giovedì 23 novembre 2023

Le storie di Drunky Duck (Zagor Più 11)

Questo nuovo numero della collana Zagor Più presenta per la decima volta il format ormai famoso noto come “I racconti di Darkwood”: una serie di brevi avventure racchiuse da una storia “cornice” che funge da incipit, raccordo e chiusura. Il titolo complessivo di questo albo è Le storie di Drunky Duck.

Sotto una sempre dinamica copertina di Alessandro Piccinelli troviamo quattro storie brevi narrate dal simpatico postino ubriacone del titolo, accolto attorno al bivacco di una carovana di coloni condotta da Randy, un’antipaticissima guida (e questa caratterizzazione troverà il suo perché alla fine della storia cornice), accampatasi per la notte nella foresta di Darkwood. Ascolteremo il nostro postino narrare dell’uccisione di Cico da parte di Zagor (!!!), di una spietata bounty killer chiamata Verna, di una dolcissima bambina rimasta orfana per colpa di un gruppo di banditi e di un vecchio trapper davvero indomito… Come sempre, il protagonista principale delle avventure è - naturalmente - lo Spirito con la Scure.

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Iniziamo dalla “storia cornice” scritta da Moreno Burattini, nella quale Drunky Duck allieta i membri della carovana con i suoi racconti, che vede alla fine un intervento in prima persona di Zagor che risolve una situazione che (all’insaputa di tutti) sarebbe potuta diventare davvero pericolosa… I disegni, di stampo classico, sono dell’ormai “collaudato”, e a mio parere sempre più bravo, Stefano Voltolini.

Il primo racconto narrato da Drunky Duck, “La follia di Zagor, spiazza davvero i lettori (che comunque possono ovviamente presumere che l’omicidio di Cico da parte dell’amico nasconda un “trucco”) per buona parte della narrazione. Il bello è scoprire come lo sceneggiatore riesca a motivare la morte di Cico che appare davvero reale! I testi sono sempre di Moreno Burattini mentre i disegni sono affidati agli Esposito Bros, ormai completamente a loro agio con le avventure dello Spirito con la Scure.

La seconda storia, “Il segreto di Verna, vede l’esordio zagoriano sia dello sceneggiatore Davide Rigamonti che della disegnatrice (dal tratto molto moderno) Elisabetta Barletta e vede Zagor impegnato a salvare la vita di un uomo innocente da una bounty killer che nasconde un segreto alquanto singolare… Un personaggio davvero interessante che sarebbe bello vedere ancora in futuro.

La visione dell’acqua di Alessandro Russo (che pare ormai ritornato in pianta stabile su Zagor, e - aggiungo io - con delle prove davvero ottime) è a mio parere la storia più bella del volume. Il personaggio della bambina Dorothy è poetico e commovente. Inoltre, a me le storie che lasciano in sospeso la possibilità che un evento “fantastico” possa essersi effettivamente avverato piacciono molto… Ai disegni troviamo il bravo Max Bertolini, con tavole dotate di molti chiaroscuri che rendono bene la vicenda che si svolge tutta in notturna.

Chiude il volume “Il trapper francese” di Giovanni Eccher, anch’essa molto bella. La vicenda in sé è abbastanza classica (Zagor dà la caccia a un criminale fuggitivo) ma davvero interessante è la figura dell’uomo a cui è dedicato il titolo della storia, una anziano trapper che svolgerà un ruolo risolutivo nella vicenda e si scoprirà essere nientemeno che un ex ufficiale dell’esercito napoleonico! I disegni di Gino Vercelli (un veterano della serie Martin Mystère, qui alla sua prima prova zagoriana), rudi e “sporchi”, non sono proprio in linea con il consueto tratto dello Spirito con la Scure ma hanno la loro ragione d’essere in un racconto come questo.

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In conclusione, anche questa volta il mio giudizio sui “Racconti di Darkwood” contenuti nel volume è nel suo complesso sostanzialmente positivo, nonostante molti critichino le storie brevi e preferiscano quelle di maggior respiro. Sarà che ultimamente ho meno tempo per leggere, ma mi trovo sempre più a mio agio nell’affrontare “short-stories” che non avventure che si dilungano per mesi… Vedremo cosa ne penserò del prossimo ritorno di Supermike che ha tutte le premesse per diventare la storia zagoriana più lunga di tutti i tempi…

 



4 commenti:

  1. Sono tra quelli che non apprezzano la formula degli Zagor+ dispari. Ogni volta che ne apro uno mi sento come se Cico, inviato a un luculliano banchetto, scoprisse che il menù è esclusivamente vegano.

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    1. Eddai, Fabio, a volte anche la verdura fa bene!!! :-D Ciao da Baltorr

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  2. Caro Baltorr, anche noi del Laboratorio Perenne della SBE ci interroghiamo sul minor tempo che tutti hanno per leggere. Ti dico solo che uno dei miei collaboratori ha suggerito di proporre a Peratoons di scrivere e disegnare una raccolta di Darkwood Tales composti di due vignette massimo per racconto. Vedremo. So di poter contare sulla tua descrizione di zagoriano per dirti che Moreno Burattini sta rielaborando una idea che deve essere scaturita all'incrocio di Birdman, il Joker con Joachim Phoenix e Piccolo Grande Uomo. Morbur ha una cultura multimediale, è noto. In sintesi sta pensando ad una testata alternativa - una miniserie col formato degli ultimi Morgan Lost Novels per intenderci - con un Cico centenario in un manicomio che racconta ad una dottoressa dai molti occhi punkissima e colla chioma da moicano di quando era il partner del signore di un regno di una altra dimensione in cui potevi incontrare alieni, vampiri, maghi e mutanti. Cico è un vecchio pazzo? O è davvero una scheggia impazzita nel multiverso? Ha davvero importanza o ci possiamo sedere e goderci una buona storia? Ciao ciao

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    1. Direi che è una scheggia impazzita nel multiverso! Come è impazzito Blogspot che non mi permette di rispondere ai vostri commenti con il mio profilo!!! Baltorr

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