Abbiamo dovuto
attendere quasi due mesi
ma ora eccoci qui
con la
quarantaduesima
puntata della rubrica
“A domanda… Moreno risponde”!
Si parlerà di
sceneggiatori, disegnatori,
dell’ultimo
Speciale Dragonero, delle contaminazioni
fantastiche nella
saga zagoriana, della collocazione
di una storia un
una determinata collana…
e naturalmente di
tanto altro!
Ringraziamo come
di consueto Moreno Burattini
per la sua grande
disponibilità.
1 – Caro Moreno, risulta evidente e giusta l’alternanza di vari
autori sulla serie regolare e sulle testate extra di Zagor. Ti chiedo se ciò
sia dovuto ad esigenze di programmazione, alla volontà di non avere il
monopolio delle sceneggiature basato prevalentemente su un unico autore oppure
se ciò sia dovuto al voler, sempre giustamente, alternare i vari generi
narrativi ed argomenti per non averne alcuni simili gli uni di seguito agli
altri.
Sono
contento dell’aggettivo “giusta” con cui giudichi l’alternanza dei vari autori,
soprattutto intesi come sceneggiatori (la domanda, mi pare, verte su questi).
Il punto è che Zagor esce in edicola, ogni anno, con 2500/3000 tavole inedite,
distribuite su varie testate. Personalmente, a voler essere larghi, non riesco
a garantirne più di mille (considerando anche la mia produzione, pur limitata,
per Tex e per Dampyr). Peraltro, considerando che c’è chi non mi sopporta, non
voglio assolutamente impormi come autore unico, e sono convinto che il
contributo di altri porti idee nuove e fresche. Il problema è che scrivere
Zagor è faticoso e difficile (molto più di quanto possa sembrare a prima vista
o di quanto si illudano gli aspiranti collaboratori). Come editor so quanto sia
complicato imbrigliare l’estro dei diversi sceneggiatori nel mood zagoriano. Trovo fondamentale e
miracoloso (vista la sua facilità di scrittura) l’apporto di Jacopo Ruch, a cui si aggiunge una
piccola pattuglia di altri autori, ognuno (come me) con i suoi pregi e i suoi
difetti. Quindi, riassumendo: non voglio avere il monopolio delle
sceneggiature, per diversificare le calligrafie e vivacizzare l’ispirazione (e
dividerci fraternamente le critiche), ma anche se volessi essere il
padre-padrone dei testi (e non voglio) non riuscirei da solo a coprire il
fabbisogno.

2 – Caro Moreno, crede che “Il viaggio degli eroi”, essendo uno
Speciale Dragonero, abbia più voluto essere un omaggio a Zagor piuttosto che
una sua avventura come co-protagonista? È apparso più come comprimario, a parer
mio, a differenza di Cico che addirittura mi è parso più protagonista del suo
migliore amico. Come giudica nel complesso questa avventura?
I due team-up fra Zagor e Dragonero sono
usciti come Speciali della serie di Enoch
e Vietti e dunque rientrano a pieno
titolo nell’ambito della produzione della medesima. Il fatto che i creatori di
Dragonero abbiano voluto entrambi omaggiare lo Spirito con la Scure,
sceneggiando una storia a testa in cui compare il nostro eroe, non può che
farmi un grande piacere. Però i due racconti sono gestiti, com’è giusto che
sia, secondo gli stilemi dragoneriani, rispettando comunque le prerogative
zagoriane.
3 – Caro Moreno, quale o
quali dei personaggi creati dai tuoi collaboratori attuali ti piacerebbe
utilizzare in futuro in una tua storia?
Ho una
grande simpatia per Henry Raven,
personaggio femminile (il nome abbrevia Henrietta) comparso nel Color “La
vendetta di Gambit”, scritto da Jacopo
Rauch e pubblicato nel 2019. Ma lascerò che sia Jacopo a farla tornare.

4 – Caro Signor Burattini, molte
persone pensano ancora a Guido Nolitta
come modello da prendere in considerazione per confrontarlo con l’attuale
Zagor. Io non rappresento che un affascinato lettore di storie datate e di
storie nuove di zecca, sempre pronto a stupirmi in positivo ed in negativo di
fronte a ciò che più o meno possa piacermi di ciò che assaporo mensilmente. La
mia opinione è che bisogna accettare lo Zagor di oggi come quello di ieri, la
sua evoluzione e non stare troppo a pensare al passato, ma creandoci il futuro
affinché possa campare il nostro eroe preferito fino ad arrivare a chissà quale
anniversario. Ora, prendendo ad esempio le primissime storie, Lei Signor
Burattini, dopo aver fatto tornare il sosia di Zagor, Marcus l’Uomo Volante,
ecc., ha qualche altro personaggio che le piace e che potremmo riuscire a
rivedere in scena, pur trattandosi delle storie dei primi anni ‘60, e che non è
mai tornato, oppure è stato solo citato come la strega Nemis? Visto che le
morti non rischiano quasi mai di essere definitive, non so se può essere uno
spunto Paulo Sarosi de “L’impronta misteriosa”, l’orso Poldo della medesima
storia, oppure il Duca di Condè de “Il popolo della palude”. Tanti, tanti
comprimari, amici e nemici, hanno fatto capolino nelle prime storie quando
ancora doveva formarsi il carattere del nostro eroe. Anche il mostro
dell’Abisso Verde è tornato grazie a Lei, per cui un qualche aggancio con la
memoria di Ferri, Bonelli padre e Nolitta delle prime storie potrebbe anche risultare intraprendente
da svolgere per i lettori di nuova generazione e per i più anziani che hanno
ammirato quelle avventure da piccoli. Non so se possa essere una buona idea,
per Lei, ma spero di averla perlomeno stuzzicata con questi rimandi ad un
periodo storico molto lontano ma che è rimasto nel mio cuore ed in quello di
tutti gli appassionati come Lei, non è forse vero? Un caro saluto.
Sono il
primo a subire il fascino delle storie evergreen di Guido Nolitta, ma bisogna pur fare i conti con i tempi che cambiano
e soprattutto con il fatto che Nolitta
non ci sia più (nonostante l’assurdità della cosa, c’è chi protesta perché
Zagor non è più scritto e disegnato da autori che sono morti). Ne ho scritto
qui:
http://morenoburattini.blogspot.com/2014/11/nostalgia-canaglia.html
Quando ho
ripreso in mano i personaggi nolittiani credo (spero) di averlo fatto con
rispetto, cercando magari di spiegare meglio certi retroscena o risolvendo
questioni rimaste insolute, in chiave postmoderna. Alcuni dei nomi da lei
citati appartengono in realtà alle storie di Giovanni Luigi Bonelli (Sarosi, Nemis), un ciclo che,
probabilmente, necessiterebbe di riscritture, rielaborazioni, chiarimenti e
spiegazioni assai più dei classici del figlio Sergio (ho provato a chiarire e spiegare l’origine del mostro
dell’Abisso Verde, per esempio). Fra gli esempi che lei fa, trovo particolarmente
intrigante riflettere su un possibile ritorno nella cittadella del Duca di
Condè.
5 – Caro Moreno, non so se lei è rimasto attratto dal mito di
Medusa al pari del sottoscritto, ma cosa ne direbbe di trasportarlo
nell’universo di Zagor?
Non ci ho
mai pensato, ma potrebbe essere un’idea. Del resto, avendo avuto trasposizioni
darkwoodiane del mito del vello d’oro come di quello delle fatiche di Ercole,
anche Medusa potrebbe ambire a una storia dedicata.
6 – Dov’è il Silver Lake dove Mike Wilding ha massacrato gli
indiani? È a Darkwood o da qualche altra parte negli Stati Uniti?
La
geografia di Darkwood e zone limitrofe appartiene a un universo parallelo (uno
in cui nel 1835 già ci sono le armi automatiche e in Pennsylvania crescono le
liane) che a volte coincide con il nostro, a volte no. Anche Darkwood è un
territorio vastissimo (non limitato certo alla palude dove vive Zagor, né alla
foresta immediatamente circostante). Il fatto che Zagor per anni non trovi
tracce di Salomon Kinsky nel solo peregrinare con “Wandering” Fitzy significa
che, nella fantasia di Nolitta, il
Silver Lake sia un po’ fuori mano. Storicamente si sa che gli Abenaki vivevano
nel Maine e in alcune zone del Canada come il Nuovo Brunswick e il Québec.
Perciò io collocherei il Silver Lake lungo il confine canadese. Tant’è vero che
in “Furore!” (“Zagor Le Origini” n° 4) faccio scoprire il villaggio di Kinsky
subito dopo che Patrick ha visto, con Fitzy, le cascate del Niagara (si veda a
pagina 18 di quell’albo).

7 – L’ultima volta che abbiamo visto i Sullivan è stato ne “Le
Origini”, ma quello è il periodo di “Zagor Racconta…”. Nel presente di Zagor,
sono stati visti l’ultima volta in “Magia Indiana” molto tempo fa. Quando li
rivedremo?
Secondo
me, in un Color che deve essere ancora scritto. È in lista da tempo (in una
lista che suggerisco sempre ai collaboratori che mi interpellano sui personaggi
a cui eventualmente poterne dedicare uno).
8 – Caro Moreno, come viene scelta la posizione delle storie nelle varie
testate? Cosa conta di più per farle apparire sulla regolare e non sul Maxi o
sullo Speciale?
Ci sono
tante variabili da considerare e tante alchimie da rispettare. A volte si
tratta anche di fare di necessitò virtù e programmare le uscite sulla base di
ciò che abbiamo di pronto. Se sono storie che si inseriscono in una continuity (tipo il ritorno di un certo
personaggio, o il sequel di una certa
avventura già apparsa sulla sere regolare) di solito si mettono sulla Collana
Zenith, soprattutto se si tratta di racconti di stampo tradizionale. Sui Maxi
(oggi “Zagor Più”), sui Color e sugli Speciali ci vanno, più o meno, storie
scollegate e autosufficienti (anche se a volte i rimandi ad altre collane ci
sono).

9 – Caro Moreno, con la seconda Odissea Zagoriana si è parlato di rinascita
e di evoluzione. Credo che ci sia stata, ma non posso non comprendere chi
l’abbia vista come un’involuzione per il semplice fatto che accostando Zagor ad
Atlantide si sia forse un po’ esagerato, mettendolo su un piano del fantastico
oltremodo problematico, perché non si può fare a meno di vederlo come inviato
di Manito che salva il Mondo e, purtroppo aggiungo io, come una persona che, da
lì in poi, avrebbe avuto ancora più a che fare con mostri e alieni di quanto
non fosse accaduto prima (ed è accaduto). Oggi come oggi per Zagor avere a che
fare con esseri dell’altro mondo pare cosa normale e non dovrebbe esserlo,
secondo me. Pensi che i lati positivi siano comunque più dei negativi in questa
evoluzione?
Il mito
di Atlantide è un caposaldo del fumetto di avventura (così come della narrativa
e del cinema di avventura). Perfino Tarzan ci ha avuto a che fare. Non capisco
perché si debba parlare di “esagerazione” se un tema classico avventuroso viene
trattato anche da Zagor. Sta’ a vedere che con Atlantide possono confrontarsi
tutti, dalla Disney a Flash Gordon, e proprio noi che siamo il fumetto della
contaminazione, del sense of wonder e della fantasia dobbiamo limitarci
ai mercanti di whisky e ai trafficanti d’armi. Mah. Non capisco neppure perché
il fatto di trovare dei resti di Atlantide debba mettere Zagor sul piano
“mistico” (quello dell’inviato di Manito) più della storia “Magia senza tempo”
dove Nolitta faceva dire a uno
sciamano che lo Spirito con la Scure era l’“eletto degli dei”. Non mi pare che
le avventure di Zagor abbiano mai proposto un eroe diverso da quello
nolittiano. Davvero ogni lettore interpreta le storie come gli pare e si finge
un eroe su misura. In ogni caso, ho risposto con dovizia di argomenti in questo
articolo, che invito a leggere:
http://morenoburattini.blogspot.com/2012/12/piranhas.html
Resto
sempre stupito quando leggo che Zagor non dovrebbe vivere avventure fantastiche
(non dovrebbe avere a che fare con magia, extraterrestri, eccetera). Ho già
risposto mille volte, sono un po’ stanchino. Il fantastico fa parte del
personaggio fin dalle prime avventure. Nolitta
ha immaginato Zagor come un eroe “contaminato” dal fantastico. Eppure c’è un
gruppo di lettori che, non so sulla base di quali presupposti, considera Zagor
un personaggio western. Ora, io non so quante e quali storie di Zagor abbiano
letto costoro, ma posso assicurare, certo di aver ragione come sono sicuro di
poche altre cose al mondo, che lo Spirito con la Scure è il fumetto della
contaminazione per eccellenza, e che il presupposto stesso della sua creazione
fu quello di collocarlo sulle frontiere della fantasia, della citazione
multimediale, della trasversalità fra i generi. Un fumetto western già
c’era, quando Guido Nolitta creò Zagor, e si chiamava Tex. Sergio Bonelli tutto voleva fuorché farsi concorrenza da solo, e
men che mai far concorrenza a suo padre. Perciò, cercò di diversificare il più
possibile il suo personaggio da Aquila
della Notte. Lo ha detto in molte interviste. Ce n’è una su YouTube in
cui risponde a una domanda in tal senso di Vincenzo
Mollica. Ancora oggi, se uno vuole storie western fa bene a leggere Tex, se
vuole storie fantastico-avventurose fa bene a leggere Zagor (personalmente,
leggo tutti e due). E’ stato Nolitta
a tirare in ballo vampiri, akkroniani, mostri del Dark Canal, Akoto e Kiki
Manito, Rakum l’Eroe Rosso e via dicendo, cortocircuitando i generi letterari.
Se io, come autore, vengo chiamato a scrivere Zagor, ho il dovere di rispettare
queste caratteristiche basilari del personaggio. Per cui alternerò tutti i
generi, talvolta contaminandoli fra loro. Capisco che uno possa dire: “Io preferisco le storie con gli indiani a
quelle con i mostri”. Perfetto, basterà aspettare l’avventura successiva.
Ma non capisco uno che dice: “Zagor non
deve raccontare storie di magia”. Perché chi lo dice è evidente che non
conosce l’eroe di Darkwood e la sua cinquantennale tradizione, che peraltro è
andata sedimentando non soltanto grazie a Nolitta,
autore attivo per venti anni, ma anche grazie a tanti altri sceneggiatori
(tra cui Castelli, Sclavi, Boselli), attivi per quaranta.

10 – Caro Moreno, essendo rimasto intrigato dal nuovo “Zagor Più” e
rimasto affascinato sin dai primi Racconti di Darkwood, ti chiedo se questa mia
sorta di proposta sia fattibile: utilizzare i Racconti di Darkwood, almeno una
volta, con il ritorno di cinque nemici (compresa la cornice) da comprimere
ognuno in 32 pagine, legati appunto dalla cornice dove si racconta, combattendo
il nemico odierno, avventure passate di ritorni di alcuni avversari di alto,
medio o basso profilo, nelle 4 storie da 32 pagine, che hanno messo in
difficoltà Zagor. Cosa ne pensi?
I
Racconti di Darkwood apparsi su “Zagor Più” non sono i primi, ma il
proseguimento di una serie cominciata nel 2017 sul Maxi Zagor n° 31. Credo in
realtà che queste storie brevi debbano, in linea di massima, raccontare storie
il più possibile scollegate dalla continuity, per essere comprensibili anche da
lettori occasionali, così come a volte sono occasionali gli autori “ospiti”.
Salvo eccezioni, naturalmente.
11 – Carissimissimo Moreno, ho tre domande da porti e, siccome è la
prima volta che ti scrivo te le voglio spezzettare. La cosa che più mi preme è
il dispiacere di vedere fumetti di qualche tempo fa negli scaffali di varie
edicole dove, per la maggior parte, ci sono Tex e Dylan Dog. Gli Zagor inediti
ci sono, ovviamente, ma di quelli vecchi non riesco a trovarne, neanche le
ristampe. Come è possibile questa cosa?
Una volta
c’era una distribuzione costante di arretrati nelle edicole (ricordo anch’io
certi scaffali pieni di vecchi Zagor e vecchi Tex), poi i tempi sono cambiati,
così come le regole della gestione di magazzini (anche a livello legislativo),
le abitudini dei lettori, le consuetudini degli edicolanti… oggi, purtroppo,
restano le (poche) bancarelle dell’usato ed eBay.
12 – Caro Moreno, come seconda domanda ti chiedo se, al pari di Gallieno
Ferri nelle prime storie, possa venire utilizzato un autore, che finora ha
fatto solo il disegnatore, anche come sceneggiatore della storia da lui
illustrata? Vedi qualcuno in grado di poterlo fare, nella tua “scuderia”?
Qualcuno
lo sta già facendo.
13 – Come terza domanda, caro Moreno, ti chiedo se possa essere
possibile vedere disegnata una storia di Zagor da Lito Fernandez, il quale purtroppo in Bonelli, su Tex, a mio parere
non ha proprio dato il meglio di sé. Ti piacerebbe vederlo all’opera sulle
tavole dello Spirito con la Scure e pensi che il suo tratto possa conciliarsi
bene col personaggio del quale sei il curatore?
Il
talento di Lito Fernandez è fuori
discussione. Bisognerebbe vederlo poi alla prova (chissà se un tarzanide con la
fisicità di Zagor in una foresta tutto sommato realistica gli verrebbe bene).
Il problema è un altro: non basta desiderare una cosa per realizzarla, bisogna
anche fare i conti con i problemi pratici (il budget, il troppo affollamento di
autori, la disponibilità dell’autore a mettersi al servizio di una tradizione
sessantennale, la disponibilità della Casa editrice, eccetera).
14 – Vorrei
chiedere a Moreno Burattini se fosse possibile far ritornare Zagor sul Grande
Tepui in Sudamerica, magari per andare a salvare Kruger e Mayer accompagnati da
Icaro La Plume sull’altopiano con un dirigibile. Grazie.
Io sono favorevole alle trasferte, molti lettori no
(purtroppo). In ogni caso, Darkwood è stata creata da Nolitta per mettere a disposizione tutti gli scenari dell’avventura
anche senza spostarsi troppo (e senza andare in Venezuela). Qualcosa di simile
al Grade Tepui c’è di sicuro anche dalle nostre parti. Comunque faremo senza
dubbio tornare Kruger & Mayer, così come La Plume.
15 – Caro Moreno, rivedremo Zarkoff alle prese con l’amore della
ragazza protagonista del Maxi “La Nave Fantasma”?
Chissà.
Potrebbe essere un’idea. La suggerisco ad Antonio
Zamberletti.
16 – Gentile Moreno, si è mai trovato in disaccordo con una scelta
di un suo superiore riguardante Zagor? Se sì, può farci uno di questi esempi?
Naturalmente
sì. Ma da buon soldatino, mi sono messo sull’attenti. E il più delle volte
hanno avuto ragione loro, i superiori. Siccome siamo una squadra, ciascuno nel
suo ruolo, meglio lasciar perdere gli esempi: si vince o si perde tutti
insieme.
17 – Caro Moreno, pensi di poter almeno provare a tornare a
scrivere sui forum, dando così la possibilità a chi non ha avuto la fortuna di
conoscerti virtualmente di “socializzare” così con te?
Mi pare
di essere socievole anche altrove. Qui, per esempio. Sulla mia pagina Facebook.
Sul mio canale Youtube. Su Twitter. Ho anche un account Instagram me lo uso
poco (ma lo uso) perché non ho capito bene come funziona.
18 – Caro Moreno, che tu sappia, qual è stata la storia di Zagor
che ha subito il maggior numero di interventi redazionali per quanto riguarda
soggetto e sceneggiatura e quale quella riguardante i medesimi per i disegni?
Stando
alle parole di Sergio Bonelli, che
ci scherzava su, direi “Molok”. Ci ha sempre scherzato su anche Castelli.
19 – Caro Moreno, il villaggio centrale di un campo indiano
comprende anche che vi siano numerosi villaggi situati nelle vicinanze della
stessa tribù, come si può dire per gli accampamenti di Winter Snake, Akenat,
Tonka, ecc. situati a Darkwood, oppure che esiste un solo villaggio per tribù?
È un
vecchio dilemma che ci portiamo dietro, mai del tutto chiarito (neppure da Nolitta). Partiamo dal presupposto che
Darkwood sia una vasta regione e non un condominio. Dopodiché pare che esistano
più villaggi per ogni tribù.
20 – Caro Moreno, le voglio porre una domanda “marzulliana”: sono i
personaggi che fanno le storie o sono le storie che creano i personaggi?
Per
quanto mi riguarda, parto con una storia. Immagino dei personaggi incaricati di
darle vita. Poi i personaggi, a volte, modificano la storia facendole prendere
direzioni inaspettate. Me ne sorprendo anche io.