone)? Forse lo scopriremo in futuro… Per adesso aspettiamo di leggere la prossima prova zagoriana dei due autori di questo Color, che sarà il sequel della classica storia sclaviana “La montagna dei dei” e che dovrebbe essere pubblicata quale Speciale Zagor dellanno prossimo.

 


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