domenica 18 ottobre 2020

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (22)


Amici zagoriani,

ecco a voi le…….. domande perdute!


Come spiegato nel post precedente,

questa serie di domande avrebbe dovuto essere

- cronologicamente parlando - la n. 21.


È invece accaduto che per qualche oscuro motivo

(gli agenti di Altrove stanno indagando…)

il file spedito si è “smarrito” nella rete

e il buon Moreno Burattini (che non finiremo

mai di ringraziare per la sua disponibilità)

ha risposto alla serie successiva (pubblicata il 05.10.2020)

“saltando” incolpevolmente questa.


Ma poiché nulla sfugge a questo superiore comando,

non appena accortomi del fattaccio ho provveduto

a inviare nuovamente il file a Moreno

e lui ha prontamente dato risposta alle vostre domande!


Il tutto (d & r) lo trovate qui sotto…


1 – Ciao. Vorrei chiedere a Moreno Burattini se in futuro si avrà la possibilità di vedere all’opera su Zagor il disegnatore Corrado Roi. Grazie.

Corrado per primo è venuto spontaneamente a consegnarsi, proponendosi (conosce benissimo Zagor) ma pare sia indispensabile su altre testate.

2Caro Moreno, vedremo mai Zagor alle prese con avventure ispirate ad alcuni dei libri di Stephen King come “I sonnambuli”, “Cose preziose”, “The mangler” o “La creatura del cimitero”, oppure “L’estate della paura” di Dan Simmons? Grazie.

Citi due autori che sono mio personale olimpo, e alcuni loro libri che amo particolarmente. Diciamo che sia King che Simmons hanno già offerto alcuni spunti. Penso a “L’orribile maledizione” (Maxi Zagor n° 1, 2000), storia debitrice verso “L’occhio del male”, e a “Non umani” (Zagor 613, 2016) dove comprare lo Shrike, creatura aliena che ha turbato i sonni dei lettori della saga di Hyperion. Riguardo ai “Sonnambuli” mi fa piacere ricordare come i gatti siano i risolutori della vicenda ne “Il maleficio di Anulka” (Zagor Speciale n° 19, 2007). Sicuramente i due autori fanno parte degli ispiratori miei e di altri sceneggiatori.

3 – Nella saga di Zagor è soprattutto Cico a fare da spalla comica, oltre a diversi comprimari minori come Trampy, Drunky Duck, ecc. Cercando di non renderlo eccessivamente comico, un ritorno fuori serie o nella serie regolare di Jerome P.G. Belltower può venire preso in considerazione? Ripeto, senza esagerare con la comicità, e magari avendolo di nuovo al fianco del Messicano, anche se non si sono lasciati benissimo.

Sono molto affezionato a Jerome P.G. Belltower, nel cui nome e cognome si nascondono tre umoristi che mi hanno allietato la vita (Jerome Kapkla Jerome, Pelham Grenville Wodehouse e Achille Campanile). Mi fa piacere la tua proposta. Ci penserò.

4 – Gentile Moreno, ha mai pensato ad una storia in comune che vedrebbe protagonisti, o meglio comprimari di una storia più grande di loro, il detective Bat Batterton ed il Conte di Lapalette?

Sarebbero davvero una bella coppia. Per il momento accontentiamoci di vederli tornare entrambi ma in due Color separati, che sono in via di realizzazione.

5 – Pur essendo stata utilizzata per permettere a Jonathan Clark di finire in prigione, l’imbrogliona Madame Swarkoff, può venire ripresa per future avventure a sé stanti?

Perché no? Segnata in agenda.

6 – Caro Moreno, cosa ne penseresti di aggiungere nelle storie di Zagor dei riferimenti a malattie genetiche al tempo alcune conosciute ed altre senza una terminologia (Schizofrenia, Disturbo Bipolare, Sindrome di Down), senza trasformare le storie in un trattato medico e mantenendo naturalmente il totale rispetto verso chi ne soffre veramente?

E’ sempre difficile trattare il tema della malattia, appunto perché lo “sfruttamento” del malato come personaggio rischia di sembrare irrispettoso verso chi soffre veramente di quel male. Tuttavia sono riuscito a farlo, spero in modo convincente, con la lebbra (“L’isola dei lebbrosi” è lo Zagor n° 352, del 1994) e con le deformazioni dei freaks (“Ombre nella foresta”, Zagor n° 533,  del 2009). Si parla di malattia anche nel caso dell’epidemia di malaria a Monrovia (“La terra della libertà”, Zagor n° 425 del 2000). Tu chiedi una storia ancora più delicata, su problematiche psichiatriche o sulla Sindrome di Down, e la sfida è stimolante. Ci penserò.

7 – Caro Moreno, ti scrivo per chiedere se, dopo la storia racchiusa nel Maxi “Brividi da Altrove” ed intitolata “Le radici del male”, sia nei piani un sequel sempre scritto da Cavaletto oppure dagli altri sceneggiatori che sono presenze fisse nella serie. Viene infatti accennato che Altrove possa essere in procinto di andare a tastare di persona il terreno riguardo agli eventi soprannaturali di quella mini-storia.

Per realizzare un sequel occorrerebbe un soggetto che non ricalchi quel che si è già visto ma lo sviluppi in modo nuovo e convincente, e c’è il problema di dove collocare questo seguito, visto che se uscisse sulla serie regolare i lettori della Zenith (più numerosi e non coincidenti con quelli del Maxi) potrebbero non raccapezzarsi (in altre parole, il sequel dovrebbe comunque essere leggibile autonomamente). Ignorando le grida di protesta dei fautori del western puro a cui viene l’orticaria solo a sentir rammentare il nome “Altrove”,  vedo però nella tua proposta uno spunto per un ritorno di Poe sulle pagine dello Spirito con la Scure (ammesso che la storia del Maxi “Brividi da Altrove” non fosse appunto una invenzione letteraria del buon Edgardo). Non c’è nessun progetto, per il momento, ma  ci possiamo pensare.

8 – Il personaggio di Danah della storia “Sacrificio Umano” del Maxi “Brividi da Altrove” è stato in qualche modo ispirato da quello interpretato da Danai Gurira in “The Walking Dead”?

A livello grafico è proprio quello il modello che ho suggerito a Enzo Troiano. A me Danai Gurira piace moltissimo, da tutti i punti di vista.

9 – Mi dispiace dover scrivere le seguenti righe, ma rileggendo la storia con Brad Barron e Zagor, con possibile seguito a quanto ho capito dalle tue risposte in questa rubrica, la cosa mi dispiacerebbe eccome. Sia chiaro che accetto altri sceneggiatori e disegnatori provenienti da altri personaggi, e che la mia opinione può non essere condivisa da altri, ma vederli nuovamente insieme non mi stuzzicherebbe nell’acquisto di questo fumetto. Ho letto anche di Dampyr, ma non è stata ancora realizzata la storia e quindi non posso far altro che tacere di fronte ad una cosa non ancora letta. Sfortunatamente sono rimasto deluso da questo Team-Up, ritenendolo ancora dopo tanto tempo assolutamente non necessario una volta, figuriamoci due. Vorrei quindi chiedere se sei davvero interessato personalmente, come curatore, o lo sia lo sceneggiatore della prima storia, a riproporre un duo come il loro pur sapendo di non andare incontro alle preferenze di qualcuno dei vostri lettori più affezionati?

Non c’è in progetto, per il momento, nessun nuovo team-up fra Zagor e Brad Barron. Perciò, stiamo parlando del nulla. Tuttavia è vero che il finale dell’albo con il loro primo incontro è aperto a ogni possibilità. Potrebbe persino accadere che lo Spirito con la Scure debba affrontare da solo le creature dei Morb. Ma, ripeto, per ora non se ne parla. Tuttavia, è sicuramente escluso che Brad Barron entri a far parte dell’universo zagoriano come comprimario stabile o ricorrente, perciò, nella peggiore delle ipotesi (peggiore dal tuo punto di vista) potrebbe trattarsi di rivederlo in un altro Color o in uno Speciale di qualche tipo. Niente di più. Considerando che è normale nel fumetto seriale l’alternanza di storie che piacciono di più con altre che piacciono di meno, non me ne farei una malattia. Basta ignorare quell’albo e aspettare il successivo.

10 – Quando riusciremo a rivedere il Dottor Sand?

Mi piacerebbe dire che accadrà presto, però ora non lo vedo all’orizzonte. Ma ho in mente di dedicargli un Color, prima o poi.

11 – È possibile che alcune creature di Howenstein de “Il Sudario Verde” possano essere sopravvissute ed ancora in libertà con possibile ritorno in scena?

Possibilissimo. Perché no?

12 – Gentile Moreno, ti chiedo se il duo Sedioli-Verni sia stato creato solo per necessità oppure perché hai voluto provare una strada innovativa per due disegnatori che non avevano mai avuto modo di lavorare in team in precedenza? Cosa ti ha spinto ad affiancare proprio loro due? Quali sono le loro affinità?

Tutto è nato quando Marco Verni ha chiesto l’aiuto di Gianni per realizzare la storia ambientata in Cile. Lo ha proposto lui, un po’ timoroso nel dover raffigurare scenari diversi dal solito e cataclismi come terremoti e tsunami. Li abbiamo fatti provare e si sono rivelati la coppia perfetta. Anche perché vicini di casa. Quasi.

13 – Caro Moreno, hai mai avuto per la mente il modo di far tornare Sharp, Shana e Josh de “Il Villaggio della Follia”? Anche solo per far capire se la redenzione di lui sia stata totale. 
 
Giro la domanda a Jacopo Rauch, a cui il curatore di questo blog dovrebbe, prima o poi, fare una intervista o passargli i quesiti dei lettori.
 

14 – Gentile Curatore della Serie Zagor, Le chiedo se possa essere visto di nuovo in azione Pioggia Silente, della storia “Un Lord a Darkwood”.

In questo caso ci sarebbe da interpellare Luigi Mignacco, che sicuramente ci legge. Sono infatti del parere che chi ha creato un personaggio abbia il diritto di prelazione per il ritorno.

15 – È previsto il ritorno di Preacher de “L’Angelo della Morte”?

Personaggio interessante. Ma è di proprietà di Mauro Boselli, serve il suo permesso (per mio scrupolo, per i motivi detti poco sopra).

16 – Caro Moreno, avendoti letto parlare di Molok, mi chiedo se tu non possegga già qualche idea a proposito di un suo rientro in scena.

Assolutamente sì. Fermo restando che è già tornato, in qualche modo, in “Magia indiana” (Zagor n° 500).

17 – Caro Moreno, ti scrivo per rammentarti di uno degli infiniti personaggi passati fra le storie di Zagor. Mi riferisco a Margit Veszi di “Giustizia Sommaria” e ti chiedo cosa ne pensi a proposito, se ti è piaciuta la sua interpretazione grafica e se possa essere pronta per un ritorno dopo tanto, tanto tempo da quando venne creata proprio dalla tua mente? Con l’avvicinamento della trasferta europea, che possa ella apparire in Ungheria?

L’interpretazione grafica di Roberto D’Arcangelo è stata funzionale alla storia, breve e più psicologica che d’azione. Nella trasferta europea Margit non ricompare, perciò se la rivedremo sarà a Darkwood. Il problema è trovare una storia in linea con il personaggio (che sostanzialmente è solo una donna con problemi di integrazione nel Paese dove è immigrata, sradicata dalla sua terra), che non ripeta quanto si è già visto. Sono contento, però, che qualcuno la ricordi. A me, “Giustizia sommaria” è sempre piaciuta.

18 – Il maestro Ade Capone, coadiuvato dagli splendidi disegni di Paolo Bisi, ha lasciato in eredità “Il Ritorno dei Lupi Neri”. Come sceneggiatore te la sentiresti di riprendere quella storia, con la copia dei progetti fatta e nascosta, e con le armature ritrovate in fondo a dove c’è stata l’ultima esplosione?

Solito discorso: serve uno spunto che non tradisca le premesse ma che non ripeta le situazioni già viste. Ade, però, si merita di essere ricordato in ogni occasione e far rivivere i suoi personaggi è sempre un buon modo.

19 – Caro Moreno, cosa ne penseresti di una storia con protagoniste sia Blondie che Gambit?

Ne penserei tutto il bene possibile.

20 – Nell’avventura “Tentacoli” il finale viene lasciato leggermente aperto. Da questo spiraglio, potrebbe nascere un coinvolgimento di Altrove a proposito dello scovare qualche parassita ancora in vita oppure la presenza di un Padre, pensando che la Madre non potesse riprodursi da sola?

Altrove deve indagare su un sacco di casi misteriosi, in effetti. Ripensando a “Tentacoli” mi vengono in mente i figli piccoli di Marco Verni spaventati dai disegni del padre in cui comparivano i vermi neri. Buono lo spunto. Vedremo.

 

lunedì 5 ottobre 2020

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (21)

Amici zagoriani, come ho già scritto nei post precedenti

in questi ultimi tempi le vostre domande sono aumentate

e poiché mi è stato chiesto che ogni serie sia composta da

un numero non superiore a 20, esse si sono accumulate

e attualmente siamo giunti alla compilazione della venticinquesima serie.

Ma non temete: a tutte verrà data prima o poi risposta!!!


Da ultimo, vi segnalo un fatto curioso:

la domande/risposte di questa ventunesima serie

in realtà avrebbero dovuto trovare posto nella ventiduesima.

È invece accaduto che le vostre 20 domande della ventunesima serie si sono “perdute”

tra le numerose mail ricevute da Moreno Burattini, al quale sono purtroppo passate inosservate.

Non così quelle delle ventiduesima serie, che troverete qui sotto elencate

e alle quali Moreno ha fornito le risposte.


Anche in questo caso, nessuna paura:

ho rimandato la serie “dispersa” al nostro curatore zagoriano

 che provvederà a rispondere appena possibile!


Ora vi saluto e vi lascio alla lettura…

1 – Con l’avvicinamento dell’inizio della trasferta europea e col ritorno dei vampiri, ti chiedo se potremo rivedere in essa anche il Dottor Metrevelic ed il Colonnello Korasi?

Mi pare che, data la vicinanza della trasferta europea, sia meglio lasciare la curiosità e il gusto di verificare sui cinque albi ormai prossimi.

2Gentile Moreno, vorrai mai spiegare il perché Cico non porta più il sombrero dopo poco l’inizio della serie?

Fu una scelta di Ferri, perché (lo ha detto lui più volte) era difficile da maneggiare nell’impostazione delle vignette: nascondeva troppo, a seconda delle inquadrature, il volto di Cico, e ingombrava la scena, occupando spazio. In più, nella foresta di Darkwood, folta e impenetrabile, un simile copricapo si impiglierebbe di continuo nei rami, oltre a essere del tutto inutile (non ci batte il sole).

3 – Signor Burattini, vorrei fare una riflessione con lei a proposito della storia “La Figlia del Mutante”. Secondo me il finale pone le basi verso il futuro. Non tutto, per me, è così chiaro. Non avvertire Altrove per evitare una brutta figura rende Barryman molto più misterioso del normale. La scena finale con lo scoppio della testa fa “udire” le parole dello psichiatra ma non vediamo Sophie leggergli veramente la mente. Secondo la mia modesta opinione la testa esiste ancora e Barryman ne ha tratto qualche potere. E forse ha fatto scoppiare lui la testa a Sophie non permettendole di entrare nella sua e morendo nel provarci. Aveva portato con sé la maschera di legno ma non gli è servita, dandola a Zagor. Ed è possibile che sia stato lui ad immettere nella mente di Sophie l’immagine e le parole del padre, forse con l’ipnosi o, appunto, con qualche potere preso dalla testa del Mutante. Cosa ne pensa di ciò?

Penso che dovrebbe fare il soggettista. Complimenti, sul serio. Naturalmente, mi consenta di non dire se è quel che ho in mente io, oppure no.

4 – Esiste l’intenzione di riportare alla ribalta l’ormai ex Governatore Herrera di “Aquila Nera”?

Jacopo Rauch per ora non me ne ha mai parlato, direi che spetta a lui farsi avanti.

5 – Caro Moreno, ha mai pensato di approfondire la vita passata dei componenti della Golden Baby, a parte Fishleg e Ramath, perlomeno quelli più significativi come Zarkoff?

Sì, certamente. Credo che lo faremo. Di sicuro c’è un Color in lavorazione dedicato a Virginia.

6 – Egregio Moreno, può gentilmente spiegarmi la vera motivazione che ha spinto Eva Dunkopf a rapire Icaro La Plume per arrivare ad Ol Undas? Personalmente, lo dico con sincerità, non ho compreso il suo reale obiettivo. Grazie per la risposta e buon lavoro.

Lo spiega lei stessa, magari in modo non del tutto chiaro. Però, se c’è una città di origine atlantidea, nei cui sotterranei si nascondono tecnologie futuribili, impossessarsi di qualcuno di questi segreti può sicuramente arricchire. Così come può portare dei vantaggi essere la prima a dare la notizia al mondo. Vale la pena, sicuramente, di andare a dare un’occhiata – facendosi aiutare dal Barone La Plume, che c’è già stato e soprattutto che è in grado di governare una nave volante.

7 – Di personaggi famosi ne sono apparsi, all’interno delle Storie di Zagor. Mi vorrei soffermarmi sulle fattezze di alcuni comprimari, ed a volte anche dei protagonisti. Da Brigitte Bardot a John Wayne, passando per Bud Spencer. Le chiedo chi le piacerebbe vedere rappresentato, come volto, nelle storie a venire?

Se parliamo solo di sembianze, a volte i personaggi nascono, nella mente dello sceneggiatore o del disegnatore, già “interpretati” da attori particolarmente adatti al ruolo. Se l’identificazione è nella mente di chi scrive, come nel caso di Ian McShane utilizzato per dar vita al bieco mister Harbour nella storia mia e di Saudelli, viene suggerito all’illustratore il modello; altre volte però è chi disegna a visualizzare un certo personaggio con il volto di qualcuno, come nel caso di Blondie che, secondo Massimo Pesce, è Brigitte Bardot. Non ho una lista di attori da utilizzare, ogni storia fa nascere suggestioni spontanee. Di sicuro, però, tipi come Jason Statham o Jeffrey Dean Morgan balsano facilmente davanti agli occhi.

8 – Caro Moreno, voglio farti i complimenti per la storia “Creatura d’acqua” e per aver utilizzato un numero di strisce diverso per il disegnatore. Ti vorrei chiedere se tu abbia l’intenzione di rendere il Professor Leopold, personaggio assolutamente non sopra le righe, ricorrente al pari di Verybad.

Grazie per i complimenti per “Creatura d’acqua”, che fanno piacere visto che sono riferiti a una storia tutto sommato decisamente minore. Però, riflettendo, un mostro liquido di quel tipo, non è una cattiva idea. Non credo che rivedremo nessuno dei due geologi di quell’albo, a meno che non si decida di fare un seguito alla vicenda – cosa che per ora non è in programma.

9 – Gentile Moreno, c’è la possibilità di rivedere qualche Uomo Puma rimasto senza guida dopo la morte del proprio leader?

La possibilità c’è di sicuro, però non ci sono storie in programma che lo prevedano. Come al solito, mi segno lo spunto.

10 – Caro Moreno, quando potremo ammirare il sequel de “L’orrore sepolto”?

Lo sta disegnando Della Monica. Probabilmente la storia uscirà nel 2022.

11 – Gentile Moreno, è già in programmazione il seguito de “Il rapimento di Icaro La Plume"? Se sì, quando lo potremo leggere?

Mirko Perniola e io stiamo lavorando al soggetto. È presto per fare previsioni.

12 – Potremo rivedere Michele Pepe in versione Elfo in una storia futura?

Sarebbe molto bello. Però improbabile.

13 – Caro Moreno, premesso che, alla data di invio di questa domanda il Maxi Zagor di Settembre 2020 non è ancora uscito, ti chiedo se fosse possibile accoppiare Christopher e Josh de “Il villaggio della follia” per far imparare entrambi a capirsi (pur se uno dei due è muto), e ad accettarsi per quello che sono, rimanendo legati da una solida amicizia?
 
Il Maxi di settembre ha portato la storia in un’altra direzione, ma in futuro non si sa che cosa potrebbe succedere. Vero è che ci sono più collegamenti con la sottotrama del mutante.
 

14 – Riusciremo mai a rivedere la presunta fidanzata di “Guitar” Jim apparsa in “Veracruz”?

Mo’ me lo segno. Scherzi a parte, è uno spunto anche questo.

15 – Caro Moreno, ti scrivo per chiederti quale è il rapporto di Zagor e Cico con la religione? Se per il Messicano la citazione della Madonna del Pilar gli esce spesso e volentieri, per Zagor non si è mai compreso bene cosa ne pensi. Hai notizie da dare in merito?

Di sicuro Cico è cattolico, essendo nato in Messico, e ha una sua certa religiosità visto quanto si raccomanda alla Vergine. Erano cattolici anche il papà e la mamma di Zagor, in quanto irlandesi entrambi. Ne “Le origini” n° 1, Mike Wilding viene persino definito “papista” (un epiteto molto comune nell’America protestante, per designare i seguaci della Chiesa di Roma). Però non si è mai avuto evidenza del fatto che il giovane Patrick abbia avuto una istruzione religiosa. Lo abbiamo sempre visto rispettoso di ogni culto (salvo quelli di sette occultiste o demoniache) e molto laico nei suoi atteggiamenti, come si conviene a qualcuno che si dedica a fare il peacekeeper .

16 – Se anche Garibaldi, secondo un’altra serie Bonelli, è stato Agente di Altrove, potrebbe apparire come loro collaboratore in una storia di Zagor?

Il problema è individuare una finestra temporale utile, essendo la biografia di Garibaldi fin troppo nota nei dettagli, con pochi margini alla fantasia.

17 – Caro Moreno, mi ricordo di tal Pronzini, l’italiano ubriacone dell’avventura con Banack e la River Patrol. Come lettore e curatore ti piacerebbe farlo tornare?

Perché no? Per il momento stiamo lavorando, però, al ritorno di Banack.

18 – Gentile Moreno, ho letto in giro che ci sarà un seguito de “Le Strade di New York”. Ritroveremo Pike ed il cane Buck?

È un progetto ancora da realizzare, ma quando sarà realizzato, sicuramente sì.

19 – Quando rivedremo “Honest” Joe? Potremo mai avere un’avventura in concomitanza fra la sua Dragoon e la Golden Baby?

Letta questa domanda ho telefonato a Jacopo Rauch suggerendogli di pensarci.

20 – È in programmazione il ritorno di Elvin Fishbourne, personaggio caratterizzato sul modello di Elvezio Pesci?

Serve una storia con cani da slitta e neve. Ma appena ce ne sarà una, Elvin/Elvezio (quest’ultimo, campione internazionale di sleddog, grande amico della redazione) tornerà di sicuro.

 

mercoledì 30 settembre 2020

ZAGOR DARKWOOD NOVELS n. 5

 

Quale segreto si nasconde oltre il recinto del Ranch di Ronald Harbour, padre padrone e collezionista di armi?

Perché il figlio Cliff è stato rinchiuso in una cella in cantina e un mandriano picchiato a sangue dai suoi stessi colleghi?

Zagor, coinvolto per caso in un’oscura vicenda, provando a venirne a capo, si trova a rischiare la vita e a cercare di salvare una madre e una figlia, in un drammatico crescendo di rivelazioni e di avvenimenti.

 Quinto numero della miniserie zagoriana “Zagor Darkwood Novels”, nata sull’onda del successo di quella denominata “Zagor - Le Origini” (come peraltro ricordato nell’introduzione a pag. 4 di questo albo), uscita l’anno scorso e attualmente riproposta in volumi cartonati da libreria, a colori.

Lo spunto narrativo di questa miniserie è dato dal giornalista freelance Roger Hodgson che vuole scrivere un libro su Zagor, lo Spirito con la Scure, di cui si sono da anni perse le tracce. Egli ottiene udienza presso un misterioso personaggio che sembra aver conosciuto molto bene il nostro eroe e che è in grado di svelare alcuni aspetti del suo carattere, emergenti non tanto dalle sue imprese più eclatanti quanto da episodi apparentemente di minor peso della sua vita.

In realtà, in queste avventure lo sceneggiatore Moreno Brattini ha cercato di raccontare Zagor come se fosse una persona “vera”, utilizzando un linguaggio contemporaneo. Se volessimo trovare un paragone con un’altra serie del passato bonelliano, potremmo farlo – almeno nell’intenzione dichiarata – con quella di Ken Parker, western originale, di impianto realistico e che a volte ha affrontato anche problematiche “delicate”.

Proprio come l’episodio narrato in questo quinto numero (disegnato dalla guest-star Franco Saudelli) intitolato “Harbour Ranch” e che vede Zagor coinvolto in una storia d’amore tra due giovani, Cliff Harbour – figlio del proprietario dell’omonimo ranch – e Jake, un cowboy falsamente accusato di furto. Mister Harbour, uomo violento e dispotico, ha ordinato ai suoi uomini di massacrare di botte Jake lasciandolo agonizzante sul greto di un fiume; dal canto suo, il ranchero ha messo sotto chiave il figlio perché non possa intervenire. Colui che invece interverrà sarà proprio Zagor che metterà fine a questa triste vicenda.

Devo subito osservare che una storia così realistica e che tratta in modo assolutamente rispettoso (senza mai dichiararla completamente, ma lasciandola chiaramente intendere) la problematica dell’omosessualità e della sua difficoltà ad essere accettata, non sarebbe mai potuta comparire sulla serie regolare, che presenta avventure di stampo “classico” pur nella sua nota contaminazione dei generi. Proprio per questo la collocazione in questa miniserie trova una sua ragion d’essere. Vedremo cosa ne penseranno i lettori zagoriani…

Una parola sui disegni di Franco Saudelli: per quanto parecchio distanti dallo stile a cui siamo abituati, devo però dire che personalmente non mi sono dispiaciuti… Ne discutevo con un amico, il quale invece non li ha apprezzati, e abbiamo concluso che probabilmente io sono “avvantaggiato” dal fatto di essere – contariamente a lui – anche un lettore di super-eroi americani e come tale più abituato al cambio del disegnatore e a trovare stili diversi su una medesima collana…

 ATTENZIONE

S

P

O

I

L

E

R

In merito alla questione dell’identità del misterioso personaggio, sin dalle prime pagine scopriamo qualcosa in più:

1) il servizio da tè utilizzato mostra un disegno a fiori: ulteriore indizio che potrebbe trattarsi di un personaggio femminile;

2) si dichiara che il personaggio misterioso è “giovane” e che sua madre vive ancora a Darkwood.

Ma la rivelazione decisiva avviene proprio nell’ultima vignetta dell’albo!

Tenuto anche conto del suo aspetto e del titolo del sesto e ultimo volume della miniserie, “Fiore della Notte”, è ormai chiaro che il “personaggio misterioso” altri non è che la figlia di Brezza di Luna, la pellerossa apparsa in un racconto breve disegnato da Lola Airaghi ed apparso sul Maxi Zagor n. 31.

Non ci resta che attendere un altro mese per scoprire definitivamente l’arcano e per sapere – almeno spero! – che fine abbia fatto il nostro Spirito con la Scure!!!

 

venerdì 25 settembre 2020

A DOMANDA… MORENO RISPONDE (20)

 

A distanza di un solo giorno dalla precedente,

(praticamente alla velocità della luce)

 ecco a voi

la ventesima puntata della rubrica

A domanda… Moreno risponde”!


Partiamo con un po’ di domande sui tanto richiesti “ritorni”…

1 – Scusandomi in anticipo per l’ennesima richiesta sui ritorni che sono già stati richiesti a più riprese da numerosi utenti, vorrei chiederLe se abbia od abbia mai avuto in cantiere una storia che vede il ritorno di Stiletto?

Verrebbe da dire che uno con un nome così non si merita un ritorno, ma del resto io mi chiamo Burattini, buffo uguale. Scherzi a parte, per il momento non è in programma.

2 – Mr. Steel tornerà nella trasferta europea? E Don Chisciotte Escobar?

Nella trasferta europea, non torneranno.

3Caro Moreno, il personaggio di Entak avrebbe molto da raccontare, secondo me. Lo potresti riprendere in futuro?

E’ una possibilità. Se arriverà una buona proposta, sono disposto a prenderla in considerazione.

4 – Sono sempre rimasto incuriosito dalla fine fatta da Kirk Wheeler. Non essendone stato trovato il corpo dopo la caduta, si presume essere vivo. Puoi dirci se hai qualche idea al riguardo e se lo potremo rivedere sulle pagine di Zagor?

Kirk Wheeler è un personaggio interessante, perché ha agganci con il passato di Zagor. In effetti potrebbe essere un buono spunto.

5 - Riprendendo un discorso da lei fatto nelle risposte ad una domanda di questo Blog, vorrei chiederLe se anche la storia riguardante “Smiling” Joe debba andare annoverata fra quelle da non riprendere in mano al giorno d’oggi. È stato inventato per creare una storia breve fra avventure più importanti, riuscendo però a caratterizzare in maniera sublime il personaggio in questione. Posso capire che, magari, con una storia lunga potrebbe non sortire più l’effetto sperato (e che avendola data alla luce Nolitta sia un precedente non da poco col quale doversi scontrare) ma non crede che, pur da un piccolo punto nella storia zagoriana se ne possa trarre uno più grande rendendo così variegata la possibilità non tanto di smacchiettizzare la figura in sé, quanto di renderla protagonista di una vera e propria avventura?

Questa è davvero una eccellente idea.

6 - Ci sono possibilità di rivedere non tanto il logorroico Charles Darwin, rimasto ampiamente inviso ai lettori, quanto piuttosto Frate Tomas che no, non è finito bene ma che potrebbe essersela in qualche modo cavata?

Sono sempre perplesso quando qualcuno sostiene che una certa cosa non è piaciuta ai lettori, magari addirittura “ampiamente” non piaciuta. Mi chiedo come si faccia ad appurare. Dai commenti sui forum di qualche decina di più o meno anonimi commentatori? Si potrebbe al massimo dire, allora, che “a qualcuno non è piaciuta”. Ma “a qualcuno” non piace mai nulla. I lettori del resto sono quattro per ogni copia venduta (una volta venne stabilito questo rapporto) quindi centoventimila. Più quelli all’estero. L’incontro con Darwin, come la storia successiva a mia firma, quella in Terra del Fuoco, sono, per quanto mi riguarda, fra le cose migliori che ho scritto. Le implicazioni scientifiche e filosofiche, oltre che alla documentazione, che ci sono dietro, sono più che notevoli. Se poi “qualcuno” giudica non degne di interesse  la scienza e la filosofia (declinate comunque in termini avventurosi), allora capisco.  Peraltro, non è che non ci fossero documentazione e verbosità, dove servivano, nelle storie di Nolitta (si vedano, per esempio, le spiegazioni sui riti magici haitiani o sugli usi e costumi dei samurai). Ho approfondito l’argomento Darwin sul mio blog, in questi articoli: http://morenoburattini.blogspot.com/2013/10/terremoti-e-tsunami.html e http://morenoburattini.blogspot.com/2013/11/sotto-il-cielo-del-sud.html. Non pretendo che si leggano, ma se qualcuno volesse farlo, sono lì. Nel secondo di essi, riporto anche giudizi positivi – che magari potranno sembrare incredibili ai detrattori, ma ci sono stati. Nel mio libro “Io e Zagor”, di cui parlo qui http://utilisputidiriflessione.blogspot.com/2020/05/io-e-zagor.html, si approfondisce ulteriormente l’argomento, anche quello di quanto realmente contano i pareri sui forum. Mi permetto soltanto di segnalare che sull’incontro fra Zagor e Darwin ci sono stati lavori fatti nelle scuole, lezioni universitarie e una conferenza del CICAP. La cosa ha ottenuto molta più attenzione di una qualsiasi altra storia con personaggi non verbosi. Spero che mi si vorranno comunque accreditare anche storie non verbose: anche se si hanno in uggia i personaggi storici, basterebbe essere contenti per quelle e sopportare quegli altri le poche volte che ci sono. Aggiungo che Charles Darwin, fra i personaggi storici, è uno fra i più simpatici e positivi di cui mi sia interessato. Ciò detto, spero che Frate Tomas bruci nel profondo dell’inferno per l’eternità.

7 – Gentile Moreno, ti scrivo per chiederti notizie a proposito del Maggiore Stryker de “I Cosacchi dello Yukon”. Hai in mente tu, o qualche altro sceneggiatore, delle idee per un suo ritorno? Parteciperà alla trasferta di Zagor in Europa, direzione Russia?

La trasferta in Europa non prevede, ahimè, nessuna visita in Russia. Riguardo al Maggiore Stryker, chiederò a Mirko Perniola se ha progetti in merito. Grazie per il “gentile”, mi fa piacere sentirmelo, ogni tanto, dire.


Ed ora le altre…

8 – Nella storia di Takeda che si trova in lavorazione appariranno dei Ninja? Se no, potranno essere protagonisti in futuro di una storia insieme a lui oppure dedicata completamente a loro senza per forza inviare Zagor in Asia?

Sulla nuova storia con Takeda vige il top secret perché si tratterà davvero di qualcosa di clamoroso.

9 – Caro Moreno, personalmente preferisco le storie realistiche, quantomeno verosimili. Ben consapevole che Zagor è un contenitore di molti generi, devo però rilevare che l’elemento fantastico durante la cosiddetta Golden Age era episodico, tendenzialmente si sconfinava nel fantastico una volta all’anno... Oggi questo avviene con molta più frequenza. È casuale? Non sarebbe il caso di tornare ad una maggiore moderazione in questo senso?

Ho risposto molte volte su questo punto. L’ultima volta, l’ho fatto qui: http://morenoburattini.blogspot.com/2020/08/il-secolo-scorso.html. Ti prego di andare a leggere, se già non l’hai fatto. Secondo me c’è una perfetta alternanza che, in ogni caso, rispecchia l’andamento del periodo nolittiano, sclaviano, toninelliano, boselliano. Riguardo alla Golden Age, ricordo che Nolitta, nelle sue prime storie (si possono facilmente controllare quelle firmate da lui da poco ristampate su Zagor Classic) scrisse una dopo l’altra le avventure con Titan, con Iron Man, con i Padroni del Fuoco, con gli Antichi Egizi, e che la sua ultima sceneggiatura riguardava gli Akkroniani e le armi magiche con cui si potevano sconfiggere. Poi, liberi tutti di dimenticarsene. Vorrei anche aggiungere che, liberi di non crederci, la stragrande maggioranza dei soggetti che vengono presentati per Zagor da professionisti e da aspiranti autori è di genere fantastico-orrorifico. I miei collaboratori potranno testimoniare quanti gliene boccio dicendo, per esempio, che basta con gli stregoni di Darkwood che sembrano tutti Gandalf o Mago Merlino. Ciò significa che Zagor viene “percepito” come fumetto della contaminazione fra fantastico e realistico. Quando poi si fanno storie realistiche, come per esempio quella dell’incontro con Darwin, escono fuori quelli che contestano la contaminazione con la Storia (vedi la domanda n° 6). Dato però che i partigiani del “realismo” (ammettendo che Darkwood stessa possa essere considerata una ambientazione realistica, cosa che non è) imperversano sui social, mi impegno a censurare ancora di più tutte le magie e i mostri, sperando che non insorga la fazione avversa, quella di chi preferisce il fantastico.

10 – Dalla sua prima apparizione nell’episodio “Delitto a bordo” alla sua ultima apparizione nell’episodio “Il tempio delle mille morti”, Virginia Humboldt è stata una studentessa per tutto il tempo. Sicuramente sono passati molti anni tra queste storie, molto di più del solito semestre da studente. Virginia è una pessima studentessa? È prevista la sua nuova apparizione?

Le apparizioni saranno più di una. Vedremo se si sarà laureata. Faccio solo notare qualcosa che dovrebbe essere assolutamente scontato: il tempo su Zagor è più o meno cristallizzato. Non solo Virginia resta una studentessa, ma anche Fishleg non invecchia, al pari di Zagor e Cico.

11 – Io avrei due domande da fare a Moreno: è prevista una ristampa anastatica delle strisce di Zagor? Joevito Nuccio su quale storia sta lavorando e quando sarebbe (uso il condizionale...) prevista l’uscita ? Grazie

Sulle ristampe anastatiche ci stiamo riflettendo (ovvero, ci riflettono altri, in altri uffici ai piani alti) e io, come te, spero di poter scoprire prima possibile che si faranno. Joevito sta lavorando al sequel della storia sua e di Rauch su Winter Snake, e l’uscita è prevista per il mese dopo la consegna della sua ultima tavola. Dipende solo da lui (quasi).

12 – Caro Moreno, ti scrivo per farti i complimenti su Change, immaginando di non essere l’unico. Per quanto possa essere stata criticata, la storia “Non Umani” ha lasciato in dote a noi zagoriani una figura deliziosa e che si rivela essere assolutamente migliore (ci voleva poco) dei suoi terribili e malvagi compagni alieni. Non sto dicendo che, in tutto e per tutto, sia stata perfetta, ma Change ha lasciato un’ottima impressione, con Zagor che è rimasto consapevole di doverlo comunque tenere d’occhio. Ad ogni modo, ti chiedo da dove hai preso spunto per un personaggio del genere e se ti saresti aspettato una buona riuscita, anche grafica nelle sue trasformazioni, dello stesso?

Ti ringrazio per gli apprezzamenti. Riguardo Change, ne ho scritto qui:http://morenoburattini.blogspot.com/2016/09/gli-assassini-venuti-dallo-spazio.html. In realtà non c’è una fonte di ispirazione precisa, la fantascienza (scritta, disegnata e filmata) è piena di alieni mutaforma, capaci di prendere il posto di esseri umani. Sono molto più puntuali i riferimenti di Shrike con l’omonima, mostruosa divinità fatta di lame della saga di Hyperion di Dan Simmons. Aggiungo che di Change torneremo a sentir parlare, più prima che poi.

13 – Nella storia “Vittoria!”, Fishleg ha colpito il professor Hellingen al petto con un arpione. Zagor, Cico e Fishleg sono fuggiti dal nascondiglio di Hellingen, che era in fiamme ed è esploso mentre Hellingen giaceva a terra privo di sensi con un arpione nel petto. Come riuscì a sopravvivere Hellingen? Nella sua successiva apparizione non vennero date spiegazioni e le probabilità che sopravvivesse a qualcosa del genere furono minori che nel caso dell’esplosione del suo laboratorio alla sua prima apparizione.

Andrebbe chiesto a Nolitta, ovviamente (se lo avessi fatto io, non mi sarebbe stato perdonato). Si può solo pensare che la fiocina di Fishleg non abbia fatto danni mortali, o che il professore indossasse una sorta di “giubbotto antiproiettile”. Alla luce di quanto abbiamo scoperto in seguito (nell’albo “Mad Doctor”), può essere anche che Hellingen, in gioventù, studiando i macchinari di Atlantide nella Base di Altrove, abbia scoperto qualcosa (una macchina, un filtro) che lo ha protetto. Va detto però che nei fumetti, soprattutto quelli di un tempo, era ricorrente il fatto che nemici creduti morti tornassero sulla scena senza troppe spiegazioni.

14 – Caro Moreno, Le scrivo in proposito dell’ultima, nonché prima, opera di Claudio Chiaverotti su Zagor. In particolar modo vorrei sapere se il personaggio di Lonely Lonegan sia stato ispirato a qualche persona reale, un cantante presumo, e se sì a chi?
 
Questo andrebbe chiesto a Claudio. Io ci ho visto solo un “tipo”, e in sceneggiatura non c’erano indicazioni per il disegnatore tali da rimandare a un cantante o un artista riconoscibile.
 
 
15 – Caro Moreno, se un giorno qualcuno dovesse utilizzare un personaggio creato da te, nella saga di Zagor, senza venire a chiedertelo personalmente (in un universo alternativo dove non sei più curatore ma “semplice” sceneggiatore) la cosa ti darebbe fastidio?

No. Purché l’uso sia rispettoso. Il curatore, in questi casi, è garante. Aggiungo che, in generale, se i miei personaggi piacciono al punto da ispirare qualcun altro, ne sono contento.

16 – Gentile Moreno, facendoti innanzitutto i complimenti per questa rubrica con la quale hai deciso di rispondere alle domande di noi lettori, ti voglio chiedere se possa esistere la possibilità di una sorta di mash-up, di collaborazione fra il Professor Richter ed un redivivo Barone Wolfingham con nel mezzo Andrew Cain ed un qualche Dio Oscuro rimasto libero nell’universo Zagoriano.

C’è talmente la possibilità, che qualcuno ci sta lavorando.

17 – Caro Moreno, vorrei gentilmente porre una mia teoria a proposito della fine fatta da Mortimer che potrebbe addirittura essersi scambiato in precedenza con Clark (usavano gli stessi vestiti), con lo stesso Clark che, nei panni di Mortimer, ha continuato a fingere di essere il complice fino anche nel ripetere i suoi stessi traumi (la morte di Sybil), con grande effetto attoriale. Quindi ti chiedo se possa essere vicina questa supposizione al possibile sequel di questa storia (dove ovviamente il vero Mortimer, ovvero Clark rimasto per finta morto ai piedi del patibolo, è in realtà ancora vivo)?

Spero che non resterai deluso se ti dico che no, Mortimer non si è scambiato con Clark.

18 – Nella storia “Mortimer: ultimo atto”, Mortimer racconta a Cico di come si stava preparando per la vendetta mentre Zagor e Cico erano in Sud America e Antartica. A pagina 23 dice: “A quel punto, non mi è restato che attendere il rientro di qualunque nave legata ad Altrove, la cui esistenza è nota a troppe persone perché sia ignota a me!”. Altrove è una base super segreta la cui esistenza anche le più potenti organizzazioni straniere non conoscono: come ha fatto un criminale come Mortimer a venirne a conoscenza e della missione segreta in Sud America e Antartica? Inoltre, Mortimer dice che troppe persone conoscono già la base di Altrove, quindi come ha fatto a sopravvivere in segreto fino ad oggi?

Mortimer è talmente geniale che riesce a sapere cose che gli altri non sanno, e non le spiffera. E Altrove è talmente efficiente da nascondersi molto bene .

19 – Caro Moreno, è noto che una nuova storia sui Vichinghi e Guthrum è stata scritta da Jacopo Rauch. Chi è il disegnatore? Quando potremo vederla in edicola e forse scoprire qualcosa sul passato di Guthrum? 

La nuova storia con Guthrum è stata affidata alla collaudata coppia Verni/Sedioli, e giungerà in edicola nella prima metà del 2021. Ciò che scopriremo, lo leggerete allora.

20 – Caro Moreno, sappiamo tutti che Cico si chiama Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales. Tuttavia, nella storia “American Cico” apprendiamo una versione più lunga (Felipe Cayetano Lopez Martinez Gonzales Rodriguez Consalvo Morales Rosales Ramirez Hernandez y Espinosa), ma Cico non è stato interrotto nella sua presentazione e ci ha rivelato tutti i suoi cognomi. Insomma, quale è il vero nome di Cico?

Secondo me, in “American Cico” il nostro messicano si faceva grande come chi vuol essere chiamato Illustrissimo Ingegnere Duca Conte Cavaliere di Gran Croce Sire Sua Santità.